Bella la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina
Ne voglio ricordare qui la Poesia “Promemoria” di Gianni Rodari, recitata, ieri sera, da Ghali
Ci sono cose da fare ogni giorno:
lavarsi, studiare, giocare,
preparare la tavola,
a mezzogiorno.
Ci sono cose da fare di notte:
chiudere gli occhi, dormire,
avere sogni da sognare,
orecchie per non sentire.
Ci sono cose da non fare mai,
né di giorno né di notte,
né per mare né per terra:
per esempio, la guerra.
Ricordo anche che lo spirito olimpico è spesso coincidente con la capacità degli atleti di affrontare il fallimento fisico o psicologico e trovare la forza, dopo la caduta, di rialzarsi per proseguire.
Molti episodi dimostrano che “cadere e rialzarsi” è una realtà che ha portato a vittorie importanti.
Perché ricordo tutto questo? Perché, troppo spesso, tutto ciò che circonda il consumo di droghe è intriso di una retorica di guerra che fa dimenticare l’obbiettivo più importante: tutelare la qualità della vita e la salute delle persone.
Penso a tutti coloro che a causa di una dipendenza devono proprio affrontare il fallimento del loro progetto di vita, per riuscire a rialzarsi e a proseguire.
Penso che molti di noi, in momenti diversi e per ragioni diverse, si trovano in situazioni analoghe e comprendono l’importanza di una frase di Muhammad Ali che sintetizza il concetto di resilienza, proprio anche dello spirito Olimpico: “Non è un male cadere, dentro o fuori dal ring. È sbagliato rimanere a terra.”
Riccardo C. Gatti