Una segnalazione del Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe è stata recentemente resa pubblica. Riguarda la messa in commercio di – di prodotti contenenti cannabis a basso contenuto di THC (c.d. cannabis “light”) – che erano però miscelati con “un pericoloso cannabinoide sintetico denominato MDMB-PINACA”. Qui si può leggere la notizia divulgata dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Prodotti venduti come cannabis “light” contenenti MDMB-PINACA, sostanza con effetti anche letali”.
Il tutto, come riferisce Il Salvagente-it, sarebbe collegato al caso di “uno studente turco precipitato dalla finestra di un bnb di Milano dopo aver fumato della cannabis light. Lo studente, deceduto a seguito delle lesioni dovute all’impatto, aveva comprato la cannabis in uno shop di Firenze. Secondo le analisi di laboratorio, la cannabis consumata dalla vittima era contaminata dall’Mdmb-Pinaca, e sarebbe stata comprata dal rivenditore fiorentino a Praga, con ogni probabilità inconsapevole della contaminazione”.
In relazione a questi fatti, Il Salvagente.it che si definisce “Leader nei Test di laboratorio contro le truffe ai consumatori”, prende una posizione particolare, che è evidente già dal titolo dell’articolo: “Se il governo utilizza ad arte un caso di cronaca per la sua crociata contro la cannabis light“. Forse, il sospetto di strumentalizzazione politica dell’allerta, nasce dal fatto che si tratta di un tipo di comunicazione che, usualmente, rimane indirizzata solo ai Centri collaborativi del Sistema, alle Regioni ed ai Servizi Dipendenze ecc., e viene resa pubblica proprio nel momento in cui il tema della “cannabis light” e della possibilità della sua produzione e vendita è oggetto di un importante contenzioso.
Il fatto, però, di divulgare questo genere di notizie di allerta è, a mio parere, una buona iniziativa, ammesso che non si riduca ad un unico episodio isolato. Spero, cioè, che rappresenti una nuova tendenza, specie per situazioni che possono comportare pericoli reali ed imminenti per i consumatori di sostanze. In caso di pericolo, infatti, anche pensando di informare tutto il settore sanitario e sociosanitario, la maggior parte dei consumatori di sostanze lecite o illecite che non si rivolgono ai Servizi, non verrebbe allertata, con possibili gravi conseguenze.
A mio parere, questa idea potrebbe addirittura essere perfezionata, attraverso la costruzione di un sito dedicato, dove raccogliere le segnalazioni di allerta, dando anche indicazioni più complete ed approfondite, in senso divulgativo e correttamente esplicativo, sulla pericolosità di certe sostanze o su specifiche situazioni collegate al loro acquisto ed utilizzo. Per essere più preciso, non dovrebbe essere un sito dove genericamente comunicare la pericolosità di determinati consumi, ma costruito per dare evidenza ad emergenze specifiche in corso.
Non sarebbe una iniziativa semplice, soprattutto per comunicare elementi utili, senza creare effetti paradossi. La divulgazione in questo campo non è semplice, come potrebbe sembrare: lo si vede anche in questo caso.
Considerando l’evoluzione dei mercati che si fanno sempre più insidiosi, con una distribuzione multicanale, la comparsa di sempre nuove sostanze di ogni genere, eventualmente miscelate tra loro e presenti anche in farmaci contraffatti, muoversi in questa direzione, con prudenza ma anche con determinazione, tuttavia, più che una opportunità, mi parebbe una necessità.
Riccardo C. Gatti
