Politici adottate un SerT

prima campagna per l'adozione di un servizio pubblico

(in contemporanea con "INFORMA SER.T." -  FEDERSERT )

 

Una mia proposta, fatta in conclusione della Conferenza di Genova 2000, è ascoltata con attenzione da Carlo Valenzi, presidente di Federsert (una organizzazione degli Operatori dei Servizi Pubblici Tossicodipendenze). Carlo mi chiede di scriverla per pubblicarla su "INFORMA SER.T", il giornale della Associazione. In contemporanea ho deciso di pubblicizzare la campagna adozioni su www.droga.net sperando di renderla più visibile.

Per aderire da Politici ... basta leggere l'articolo che segue e seguirne le istruzioni. E' anche gradita la pubblicizzazione della campagna su altri siti Internet o su altri media anche utilizzando il logo e/o collegandosi (o citando) quanto riportato su questa pagina. Grazie. R. C. Gatti

Noi operatori SERT abbiamo un "peccato originale": quello di essere venuti su dal nulla.
Ricordo quando iniziai a lavorare. Ultimo arrivato in Psichiatria dovetti occuparmi dei tossici. Eravamo io, una psicologa ed una assistente sociale. Uno lavorava: gli altri due dovevano uscire dall'unica stanza. Poi, finalmente, una sede. Ancora non c'erano locali per tutti ma almeno avevamo un posto che era "nostro". Qualcuno aveva già istruito la popolazione riguardo al fatto che era meglio che ce ne andassimo. Alcuni anni dopo, infatti, ci trasferirono. La gente non ci voleva. Vicino a noi c'era un locale pubblico attorno al quale si svolgevano azioni di spaccio prima che noi arrivassimo e che continuarono. Ma eravamo noi ad essere identificati con il problema che dovevamo affrontare quindi … era meglio che andassimo via. Erano momenti difficili. Quando dicevo che curavo i tossicomani venivo considerato una via di mezzo tra il missionario ed il fallito a livello professionale: uno che buttava via gli anni di studio e di specialità.
Sono passati anni: non è cambiato molto. Certo sono più vecchio e, almeno per rispetto, qualcuno dice che si sono fatti dei passi avanti. Probabilmente, è vero. Abbiamo lavorato bene: considerando le condizioni generali, abbiamo anche fatto qualche miracolo. Si poteva fare di più? Certamente, molto di più ma non da soli e non in queste condizioni. Molte persone si sono rivolte a noi e, rispetto al numero, le risorse sono sempre rimaste inadeguate. Appoggi dall'esterno? Pochi, molto pochi: in fondo i SERT sono stati costruiti anche perché il resto del Servizio Sanitario potesse dimenticarsi del problema. Pubblica riconoscenza? Ci mancherebbe altro: quelli che "salvano" dalla droga sono altri! Qualificazione professionale? Si, specialisti … ma senza dirlo forte, senza fare specialità, senza disturbare. Riconoscimento dell'esperienza? Ancora oggi la maggior parte dei media e degli Amministratori ignorano l'esperienza dei SERT. Sia chiara una cosa però: non stanno discriminando noi operatori ma, ancora una volta, i nostri pazienti.

Noi abbiamo il "peccato originale" di essere venuti su dal nulla … per dire che la tossicodipendenza era una patologia che si poteva curare e che non era semplicemente una devianza da contrastare, correggere, arginare. Siamo stati e siamo ancora un servizio all'avanguardia: multidisciplinare, territoriale, aperto a nuove esperienze e capace (troppo ?) di adattarsi a condizioni di lavoro critiche. Forse non siamo mai stati perdonati perchè agendo nel territorio, vicino alle case della gente, non possiamo nascondere i problemi: cerchiamo di affrontarli lì dove sono e per quello che sono. Non possiamo occuparci esclusivamente di persone particolarmente motivate a determinati percorsi: dobbiamo occuparci di tutti anche di chi ha fallito altrove ed è stato abbandonato esplicitamente o implicitamente. Siamo rimasti impigliati nelle nostre contraddizioni: da una parte raggiungere il maggior numero possibile di tossicomani per curarli al meglio, dall'altra avere ben chiaro in testa che le risorse erano limitate. Così passano gli anni ma ancora troppi SERT vivono in situazioni di precarietà: sembra una storia infinita. C'è ancora chi deve uscire dalla stanza per lasciare lavorare il collega oppure chi aspetta invano un collega che non arriverà mai perché "non ci sono risorse". Ci sono ancora sedi non degne di un Paese civile e, troppo spesso si lavora isolati all'interno del Sistema Sanitario Nazionale. Molte A.S.L. ci considerano una specie di zavorra su cui investire il meno possibile. In compenso tutti ci chiedono qualcosa: di esserci, di non esserci, di dare più metadone, di non darlo, di somministrare l'eroina, di non medicalizzare, di non psicologizzare, di fornire dati, di fornire prove di ciò che è già stato provato, di dimostrare ciò che non è dimostrabile, di avere una funzione di coordinamento, di "toglierci di mezzo", di essere aperti 24 ore su 24, ecc. ecc.

Intanto il mercato delle droghe si è evoluto in questi anni. Molte sostanze, ormai, sono considerabili "generi di consumo": la loro distribuzione è molto penetrante ed attenta alla clientela. Pensare che il sistema SERT non venga messo nella condizione di evolversi e di uscire dalla condizione di "emergenza cronica" che ho descritto è un grave errore politico. Il vero alleato di questa posizione può essere solo chi ha interesse nel fatto che chi è tossicomane non venga curato adeguatamente per mantenerlo un cliente del mercato delle sostanze d'abuso.
Per una evoluzione positiva del sistema talvolta non si tratta nemmeno di emanare nuove norme ma, almeno, di far rispettare o di meglio applicare quelle che ci sono. Diversi livelli di differenti amministrazioni sono abilissimi nel rimpallare su altri le proprie inadempienze e reponsabilità. Alcuni punti dell'attuale normativa dovrebbero essere rivisti con decisione ma certe cose sono più comprensibili quando si conosce nel dettaglio la realtà quotidiana su cui leggi e decreti vanno ad incidere direttamente.

Per questo l'invito: politici adottate un SERT! Andate a visitare quello della A.S.L. in cui abitate oppure in cui avete il collegio elettorale. Conoscetelo, fatevene carico, visitatelo almeno una volta all'anno, parlate con chi ci lavora, fatevi illustrare i punti di forza e di debolezza dell'organizzazione, valutate lo stato della sede, la sua ubicazione. Se giudicate il SERT adottato adeguato, se, quindi, in caso di necessità, lo consigliereste volentieri ad una persona cara, ad un amico, a un figlio … tutto bene. In caso contrario verificate i problemi presenti, non liquidateli con facilità, costruite alleanze per trovare soluzioni. Darete, così, una mano a tante persone che hanno bisogno di cure: tanti figli e tanti genitori che potrebbero guarire prima o, almeno, vivere meglio se il sistema SERT fosse in grado di dedicare loro più attenzioni. Adottate un SERT: a qualunque gruppo apparteniate sarete bene accolti. Le malattie come la tossicodipendenza non hanno colore politico e per essere affrontate hanno bisogno anche dell'impegno di ciascuno di voi.

Riccardo C. Gatti
(2-2001)

 

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