
La
solitudine di Livia Turco
Fine di Novembre 2000: a Genova chiude la III Conferenza Nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Il Presidente del Consiglio, contrariamente a quanto previsto, non interviene alla chiusura dei lavori. Alcuni "leader storici" del settore non partecipano dall'inizio, altri, e per diversi motivi, non si fanno vedere e mandano un comunicato che viene letto nella sessione finale. E' un violento attacco, tra gli altri, ai Servizi Pubblici accusati di "strapotere". Cosa è accaduto? Perchè Livia Turco è stata lasciata sola? Quale il senso di questa guerra?
Chiude la III Conferenza Nazionale di Genova sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Il Presidente del Consiglio, contrariamente a quanto previsto non è presente: ha già "bacchettato" il Ministro della Sanità (reo di aperture critiche sul proibizionismo). Probabilmente troppe contraddizioni all'interno della maggioranza lasciano Livia Turco da sola. L'assemblea capisce e, dopo uno stimolo di Don Vinicio Albanesi, le tributa un lungo applauso: una "standing ovation". La Ministra si commuove: si vede che la sorpresa dell'assenza di Amato proprio non l'ha digerita. Afferma che il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto esserci per dire delle cose ma anche per ascoltare. Già: la conferenza avrebbe dovuto concludersi dicendo delle cose ai Politici ed al Governo ... ma Politici e Governo latitano. Paura di prendere posizioni prima delle elezioni? Particolarmente e costantemente presenti, invece, oltre a Livia Turco, l'On. Gasparri di A.N., critico sull'assenza di Amato, e l'On Carlesi, pure della compagine di centro destra. Quest'ultimo, nella conferenza, aveva effettuato un intervento "da proibizionista" ma pacato, ponderato ed interlocutorio. Caritas, Arci, Gruppo Abele, Liberi ed Antigone non ci sono anche in contrasto con il "decreto antiscarcerazioni". Don Gelmini, Don Mazzi, Don Benzi, Padre Morittu, Don Viani, Don Tassone, Don Pezzoli e Andrea Muccioli sono assenti e mandano un rappresentante a leggere un documento in cui, tra l'altro, attaccano duramente l'operato dei servizi pubblici, i SERT (accusati di "strapotere"), l'utilizzo di metadone e l'antiproibizionismo. L'intervento quasi non riesce a concludersi sommerso dai fischi dell'intera sala (in cui evidentemente non c'erano solo operatori dei SERT ed antiproibizionisti). La Ministra è, così, da sola a concludere la Conferenza: ha il sostegno dell'Assemblea ma (almeno così sembra) non del Governo cui appartiene. Deve anche un po' reinterpretare l'intervento fatto in prima giornata dal Ministro Fassino che, come alternativa al Carcere, sembrava aver individuato solo la Comunità Terapeutica. E' un brutto autogol della compagine di Centro Sinistra. Tra la parziale sconfessione di Veronesi e la solitudine della Turco ... il Governo non ha fatto una bella figura soprattutto nei confronti di tutti coloro che alla Conferenza hanno partecipato rappresentando, probabilmente, la maggior parte delle realtà che operano in questo settore. D'altra parte qualcosa sin dall'inizio non è andato per il verso giusto visto che (anche se stranamente nessuno lo ha sottolineato) a differenza delle altre edizioni, il Presidente della Repubblica non ha partecipato alla Conferenza e nemmeno ha inviato altre Cariche dello Stato in sua rappresentanza: chissà perchè.
Fin qui si tratta di cronache di una guerra probabilmente più forte di quella che sembrava inizialmente essere la "guerra vera" di questa Conferenza, quella degli Antiproibizionisti e dei Centri Sociali contro le politiche del Governo. I termini della contesa non sono, tuttavia, chiarissimi. Tra i contestatori "proibizionisti" e contro i SERT ci sono leader di organizzazioni che con i Servizi Pubblici lavorano regolarmente da anni; contestano l'utilizzo di metadone ma, alcuni di loro, hanno iniziato ormai da tempo a condurre trattamenti sostitutivi all'interno delle loro Comunità in collaborazione proprio con i SERT. Hanno semplicemente subito quello che definiscono lo "strapotere" del Servizio Pubblico?
Caritas, Arci e Gruppo Abele, invece, sembravano le organizzazioni più vicine alle politiche governative. Deluse, non si sono presentate alla conferenza.
A voler ascoltare alcune voci "maligne" ma autorevoli, provenienti dall'interno della Conferenza stessa, qualcuno degli assenti si preparerebbe anche al "salto della cavallina" in previsione di una vittoria elettorale del Centro Destra mostrandosi, già da ora, "più realista del Re" e prendendo le distanze da chi considera perdente.
Ci potrebbe, però, essere un'altra interpretazione.Spesso prima di un trattato di pace si inaspriscono le azioni di guerra. Ciascuno dei contendenti cerca di acquisire più spazi possibili, anche a costo di ingenti perdite, per arrivare al tavolo delle trattative in una posizione di maggior forza. A mio parere è quello che sta accadendo ora. Il destino del monopolio del settore è segnato: si sgretolerà in virtù di una serie di accordi e normative che, definendo una situazione di pari dignità tra pubblico e privato, aprono la strada anche all'accreditamento del privato profit. Nei prossimi anni la vita degli ex monopolisti (SERT e Comunità del Privato Sociale) potrebbe essere particolarmente dura anche perchè il Privato Sociale sarà tentato (ed a mio parere lo farà) di fare concorrenza diretta agli ambulatori SERT a livello territoriale. Potrebbe trovarsi, però, la strada ostacolata da altri concorrenti profit e non profit e dallo stesso Servizio Pubblico che non starà a guardare. Poco per volta saranno avviati i Dipartimenti delle Dipendenze, organismi di programmazione territoriale cui dovrebbero partecipare i vari interlocutori accreditati ma, dati i presupposti, potrebbe essere molto difficile pensare ad un "sistema di rete" sinergico e concordato tra soggetti che si dimostrano contendenti sul piano ideologico, operativo ed in competizione per le stesse risorse. Più probabile, invece, la concorrenza tra diversi network. E' possibile che si stiano, pertanto, formando i nuovi schieramenti che in futuro condurranno la competizione per la conquista (è brutto dirlo) del mercato degli interventi in questo settore. Purtroppo la fine del monopolio non sembra essere accompagnata, come in altri campi, da organi di garanzia e di tutela: la competizione potrebbe essere molto aspra e ricca di colpi bassi. Si è parlato di tutto ciò alla Conferenza di Genova ? Poco o niente. La liberalizzazione del settore avrebbe potuto essere un tema fondamentale di discussione ma non lo è stato. La discussione fa parte già della azione diplomatica e si attua in tempi di pace o, almeno di tregua. Adesso siamo ancora alla politica delle cannoniere ed alle cannonate vere e proprie. Poi si vedrà. Quando gli schieramenti saranno più consolidati, quando i colpi bassi incominceranno a fare veramente male ci si comincerà ad accorgere che, in guerra, tutti hanno molto da perdere, anche i vincitori. Si chiederà un tavolo delle regole. Ma non è questo il momento: all' On.Livia Turco è possibile sia capitato ciò che spesso capita a chi cerca di pacificare i partecipanti ad una rissa: pigliare botte da tutti i contendenti per poi sentirsi dire "perchè ti sei messa in mezzo?"
Riccardo C. Gatti 1.12.00