Le droghe invece

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Le droghe invece

invecePartiamo da qui: (ANSA) – ROMA, 17 MAR – Riprendono a crescere tra i ragazzi i consumi di droghe e la notizia più inquietante è che la prima assunzione di eroina (fumata) avviene intorno ai 14 anni, ancor prima degli spinelli. Lo svela il Cnr, che nell’indagine Espad relativa al 2013 registra un aumento non solo dei consumi occasionali di sostanze ma anche di quelli quotidiani o frequenti: uno studente su 5 usa cannabis quasi ogni giorno, mentre lo 0,8% fa un uso intensivo di cocaina e quasi l’1% di eroina.

L’ANSA parla di notizie inquietanti ma siamo proprio sicuri che si inquieti qualcuno?
C’è qualcosa di perverso nel meccanismo della diffusione dell’uso di droghe. Ancora non ho capito come, esattamente, funzioni e, forse non lo capirò mai …ma un meccanismo c’è! Prendi una sostanza, la vieti e ci guadagna la criminalità organizzata. Poi la rendi legale, la tassi e ci guadagna lo Stato, ne aumenta la diffusione e intervieni con la prevenzione e la cura. Generi consenso e posti di lavoro. E’ successo con l’alcol e succederà ancora, in forma diretta o indiretta con altre sostanze. Forse è per questo che, realmente, nessuno si inquieta. Ora molti si aspettano che la cannabis venga progressivamente legalizzata. E’ un business enorme. Il tabacco perde consenso: la cannabis lo guadagna. “Uno studente su cinque usa cannabis quasi ogni giorno”! Quando invecchierà, continuerà il consumo. La diffusione di droghe lecite o illecite che siano è un mercato che genera ricchezza. Comunque.
Ciò che non riesco a capire bene, in tutta questa storia, è perché la gente continua a cascarci, quasi come se non imparasse nulla. Si, perché, in questo grande business, ovviamente, c’è chi paga e chi guadagna; e chi consuma droghe lecite o illecite paga molto per qualcosa che ha un valore molto effimero. Ci sono generazioni che si sono massacrate e si massacrano con le sigarette, eppure il modello di fumatore è lontano dal morire: sono i fumatori che muoiono. Si incazzano se glielo fai notare e forse hanno ragione loro. Tanto, per tutti (noi), è solo una questione di tempo. Si sono scelti loro una vita maleodorante fatta di aliti puzzolenti e di pelle ingiallita ma sognavano gli spazi delle praterie, gli sguardi alla “provaci ancora Sam”, le espressioni da duri e poi … li rilassa. Che male c’è.
Con la cannabis, invece, è ormai un’altra storia. Quasi ogni giorno arriva dagli USA la notizia che fa bene a qualcosa. Una persona sensata dovrebbe accorgersi che non è possibile ma, invece, non è così. Solo i vecchi la vedono ancora come una “droga“ per tutti gli altri è qualcosa di indifferente o di positivo. Soprattutto non bisogna dire che è qualcosa di negativo. Ci sono i professionisti del distinguo tra l’uso e l’abuso; quelli che per essere democratici pensano al consumo consapevole e poi, il giorno dopo, firmano contro le slot perché a quelle si, non si resiste. E poi via: c’è il consumo, l’uso, l’abuso; c’è l’uso pesante delle droghe leggere ma anche l’uso consapevole delle droghe pesanti; le droghe pesanti a basso principio attivo e le droghe leggere ad alto principio attivo e poi le scale per cui bisogna valutare se la cannabis è meno o più pericolosa dell’alcol (ci ha provato anche Obama) e, ovviamente la cosa è diversa per l’uso in acuto e per quello in cronico ma anche per le diverse componenti del principio attivo. Per la cannabis, ad esempio, alcune fanno male ma altre hanno un effetto protettivo (da quelle che fanno male) quindi … la cannabis, in fondo rilassa. Si può coltivare in casa.  Che male c’è?
Poi ci sono i farmaci per la terapia del dolore. Di quelli non si può parlare male, ovviamente, perché chi ne avrebbe bisogno non ne riceve a sufficienza. Gli Stati Uniti, probabilmente in prima fila in una campagna di civiltà, ne hanno a lungo facilitato la prescrizione. Oggi c’è qualche dubbio che effettivamente sia migliorato il trattamento per chi ne aveva bisogno ma in compenso è in corso una strage tra coloro che abusano di farmaci oppiacei o li usano impropriamente. Stanno tranquilli quelli che vendono armi e che a periodi finiscono sotto accusa per la facilità con cui negli States ci si arma e, poi si spara. Fanno più morti i farmaci per la terapia del dolore. Stanno tranquilli quelli che si occupano di traffico e di sicurezza stradale. Anche gli incidenti stradali fanno meno morti. Non stanno tranquilli quelli che vendono droghe che non vogliono essere messi da una parte dalle case farmaceutiche. Infatti, al minimo cenno di un maggiore controllo sulle prescrizioni, hanno riversato eroina sul mercato in grande quantità e a buon prezzo.
Nel frattempo, con Internet, si sono create nuove possibilità di vendita “km 0” tra produttori e consumatori e, soprattutto, stanno cadendo i miti dalla prima società dei consumi secondo cui si poteva decidere, quasi a tavolino, cosa la gente dovesse consumare e cosa no. Oggi sempre meno è possibile pianificare i consumi in modo classico ma ci sono altri modi che, sino a quando non verranno compresi, saranno assimilati a contributi al benessere, alla democrazia ed alla libera scelta. Risultato: anche per questo settore si è amplificata la capacità di fare marketing e si è definitivamente annichilita quella di fare demarketing.
Così, insomma, nessuno si inquieta e in molti ci guadagnano. I “ragazzi” non hanno né tempo né voglia di accorgersi che, se nessuno si inquieta veramente quando si “spaccano” con qualcosa di lecito o di illecito e nemmeno si preoccupa di fornire loro la possibilità di sviluppare conoscenze e creatività investendole in un lavoro ed in un ruolo sociale adeguato all’impegno, forse qualcosa non va.
E’ triste, ma ho paura che in modo esplicito o implicito la risultante della situazione attuale sia: “Se ai giovani non garantisci un futuro migliore, certo non puoi problematizzare anche il presente se si tirano una canna o si ubriacano o, magari, se fanno azioni di piccolo spaccio tra loro. E se, eventualmente, continuano nel tempo, quando qualcosa non va, a farsi canne e ad ubriacarsi, senza arrivare a droghe più costose (che possono creare altri problemi anche di microcriminalità) … che male c’è? Stanno tranquilli, si rilassano. Non è bello, ma c’è anche di peggio”.
Insomma di fronte ad un mondo che dovrebbe essere diverso, le droghe (lecite o illecite) sono qualcosa che ha un valore stabilizzante. Si usano invece: invece di tante cose. Soprattutto spengono altre esigenze e desideri. Se convogliate nel modo giusto, aiutano a mantenere lo status quo.

Riccardo C. Gatti 24.3.2014

2016-10-17T14:08:58+00:00 24 marzo 2014|Tutti gli articoli|