Dopo la mia segnalazione su X di un articolo del Corriere di Viterbo con il titolo “E’ tornata di moda l’eroina” , con un mio commento sul fatto che l’eroina non se ne era mai veramente scomparsa dal mercato e dai consumi, pur non essendo di “tendenza”, Valentina Avon, @_av0n, che ringrazio, giornalista con una grande conoscenza del tema di droghe e dipendenze, suggeriva che “il titolo corretto potrebbe essere: EROINA, TORNANO LE SIRINGHE”, con ben altro svolgimento.

È una osservazione acuta ed interessante. Usare eroina in vena sembra, a molti, un ricordo del passato ma non è così.

Ho fatto una breve ricerca in rete trovando diverse cronache che, dal 2025 ad oggi, ci parlano di un uso delle siringhe, per drogarsi, che si rende evidente alla popolazione e suscita allarme. Ne cito alcune.

Lo leggo per Mestre (articolo uscito poche ore fa) dove si dice: “Non c’è giorno che tossicodipendenti e sbandati non piantino le siringhe negli alberi di piazzale Bainsizza”.
Lo leggo per Varese dove un giorno fa è uscito questo articolo: “Allarme siringhe in pieno centro. Ogni notte gli eroinomani si bucano davanti al municipio, a pochi metri da una scuola”. Ma anche a Battipaglia si scrive: “Battipaglia, allarme in viale della Previdenza: siringhe nell’area del ponte verso la stazione”. E a Vicenza: “Siringhe e tossicodipendenti in azione vicino all’asilo: nuova allerta a Vicenza”.
Lo leggo per Grosseto: “Sembrava di tornare agli anni dell’eroina”, dopo che due giovani si erano bucati nell’atrio di un ufficio postale.
Lo leggo per Roma: “Eroina, emergenza senza fine: a Roma raccolte trentamila siringhe in sei mesi”. Lo leggo per Ancona: “Siringhe allo Smia, è allarme eroina”, oppure ancora per Gattinara (“Siringhe per l’eroina nei boschi di Gattinara”) o per Crema (“Le mode sono cambiate, ma il ‘buco’ è rimasto. Altre siringhe, unite a un bivacco, erano state rinvenute nelle scorse settimane sotto il ponte della ferrovia per Cremona”). Ma anche a Vicenza si scrive: “Siringhe e tossicodipendenti in azione vicino all’asilo: nuova allerta”.

Potrei continuare: tra il 2025 ed oggi le segnalazioni delle cronache locali sono molteplici (e volendo se ne potrebbero trovare in anni precedenti) anche se, altri dati, sembrerebbero descrivere un consumo dell’eroina in diminuzione.

D’altra parte, se le siringhe per strada provocano l’immediata associazione mentale con l’uso di eroina, è vero che potrebbero essere usate anche per iniettarsi altre droghe, per esempio la cocaina, ed è un segnale che non trascurerei. È l’indicatore di una maggior pericolosità di ciò che abbiamo di fronte e che dobbiamo affrontare.

Se, poi, troveranno conferma sia l’osservazione che «Il Fentanyl inizia a essere usato come sostanza da taglio a Palermo» e la condivisibile considerazione di una grande esperta di sicurezza, @caramirna (sempre su X) che, in questo caso, “più che sostanza da taglio sembrerebbe un modo per avviare gli utenti all’uso/dipendenza della sostanza. In breve mi sembra più un test sulla fascia di utenza” … temo che ci aspettino tempi davvero difficili, a cui ci dovremmo preparare con maggiore attenzione, per non esserne travolti.

Assetti normativi e modelli operativi e di dimensionamento del sistema di intervento che risalgono al secolo scorso, potrebbero rivelarsi inadatti in un prossimo futuro.

In apertura ho messo  una immagine del 1984, scattata al Parco Lambro a Milano e subito soprannominata “l’albero delle siringhe”. Altri tempi, senz’altro, ma la situazione di oggi è probabilmente ancor più complessa di quella di ieri e l’eventuale ritorno alle siringhe ed alle droghe endovena non è certo un buon segnale anche perché ci dice che impariamo poco dalla nostra storia.

Riccardo C. Gatti