Italiani brava gente

 

"La cocaina, droga un tempo diffusa soltanto tra persone abbienti e nei circoli dello spettacolo, sta diventando sempre più comune in Gran Bretagna anche tra i meno ricchi, grazie a prezzi sempre più bassi. Se nel 1996 un grammo della droga costava 100 euro, ora ne costa meno di 60, mentre il numero di persone che ne fa uso e' quadruplicato. Secondo uno studio del ministero degli Interni, sarebbero mezzo milione le persone che in Inghilterra e Galles assumono droghe di classe A (eroina, cocaina, allucinogeni e crack) almeno una volta al mese. Dalle statistiche emerge inoltre che gran parte dell'aumento registrato nel consumo di droghe di classe A e' dovuto in realtà al numero sempre maggiore di persone che fa uso di cocaina". Così scrive www.vita.it in un articolo di Stefano Arduini del 27.5.05 intitolato "GB La cocaina fa boom nella classe media".

E da noi. Beh noi siamo brava gente. Recentemente nell'ASL di Milano abbiamo fatto una ricerca sull'uso di cocaina in città  Abbiamo stimato che ci siano circa dieci - quindicimila persone che ne fanno un uso problematico. La cosa è uscita sui giornali. Risultato: qualche distinguo tra gente del settore su cosa significasse "uso problematico". Un po' di tempo prima avevamo dimostrato come già a 24 anni più della metà delle persone dichiarasse di aver già provato sostanze illecite. Qualcuno ha giustamente rimarcato che tra l'aver usato droghe ed esserne dipendenti c'é una bella differenza. Nel 2002 il Prefetto Bruno Ferrante aveva dichiarato al Corriere della Sera “La verità è che la droga, quanto a sicurezza, è il primo problema di Milano. Ed è un problema sociale che non può essere risolto solo dalle forze di polizia: se è così diffusa, e lo è, significa che esiste una grande domanda”. Ma non è successo nulla così come quando quando la rivista Espansione, è uscita con una copertina "Droga in Ufficio" e alcuni servizi in cui spiegava come sia in crescita il numero delle aziende i cui manager soffrono di dipendenza da stupefacenti, alcol e psicofarmaci (Espansione 10 ottobre 2003). Ed anche le emergenze, tra noi brava gente, si stemperano velocemente. Vi ricordate il GHB. la "droga dello stupro"? Qualche gonzo la cerca ancora su internet. Tutti gli altri, se vogliono, la comprano in farmacia. Come? Nel più semplice dei modi: con una ricetta non ripetibile perché è un farmaco: c'è chi ne ha bisogno per cura. Naturalmente quella ricetta non sarà ripetibile ma, in caso, potete trovare tutte le indicazioni necessarie per farvene quante volete nei newsgroup di discussione sulle droghe. Ma, oddio, forse sarebbe meglio non parlarne in modo che chi non sa continui a non sapere e, chi sa, ad agire con tranquillità.

Ogni tanto scoppia qualche scandalo: orrore i ragazzi comprano la cannabis a scuola e la fumano. I giornali lanciano l'allarme. Come è possibile? I ragazzi fumano? Un tempo ci si preoccupava. Ma è dagli anni '60, dai tempi del "barcone sul Tevere", che continuiamo a scandalizzarci perché i ragazzi fumano le canne. Non ci accorgiamo nemmeno che quei ragazzi di una volta sono invecchiati ed ora c'è una nuovo tipo di risposta a queste emergenze: i ragazzi scrivono indignati ai giornali: "quell’articolo sembra avere l’unico scopo di denigrare pesantemente il nostro liceo, presentandolo come un ambiente di studenti omertosi (tutti sanno ma nessuno parla) e di insegnanti ingenui e irresponsabili, incompatibile con lo svolgimento di normali attività formative. Vorremmo sottolineare invece che la nostra scuola è sempre stata in prima linea sul problema della sensibilizzazione contro l’uso delle droghe; che da anni si avvale della collaborazione con esperti del problema in attività rivolte a tutte le componenti; e che i docenti si sono sempre adoperati per controllare e vigilare che all’interno dell’istituto non si facesse uso di tali sostanze". L'importante, come è giusto, è che non si dia una visone distorta della scuola "con la speranza che episodi di questo genere non si ripetano". Ed hanno ragione. Con la scusa che i giovani parlano, rispondono ai questionari ed alle interviste e sono poco sulle difensive, gli adulti fanno si che la droga, da sempre, sembri solo una questione giovanile   . D'altra parte ve lo vedete un "servizio verità" con l'indicazione della Aziende in cui i dirigenti soffrono di dipendenza da stupefacenti, alcol e psicofarmaci così come dichiarava Espansione? Impossibile. Meglio una scuola.

 

Ma se non sono i giovani a scuola e se non sono i loro genitori in azienda chi sarà a consumare tutta la droga, di diverso tipo, che circola? I "drogati" devianti ed emarginati? No, gradualmente stanno scomparendo anche quelli. Mi ha colpito la notizia di un intero quartiere che a Milano protesta perché non gli viene attivata una fontanella in un campo giochi. E' un mondo che cambia. Un tempo le fontanelle si chiudevano a scopo preventivo per allontanare i tossicomani. Nemmeno loro, sono più quelli di una volta. Oggi, per fortuna, non userebbero più l'acqua delle pozzanghere per diluire "la roba". Le droghe, sempre più, si comprano e si usano in modo riservato e pulito. Non c'è nemmeno bisogno di rubare o di prostituirsi per pagarsele: i prezzi sono scesi in tutto il mondo e sono alla portata di tutte le tasche. E la grande produzione di oppio Afghano dove verrà venduta? Misteri ma senz'altro non da noi che siamo brava gente. In fondo a suo tempo abbiamo dato miliardi di finanziamenti proprio perché quel Paese convertisse le sue colture di oppio. Certo, c'erano i Talebani ma sempre Afgani erano: non vorranno essere pagati due volte?

Io ho una mia teoria: siamo vittime di un monopolio mondiale che ha adottato tecnologie e strategie da grande distribuzione, vendendo droghe come qualunque altro prodotto con una rete distributiva agile e variegata.  Investendo in altri campi del vivere civile, questo monopolio, è riuscito contemporaneamente a trovare sempre più clienti ed a ridistribuire ricchezza in un modo socialmente compatibile. Non amo i monopoli perché di per sé sono nemici della libertà e dello sviluppo di chi ne è fuori. Ma quando i monopoli sono anche fondati su azioni illecite (oltre che lecite) sono ancora più pericolosi perché sono nemici della libertà e dello sviluppo di tutti. E, attenzione, non è legalizzando ciò che è illegale che si risolve la questione. Dovremmo metterci in concorrenza e, per tentare di ridurre i margini all'attuale monopolio, dovremmo crearne un altro. Per sconfiggere la droga illecita dovremmo promuovere quella lecita. Per reclutare i clienti della concorrenza finiremmo per crearne di nuovi: per noi e per loro. La prova che siamo di fronte ad un monopolio molto potente sta nel fatto che, poco per volta, la nostra resistenza verso chi ci propone sostanze farmacologicamente attive in grado di alterare il nostro stato mentale sta scomparendo. Mostrarsi a favore o contro l'uso di sostanze diventa, allora, solo una professione di fede "politica" legata a determinati modi di intendere lo Stato e la regolazione delle libertà individuali.  Nel frattempo tendiamo sempre più a pensare nel nostro intimo che se un prodotto è buono e "non fa male" si può consumare: che problema c'è? A questo punto il gioco è fatto: all'esperto che spiega come l'alterazione di determinati equilibri del funzionamento cerebrale sia molto pericolosa per la nostra salute mentale e fisica crediamo sino ad un certo punto e chiediamo prove inoppugnabili. A chi ci vende qualunque sostanza non chiediamo nulla: paghiamo e consumiamo. Siamo diventati consumatori consapevoli delle nostre decisioni! 

Un giornalista, qualche tempo fa, mi diceva che stavo rappresentando un quadro molto inquietante della situazione droga. Gli chiesi se lui non ne sapesse nulla magari guardandosi intorno rispetto agli amici, ai colleghi di lavoro, alle persone che frequentava. Mi diede ragione ma l'argomento della conversazione cambiò rapidamente: aveva bisogno subito della soluzione al problema perché doveva chiudere l'articolo e desiderava essere propositivo. Credo volesse qualcosa di semplice e pratico, una specie di ricetta tipo: "prima di guidare mangiate leggero e non bevete alcolici"  e voleva, anche, sapere se ero favorevole o contrario alla "legge Fini". Quando spiegai che, a mio avviso, non c'èra una ricetta pronta e che nessuna legge di qualunque tipo può , di per sé, risolvere la questione rimase deluso. Si dimenticò addirittura di chiedermi come deve fare un genitore a scoprire se il figlio si droga che è una domanda che ti fanno proprio tutti! Così, quella sera, non trovammo una soluzione immediata al problema. Forse, anche per questo, la questione droga non è stata risolta ed io mi sono perso l'occasione di diventare famoso, di essere citato su quel giornale e, chissà, di andare a Porta a Porta...

Quando arriverà il 26 giugno, giornata mondiale per la lotta contro la droga, nessuno saprà cosa dire. Il monopolio avrà tutto lo spazio culturale e logico per continuare ad operare generando ricchezza e sottomissione socialmente compatibile. Noi brava gente resteremo ancora in una fase di sonno. E, se è vero che "il sonno della ragione genera mostri", è anche vero che la vita non è un sogno ma i sogni aiutano a vivere meglio.

In ogni caso mi sembra proprio l'ora di svegliarsi: se ci riusciamo. Il sonno ed il coma hanno preoccupanti tratti in comune anche per la brava gente come noi.

Riccardo C. Gatti 29.5.05

home page