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- facilita il release e inibisce il reuptake della noradrenalina
- facilita il release e inibisce il reuptake della dopamina
- inibisce la biosintesi di serotonina
- alcuni recettori oppiacei sembrerebbero coinvolti nel mediare gli
effetti (NIDA)
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- per raggiungere gli stessi effetti piacevoli nel tempo vengono aumentate
le dosi
- alcuni effetti, nel tempo, aumentano (es. disturbi dell’attenzione)
- altri effetti si manifestano (stati psicotici)
- altri sembrano diminuire (effetti cardiovascolari)
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- la cocaina può produrre uno stato psicotico paranoideo simile a quello
prodotto dall’amfetamina
- la psicosi amfetaminica è un utile modello per lo studio della
schizofrenia
- non è chiaro se esista una predisposizione (genetica?) allo sviluppo di
disturbi psicotici indotti da cocaina e amfetamina
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- spesso la cocaina è usata con alcolici o con hashish
- talvolta è usata assieme ad eroina
- altre volte con farmaci
- è facile che si instaurino stati di poliabuso che aumentano i rischi di
incidenti mortali
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- basso livello di “energia” - astenia
- depressione - irritabilità - disturbi del sonno
- craving
- durata da alcuni giorni sino a due settimane
- intensità (sembra) correlata all’uso
- risponde agli agonisti (Bromocriptina)
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- dilatazione pupillare
- tachicardia
- aumento della temperatura
- aumento della glicemia
- aumento del tono degli sfinteri
- diminuzione della mobilità intestinale
- redistribuzione del flusso ematico a favore di cervello e muscoli
scheletrici
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- incremento atti respiratori poi respiro superficiale - depressione -
edema polmonare - ipossia - arresto respiratorio
- sudorazione - vomito - confusione - iper-riflessia - convulsioni
- ipertensione, aritmia cardiaca, emorragie, infarti
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- stato ipomaniacale
- comportamento stereotipato
- ansietà - crisi di panico
- psicosi acuta
- disforia post - cocaina
- attenzione all’uso di neurolettici :
- abbassano la soglia epilettogena
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- chi è dipendente anche da altre droghe
- chi abusa pesantemente e.v. (o crack)
- chi ha patologia psichiatrica
- chi ha importanti patologie mediche
- chi ripetutamente ha fallito con terapie ambulatoriali
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- Se la cocaina è un’auto-cura individuare la patologia primaria.
- Quale è la terapia adeguata?
- Se la cocaina non è secondaria ad una patologia è possibile non sia
necessario utilizzare farmaci in fase iniziale.
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- I primi 30 - 60 giorni devono essere dedicati alla completa astinenza da
tutte le droghe che alterano l’umore compresi alcol e hashish
- Prevenire le situazioni “trigger” che vanno dettagliatamente studiate ed
analizzate
- Vedere il paziente tutte le volte che è necessario (anche 4 o 5 alla
sttimana)
- Istruirlo a comprendere il craving da cui potrebbe essere affetto
- Assicurarsi, se possibile, l’appoggio di un familiare
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- Se l’astinenza e il craving sono insopportabili si interviene
sintomaticamente. I farmaci utilizzabili sono soprattutto antidepressivi
(triciclici o serotoninergici).
- Alcuni autori riferiscono risultati anche con l’uso di litio,
bromocriptina (craving), basse dosi di aloperidolo.
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- inserire il soggetto in una attività di gruppo guidata bisettimanale
- inserire il soggetto in un programma di psicoterapia individuale o di
coppia con sedute settimanali
- questa fase deve durare almeno 6 - 12 mesi
- e deve essere seguita dall’attività in un gruppo di auto-aiuto
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- Purtroppo, in Italia, non esistono (di norma) reparti
- specializzati per il trattamento dei
- tossicodipendenti. Ciò significa che
- i soggetti per cui il trattamento ambulatoriale è controindicato
riceveranno cure inadeguate.
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- “Il nostro obbiettivo finale è
- sviluppare approcci integrati
- di trattamento che combinino
- terapie farmacologiche con
- interventi comportamentali.”
- Dr. Alan I. Lesher, Nida Director
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- E’ stato individuato il meccanismo di trasporto della dopamina che viene
bloccato dall’azione della cocaina
- Sono stati individuati 5 recettori della dopamina ed un certo numero di
recettori della serotonina
- Si stanno sviluppando trattamenti sperimentali basati su farmaci che
possano agire sui recettori e/o sui meccanismi di trasporto per
attenuare l’ effetto della cocaina o per intervenire sui meccanismi
della dipendenza
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- Esistono composti che, a livello sperimentale, bloccano l’effetto della
cocaina senza intervenire sul sul normale funzionamento del sistema
dopaminergico
- Si sta lavorando ad una tecnologia per realizzare anticorpi catalitici
che riconoscano e leghino la cocaina, metabolizzandola e
neutralizzandola in modo naturale ma molto veloce
- Lo sviluppo di anticorpi catalitici potrebbe essere utile sia per il
trattamento della overdose, sia per detossificare ( anche in situazioni di abuso
collegate ad altre droghe).
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