Da un po’ di anni cerco di far notare come la diffusione di crack possa essere davvero preoccupante, da diversi punti di vista: salute e sicurezza, ad esempio. Purtroppo noto che questa sostanza è sempre più diffusa, probabilmente anche perché è sottovalutata, nel suo potenziale distruttivo, da chi si accosta al suo consumo.
Già nel 2020 anche via X (Twitter) mi rivolgevo a chi, dopo aver provato la cocaina, passava al crack, ma analoga raccomandazione vale anche per chi inizia direttamente ad usare questa droga, magari semplicemente perché la ritiene, sbagliando, a basso costo.
A quei tempi il fenomeno sembrava relativamente limitato a situazioni specifiche. Oggi non è più così. Il tutto mi ricorda la fase iniziale di una situazione USA degli anni ’80 dove, poco per volta, una sorta di “epidemia” della diffusione di crack ebbe risultati devastanti.
Ecco cosa scrivevo su X il 18/2/2020:
“Prima cominci a sniffare cocaina, poi ti accorgi che, freebasata o sotto forma di crack, la “botta” é più forte a parità di costo, anche se dura meno e la devi ripetere. Se ti riconosci in questa situazione, fermati e fatti curare: hai già perso il controllo anche se non lo sai.”
Riccardo C. Gatti