La grande stagione dei saldi è incominciata !

Le
notizie sembrano, ormai, avere una propria forma ed una propria sostanza
indipendente da ciò da cui derivano. Nascono, poi vengono filtrate, mediate,
ricucinate, ridistribuite e, come in un grande test proiettivo, cambiano di
significato. La notizia di questi giorni è: UE - Droga a prezzi regalati (SkyLife);
Droga, l'Ue lancia l'allarme Dosi da saldi, 3 euro a pastiglia (Corriere
Canadese); Droga a prezzi da saldo (La Stampa); Droga, mai costata così poco
: è l'offensiva dei narcotrafficanti (Il Messaggero); Droghe low cost: tre
euro una pastiglia (Panorama); Droghe low cost (TG COM); Droghe low cost, è
allarme In Europa prezzi mai così bassi (La Repubblica) ecc. ecc.
Ma che è successo in realtà?
L'Osservatorio Europeo di
Lisbona, in una delle 96 pagine della relazione annuale 2006 ha pubblicato
alcune valutazioni sul prezzo delle droghe in Europa affermando che "Nella
maggior parte dei paesi, si è registrata negli ultimi cinque anni una tendenza
dominante al declino del prezzo al dettaglio di cannabis, eroina, anfetamina,
ecstasy e cocaina". L'Osservatorio suggerisce cautela nella lettura di dati
particolarmente difficili da raccogliere ed interpretare. Per esempio, se
assieme al prezzo fosse scesa anche la percentuale di principio attivo per
singola dose non sarebbe la stessa cosa rispetto alla diminuzione del prezzo in
assoluto. Personalmente credo che ci troviamo di fronte ad una delle
dimostrazioni di ciò che vado affermando da tempo. Il mercato della droga ormai
si basa sulle strategie e le tecnologie della "grande distribuzione". In ogni
caso non è una notizia del momento. La tabella sui prezzi pubblicata
dall'Osservatorio parte dal 1999 ed arriva al 2004. Eppure, la cosa è diventata
una notizia assieme al fatto che una compressa di ecstasy in alcuni Paesi dell'
ex est europeo può costare solo tre euro. Mi ricordo di averne parlato diversi
anni fa in una trasmissione con il corrispondente da Mosca della Rai che
riferiva come questa droga potesse costare come un gelato.
Il mistero di come notizie vecchie possano diventare hit da copertina è tutto da
risolvere. Fatto sta che altre informazioni nemmeno vengono trattate
(suggerirei, ad esempio, una attenta lettura del capitolo sulla cannabis). Dopo
di che iniziano le interpretazioni. Scrive, ad esempio, Donatella Poretti su
ADUC "Se uno degli obbiettivi delle politiche punizioniste era quello di far
aumentare i prezzi e rendere meno disponibili gli stupefacenti, questo e'
l'ennesimo segnale del fallimento. L'illegalità di queste sostanze che le
persone vogliono e consumano (e perciò esiste il mercato) sta continuando a
provocare un doppio danno: individuale e socio-politico-economico".
L'affermazione ha una sua ragionevolezza anche se ho qualche dubbio che, in una
situazione di legalizzazione non punizionista, un eventuale nuovo monopolio di
Stato potrebbe collocarsi sul mercato senza fare concorrenza sui prezzi al
mercato illegale, abbassandoli ulteriormente.
La mia sensazione è che il cambiamento del mercato verso la "grande
distribuzione" abbia fatto cadere i grandi pilastri concettuali dell'azione
antidroga dal punto di vista proibizionista ma anche antiproibizionista. Oggi la
domanda e l'offerta di droga sono molto diverse da quando questi principi sono
nati ma i fronti, da sempre opposti, sono troppo impegnati nella loro storica
battaglia per accorgersi che il mondo è cambiato. E' così che, ad esempio, in
Paesi tutto sommato proibizionisti, una notizia vecchia diventa una notizia
nuova e annuncia i grandi saldi di stagione. Fatti due conti, considerando i
voli low cost ed il prezzo delle sostanze in alcuni Paesi potrebbe anche
iniziare un nuovo tipo di turismo. Ho la sensazione che, in questo momento
specifico, in Europa sulla droga stiano guadagnando sempre più persone: non solo
chi vende droga. Frutto del proibizionismo e basta? Può essere, ma siamo sicuri
che nel mercato degli alcolici, dei farmaci e del tabacco non stia avvenendo la
stessa cosa e, semplicemente, non ce ne accorgiamo perchè sono legali?
Dobbiamo incominciare a renderci conto che, nostro malgrado, siamo di fronte ad
un problema molto complesso che non risolveremo mai semplificandolo in un'ottica
riduzionista anche perchè ora a rischiare è tutta la società Come poter
affrontare e risolvere la questione non è per nulla chiaro, probabilmente in
tutta Europa, visto che non si vedono modelli di intervento in grado di cambiare
il quadro generale del problema: al più si cerca, in modo diverso, di ridurre i
danni che crea. Può essere che una soluzione non esista ma io non mi arrenderei
prima di averci pensato seriamente, cosa che non stiamo facendo. Ancora una
volta ricordo che, nella storia del mondo, la droga è sempre stata una sostanza
psicoattiva ma anche una moneta di scambio ed uno strumento di colonizzazione.
Se continuiamo, invece, a leggerla come un qualcosa che riguarda "ragazzi" e
"spacciatori di periferia", misurando quanto la singola sostanza possa fare più
o meno male e spinellandoci per affermare principi di democrazia e libertà, ho
la sensazione che andremo avanti a subire i mercati legali o illegali che siano
pagandone direttamente o indirettamente i danni. C'è chi preferisce visioni più
semplici magari perchè la semplicità rassicura o, magari, perchè, direttamente o
indirettamente, ci guadagna: è più grande il mercato delle droghe e delle
sostanze d'abuso (lecite o illecite che siano) o il suo indotto?
Corriamo: la grande stagione dei saldi è incominciata !
Riccardo C. Gatti 26.11.06