Prendo spunto da un articolo di cronaca locale (vedi il link sotto) che ci parla di un confronto sulle dipendenze, e di tanti i minorenni che fanno uso di crack a Ribera, per sottolineare che in molti luoghi ci si riunisce, si analizza la situazione, si dicono cose importanti, ci sono interventi toccanti, tutti ribadiscono il loro impegno, ma poi, come dice l’articolo …

“A fronte di una crescente richiesta di aiuto, è stato evidenziato come il servizio operi con personale limitato: una psicologa, due infermieri, due assistenti sociali e un medico presente solo poche ore a settimana. Una struttura che fatica a rispondere alle richieste crescenti del territorio, tanto che, in alcuni casi, si è dovuto rinunciare agli interventi di prevenzione nelle scuole”.

Questa non è la realtà solo di Ribera. In troppe parti del Paese è lo stesso.

I Servizi dipendenze, solo a fatica, riescono a rispondere pienamente alla domanda di aiuto. Direi che fanno quello che possono. Non è storia (solo) di oggi. Da sempre i Servizi Dipendenze pubblici, in molte parti dei nostri territori, sembrano dimensionati e strutturati quel tanto che basta per contenere il bisogno di intervento per i casi più disperati e, ormai, cronici, eventualmente riducendo i danni più gravi, ma non per intervenire precocemente, per prevenire la cronicità.

È quasi come se non si volessero Servizi ed attività in grado di cambiare gli scenari in atto e di turbare la prosperità dei mercati, riducendo davvero la domanda di droghe.

Considerando la situazione economica globale penso, con tristezza, che questa situazione non migliorerà nei prossimi anni: non è stata migliorata nemmeno quando vivevamo in tempi migliori di oggi. Continueremo ad auspicare la necessità di fare di più ed a gettare (poche) risorse nelle illusioni costruite con un rivolo di progetti a termine, anche improbabili, indirizzati all’emergenza di turno. Non riusciremo, però, a rafforzare strutturalmente il funzionamento di Servizi pubblici che dovrebbero essere in grado di prevenire, curare e riabilitare ed avrebbero, per questo, bisogno, da sempre, di risorse che mancano.

A meno che, prima o poi, si riesca seriamente a ragionare sul perché di questa situazione, avendo anche il coraggio di darsi delle risposte e di agire di conseguenza.

Riccardo C. Gatti

Ribera. Confronto sulle dipendenze, tanti i minorenni che fanno uso di crack

 

Sullo stesso argomento riporto solo alcuni miei articoli per dimostrare che stiamo parlando di una problematica, quella delle risorse disponibili, che esiste da sempre … ma non si risolve. L’ultimo articolo, sulla obsolescenza programmata, è stato scritto ai tempi della pandemia Covid. E’ abbastanza esteso e propone anche riflessioni per risolvere un problema che c’è e, con il tempo che passa, diventa sempre più grande.

“SERD: il fronte dimenticato della lotta alla droga”

Il destino dei SERD

SERD: come evitare una obsolescenza programmata e perché