
No, non sono d’accordo con questo articolo (nel link sotto) quando dice: “Se vogliamo indicare un punto di partenza, il disagio giovanile ha il suo inizio dopo la pandemia”.
È da più di cinquant’anni che parliamo di disagio giovanile!
Si tratta di una “patologia” inventata e stigmatizzante che serve a deresponsabilizzare. Se quello che emerge è un disagio profondo “fatto di autolesionismo, disturbi alimentari, tentativi di suicidio e uso di droghe” è perché i giovani di ieri, già definiti a disagio, una volta diventati adulti, non hanno saputo o voluto costruire una realtà migliore per chi sarebbe venuto dopo di loro.
Continuando così, senza porsi il problema, anche i giovani di domani soffriranno dello stesso disagio dei giovani di oggi. Ne faremo l’occasione di dotte conferenze e di articoli sui giornali, proseguendo la tradizione, senza ipotesi di cambiamento di una costruzione sociale che, evidentemente, non si vuole cambiare.
E se c’è chi ne soffre (e non si tratta solo di giovani), che importa? Va bene così.
È il prezzo da pagare. Ma per cosa?
Riccardo C. Gatti
Disagio giovanile: droga, disagio e coltelli
https://ilfarosulmondo.it/disagio-giovanile-droga-disagio-coltelli/