Braden Eric Peters, nato nel 2005 e conosciuto online come Clavicular o Clav, è uno streamer e influencer online statunitense da oltre un milione di follower. Recentemente ha avuto una overdose o, comunque, un malore grave, con ogni probabilità legato all’uso di sostanze, durante una diretta in streaming su Kick. La notizia ha fatto il giro del mondo, ripresa da moltissimi media. Clavicular ha acquisito notorietà su TikTok e Kick per i contenuti “looksmaxxing”. Si tratta della ricerca del miglioramento e della “massimizzazione” del proprio aspetto fisico. Mira ad apparire più attraenti anche attraverso metodi estremi tra cui, ad esempio lo “schiacciamento delle ossa” facciali, ripetuti interventi di chirurgia plastica, l’assunzione di steroidi anabolizzanti ed altri farmaci, e l’uso di droghe come ad esempio la crystal meth, per rimanere magri. Sebbene la diretta Kick sia stata sospesa al momento del malore, in rete sono, comunque, presenti diversi video che documentano, anche in modo crudo, la situazione ed hanno avuto una grande diffusione.

C’è una sorta di sottile e perverso collegamento tra il looksmaxxing e l’autolesionismo, quando sconfina nell’esaltazione di metodi estremi per migliorare l’aspetto esteriore. Così anche una overdose può diventare oggetto di un qualcosa che appare una via di mezzo tra una drammatica realtà ed un reality show. La dimensione dell’influencer, in questi casi, assume una forza particolare perché appare “reale”, e travalica, quindi, la virtualità dei social. Esce in modo esplosivo dalla bolla comunicativa che la contiene, assieme ai suoi follower e, in una sorta di “estetica dello shock”, si allontana anche dagli stereotipi stigmatizzanti che riguardano i consumatori di droghe o, almeno, il consumo di droghe e le dipendenze, così come siamo soliti immaginarli.

Questo spiega perché migliaia di persone sentano il bisogno di seguire la vicenda e di cercare attivamente in Rete i video completi del malore, censurati da parte dei media tradizionali, ma comunque ripresi e messi a disposizione. Clavicular esiste in quanto influencer ed anche un malore grave, che per molti di noi ha una dimensione intima e privata, diventa, così, qualcosa da rendere pubblico. Ci sarà chi ne rimarrà influenzato, non per evitare analoghe situazioni ma, al contrario, verso l’assunzione di comportamenti potenzialmente autodistruttivi: una specie di esaltazione del farsi male per sentirsi vivi e protagonisti della propria realtà.

Ci sono troppe persone, anche molto giovani, che finiscono all’ospedale dopo l’uso di sostanze: alcolici, farmaci e droghe illecite. Tra queste alcune muoiono, altre ne ricavano danni gravi, molte si rendono conto che si tratta di comportamenti da non ripetere. Eppure il potenziale dannoso di determinati comportamenti dovrebbe essere noto a priori e non ci si spiega, quindi, come certe cose possano accadere. Preferiamo spiegarle come effetto di un disagio, quel “disagio giovanile” che, da più di cinquant’anni, viene dato come giustificazione di ogni comportamento dannoso, oppure, ancora, di una sottostante patologia mentale, di ignoranza o di ingenuità. Rifiutiamo di pensare come comportamenti estremi, anche collettivi, possono essere il risultato di una scelta consapevole, non semplicemente di un imprevisto o della occasionale influenza negativa del gruppo in cui vengono attuate e della giovane età.

Eppure, non di rado, si tratta di scelte lucide ed informate che nascono a priori, in una dimensione diversa, governata da pochi tecno-oligarchi e da algoritmi informatici, che non esisteva in un recente passato. Vengono guidate da un “contagio cognitivo”, amplificato e giustificato dagli effetti delle “bolle comunicative” (o filter bubbles) tipiche dei social e della Rete. La società interconnessa è proprio nata per poter condizionare scelte e comportamenti: è stata pensata e costruita per questo. Crea, spinge in alto, o distrugge i propri protagonisti ed influencer, a seconda della necessità, e tende ad ingabbiare i follower in percorsi utili per indirizzarne, “automaticamente” le opinioni e incrementarne i consumi, dai più banali ai più pericolosi. Effetti su cui non abbiamo ancora sviluppato spirito critico e solide difese culturali. Certamente determinate scelte, piuttosto che altre, rimangono l’espressione di chi le compie e sono portatrici di significati che, tuttavia, difficilmente vengono colti, visto che si generano in una realtà che continuiamo a voler considerare “virtuale” e, quindi, astratta. Invece è concreta ed immanente e andrebbe attivamente compresa.

Nel frattempo Clavicular è uscito dall’ospedale ed ha dichiarato, in una clip condivisa su YouTube: “Non farò più uso di sostanze per un po’, spero per sempre, ma questo significa che non posso più fare streaming nella vita reale” e, quindi, dovrò trovare un’altra soluzione: “O ti eserciti a fare mogging da sobrio oppure trovi una nuova forma di contenuto”.

Per chi non lo sapesse “mogging” è uno slang usato in rete. Significa dominio fisico, estetico ed anche psicologico di un’altra persona, standole vicina e rendendola meno attraente o imponente per confronto diretto. Deriva dal termine ‘AMOG’ (Alpha Male Of the Group).

Se il mogging era un importante obiettivo, e la base di una situazione di agiata notorietà, spero proprio che Clavicular ritorni ad essere Braden Eric Peters, trovando una nuova forma di contenuto e di significato per la sua vita, oggi imprigionata, assieme a quella di molti suoi follower, dai paradigmi di una società interconnessa che, come lui, si è evoluta così rapidamente da aver già iniziato la propria decadenza, mentre è ancora alla ricerca di una maturità.

Riccardo C. Gatti