home page "indipendente" sulle tossicodipendenze, sulle droghe e sul sistema di intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo di Riccardo C. Gatti (Medico, Psicoterapeuta e Specialista in Psichiatria, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze della A.S.L. Città di Milano. Professore a contratto, all'Università Statale di Milano Bicocca)  

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Confermato il Dipartimento Nazionale

E' confermata una buona notizia: il primo passo che farà il sottosegretario Carlo Giovanardi sarà ripristinare il Dipartimento Nazionale.  ADUC riporta la notizia riferendola all'ANSA e parla di un Dipartimento per "la lotta alle tossicodipendenze" che, a voler ben guardare (!),  è concettualmente diverso da ciò che esisteva nel precedente Governo Berlusconi: un Dipartimento per le "politiche antidroga". Inizia, ora, un percorso molto complesso. Istituire un organismo qualunque e chiamarlo Dipartimento è rapidamente fattibile. Determinare strategie operative nel Paese, creare una cerniera importante tra le diverse conoscenze ed esperienze tecniche e le scelte politiche del Governo, giocare un ruolo chiave rispetto alla politica interna ed estera, invece, non è facile. Fino ad oggi nessuno ci è riuscito. Non basta, infatti, la buona volontà e, come in tutte le cose, un pizzico di fortuna: occorre anche sapere e potere dare una "collocazione" ed un "dimensionamento" adeguato alla struttura di supporto che deve avere il giusto "peso" per agire. Da come verrà organizzato il Dipartimento Nazionale capiremo in anticipo come il Governo affronterà uno dei problemi più gravi del nostro Paese. (RCG 15.5.08)
 

 

 

Nuovo Governo: torna Giovanardi

Probabilmente sarà Carlo Giovanardi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla lotta alla droga, alla famiglia e al servizio civile. Per quanto riguarda la droga il nuovo Governo, come primo passo, potrebbe ricostituire il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, smantellato come segno di "discontinuità politica" dall'ex Ministro Ferrero. Il secondo passo potrebbe essere l'organizzazione di una nuova Conferenza Nazionale Antidroga, visto che la legge prescrive la sua indizione ogni tre anni. Paradossalmente chi si era dissociato dalla precedente Conferenza di Palermo, prendendo posizione contro la legge Fini - Giovanardi,  ora dovrà ritornare a rapportarsi, o a confrontarsi, con il medesimo interlocutore, precedentemente rifiutato. Riprenderà il dialogo a suo tempo interrotto? Verranno utilizzati gli atti e le conclusioni della passata Conferenza Nazionale dispersi dal sopravvento del Governo Prodi? Verranno utilizzati i lavori della Consulta degli Operatori e degli Esperti convocata dall'ex Ministro Ferrero o verranno nuovamente dispersi come sembra essere ormai una tradizione da alcune legislature?  Vedremo. Una curiosità. Il sito del vecchio Dipartimento Nazionale, soppresso da Ferrero, sopravvive su Internet a questo link Tutto è rimasto ... come era stato lasciato, almeno nella realtà virtuale. La piena riattivazione (non virtuale!) del Dipartimento, invece, potrebbe essere un lavoro niente affatto semplice sebbene auspicabile e necessario. Una preoccupazione in più per chi, come me, è convinto che in questo campo siamo fermi da troppo tempo (RCG 9.5.08). 

 

Droga e Psichiatria

"Nelle grandi città i giovani che accedono ai servizi psichiatrici sono quasi tutti consumatori di sostanze a rischio dipendenza", spiega Mariano Bassi, presidente della Società Italiana di Psichiatria.  Si tratta dei risultati di uno studio condotto tra il 2005 e il 2006 dal Dipartimento di neuroscienze e tecnologie biomediche dell'università degli Studi di Milano Bicocca, su 28 Dipartimenti di salute mentale per un totale di oltre 86 mila pazienti con doppia diagnosi (problemi mentali e di droga o alcol). Siamo di fronte, evidentemente, ad un grosso problema non solo perché l'abuso di sostanze rende più difficile il trattamento dei problemi psichiatrici ma anche perché molti problemi psichiatrici possono essere esacerbati, o indotti dall'uso di droghe, anche quelle che in tanti, purtroppo, continuano a considerare "leggere". (RCG 9.5.08)  

 

ll mercato della droga e i messaggi dei nuovi media

 Pubblicato sul Corriere della Sera del 27.3.08  

Quando di fronte a fatti di cronaca recenti, come la morte di un ragazzo durante un rave a Milano a cui partecipano più di mille giovani, ci si interroga sull’assenza delle istituzioni, degli educatori e delle famiglie e sulla mancanza di regole, si deve comprendere che queste assenze e queste mancanze nascono prima del fatto specifico e, più precisamente, nel rapporto che c’è tra una vecchia “cultura” basata sulla trasmissione di nozioni, esperienze e regole statiche ed un mondo che è sostanzialmente cambiato.

Per leggere l'articolo completo

 

 

 L'etica burocratica del metadone

Permettere di ricostruire una vita "normale" a chi ha avuto una lunga storia di tossicodipendenza dovrebbe essere uno degli obiettivi fondamentali per chi cura. Una delle terapie di scelta, in questi casi per gli eroinomani, comporta l'utilizzo, anche per tempi lunghi, di metadone. Da quando in Italia, nei primi anni ’80, è stato autorizzato l’utilizzo del metadone, si è sempre discusso sulla sua utilità in modo spesso inadeguato e stereotipato. Questa discussione, stranamente, non ha mai riguardato la buprenorfina (un altro farmaco che si usa con lo stesso scopo ed, egualmente, provoca dipendenza ma costa molto di più). Ad un certo punto, però, avviene una sorta di "apertura" normativa rispetto all'uso di metadone. Qualunque medico, seguendo il piano terapeutico di un Ser.T., e, naturalmente il Ser.T. stesso, vengono autorizzati a prescrivere su ricetta sino a trenta giorni di terapia. In pratica il paziente in cura (che immagino in trattamento stabilizzato e con uno stile di vita, ormai, regolare) può ricevere una ricetta per ritirare gratuitamente in farmacia il metadone necessario per un periodo di trattamento fino a un mese (in alternativa alla possibilità di averlo affidato direttamente da un Ser.T). E' una comodità ed anche una possibilità per considerare la persona in un modo più simile a quello di qualunque altro paziente che va del medico ed ha una prescrizione per la sua cura. E' una rivoluzione rispetto ai tempi ancora recenti in cui il paziente veniva sempre obbligato ogni giorno, indipendentemente dall'andamento del percorso terapeutico, a recarsi al Ser.T. per "bere" il farmaco davanti a un sanitario che ne verificava l'assunzione. Ma c'è un ma. La Federazione Italiana degli Ordini dei Farmacisti chiede un chiarimento al Ministero della Salute da cui arriva una risposta (nota del 16.2.2008 dell'Ufficio Stupefacenti) che specifica come la prescrizione del metadone per trenta giorni sia possibile ma che nei trattamenti della tossicodipendenza (a differenza che nella terapia del dolore) per avere il farmaco gratuitamente, perchè rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale, sia necessario riportare un massimo di tre confezioni per ricetta. Si deve considerare che un mese di terapia per un tossicodipendente richiede, mediamente, dalle 20 alle 30 ricette in su, visto che le singole boccette vendute in farmacia hanno un contenuto relativamente limitato. Fare un'unica ricetta con tutto il farmaco necessario è possibile ma il paziente deve pagare il quantitativo che eccede le tre confezioni.

Tutto qui. Naturalmente no perché il metadone è prescrivibile anche per la terapia del dolore e, in questo caso, però, si può prescrivere il quantitativo necessario per il trattamento di trenta giorni in una unica ricetta (e il farmaco viene regolarmente pagato dal Servizio Sanitario). Se la prescrizione è fatta dal Ser.T., dunque, ... la limitazione è automatica. Morale: per gli eroinomani in cura al Ser.T. ci sono limitazioni che rendono la pratica di prescrivere il metadone su una ricetta rimborsata dal SSN pressoché impercorribile.

Non ne capisco il motivo ma, evidentemente, c'è un' etica burocratica, che penalizza il tossicodipendente meno abbiente in cura al Ser.T.. Queste limitazioni, infatti, non hanno a che fare con il tipo di farmaco o di patologia. Decadono se il paziente ha la possibilità  di pagarsi  il metadone!

Amen.  

Riccardo C. Gatti 9.3.08 

 

 


 

 

La mattanza silenziosa e le persiane chiuse


C'era un tempo in cui i giornali contavano i morti per droga. Ogni giorno moriva qualcuno, spesso con una siringa nel braccio, dopo l'ultima "pera" di eroina. Le overdose di eroina furono, assieme alla diffusione dell'AIDS, uno dei motivi dell'emergenza droga degli anni '90. Poi, ad un certo punto, le cose migliorarono.  Il picco massimo di decessi per droga si ebbe, in Italia, nel 1996 con 1.566 casi. Seguì un costante decremento fino al 2003 e, poi, una parziale inversione di tendenza.  Nel  2007 le vittime erano 589,  38 in più dell'anno precedente. La più giovane aveva soltanto 16 anni anche se le fasce di età più a rischio rimanevano quelle comprese tra i 30 e i 39 anni. Un pessimo bilancio ma, comunque, decisamente migliore di quello di dieci anni prima tanto che, proprio sul  conforto dei dati, si sono basati una serie di ragionamenti rassicuranti tesi a giustificare, tra l'altro, l'attuale modo di operare del Sistema di intervento ed il suo orientamento generale. 

Tranquilli?
Per leggere tutto l'articolo

 SPECIALE: il ritorno dell'eroina

 


Qualcuno pensa che l'eroina sia una droga passata di moda. Sbaglia. L'eroina sta tornando ed i clienti potenziali sono i ragazzi più giovani: quelli che quando l'eroina era la droga dei devianti, degli emarginati delle overdose e dell'AIDS non c'erano perché non erano ancora nati. Per loro è una "droga come un'altra", pronta per essere consumata, all'inizio fumandola. Osserviamo il gioco del "nuovo mercato nascente". Ne intuiamo la strategia quando fa si che l'eroina distribuita in Italia sia a basso principio attivo per dare al cliente inesperto l'illusione di potere controllare la sostanza senza incidenti. Come pugili suonati stiamo, però, fermi sulle gambe a guardare chi ci colpisce, senza reagire. Intanto in Afghanistan nemmeno più si capisce cosa stia succedendo. Da quando gli occidentali lo hanno occupato non solo le coltivazioni di papavero sono cresciute ma si raffina anche l'eroina. Ancora una volta, qualcuno propone di dare soldi per riconvertire le colture: evidentemente i Paesi Occidentali stanno diventando la "vacca da mungere" sia per pagare la droga sia per combatterla quasi come se la droga fosse una nuova tassa da pagare.

Seguendo il link una serie di articoli per "mettere a fuoco" il problema

 

 

Auguri per un 2006 sereno!

 

per saperlo seguire il link

 

La legge sulla droga

(una storia vera)

 

Dal Governo Berlusconi ... al Governo Prodi ... 

 

Prevo.Lab

il futuro della diffusione delle droghe in Italia

 


DROGHE. La previsione 2007 - 2010 di Prevo.Lab


Cocaina: in un trend di crescita continua i consumatori in Italia saranno tra gli 800.000 e 1.100.000 individui (circa il 3% della popolazione italiana tra i 15 e i 54 anni). Anche la diffusione della Cannabis aumenta e, per il 2010, è possibile supporre un incremento del numero dei consumatori tra il 20 e il 30% rispetto al numero dei consumatori del 2007. I consumatori di cannabis cresceranno di circa un milione (dagli attuali 3.500.000 a circa 4.500.000 considerando come ragionevole un intervallo tra i 3.800.000 e i 5.100.000).  Anche per l'Eroina si può ipotizzare una tendenza 2007-2010 di possibile sensibile incremento del numero dei consumatori. Ad una prima valutazione preliminare è possibile ipotizzare un aumento dei consumatori tra il 10% e il 20%. Tale aumento potrebbe riguardare maggiormente i soggetti più giovani della popolazione.

Queste alcune delle notizie estratte dalla previsione 2007 - 2010 che consiglio di leggere per intero.


La previsione 2007 - 2010 di Prevo.Lab

Un mio commento ufficiale sulla previsione

Il sito Internet di Prevo.Lab

 

 

 

Da VEDERE !

 

 

su YouTube due interessanti video che mi riguardano.

 

Qui Milano Libera: il consumo di droga oggi 

 

La 7: intervento a otto e mezzo

 

 

Approfondimenti

NELLE SEZIONI CHE SEGUONO ... UN MARE DI INFORMAZIONI ... basta entrare seguendo i link !!! 

 

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Dott. Prof. Riccardo C. Gatti

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