Come se fosse un gioco

23 settembre 2005

Come se fossimo all'inizio e non alla fine della legislatura, come se si facesse la Conferenza Nazionale, come se l'esperienza degli Operatori del settore venisse presa in considerazione, come se esistesse il federalismo, come se si potesse ragionare su un  futuro migliore del presente, come se esistessero davvero davvero buone pratiche dettate dalla scienza applicabili nella clinica, come se esistesse un comitato scientifico per le politiche nazionali, come se la corretta informazione scientifica equivalesse alla prevenzione, come se tutti lavorassero non per interesse ma per ideali, come se gli sponsor non volessero nulla in cambio, come se i quattordicenni fossero degli adulti giovani, come se la droga fosse un problema giovanile, come se i ragazzi usassero le droghe e i genitori no, come se fosse ovvio che non ci sono risorse, come se la droga non fosse una risorsa per l'economia, come se non avessimo mai speso soldi per convertire le coltivazioni in Afghanistan, come se sapessimo esattamente cosa funziona e cosa no, come se non fossero le televisioni commerciali ad educare i bambini ad essere consumatori, come se le droghe non fossero beni di consumo. come se la droga nelle scuole fosse l'eccezione, come se esistesse veramente il disagio giovanile, come se l'abuso di sostanze lecite non desse più problemi dell'abuso di sostanze illecite, come se i Servizi per le tossicodipendenze venissero considerati una risorsa e non un problema, come se si fosse capito che chi si droga è uno di noi e non un furbo o un poveretto, come se la droga fosse una malattia inguaribile, come se il numero dei tossicodipendenti nelle carceri non avesse a che fare con le pene alternative, come se la legalizzazione delle droghe leggere cambiasse qualcosa, come se una legge risolvesse il problema, come se venissero rispettati gli accordi tra Stato e Regioni, come se nessuno ma proprio nessuno avesse colpa di nulla, come se non pensassimo che basta la volontà, come se esistesse una terapia per la doppia diagnosi, come se il consumo consapevole fosse più sicuro di quello inconsapevole, come se l'uso saltuario fosse meno pericoloso di quello continuativo, come se i rimedi fossero sempre migliori dei mali, come se fosse normale o casuale che da quindici anni non ci siano politiche o strategie di settore. Come se questa fosse una riflessione più che un insieme di congiuntivi e se ne comprendesse il significato. Come se fosse un gioco.    

E' tutto un come se. Come se fossimo persone serie e avessimo capito come il mercato dell'abuso di sostanze illecite e lecite sia uno dei più grossi problemi per la società contemporanea da innumerevoli punti di vista. Ci comportiamo come se lo avessimo capito ma anche come se, in fondo, quasi tutto fosse sotto controllo. Come se!

Che immenso regalo per chi traffica a nostre spese con la nostra salute, il nostro denaro ed il nostro futuro!

Riccardo C. Gatti

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