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- estratto dalle capsule non mature del Papaver Sonniferum Album
- nel ‘500 entrò nella farmacopea occidentale come “laudano”
- uso epidemico dopo la “rivoluzione industriale”
- nell’800 era estremamente diffuso: prime segnalazioni dei rischi di
dipendenza
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- Nel 1803 viene isolato un alcaloide chiamato “morfina”
- Verso la metà dell’800 incomincia a diffondersi l’uso degli alcaloidi
puri
- Nel 1853 viene inventata la siringa ipodermica
- Nel 1897 la Bayer sintetizza l’ “EROINA” presentata come sostanza attiva
nella tossicodipendenza da morfina
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- analgesia, senso di tranquillità, diminuita apprensione
- eroina in vena (o fumata) effetto “flash” particolarmente piacevole
- costipazione, riduzione dello stimolo della tosse
- euforia iniziale seguita da apatia
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- Nel sistema nervoso (centrale e periferico) esistono recettori specifici
per gli oppiacei
- A questi recettori normalmente si legano sostanze oppioidi presenti nel
nostro organismo dette ENDORFINE
- Agiscono soprattutto su tre tipi di recettori (delta, kappa e mu)
- Morfina e metadone legano prevalentemente i recettori mu
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- è caratterizzata da tolleranza (necessità di aumentare la dose per
ottenere lo stesso effetto)
- provoca una caratteristica crisi di astinenza al momento della
sospensione della sostanza
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- per evitare l’angoscia dell’astinenza
- per il rinforzo dovuto agli effetti piacevoli
- per un effetto auto-medicante di angosce psicologiche pre-esistenti
- per un deficit originario del sistema endorfinico
- varie teorie sono una rielaborazione più o meno complessa di queste
ipotesi
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- stile di vita (compresa la vicinanza a un contesto criminale)
- modalità di utilizzo (norme igieniche, tradizioni, non conoscenza di
cosa realmente si assume)
- polarizzazione del proprio io attorno alla droga e a ciò che la circonda
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