
La battaglia dell'irreale
In contemporanea con la
manifestazione contro la politica del Governo in tema di droga (Il corteo,
organizzato da Cgil, Arci, Ds, Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani,
Sinistra giovanile, Giovani comunisti e Giovani verdi, centri sociali e
molti operatori del settore.
che ha visto il 21.2 manifestare a Roma circa diecimila persone), A.n. si
è mobilitata per sostenere la proposta di legge Fini. La Russa ha detto a
Milano "Noi con questa legge vogliamo affermare che anche la droga leggera
e' droga. Ma vi e' una enorme differenza sulla sanzione. Da un lato
prevediamo maggiore severità nei confronti di chi spaccia dall'altro
puntiamo sul recupero, che intendiamo alternativo al carcere". La linea di
A.n. sembra anche poco favorevole ai trattamenti farmacologici con
particolare riferimento al metadone: "Puntiamo di più sulle Comunità, che
per la prima volta avranno riconoscimento legislativo. E puntiamo su un
sostegno alle famiglie". (Fonte
Notiziario droghe ADUC
)
Più duri altri esponenti di A.n. "Gli slogan e le affermazioni degli
'sconvolti' del droga pride illustrano gli effetti devastanti delle
sostanze stupefacenti, qualunque esse siano, e spiegano perché non bisogna
farne uso", dicono Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di A.n. per
le politiche della famiglia e Michele Bonatesta, componente della
direzione nazionale. I due esponenti di A.n. ritengono che "chi è contro
la legge Fini è a favore degli spacciatori. I pusher, infatti, a causa
delle lacune della normativa vigente, di chiara impronta
antiproibizionista, sono oggi liberi di vendere morte ai nostri figli. Con
la legge Fini antidroga e antispaccio, invece, potranno finalmente essere
puniti". (Fonte
La Repubblica.it
)
Sembra, dunque, riaccendersi la contesa tra proibizionisti ed antiproibizionisti con la contrapposizione di due schieramenti: rispettivamente di destra e di sinistra. Se non fossero passati 14 anni sembrerebbe di tornare alle manifestazioni ed alle polemiche che, nel 1990, avevano preceduto la legge Jervolino Vassalli. Scommettiamo che se passasse la proposta di legge Fini verrebbe proposto anche un referendum abrogativo delle sanzioni penali per i tossicomani (così come accadde nel '93)? E' una situazione veramente preoccupante: il mercato della droga ha fatto passi da gigante, l'abuso di sostanze illecite ma anche lecite (alcol, farmaci, sostanze dopanti) sembra espandersi trasversalmente alle generazioni ed alle fasce sociali tra consumatori totalmente acritici ... ma il dibattito politico continua ad essere paralizzato da analisi, soluzioni e contrapposizioni vecchie, già viste, anacronistiche e che non hanno portato ad alcun risultato. Si tende, tra l'altro, a rappresentare due polarità (una destra dal pugno forte e tendenzialmente proibizionista e punizionista ed una sinistra tendenzialmente antiproibizionista e favorevole alla legalizzazione della cannabis) che nemmeno più esistono visto che proibizionisti ed antiproibizionisti stanno, in realtà, da una parte e dall'altra degli schieramenti. Così, nella battaglia dell'irreale, tutto è valido come contrapporre le Comunità ai farmaci oppure ritornare sul tema del metadone quando la maggior parte delle persone che abusano di sostanze illecite o lecite (come cocainomani, abusatori di metamfetamine, inalanti, amfetamine, allucinogeni vari, alcolisti, abusatori di farmaci, tabagisti, poliabusatori ecc) mai useranno questo farmaco o il suo concorrente: la buprenorfina. Stiamo girando in tondo ma chi combatte la battaglia dell'irreale non se ne preoccupa. Vogliamo effettivamente preoccuparci dei danni fisici e psichici che l'abuso di sostanze e la dipendenza (insisto: da droghe lecite ed illecite) provocano ad un numero enorme di persone e cercare di intervenire in loro aiuto? Abbiamo realmente intenzione di strutturarci per prevenire l'espansione dei fenomeni di abuso di sostanze (lecite ed illecite) oppure stiamo parlando d'altro? Forse si continua a combattere contro i fantasmi mostrando i muscoli ed i colori di guerra oppure ballando gridando e facendo rumore perché si è capito che è meglio così: i nemici veri sono troppo forti, organizzati e potenti per essere affrontati. O, forse, hanno già vinto e questo è tutto ciò che ci lasciano fare.
Riccardo C. Gatti
22.2.04