Attorno all’argomento si sta aprendo un importante dibattito su cui incombono interessi ed opinioni diverse. C’è chi sostiene che I divieti non funzionano ma spingono solo verso mercati illegali che non prevedono controlli sull’età, standard di sicurezza o imposte.
Un esempio riportato è quello dei Paesi Bassi, dove lo svapo tra i minorenni parrebbe aumentato del 15% tra il 2023 e il 2025 dopo il divieto sui liquidi aromatizzati. E c’è chi stima che circa il 50% del mercato dello svapo nell’UE sia ora illegale o non conforme.
In pratica, anche per questo mercato, si stanno ripetendo argomentazioni ben note ma che, normalmente, riguardano la diffusione delle droghe illecite.
Evidentemente il mercato, regolamentato con le norme attuali, sta producendo danni, ma c’è chi pensa che norme più restrittive, costruite per ridurli, ne possano produrre di peggiori. Un bel dilemma, visto che le conseguenze di determinate scelte si conosceranno solo a posteriori e gli interessi in gioco sono così tanti che, anche in quel momento, resteranno dubbi indistricabili sulle scelte più opportune.
Senz’altro incertezza, ideologie, ideali e posizioni personali, possono essere utilmente influenzate per favorire, di volta in volta, il lecito o l’illecito. Sicuramente, in tutti i casi, i clienti di questi mercati ne riceveranno danni. Ormai assuefatti a questo concetto cercheremo solo di ridurli, senza nemmeno pensare di poterli evitare. Ne saranno favoriti i mercati, qualunque essi siano.
Riccardo C. Gatti
Il fumo di tabacco in psichiatria e nei servizi dipendenze
