Se da una parte si consiglia di non bere alcolici perché possono essere all’origine di una serie di problemi anche gravi per la salute, dall’altra assistiamo, negli USA, a dichiarazioni come questa: “L’alcol è il lubrificante sociale che riunisce le persone”, ha detto l’amministratore dei Centers for Medicare & Medicaid Services Mehmet Oz, MD, che ha affermato che “non ci sono mai stati dati veramente buoni” a sostegno dei limiti giornalieri. “Non penso che bisognerebbe bere alcolici, ma permettere alle persone una scusa per legare e socializzare. E probabilmente non c’è niente di più sano che divertirsi con gli amici in modo sicuro”.

Il tutto in relazione a nuove linee guida federali USA che sono state modificate, suggerendo di consumare “meno alcol”. La raccomandazione precedente era di evitare l’alcol o limitare l’assunzione giornaliera a una bevanda o meno per le donne e a due bevande o meno per gli uomini (Fonte Medscape Medical News).

Difficile, a questo punto e con queste indicazioni divergenti, provenienti da fonti autorevoli, orientarsi nei consumi. Non so se questo sia il risultato che si voleva ottenere.

Il tutto, più che una indicazione a tutela della salute, ricorda la frase: “E chi non beve con me… peste lo colga!”. Fu detta da Amedeo Nazzari in un film del 1942. Il titolo: “La cena delle beffe”.

Riccardo C. Gatti

 

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