Il ritorno dell'eroina

Recenti studi del Dipartimento Dipendenze della Asl di Milano ci dicono che oggi, nella nostra città, ci sono circa quindicimila persone che fanno un uso non sporadico e problematico di cocaina: molte di loro ne sono già dipendenti ed hanno, quindi, una malattia cronica. Apparentemente in buona salute, continueranno la loro vita sino al primo incidente di percorso o fino a quando, per un motivo qualunque, dovranno lasciare la droga, senza riuscirci. A quel punto tutto diventerà un inferno. Problemi loro? Quindicimila persone in una città sono tante anche considerando che non si tratta di semplici consumatori occasionali e che il mercato è in crescita velocissima. Nel giro di un paio d'anni potrebbero essere 20-30mila. Purtroppo, non c'è solo la cocaina. Esiste un nuovo «partito trasversale» di potenziali eroinomani: oggi fumano eroina. Si ritengono consumatori consapevoli, spesso sono adulti e socialmente inseriti: si sanno controllare, dicono. Un mercato di nicchia? Può darsi ma intanto, chissà perché, non c'è mai stata così tanta eroina a Milano. La sua qualità è scarsa: il principio attivo è basso …ma ancora per poco. L'Afghanistan è tornato a coltivare i papaveri ed a produrre eroina alla grande.
Chi è giovane non può ricordare cosa sia stata l'eroina negli anni '70 e '80: deve poterla acquistare così come la cannabis, il popper, l'ecstasy, la cocaina o altro. Ma una qualità più alta significherà maggiore possibilità di dipendenza e avremo altri cronici, altri invalidi, altri morti. Chi riuscirà, indipendentemente dalla sostanza usata, a mantenersi in equilibro, si troverà invece (direttamente o indirettamente) interconnesso ad organizzazioni criminali. Se raggiungerà posti chiave nell'organizzazione sociale o nel mondo del lavoro potrà essere, eventualmente, utilizzato per condizionare direttamente o indirettamente decisioni ed attività legate all'economia, alla finanza, alla comunicazione, alla produzione, alla politica ecc. La ricattabilità, lo scambio di favori, il bisogno economico o la droga stessa usata come incentivo saranno il mezzo per generare ciò che basta per distruggere qualsiasi principio di correttezza, di libertà o di concorrenza.
Da dove partire per questa nuova emergenza? Dall'informazione. Nessuna aggregazione sociale può affrontare un problema se non lo riconosce come tale e come proprio. Quando avremo tutti ben compreso quale futuro ci prepara il nuovo mercato della droga scommetto che avremo la capacità di unirci per affrontarlo e, osservando chi minimizza, continuando ad abbassare il livello di priorità della questione, sapremo distinguere gli ingenui dai furbi. A volte questo fa la differenza.

Riccardo C. Gatti

tratto da

Corriere della Sera
Cronaca di Milano del 18.1.05

 


 

Arriva l'eroina: riduciamo i morti!

Arriverà sempre più eroina (pura) dall'Afghanistan. Le Nazioni Unite propongono un'allerta overdose, gli Antiproibizionisti chiedono la somministrazione controllata di eroina (vedi articolo seguente). Confesso che sia la proposta di Costa (Nazioni Unite) che la controproposta di Perduca (Antiproibizionisti) mi lasciano perplesso. Di fronte ad una invasione di eroina annunciata e prevedibile da anni mi pare che l'unica vera azione suggerita sia quella di allertare, in un modo o nell'altro, un "cordone sanitario" per cercare di ridurre i morti! Di per sé si tratta di un'azione giusta e dignitosa ma, a mio avviso, troppo limitata operativamente e culturalmente. Conoscendo l'eroina e la sua azione veramente inibente e distruttiva mi sarei immaginato che si cercasse anche di avvisare la popolazione europea su cosa sta accadendo.  Certe epidemie sarebbero evitabili solo se non fossimo così culturalmente (ed economicamente ?) sottomessi al mercato della droga. Perché allora non tentare una reazione culturale, di informazione e di prevenzione? Perché non chiedere alla gente ed alle istituzioni di unirsi e di lavorare assieme contro questo pericolo imminente? Invece nulla, quasi come se il tutto fosse già successo e ci trovassimo di fronte non tanto alla prevedibile azione di un gruppo di commercianti criminali quanto all'inevitabile conseguenza di un cataclisma naturale. Dove è finita l'energia del volontariato, la creatività delle organizzazioni no-profit, la professionalità dei Servizi Pubblici ... la capacità dei giornalisti, la sensibilità dei Politici e  di chi governa non solo il nostro Paese ma l'intera Europa? Possibile che ci siamo tutti ridotti a discutere solo di finanziamenti, di accreditamenti, di protocolli, di convenzioni, di risorse che non ci sono, di diagnosi più o meno doppie, di spinelli e di metadone e non vediamo questo grande regime di monopolio che, poco per volta, attraverso la droga, si impossessa della società civile rendendola, per di più, sordo-cieca ed assuefatta alla sua stessa impotenza. Arriverà l'eroina: cerchiamo di ridurre i morti. Amen.

No, non può essere così. Sicuramente ho capito male. Ma, se ho capito bene, invece, per favore, facciamo qualcosa oggi. Domani potrebbe essere troppo tardi.

Riccardo C. Gatti 28.12.04


 

Ecco l'allarme eroina.

"Dall'Afghanistan e' in arrivo eroina pura, le Nazioni Unite lanciano l'allarme: si teme un aumento delle morti per overdose". Così apre una notizia dell'agenzia AGI del 20.12 che prosegue "L'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha lanciato un'allerta del rischio imminente alle strutture sanitarie, consigliando ampie e tempestive misure preventive. Antonio Maria Costa, Direttore Esecutivo dell'UNODC, sta inviando dettagliate segnalazioni ai Ministeri della Salute e agli enti preposti al trattamento delle tossicodipendenze in Europa e Asia Centrale - le Regioni che saranno maggiormente e più nell'immediato colpite da questa ondata di eroina allo stato puro". Costa si rivolge ai Ministeri della Salute ed a tutte le organizzazioni che a livello mondiale si occupano di prevenzione  "affinché si attivino per rispondere a questa minaccia in modo tangibile e tempestivo. Prezzi stabili in un periodo di sovrabbondanza potrebbero significare un improvviso incremento del livello di purezza dell'eroina venduta per strada. La gente deve essere informata dell'inevitabile aumento di overdose e decessi correlati - e' ciò a cui stiamo assistendo nella parte settentrionale della Russia".

Ci si attiverà come sempre ma, di fronte a queste notizie, mi chiedo: è possibile che si debba sempre lavorare in emergenza quando si affrontano questi problemi? La coltivazioni di oppio Afghano in questi anni sono andate tranquillamente aumentando (+64% dal 2003). Non ne eravamo a conoscenza?  Sospettavo che la situazione non si sviluppasse per il meglio da quando, su alcuni giornali (subito dopo la recente occupazione militare dell'Afghanistan finalizzata alla repressione del terrorismo internazionale) chi una volta veniva definito "trafficante" ... diventava un "contrabbandiere". Un piccolo segnale, certo, ma importante: il termine poteva rendere i trafficanti più presentabili in luoghi, come l'Italia, dove il contrabbando era stato considerato per anni qualcosa al confine tra le attività illecite e quelle di sussistenza. Nel frattempo i Paesi occidentali che in passato avevano dichiarato "guerra alla droga", pur avendo le loro forze di intelligence in Afghanistan, non si accorgevano delle coltivazioni di papavero. Una bella miopia forse dovuta al fatto che i "contrabbandieri" erano alleati contro il regime Talebano.

Oggi dobbiamo organizzare urgentemente una linea di difesa  per quella che Costa definisce una "minaccia imminente". Pagheremo il prezzo delle relazioni pericolose tra i Paesi Occidentali ed i "contrabbandieri" e di una caparbia ostinazione nel voler ignorare quanta eroina, sebbene di scarsa qualità, già circolasse in alcune nostre Città. Credo che Costa abbia buone ragioni per lanciare un allarme: il suo punto di osservazione è più alto e permette di vedere meglio e prima. Proprio per questo motivo l'allerta mi sembra, comunque, tardivo. Il rischio, infatti, non è, soltanto, quello di avere più overdose, anche perché il mercato non ha interesse a uccidere (rapidamente) i suoi clienti, anzi. La vera emergenza per il nostro Paese, invece, è che molti degli attuali consumatori occasionali potrebbero diventare più rapidamente veri e propri tossicomani. Un'accorta politica dei prezzi potrebbe incentivare i consumi. Mi permetto di far notare che le nuove generazioni non hanno idea di cosa sia stata l'eroina negli anni 70 e 80 e, a mio avviso, non se lo ricordano nemmeno gli adulti altrimenti il problema droga non sarebbe stato cancellato dalla coscienza collettiva per essere trasformato in una questione individuale.Ancora una volta avevamo tutto il tempo di prevedere per prevenire ma non l'abbiamo fatto o non l'abbiamo voluto fare. Che rabbia!

Riccardo C. Gatti 22.12.04

In quella specie di ping-pong che sembra sia diventata la discussione (politica) sul tema droga non poteva mancare l'appello alla somministrazione di eroina "sotto stretto controllo medico". Eccola.  Dichiarazione di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista: "Ammesso e non concesso che la purezza dell'eroina che parte dall'Afghanistan si mantenga durante il suo tortuoso viaggio verso i mercati europei, oltre a informare ?i Ministeri della Salute e tutte le organizzazioni a livello mondiale che si occupano di prevenzione affinché si attivino per rispondere a questa minaccia in modo tangibile e tempestivo? Costa dovrebbe formalmente consigliare a quelle stesse istituzioni di preparare programmi di distribuzione controllata di eroina sotto stretto controllo medico. Solo così si può sperare di aiutare le migliaia di eroinomani in Europa che, ignari della purezza del prodotto, corrono il rischio di overdosi". (da www.antiproibizionisti.it )

Ed a proposito di prevedere per prevenire consiglio di leggere cosa scrivevo nel settembre 2004

Quella voglia di eroina

 

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