(una storia vera)
In
questa pagina è descritto il percorso dal disegno di legge Fini allo
"stralcio Giovanardi" che è quanto il Parlamento ha approvato con
voto di fiducia nel Febbraio 2006 mentre era Capo del Governo Silvio Berlusconi ... e quanto è successo dopo l'avvento del Governo
Prodi. Si tratta di un percorso lungo e complesso che richiede pazienza
per essere ricostruito. Consiglio di leggere attentamente sia il disegno di legge Fini che
lo "stralcio
Giovanardi" per comprenderne le differenze (che non sono
poche!). Con un po' di pazienza si possono anche leggere alcuni commenti
sulla IV Conferenza
Nazionale di Palermo, molto contestata e disertata da diverse
Organizzazioni di settore ma che, effettivamente, ha visto un non trascurabile
cambiamento di alcune posizioni governative che sembravano irrinunciabili. Ho
cercato di riportare molte opinioni, cronache, prese di posizione ed anche miei
personali punti di vista su tutta la vicenda, sperando di fare cosa utile.
Seguendo tutti i link c'è veramente molto materiale.
Chi,
più semplicemente, vuole leggere la "nuova legge sulla droga" del Governo
Berlusconi ... non la troverà ... perchè non esiste
una nuova legge ma solo una modifica alla normativa già in vigore: questo,
appunto, è lo "stralcio
Giovanardi" che, quindi, integra e modifica il DPR 309/90 che,
a sua volta, era un testo unico conseguente ad una modifica della Legge 685/75.
Il
DPR 309 del 1990 e la legge 685 del 1975 sono facilmente ritrovabili con un
motore di ricerca Internet. Leggendoli si scoprirà, tra l'altro, una continua
oscillazione tra sanzionare (amministrativamente o penalmente) o non sanzionare
il consumo personale di droga che è sempre stato considerato dalla legge
italiana un illecito. Nel' 75 si decise di non sanzionarlo penalmente per
quantitativi di possesso pari ad una "modica quantità di droga". Il
fine era facilitare l'accesso alle cure che, tuttavia, potevano essere, in
alcuni casi, obbligatorie. Quindici anni dopo si decise, invece di erogare
sanzioni amministrative ma anche penali sempre per lo stesso motivo: spingere i
tossicomani a curarsi. Tornò la "modica quantità" sotto l'aspetto,
più esplicito, di quella che veniva definita la
"dose media giornaliera" come discrimine tra consumo personale e
spaccio. Tre anni dopo un referendum eliminò le sanzioni penali assieme alla
"dose media giornaliera" lasciando quello che qualcuno aveva definito
un “vuoto legislativo”: senza l’aggancio a quella quantità, la cui
determinazione era effettuata dal Ministero della Sanità, le Forze dell’Ordine
ed i Magistrati non avevano più un criterio unico, sebbene controverso, con cui
determinare se le sostanze sequestrate fossero da considerare per uso personale
o per spaccio. Nel 2006 ritorna una dose soglia, da definirsi nelle tabelle
ministeriali, come indizio di reato penale da valutarsi assieme ad altri
elementi. La situazione è ancora diversa da quanto definito prima nel 1975 e,
poi nel 1990 ma, in fondo, il senso complessivo dell'azione è analogo. Anche il
dibattito che circonda tutta la questione, per quanto aspro ed importante ...sa un po' di "già visto".
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Il
tutto si definisce nel 2003 con l'approvazione da parte del Consiglio dei
Ministri del disegno di legge Fini: ecco cosa scrivevo in proposito:
La
proposta di legge Fini, ora è stata approvata unanimemente dal Consiglio dei
Ministri. E’ un'unanimità difficile. I nostri Ministri, pur impegnati nel
semestre di Presidenza europea, infatti, non
sembrano raccogliere le diverse posizioni che attraversano l’Europa dove, di
fronte ad una diffusione sempre più preoccupante di droga, le strategie
espresse dai loro colleghi appaiono molto differenziate Paese per Paese. Non
sembrano, nemmeno raccogliere le diverse posizioni provenienti da importanti
esponenti della loro coalizione: con l’unanimità esprimono certezza e decidere
è il compito di un Governo. Particolare è,
comunque, come si è arrivati a questa proposta ed a questa unanimità che sembra
ribadire uno dei problemi che hanno accompagnato la storia dell’azione
antidroga in Italia. La modalità di raggiungimento delle decisioni prese
conferma, infatti, il governo totalmente politico di un sistema di intervento
che non riesce ad esprimere una posizione tecnica condivisa al suo interno e,
probabilmente, proprio per questo motivo non è considerato un interlocutore ma
solo un qualcosa che, appunto, deve essere governato dall’esterno. Si pensi, ad
esempio, che esiste una consulta istituzionale degli Operatori e degli Esperti:
sulla proposta di legge governativa non è stata mai sentita e sino al 13
novembre era stata riunita una sola volta tanto per sentirsi dire che siccome il Governo era impegnato nel semestre di Presidenza
europea
Purtroppo
in questa logica delle parti in cui ciascuno, politico, operatore di settore,
giornalista, esperto, pensa di portare a casa
ciò che può, nonostante tutto, rischiamo di perdere non solo la credibilità e
la dignità dei nostri specifici ruoli ma anche il significato e l’obiettivo
dell’azione complessiva che ne deriva per un motivo assolutamente banale: il
mercato della droga è cambiato, probabilmente occorrerebbero nuove strategie ma
... non si è mai cercato di elaborarle costruendo un confronto ampio ed
esaustivo tra competenze e discipline diverse. Ora possiamo anche decidere di
combattere la diffusione delle droghe a colpi di slogan di dubbio significato
tipo “bisogna uscire dalla droga senza la droga” oppure “bisogna mirare al
recupero globale della persona”, possiamo anche discutere se per la comunicazione
di massa sia meglio dire che le droghe sono tutte uguali o tutte diverse ma,
alla fine, non dobbiamo dimenticare che dall’altra parte abbiamo un mercato
forte, abile, competente, strategicamente e logisticamente molto ben
organizzato che, in questo momento è vincente perché in espansione. Chi
controlla questo mercato tende a due cose: diffondere i suoi prodotti (come per
tutti i mercati), controllare e colonizzare la società civile anche attraverso
i consumatori che occupano posti chiave nell’ambito della politica,
dell’informazione e della finanza. A Milano tra i 18 e i 24 anni la maggioranza
delle persone dichiara di aver già fatto uso di sostanze illecite (e non
abbiamo considerato il doping): non è possibile ignorare questi dati. Il mercato della droga ha successo visto che, ormai, si
incomincia anche a rendere visibile chi è contro l’emanazione di leggi
repressive non per motivi tecnici o ideali ma perché potrebbero disturbare la
sua attitudine al consumo. Non è , tuttavia, questo il
motivo per essere proibizionisti o antiproibizionisti. Bisogna studiare i
quadri possibili di evoluzione dei fenomeni di abuso, porsi degli obiettivi,
elaborare una strategia conseguente fattibile e realistica, dotarsi delle
risorse e dei mezzi necessari, attuarla e verificarla nei suoi risultati. Il
tutto, possibilmente, dovrebbe essere almeno parte di una strategia Europea:
visto che da soli non si va da nessuna parte.
Invece
continuiamo a voler semplificare questioni che non sono semplici così possiamo
permetterci di tutto, quasi come se risolvere il problema della diffusione di
droghe richiedesse lo stesso sforzo la stessa
strategia e le medesime risorse necessarie per avere successo in un dibattito
televisivo: poi succeda quello che deve succedere. Giudicare
Così il
dibattito, non su tutte le droghe ma solo su quelle definite illegali, si
sposta sui milligrammi da una parte e su principi troppo generali dall’altra,
sulla punizione penale e sulla restrizione della
libertà come strumenti educativi, ma non riesce ad essere convincente sia
politicamente che tecnicamente. Il livello della proposta sembra ancora
troppo elementare rispetto ai problemi che si propone di affrontare e
risolvere; l’opposizione, per ora, si muove più o meno sullo stesso piano.
Oltre a ciò rimane il dubbio che, se l’azione repressiva si dimostrasse
efficace, l’abuso di sostanze potrebbe semplicemente spostarsi verso quelle
lecite che, già oggi, fanno più danni e ammazzano più gente di quelle illecite anche se nessuno pensa di vietarle rendendone la
produzione, la vendita ed il possesso un reato penale. Ora il progetto di legge
dovrà seguire un iter che mi auguro non sia ne breve
ne facile perché si abbia il tempo di sviluppare quel confronto e quel
ragionamento collettivo che sino ad ora è mancato. D'altra parte è lo stesso
Fini a sostenere: "sono convinto che in
Parlamento sia Forza Italia che Udc e Lega sosterranno insieme ad An questa
proposta che e' innovativa, ma che può essere approfondita e che terrà conto
dei suggerimenti che vengono dalla società" (Fonte ADUC). Spero soltanto che a tutti i
livelli ci sia il coraggio di raccogliere la complessità della questione abuso
di sostanze (illecite e lecite !). Il Governo ha avuto il merito di riportarla,
almeno parzialmente, all’attenzione di un'opinione pubblica e di una classe
politica che di fronte a dati e ad evidenze sempre più preoccupanti sembrava
adottare la strategia dello struzzo. La risposta della società, dei tecnici di
settore, del mondo della politica e dell’informazione deve innalzare il livello
della discussione, non abbassarlo. Dobbiamo evitare che alla società civile ed
a chi la rappresenta rimanga solo la possibilità di definire cosa è illecito e
cosa non lo è ed il livello delle sanzioni (e delle alternative) applicabili ai
consumatori …lasciando ai mercati il potere di decidere tutto il resto.
Riccardo
C. Gatti 16.11.2003
Testo e
tabelle del Disegno di legge Fini approvato dal Consiglio dei Ministri ![]()
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Psico–socio–farmacologia educativa (proposta semiseria)
Avevo fatto bene, alla vigilia della presentazione al Consiglio dei
Ministri della proposta di legge Fini, a scrivere “... con droga.net cercherò
di NON seguire la corrente evitando, ad esempio, di cercare lo scoop o di
commentare il disegno di legge prima ancora di averlo letto attentamente. Mentre scrivo, ad esempio (sono le
00:00 del 13 novembre) incominciano a diffondersi le prime indiscrezioni sulle
quantità di droga che segnano il discrimine tra uso personale e spaccio. Sono
molto strane ... potrebbe, ad esempio, esserci quasi più tolleranza per la
cocaina piuttosto che per i derivati della canapa ... mezzo grammo di
cocaina contro centocinquanta milligrammi di hashish. Ma si tratta della
sostanza, così come viene sequestrata, oppure del principio attivo della
stessa? Già il dibattito incomincia nella confusione: meglio
aspettare e avere le idee chiare prima di farsi un'opinione precisa
sull'argomento!”. Seguendo la nota abitudine di proporre una notizia
prima ancora che il fatto che la determina si sia verificato, i giornali del
13, invece, già riportavano le tuonanti opinioni di chi riteneva assurdi (cioè
troppo bassi) i quantitativi di droga definenti il limite del reato penale,
prima ancora che il testo della proposta fosse stato letto da qualcuno. E’
difficile essere esperti di qualcosa oggi e farsi notare dai media: i migliori,
in questo campo specifico, sembrano essere quelli che riescono ad esprimere
un’opinione prima ancora di averla pensata … con tutte le conseguenze del caso.
A giornali ancora freschi di stampa, infatti, si veniva a sapere che, in
realtà, i dosaggi erano riferibili al principio attivo e che erano
duecentocinquanta milligrammi per il principio attivo dei derivati della
cannabis e mezzo grammo di cocaina pura. E così, dopo il primo spiazzamento,
ritornavano gli “esperti” di “psico–socio–farmacologia
educativa” in grado di argomentare se fossero più o meno penalizzati (!?) i consumatori di cannabis rispetto ai consumatori di
cocaina. E poiché il tono era più o meno simile a quanto già sentito rispetto
ai limiti di velocità (“e giusto sottoporre chi guida la Ferrari agli stessi
limiti di chi usa la Panda?”) per aumentare la confusione mi permetto di unirmi
idealmente a loro proponendo un’altra questione scientifica sperando che venga ripresa
dai media: perché non tener conto del peso corporeo e fissare una dose pro
chilo (come si fa per i farmaci)? In mancanza di una dose proporzionata al peso
si produce, infatti, una discriminazione che finisce per colpire i grassi
rispetto ai magri e gli uomini rispetto alle donne. Non siamo tutti uguali di
fronte alla legge?
Riccardo
C. Gatti 16.11.2003
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Già
dal 2003 mi ero fatto una convinzione precisa: più che di una revisione della
legge, avevamo (e abbiamo) bisogno di una
strategia. Riportai su droga.net le motivazioni di questa affermazione assieme
ad un po' di "storia". Il Governo, infatti
aveva già annunciato la volontà di cambiare la legge sulla droga nel 2001 a San
Patrignano.
Incominciai,
tra l'altro, in quel periodo a cercare di problematizzare la
questione secondo alcune considerazioni generali:
1)
Nel nostro Paese già da tempo quasi tutte le droghe considerate illecite sono
"uguali" ma l'abuso di farmaci, di alcolici e
l'uso di tabacco, anche se causano dipendenza e, complessivamente, molti
più danni delle droghe illegali continuano ad essere tollerati. Perché ? Attenzione alla risposta: molto di ciò che viene detto
sulle droghe legali potrebbe tranquillamente valere per quelle illegali e
viceversa. La scelta di inserire o meno una sostanza
in una tabella che la definisce illecita non è strettamente legata alla sua
maggiore o minore pericolosità oppure alla capacità di creare
dipendenza. Considerare, pertanto, i derivati della canapa come gli
oppiacei o i derivati della coca e non come gli alcolici o il tabacco può avere
vantaggi e svantaggi a seconda dei punti di vista ma, a mio avviso, non incide
su una situazione complessiva in cui è frequente il poliabuso di sostanze
legali ed illegali assieme.
2)
La terapia, ma anche questa non è una novità, continua ad essere considerata
un'alternativa possibile alla pena pur non essendo una vera alternativa. Si
possono curare le persone che hanno una patologia curabile e che accettano di
affrontarla. Usare sostanze definite droghe dalla legge non è di per sé
una patologia. Se non è escludibile che un certo numero di persone possano
cogliere un'occasione costrittiva (penale ma
anche famigliare, lavorativa o di salute) per rivedere il loro stile di vita è
anche vero che non è infrequente l'utilizzo strumentale dell'alternativa
terapeutica o educativa con la conseguente attivazione di una serie di
prestazioni inutili e costose in grado di sottrarre risorse ed energie a
chi, invece, ne avrebbe bisogno e le chiede. Analogo ragionamento è applicabile
ai percorsi educativi o riabilitativi comunitari o territoriali.
3)
Credo che obbligare, di fatto, al trattamento dovrebbe essere un atto estremo e
non una specie di progetto preventivo dedicato a tutti coloro che vengono
trovati in possesso di sostanze. Paradossalmente, quando questo atto estremo si
rendesse necessario ... il nostro sistema di intervento non è organizzato per
svolgerlo in modo adeguato. Se per un tossicomane è necessario un trattamento
sanitario obbligatorio, infatti, si incontrano strutture ed organizzazioni
operanti in modi e tempi pensati per la malattia
mentale ma non per la dipendenza.
4)
Ancora una volta i SERT e le Comunità tendono ad essere considerati in quanto
parti di un sistema di controllo. Siamo sicuri che questo sia il modo migliore
per utilizzare la loro esperienza? Ho la sensazione che più persone si rivolgerebbero
spontaneamente al sistema di intervento terapeutico - riabilitativo se questo
fosse in grado di rispondere meglio alle diverse esigenze. Almeno la metà delle
persone che entrano in una Comunità terapeutiche, ad
esempio, ne escono nel giro di pochi mesi senza avere completato il programma.
Luoghi in grado di trattare in modo adeguato (ed in regime di ricovero) lo
stato di assuefazione permettendo contemporaneamente un corretto inquadramento
diagnostico in stato drug - free quasi non esistono.
Se, poi, il soggetto da trattare è un minore la situazione peggiora
ulteriormente.
5)
Può essere che mi sbagli ma l'attuale sistema di intervento non mi sembra
sufficientemente dimensionato per l'applicazione attiva di programmi
alternativi (anche semplicemente di tipo educational) a sanzioni erogabili
potenzialmente a tutti i consumatori di droghe. Esiste la reale possibilità di
potenziarlo, e non poco, proprio in un momento in cui le risorse sembrano
mancare un po' dappertutto?
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Nel
2004 FeDerSerD, una delle più grandi Società Tecnico - Scientifiche del
settore, ha iniziato un processo di integrazione con il CNCA (Coordinamento
Nazionale Comunità di Accoglienza) e FICT (Federazione Italiana Comunità di
Accoglienza). Il Direttivo di FeDerSerD firma un documento complesso ed,
ancora, interlocutorio che, tuttavia, già preannuncia i temi per cui
l'Organizzazione finirà per assumere una posizione di netta opposizione con le
proposte del Governo astenendosi dal partecipare alla IV Conferenza Nazionale
di Palermo.
Tra
le righe si intravede una certa l'oscillazione tra la volontà di rappresentare
e conciliare diverse categorie professionali; i Gestori dei Servizi accreditati
ma anche gli Operatori che ne sono dipendenti e gli interessi degli utenti; il
Servizio Pubblico (sebbene inteso in forma estesa) nonché il sapere
tecnico-scientifico in senso ampio. Si tratta di un problema ancora non risolto
anche per molte altre Organizzazioni che, integrandosi, sembrerebbero voler
rappresentare contemporaneamente Gestori, Dipendenti ed Utenti delle strutture
accreditate.
Dopo
la posizione di FeDerSerd sono riportati documenti
relativi a FICT, Itaca e Gruppo Abele. Anche
questi definiscono posizioni che verranno mantenute nel tempo sino ad un frattura più o meno accentuata con la proposta del
Governo.

Pubblico
integralmente un documento, "Osservazioni sulla revisione del D.P.R.
309/90 - Proposte di FeDerSerD per un dibattito aperto", che mi ha
trasmesso il Segretario Nazionale di FeDerSerd, Alfio
Lucchini. Si tratta di un lavoro molto interessante visto che "il Disegno di legge Fini " è,
attualmente in discussione. A mio avviso, inoltre, il documento riveste una sua
particolare importanza intrinseca. Dopo il II° Congresso Nazionale di Ottobre, FeDerSerD, superando i
mille aderenti, ha confermato una notevole forza rappresentativa. Una presa di
posizione ufficiale sull'argomento, quindi, diventava necessaria.
Lo
scritto mi sembra il frutto di un ponderato lavoro in equilibrio tra la
complessità degli argomenti trattati e la necessità di conciliare diverse
chiavi di lettura degli argomenti che sono oggetto della riflessione. Alcune
scelte che si evincono dalla lettura vanno rimarcate. Viene discussa la
proposta del Governo ma non quella dell'opposizione; il titolo, si pone in una
posizione interlocutoria di "proposte per un dibattito aperto"; viene
affrontata la complessità del tema dal punto di vista di chi opera
professionalmente nel settore (anche se la necessità di abbracciare la questione
globalmente riconducendola, però, ad un determinato punto di osservazione può
essere considerata un pregio ma anche un limite del documento); si effettua una
scelta di campo definendo il sistema pubblico di intervento come "sistema
costituito non solo dai servizi pubblici, ma anche dalla quasi totalità del
privato sociale, che condivide la necessità di un sistema fondato su principi e
modelli verificati dalla comunità scientifica, organizzato con regole di
programmazione efficienti e con livelli di partecipazione non arbitrari ed
incerti"; viene proposto il riconoscimento del tavolo di integrazione
pubblico - privato non profit definito "Tavolo di Alta Integrazione"
come base di analisi ed espressione del sistema di intervento degli accreditati
italiani (un processo di integrazione iniziato da FeDerSerD
con
CNCA
e FICT
).
Quest'ultima opzione potrebbe rappresentare un nodo critico nel rapporto con
altre Società Tecnico-Scientifiche perché sembrerebbe trascurare l'esistenza
della "Consulta delle Società Scientifiche e delle Associazioni
Professionali del campo delle Dipendenze Patologiche" già a suo tempo
definita (nello stesso sito di FeDerSerD) come "un patto permanente di
consultazione, confronto ed azione, al fine di arricchire il percorso di
ciascuna e di mettere assieme forze e rappresentatività sia numerica, che
scientifica e professionale da far valere nel confronto istituzionale, in
quello più propriamente scientifico, a livello internazionale, europeo,
nazionale e locale".
Particolarmente
"decise" appaiono alcune affermazioni quali "Il processo di
privatizzazione della sanità, che si sta sviluppando in alcune punte più
avanzate attraverso il progressivo smantellamento dei servizi pubblici, al di
là di una possibile presenza di un privato competitivo in grado forse di
sostituirlo a costi inferiori, si sposa egregiamente con l’operazione di
dirottare prima con colpi di mano più o meno trasparenti, ed ora con una legge,
la maggior parte delle risorse economiche e di potere ai propri fiduciari del
settore, garantendo loro una specie di extraterritorialità nel contesto delle
regole che governano la sanità". Queste affermazioni, tuttavia, per essere
ben comprese, vanno lette nel contesto complessivo del documento che, ad un
certo punto, si sposta anche su temi non strettamente legati alla discussione
della revisione del D.P.R. 309/90 come la proposta di "istituzione di una
specifica disciplina per il settore delle dipendenze con la relativa
specializzazione". In ogni caso lo scritto termina con un'apertura: "riteniamo che se può essere condivisibile l’esigenza di
disciplinare meglio l’attuale assetto normativo del settore, che appare poco
soddisfacente anche alla nostra osservazione, non possiamo che essere critici
verso il metodo ed i contenuti della proposta, ribadendo nel contempo la
disponibilità alla collaborazione in un quadro trasparente di confronto su basi
scientifiche e di evidenza medica, dove i criteri di senso e le ragioni del
sapere disciplinare trovino lo spazio adeguato non solo per una
rappresentazione simbolica, ma per un effettivo potere di incidenza".
Complessivamente
nel testo si intravede una certa l'oscillazione tra la volontà di rappresentare
e conciliare diverse categorie professionali; i Gestori dei Servizi accreditati
ma anche gli Operatori che ne sono dipendenti e gli interessi degli utenti; il
Servizio Pubblico (sebbene inteso in forma estesa) nonché il sapere tecnico-scientifico
in senso ampio. Il futuro ci dirà se sarà effettivamente realizzabile quella
che, oggi, sembra un'interessante e culturalmente ambiziosa (troppo?)
operazione di integrazione tra interessi, culture, saperi e poteri diversi. Una
prima verifica in tal senso potrebbe essere fatta se e quando la discussione
sulle modifiche al D.P.R. 309/90 si spostasse da una logica di confronto a
quella di una netta contrapposizione di schieramenti che inevitabilmente, data
l'ampia rappresentatività, potrebbero essere anche interni alla stessa
FeDerSerD oppure nel momento in cui gli interessi di diverse categorie o di
parti del sistema non dovessero più coincidere.
Riccardo
C. Gatti 20.12.04
per leggere
il documento di FeDerSerD (file pdf) ![]()
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La
posizione della FICT

si afferma che:
Ecco il
documento presentato dalla FICT al Senato nel gennaio 2005 ( *.pdf) ![]()
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La
posizione di Itaca

Associazione Europea degli Operatori Professionali delle
Tossicodipendenze
(...) se
le Leggi intervengono, in una qualche forma troppo cogente, a regolare i
trattamenti è a grave rischio quell’alleanza terapeutica tra i pazienti e gli
operatori che è uno degli elementi decisivi per il successo (...)
(...) Non
sembra, invece, sostenibile l’ipotesi di delegare ai centri di Privato Sociale
le competenze sulla certificazione e sulla diagnosi che devono restare
prerogativa del Servizio Sanitario Nazionale. Ci dichiariamo contrari a
qualsivoglia tentativo di delegittimare i Servizi Pubblici od a smantellarne
competenze e strutture. Tutto deve funzionare meglio, non si può pensare a
sostituire un sistema a centralità pubblica con uno prevalentemente privato
(...)
Ecco il
documento presentato da ITACA al Senato nel gennaio 2005 (*.pdf) ![]()
![]()
La
posizione del Gruppo Abele

Non
bisogna farsi molte illusioni sull’efficacia di una repressione che, nel
tentativo di colpire inesorabilmente il consumatore-spacciatore, l’ultimo
anello, il più esposto, fragile e ricattabile della catena del traffico,
manderà inevitabilmente in carcere una miriade di semplici consumatori.
Il disegno
di legge presentato dal Governo rischia di portarci pesantemente indietro
rispetto alle evidenze scientifiche ed agli stessi programmi di trattamento
validati nel corso degli anni più recenti.
Che
significato assume annullare la distinzione di pericolosità, inserendo l’hascish nella medesima tabella dell’eroina? L’obiettivo
sembra quello di colpire il consumo anziché contrastare la dipendenza.
Stabilire
per legge un’unica variabile, la quantità di sostanza stupefacente posseduta,
in base alla quale discernere se si è consumatori o spacciatori, toglie al
giudice gli strumenti di approfondimento delle diverse situazioni, senza poter
tener conto di elementi fondamentali che concorrono a qualificare la detenzione
(basti pensare al caso, che torna ad essere un reato, di chi, dopo aver
raccolto il denaro dagli amici, acquista per sé e per loro).
L’escalation
punitiva si estende anche alle sanzioni amministrative. La proposta di modifica
dell’art. 75, commi 2 e 3, del testo unico sottrae al prefetto la possibilità
di non applicare la sanzione alla prima segnalazione.
In tutto
l’articolato della nuova legge la dicitura "servizi pubblici per la
tossicodipendenza" è perennemente affiancata da "o strutture private
di cui all’art.116". Ciò significa che qualsiasi funzione del Ser.t può essere esercitata anche dal privato. Il modello
dell’integrazione, fondato sulla specificazione di funzioni diverse ma
complementari, lascia il posto alla libera competizione tra i diversi enti.
L’assetto
dei servizi che deriva da questi dispositivi non si limita a mettere in
competizione servizi pubblici e privato sociale. Nella "filosofia"
che ispira l’intero testo, si evince l’intento di spostare tutto l’asse dei
trattamenti verso una concezione semplificata di obiettivi unicamente ed
illusoriamente drug- free.
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Cosa
propone l'Opposizione per la modifica del DPR 309/90
PROPOSTA
DI LEGGE N. 4208
Modifiche al testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, in materia di
depenalizzazione del consume di sostanze
stupefacenti, di misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti e
di politiche di riduzione del danno
la proposta del centro-sinistra per
la modifica dell'attuale legislazione sulla droga ![]()
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Arriva Giovanardi

Nel
2005 c'è un rimpasto nel Governo. Fini non è più il riferimento del Dipartimento
Nazionale per le Politiche Antidroga perchè diventa
Ministro degli Esteri e lascia l'incarico di coordinare politicamente l'azione
Antidroga al Ministro Giovanardi. Succedono diverse cose. Alcuni segnali
sembrano di maggiore apertura ma, intanto, il Capo del Dipartimento Nazionale
lascia l'incarico proprio mentre stava pensando di organizzare pre-conferenze preparatorie della Conferenza Nazionale.
Tutto sembra fermarsi e brucia ulteriore tempo prezioso per un possibile
confronto tecnico-politico.
Le
Regioni nel Comitato Nazionale?
Le
commissioni riunite Giustizia e Sanità del senato che stanno discutendo
congiuntamente le proposte di modifica all'attuale normativa sulla droga, hanno
preso in considerazione il primo articolo del testo che definisce composizione
e competenze del Comitato nazionale di coordinamento, dell'Osservatorio, del
Comitato scientifico, del Dipartimento nazionale per le politiche antidroga. I
Ds hanno proposto che nel comitato nazionale, attualmente composto dal
Presidente del Consiglio e da alcuni Ministri, siano inclusi anche i
rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome. Il Governo si è detto
favorevole ad accogliere l'emendamento. (RCG 8.4.05).
Legge
Fini: come passa il tempo !
Continua
al Senato la discussione della proposta di legge Fini. In
particolare, durante l'esame dell'articolo 49, che riguarda le sanzioni per chi
detiene e chi spaccia droga, l’opposizione ha presentato numerosi emendamenti
finalizzati a far si che l'illecito penale riguardi solo il commercio delle
droghe e non il loro possesso per uso personale. La maggioranza è sembrata più
disponibile a discutere le proposte di emendamenti. Sembrerebbe, infatti, in
corso una sorta di riflessione complessiva sul progetto di legge che potrebbe
anche essere il preludio per una sua possibile rivisitazione in termini più
moderati. Se, ad esempio, il Governo decidesse di rallentare l'iter
parlamentare in attesa dei risultati della IV Conferenza Nazionale Antidroga di
settembre, il segnale di apertura potrebbe essere chiaro e, in un certo senso,
non contradditorio. Diversi politici della maggioranza avevano già sottolineato
la volontà di discutere la proposta con esperti e operatori del settore. Certo
è che il tempo passa velocemente. Già oggi, è improbabile che esista il tempo
tecnico perché la proposta di legge possa essere
approvata con un iter parlamentare ordinario, prima che la legislatura finisca.
Accelerare i tempi con procedure di urgenza sarebbe possibile ma obbligherebbe
a ri-verificare, tra tutti gli alleati di maggioranza, la reale e univoca
volontà di portare avanti il progetto di legge Fini in un momento politico
particolarmente delicato. Forse questa specie di
pausa di riflessione potrebbe proprio essere dovuta alla necessità, per il
Governo, di valutare bene la situazione. (R.C.G. 03.06.05)
Il
chiarimento di Alleanza Nazionale
Dopo
la bufera delle dimissioni di uno dei tre vicepresidenti, Gianni Alemanno, e di
Alfredo Mantovano, uscito dall'esecutivo del partito, in Alleanza Nazionale i
dirigenti cercano di ricucire lo strappo. Qualcuno, invece, incomincia a
parlare di una possibilità di scissione. Tutto ciò riguarda il "tema
droga" molto più di quanto possa sembrare. Mantovano, ad esempio, è sempre
stato un forte sostenitore e, forse, uno dei veri e propri promotori della
"legge Fini". Se, all'interno del partito, si andasse ad un
chiarimento, la proposta di legge potrebbe essere uno dei temi in discussione.
Quali saranno le intenzioni di Fini rispetto alla sua stessa proposta? Come giocherà
l'attuale strappo interno al partito sulle decisioni in proposito? Al momento è
prematuro fare qualunque previsione soprattutto per chi, come me, osserva il
mondo della politica e dei partiti dal di fuori. Una
cosa, tuttavia, è chiara. Alleanza Nazionale dovrà sciogliere anche questo nodo
che si presenta difficile e insidioso. Il Partito prima
e la maggioranza di cui fa parte, subito dopo, dovranno chiedersi in un tempo
molto breve se, data la situazione, valga veramente la pena di sostenere questa
legge e prendere le decisioni conseguenti. (R.C.G. 15.6.05)
Il Ministro Giovanardi preannuncia
uno stralcio della Legge Fini: siamo nel giugno del 2005. I tempi diventano
sempre più stretti ed individuo un problema: "Il
rischio è quello di tentare di risolvere il tutto con procedure di urgenza,
poco affrontabili e perfezionabili a livello parlamentare, trovando rimedi
peggiori dei mali". Faccio anche una previsione: "All'orizzonte si
vedono soprattutto nubi e segnali di tempesta con pochi squarci di
sereno".

Dunque la legge Fini
non si farà, almeno
in questa legislatura. «I tempi parlamentari non sono tali da consentire un
impegno delle Camere su questo punto» - ha detto il Ministro Giovanardi durante
la conferenza stampa di presentazione del Rapporto
annuale sulle tossicodipendenze
(Fonte
Corriere.it). Ma ... ci sono alcuni punti della
proposta di legge che potrebbero essere estrapolati. Uno di questi riguarda il
«definire con chiarezza quando il possesso di sostanze stupefacenti possa
indurre a comminare una pena, risolvendo il problema con la giurisprudenza che
oggi è talmente incerta che non si capisce quale sia il limite in cui è lecito
o illecito tenere per uso personale le sostanze». E' senza dubbio una questione
importante e complessa ma anche di difficile soluzione. Speriamo che non sia rielaborata
in termini semplicistici: da circa trent'anni ci dibattiamo tra "modiche
quantità" e "dosi medie giornaliere" senza arrivare ad una
soluzione soddisfacente. Il rischio è quello di tentare di risolvere il tutto
con procedure di urgenza, poco affrontabili e perfezionabili a livello
parlamentare, trovando rimedi peggiori dei mali .
Confesso di essere molto
preoccupato. Da troppo tempo il nostro Paese non è in grado di costruire una
vera strategia che abbia a che fare con quella che ritengo sia l'azione
antidroga più incisiva: informare, prevenire, curare, prendersi cura.
All'orizzonte si vedono soprattutto nubi e segnali di tempesta con pochi
squarci di sereno.
Riccardo C. Gatti 30.6.05
E come volevasi dimostrare ...
Giovanardi ha appena dichiarato la
non fattibilità delle Legge Fini in questa legislatura che già viene osteggiato
dall'interno della maggioranza. L'agenzia di stampa AGI, in data 30.6.05,
riporta, infatti, una dichiarazione dell'On. Gasparri il quale afferma che se
non dovesse passare la proposta di legge Fini sulla droga, Alleanza Nazionale
non voterebbe le altre proposte di riforma degli alleati di governo. Sotto tiro
sono, quindi, la riforma istituzionale, voluta dalle Lega, e quella delle giustizia, proposta da Forza Italia. Gasparri,
disposto a mediare sul testo con gli alleati, ribadisce l'intoccabilità
della distinzione tra uso personale e spaccio. Come volevasi dimostrare ecco i
primi tuoni. Sarà solo un temporale estivo? Sarebbe anche interessante capire
se la dichiarazione di Gasparri sia un messaggio per il Governo, per Giovanardi
o per
L'assemblea nazionale di A.N. che
vede una ricucitura della situazione interna, si conclude con un ordine del
giorno che impegna il partito, "in preparazione della campagna elettorale
per le elezioni politiche e nei mesi che mancano al termine della legislatura a
lavorare sui temi che l'hanno sempre distinto" e ribadisce, tra l'altro,
"la priorità al Ddl Fini sulla droga, al fine di
approvarlo prima della scadenza elettorale". (RCG 4.7.05)
Scoppiano diverse tempeste. La
maggioranza, internamente si ricompone anche se certe
dissonanze verranno mantenute tra chi vorrebbe approvata la proposta di legge
originale e chi, come Giovanardi pensa ad una normativa più "morbida"
e discussa con gli Operatori del settore. Riparte la macchina organizzativa
della IV Conferenza Nazionale (che ha già due
anni di ritardo!). Ma, ormai sta per scoppiare un conflitto: forse sono troppo
vicine le elezioni, forse l'opposizione incomincia ad annusare l'aria di un
decreto di fiducia. Mentre fino ai primi mesi del 2005 le posizioni erano
interlocutorie (Franco Corleone dei Verdi aveva fatto, ad esempio, un appello
al Presidente del Senato affinché fosse sospeso il dibattito parlamentare in
attesa delle conclusioni della Conferenza Nazionale) dopo le dimissioni del
Capo Dipartimento e l'arrivo di Giovanardi la Conferenza, prevista per
settembre a Pescara, è spostata a Palermo, in Dicembre! Troppo tardi.
Molte organizzazioni si dissociano
dai lavori preparatori unendosi ad altre che non avevano
I lavori fatti a Palermo sono un
piccolo "miracolo" perchè,
in un clima ovviamente complicato, gli Operatori e le Organizzazioni
presenti riescono, comunque, a mantenersi su un piano tecnico molto
coerente lavorando in sinergia e con grande intensità. Affermano come sia
necessario, prima di tutto, costruire una organizzazione
unitaria dell'intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo nel nostro
Paese; esprimono la volontà di assumersene, altrettanto unitariamente, la
responsabilità in collegamento con lo Stato e le Regioni all'interno dei
Dipartimenti per le Dipendenze. Ma ormai c'è una "guerra" in corso
che tende a polarizzare i contendenti. Inevitabilmente, ad ogni posizione
(anche a quella di partecipare ad una occasione
istituzionale prevista per legge ed, a suo tempo, fortemente voluta da tutto il
settore per una interlocuzione diretta con il Parlamento) vengono attribuiti
significati che debbono combaciare con questa
polarizzazione.
VEDI ANCHE
QUANTO SCRITTO SULLA IV CONFERENZA NAZIONALE
![]()
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Tra
gennaio e febbraio 2006 lo stralcio Giovanardi della legge Fini parzialmente
rivisto dopo la Conferenza di Palermo viene fatto passare prima al Senato e poi
alla Camera con voto di fiducia. In molti si dichiarano contrari nel metodo e
nel merito. Si apre così una nuova stagione di contrapposizioni. I focolai del
conflitto si accenderanno ulteriormente con l'approssimarsi della scadenza
elettorale e, sicuramente, verranno trascinati nella prossima legislatura.
CAMBIA LO "STRALCIO GIOVANARDI" DELLA
"LEGGE FINI"
Roma, 10.1.06
Cambia
lo stralcio della legge Fini, proposto dal Ministro Giovanardi per l'approvazione
entro la fine della legislatura ... e cambia sostanzialmente almeno su tre
punti a seguito della IV Conferenza Nazionale di Palermo e delle proposte degli
Operatori e delle Organizzazioni che vi hanno partecipato.
1)
Il superamento di una soglia quantitativa di droga posseduta definita nella tabelle ministeriali non sarà più, di per sé, elemento
sufficiente per definire un illecito penalmente perseguibile come spaccio ma
dovrà essere unito ad altri elementi indiziari perchè
si individui questo tipo di reato (il superamento della soglia, quindi,
potrebbe comportare una semplice sanzione amministrativa o un percorso di
recupero in mancanza di altri elementi che siano indizio del reato di spaccio).
(segue)
Per leggere
tutto l'articolo ![]()
Gennaio
2006 il Governo fa passare in Senato, con voto di fiducia, lo “stralcio
Giovanardi” della cosiddetta “legge Fini”. Sebbene il numero degli articoli sia
ridotto, rispetto all’originale, si tratta, comunque di un articolato
importante e quindi meritevole di una serie di approfondimenti anche da parte
di persone esperte di leggi e di giurisprudenza, per essere letto ed
interpretato correttamente. Soprattutto, se diventerà legge, dovrà essere
prestata particolare attenzione al contesto applicativo che, in questo campo, è
particolarmente importante. Guardando le diverse reazioni trasmesse dalle
agenzie di stampa si vedono veri e propri “fuochi di artificio” anche nella
terminologia usata: “grave regressione della civiltà
giuridica”; “il governo italiano è fuori dall'Europa”; “situazione esplosiva”;
“la posta in gioco è l'incarcerazione coatta di migliaia e migliaia di giovani”
... ma è proprio così? Un mio
commento sullo
"stralcio Giovanardi" ![]()
Ecco il testo
completo dello "stralcio Giovanardi" (la sezione sulla droga parte
dall'articolo 4)
Non disturbare il manovratore
''Credo
che qualche giorno in più, se serve a chiudere vicende
importanti possa essere utile. Penso alle norme contro la droga, una legge
importantissima per An''. Lo ha detto Maurizio Gasparri (An) a proposito di un
rinvio dello scioglimento delle Camere (Fonte ANSA). Risposte, anche dure, da
parte dell'opposizione non si sono fatte attendere. In ogni caso la situazione
è senz'altro strana, forse paradossale. Lo "stralcio Giovanardi"
della "legge Fini" ... non è la "legge Fini" e, dopo la
Conferenza di Palermo, si è ulteriormente modificato, almeno nelle intenzioni.
Eppure maggioranza e opposizione sembrano scontrarsi su una questione di
principio immutata ed immutabile anche se "il principio" per cui si
scontrano non è chiarissimo. In particolare sarebbe interessante capire cosa
esattamente il Governo Berlusconi intenda far passare come modifica
dell'attuale legislazione ... Mi chiedo se abbia veramente senso questo
tentativo estremo di segnare un punto nei tempi supplementari anche perchè la questione droga, più che da chiudere, sarebbe
tutta da aprire. Sono convinto ed ho più volte affermato che, nel nostro Paese,
più che di una legge abbiamo bisogno di una strategia che, purtroppo, manca. Le
battaglie ideologiche di oggi sembrano la commemorazione di quelle di ieri.
Credo che, a questo punto, valga veramente la pena di andare al voto e, subito
dopo, di chiedere al Governo (qualunque sia) ed alla opposizione
di affrontare il problema con un respiro più ampio, una energia rinnovata e la
volontà di valorizzare ciò che, in questo ambito, unisce: non ciò che divide. A
mio avviso è l'unico modo per contrastare un mercato sempre più insidioso. Già
alcuni miei studenti di Sociologia sostengono che i candidati alle elezioni
amministrative (ci si riferiva a candidati Sindaci) tendono a non parlare della
questione droga per non perdere i possibili voti dei consumatori di sostanze
illecite: una fetta non indifferente dell'elettorato. Non sono in grado di dire
se abbiano ragione ma, il solo fatto che abbiano dato questa interpretazione,
mi sembra un buon indicatore di cosa mi preoccupa. Se si prosegue su questa
strada di divisioni, se non si trova una strategia di azione condivisa, se non
si trovano volontà e risorse per attuarla ... per molti anni, il problema verrà
accantonato. Saremo gradualmente sottoposti, infatti, ad un monopolio che si
sta già impadronendo della società civile e che, per questo, non deve essere
disturbato nella manovra a costo di convincere tutti, così come sta facendo,
che l'uso di droghe, in fondo, ... è solo una
questione individuale. Nient'altro.
Riccardo
C. Gatti 24.1.06
...
attenzione ai "ritocchi"!
Lunedì
6 febbraio 2006 il DL
sulle Olimpiadi che contiene anche le modifiche all'attuale legislazione sulla
droga verrà presentato alla Camera e sottoposto, come già al Senato, a voto di
fiducia. C'è, tuttavia, qualcosa in questo iter (già fin troppo
"particolare" per il tipo di norme che si discutono) che deve essere
segnalato. Negli scorsi giorni, secondo quanto riferito dall'ANSA "ci
sarebbe stata una riunione presieduta dal ministro per i Rapporti con il
Parlamento
Attenzione:
potrebbero essere piccole modifiche in grado di produrre cambiamenti
sostanziali !
R.C.G.
4.2.06
Una
frattura difficilmente sanabile
La Consulta delle Società Scientifiche e delle Associazioni
Professionali del campo delle Dipendenze Patologiche indirizza una lettera
aperta al Capo dello Stato, ai Presidenti delle Regioni italiane, agli
Operatori italiani pubblici e privati delle dipendenze patologiche, agli Organi
di Stampa e Comunicazione: si intitola "Droga: una legge autoritaria,
irrazionale, antiscientifica". Firmata dal Coordinatore Nazionale, Paolo Jarre, il testo si conclude con: -Siamo fortemente
preoccupati per l’incultura che informa questa Legge. Ci allarma pensare alle
persone malate di dipendenza, che oltre al peso della propria condizione
dovranno sopportare anche quello di un inasprimento delle pene. Chiediamo alle
Regioni italiane di difendere le proprie prerogative come già fatto, con
successo, nel 2003 nei confronti del cosiddetto “Decreto Sirchia” di modifica
del DMS 444.1990. Chiediamo al Capo dello Stato di valutare attentamente gli
evidenti elementi di contraddizione tra l’impianto normativo previsto e gli
esiti del Referendum abrogativo del 1993 di alcune previsioni del T.U. 309.90.
Ci auguriamo infine che il lume della ragione possa rapidamente, in Italia,
riprendere a dar luce alle scelte della politica per il nostro settore di
intervento e chiediamo a tutti coloro che si imbatteranno a vario titolo
nell’applicazione della Legge di dare ascolto ai richiami della propria
coscienza e della scienza-.
E'
un documento particolarmente importante perchè
raggruppa e sintetizza la posizione delle più importanti società scientifiche
del settore che si dichiarano contro le decisioni del Governo ed,
eventualmente, del Parlamento. Si tratta della Associazione
per lo Studio del Gioco d’Azzardo e dei Comportamenti a rischio ALEA, della
Associazione Nazionale Comunità Terapeutiche Pubbliche per le Dipendenze
Patologiche ASCOPUBBLI, del Coordinamento Nazionale degli Operatori per la
Salute nelle Carceri Italiane Co.N.O.S.C.I., della
Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle
Dipendenze FederSerD, della Associazione Europea degli Operatori Professionali
dell’Intervento sulle Tossicodipendenze -Delegazione Territoriale Italiana ITACA
Italia, della Società Italiana di Alcoologia SIA,
della Società Italiana di Psichiatria delle Dipendenze – Sezione speciale della
Società Italiana di Psichiatria SIP Dip, e della Società Italiana
Tossicodipendenze SITD.
Sommando
queste posizioni, unitarie e nette, a quelle già espresse da alcune di queste
Società e da altre Organizzazioni che, già da tempo, si erano dichiarate contro
la proposta di Legge Fini e lo stralcio Giovanardi, ...
sembrano rimanere veramente pochi i sostenitori dell'opportunità della modifica
di legge in discussione al Parlamento, almeno per quanto riguarda chi opera nel
settore preventivo, terapeutico e riabilitativo. Tutto ciò rappresenta una
frattura veramente molto problematica tra chi, in questo momento, rappresenta
la maggioranza del Paese e, quindi, lo governa e chi, con diverso mandato e
diverse funzioni, si propone di rappresentare gran parte degli Operatori che il
Paese stesso, direttamente o indirettamente, incarica dell'azione antidroga
preventiva, terapeutica e riabilitativa. Lo stesso fatto di indirizzare una
lettera al Capo dello Stato ed ai Presidenti delle Regioni, ma non al Capo
del Governo, rivela l'insanabilità di questa frattura. Se le modifiche di legge
dovessero essere confermate dal Parlamento e se la stessa maggioranza dovesse
riconfermarsi dopo le elezioni, sostenendo questo impianto legislativo, la
situazione potrebbe diventare di difficile soluzione. Ed il problema si
riproporrebbe tale e quale, forse in modo ancor più drammatico, nel
momento in cui, andando al Governo l'attuale opposizione, non abrogasse
immediatamente quanto proposto con lo "stralcio Giovanardi" della
Legge Fini. (R.C.G. 7.2.05)
per leggere
il testo completo della lettera ![]()
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Passa
anche alla Camera lo stralcio Giovanardi
La
Camera ha confermato con 307 sì la fiducia al Governo sul decreto legge sulle
Olimpiadi invernali di Torino che contiene le nuove norme che modificano la
legislazione vigente in tema di droga. I voti contrari sono stati 207. Se non
ci saranno "ritocchi a sorpresa"
all'interno di altri provvedimenti, il Governo ha così raggiunto un suo
obiettivo, annunciato già nel 2001 a San Patrignano,
concretizzato nella "proposta di legge Fini" e, poi, riformulato e
portato a compimento con con lo "stralcio
Giovanardi". Nel frattempo anche la FICT, Federazione Italiana delle
Comunità Terapeutiche, che aveva partecipato alla Conferenza di Palermo, si dice insoddisfatta per il provvedimento perchè non avrebbe tenuto conto proprio di alcune
indicazioni espresse da questa organizzazione sulla possibilità di
differenziare i percorsi sanzionatori dei minorenni e sul troppo rigido
spartiacque tra consumo e spaccio fissato dalle tabelle. C’è anche contrarietà
"su come è stata concepita l’equiparazione delle Comunità terapeutiche ai
SerT". Fuori dal Palazzo di Montecitorio un gruppo di antiproibizionisti
ha manifestato la propria opposizione al provvedimento fumando spinelli con lo
slogan "Mandiamo in fumo
Forse
sarà un'utopia ma una condivisione diffusa e bipartisan di obiettivi comuni è,
a mio parere, l'unica reale possibilità di incidere in qualche modo su mercati
potenti, sofisticati e sovranazionali che stanno direttamente o indirettamente
incidendo sulla società civile e sulle sue scelte: non solo sui consumi di
droghe lecite o illecite. Speriamo che la discussione, per quanto aspra, ed il
confronto tra opinioni, idee ed ideologie diverse possano aprire nuove strade
anziché chiuderle. In caso contrario la sconfitta
sarebbe uguale per
tutti.
Riccardo
C. Gatti 7.2.06
Ma,
intanto, già all'interno della maggioranza non tutti la pensano allo stesso
modo ...
Rouge et Noir (il
ritocchino)

Come
avevo già annunciato esiste il rischio di un ulteriore ritocco a quanto Camera
e Senato hanno già approvato come modifica della attuale
legge sulla droga. Si tratterebbe di misure ulteriormente restrittive. E' interessante, a questo proposito, una dichiarazione che il
Ministro Giovanardi avrebbe rilasciato all'ANSA e che cito testualmente:
"'Letizia Moratti - ha detto Giovanardi - ci ha accusato di aver fatto una
legge che liberalizza le droghe, e ha definito le nuove norme 'troppo lassiste'.
E' lei - ha concluso - che vuole questo emendamento''. Letta così suona come
una vera e propria dissociazione da quanto propone
Ma,
evidentemente, c'è anche chi il testo lo ha letto, non lo ha condiviso ed ora
vorrebbe modificarlo ulteriormente. Da qui la necessità di un
"ritocchino" che vada a restringere la discrezionalità attualmente
presente per l'azione penale. In pratica una delle modifiche sarebbe che,
superando di tre volte la quantità massima di
droga definita dalle tabelle come uso personale ... la condanna penale sarebbe
assicurata mentre ad oggi, per quanto approvato dal Parlamento, il
giudice valuterebbe una serie di elementi indiziari (il superamento del
dosaggio definito dalle tabelle è solo uno di questi) prima di decidere
l'esistenza o meno di un eventuale reato penale.
Spero
proprio che la normativa non venga ulteriormente rivista per diversi motivi.
Approvare una legge così importante con il voto di fiducia,
a fine legislatura e, praticamente, già in campagna elettorale, non è
stata una scelta delle migliori. Ciò anche considerando che questa riforma, se
gestita in altro modo, avrebbe avuto il tempo necessario per percorrere un
normale iter legislativo, permettendo anche di consultare i tecnici del settore
in una atmosfera meno convulsa. Forse ci sarebbero
state meno spaccature ed il risultato complessivo avrebbe potuto essere
migliore. Comunque... così è andata. In ogni caso, ciò di cui si è discusso
anche a livello tecnico, ha riguardato, prima,
Esiste,
tuttavia, la possibilità che la proposta di ulteriori modifiche sia più teorica
che reale perchè compresa in una sorta di "gioco
delle parti" che coinvolge destra, sinistra e gruppi interni alle
coalizioni. Ciascuno, cioè, farebbe, ora, la
voce grossa per farsi sentire dalla propria base elettorale, più che dagli
avversari, ben sapendo che, ormai, "Rien Ne
Va Plus": i giochi son fatti. Attenzione, però: il gioco non è ancora
chiuso su tutti i tavoli!
Riccardo
C. Gatti 11.2.06
Arriva
il "ritocchino" ma
...
e come volevasi dimostrare il
"ritocchino" (vedi l'articolo seguente) è arrivato ma ... la
Presidenza della Camera lo ha giudicato inammissibile. L'emendamento era
proposto come modifica di un Decreto sulla Pubblica Amministrazione. La prima
firma era del Deputato di Forza Italia
Ecco il testo dell'emendamento che, ribadisco, non è
stato ammesso:
Dopo l'articolo 34, aggiungere il seguente:
Art. 34-bis - 1. Ai fini
dell'applicazione dei limiti di cui all'articolo 73 del decreto del Presidente
della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, qualora il
quantitativo di principio attivo contenuto nella sostanza detenuta risulti
superiore ai limiti massimi indicati nell'apposito decreto emanato dal Ministro
della salute, di concerto con il Ministro della giustizia e sentita la
Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento nazionale per le politiche
antidroga, si presume la destinazione della sostanza ad uso diverso da quello
esclusivamente personale, salvo che il detentore adduca elementi dai quali
concretamente ne risulti la finalizzazione del possesso ad uso esclusivamente
personale.
2. Il possesso di
sostanze stupefacenti e psicotrope in quantità di principio attivo superiore al
limite di cui al comma 1 di oltre il triplo non è mai considerato finalizzato
ad uso esclusivo personale.
R.C.G 15.2.06
E' in vigore la "nuova legge sulla droga".
E'
entrata in vigore la nuova normativa sulla droga che è stata pubblicata sulla
Gazzetta Ufficiale n. 48 del 27-2-2006 Suppl. Ordinario n.45 come legge n.
49/2006. Le nuove norme hanno efficacia dal giorno successivo a quello della
pubblicazione. Proseguono presso il Ministero della Salute i lavori della
commissione di esperti per la definizione delle tabelle che definiranno, per
ogni droga, la quantità massima di sostanza considerabile per il consumo
personale. E' una definizione importante perchè il
superamento della soglia corrisponde a un indizio di possesso per spaccio che è
punito con una pena compresa tra i 6 ed i 20 anni di carcere. Attenzione perchè, sebbene le tabelle non ci siano ancora, la nuova
normativa è in vigore a tutti gli effetti e ciò comporta un ampio margine di
discrezionalità dei magistrati nella sua possibile applicazione. A questo
proposito c'è chi consiglia ai consumatori di droghe (anche
"leggere") di evitare assolutamente di detenerne anche in minima
quantità.
RCG
28.2.2006
Il testo completo della nuova legge sulla droga
attenzione: la "nuova legge" è, in realtà, una modifica del
precedente DPR 309/90 cui vengono fatti continui riferimenti.
Esiste un testo aggiornato con le correzioni apportate al DPR 309/90 dalla
nuova legge pubblicato sulla GU n. 62 del 15-3-2006-
Suppl. Ordinario n.62.
Testo
aggiornato del D.P.R.
309/90 (con le modifiche della legge 49/2006) ![]()
Tabelle (con
i limiti massimi di principio attivo) ![]()
N.B.
Le tabelle, pubblicate sulla GU n.95 del
24/4/2006 entreranno in vigore dal 9 maggio 2006
.
Le
tabelle fissano i limiti di possesso personale di principio attivo di ciascuna
sostanza oltrepassati i quali esiste indizio di spaccio e serio rischio di
sanzione penale. Ecco alcuni dosaggi definiti in
tabella con alcune APPROSSIMATIVE equivalenze (Fonte Vita)
sarebbero state definite, inoltre, dosi massime pari a cinque
compresse di ecstasy, cinque di amfetamine ed a tre francobolli di LSD
Federserd e i ricorsi delle Regioni
I
ricorsi contro la nuova legge sulla droga avviati da alcune Regioni "sono
benvenuti" perché mettono a nudo alcuni problemi strutturali della
legislazione vigente, ma "devono essere il punto di partenza per
ridefinire le regole" del rapporto tra Stato e Regioni in tema di
tossicodipendenza. E' il commento di
Il
ricorso della Toscana
RCG
20.4.06
Fino ad ora anche Umbria, Emilia Romagna e Liguria, hanno
deciso di presentare ricorso davanti alla Corte costituzionale contro la legge
49/2006 sulle tossicodipendenze i ricorsi riguardano la lesione delle
prerogative delle Regioni stabilite nel Titolo V, parte II della
Costituzione".
RCG 21.04.06
La
Posizione del Governo Prodi
Ecco quanto proposto dal
centro-sinistra come Programma di Governo 2006-2011 per quanto riguarda la
droga.
"Educare, prevenire, curare. Non incarcerare. Per le tossicodipendenze non
servono né il carcere né i ricoveri coatti. Alla tolleranza zero bisogna
opporre una strategia dell’accoglienza sociale per la persona e le famiglie che
vivono il dramma della droga, a partire dalla decriminalizzazione delle
condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici) e quindi dal
superamento della normativa in vigore dal 1990. Occorre un reale contrasto dei
traffici e la tolleranza zero verso i trafficanti. È necessario rilanciare il
ruolo dei SerT e dei servizi territoriali che in questi cinque anni sono stati
sistematicamente penalizzati dai tagli alla spesa sociale; senza imporre un
unico modello e salvaguardando il pluralismo delle comunità terapeutiche,
queste dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico a cui spetta la diagnosi
della dipendenza. Vanno sostenuti quanti, con approcci culturali e metodologie
differenti da anni sono impegnati a costruire percorsi personalizzati e perciò
efficaci di prevenzione, cura e riabilitazione considerando le strategie di
riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi. Il decreto legge del (precedente n.d.r)
governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato".
Cannabis:
raddoppia la dose
Innalzato
da 500 a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in
principio attivo che puo' essere detenuto per uso
personale . In base al decreto ministeriale emanato da
Legge:
cambiare radicalmente l'impianto
Per Rosi
Bindi, Ministro della famiglia, l’attuale legge sulla droga è da cambiare
(assieme alla Bossi - Fini) “organicamente e definitivamente”. A qualcuno non
venga in mente - ha detto riferendosi alle due leggi – “di poterle
semplicemente 'ammorbidire' o modificarne alcuni pezzi, non sono leggi da
modificare chirurgicamente, occorre cambiarne radicalmente l'impianto” (fonte
ANSA). La posizione è interessante e, francamente, da tempo mi sembra l’unica
percorribile. L’idea di una ridiscussione totale dell’attuale impianto della legge
obbliga tutti a venire allo scoperto ed a dichiararsi, evitando lotte
fratricide anche per azioni relativamente limitate (tipo quelle operate alle
soglie di possesso della cannabis). L’idea di modificare la legge sulla droga
radicalmente e non, semplicemente, operando qualche cambiamento ad un impianto
che risale, nella sua forma originale, al 1975, non è nuova ma, di volta in
volta, è sempre stata rimandata dalle diverse maggioranze, probabilmente per
una mancanza di condivisione interna. D’altra parte anche il Governo Berlusconi
aveva, inizialmente, annunciato cambiamenti epocali
per poi finire ad apportare solo alcune modifiche alla legge
Jervolino-Vassalli. Ciò che sempre più chiaramente traspare è che, all’interno
del centro-sinistra così come del centro-destra, le idee sul che fare per
affrontare il problema droga non sono affatto chiare ed univoche: quando
qualcuno tenta una qualsiasi iniziativa, a bloccarlo ci pensa la sua stessa
compagine di appartenenza, prima ancora dell’opposizione.
Nel frattempo,
chi lavora nel settore rischia di fare la fine del vaso di coccio tra i vasi di
acciaio. Buttate via dal Governo di centro destra le
conclusioni della Conferenza Nazionale di Genova del 2000 perchè
“di sinistra” e buttate via dal Governo di centro sinistra quelle della
conferenza di Palermo del 2005, perché di “destra”, ci si avvia verso una nuova
Conferenza di settore nel 2007, o forse, nel 2008, senza sapere ancora chi la
seppellirà nel nulla. Tutte le istanze per dare un po’ di fiato all’intervento
preventivo, terapeutico e riabilitativo, così, vengono sistematicamente
ignorate o cannibalizzate: se ne parlerà più avanti. Animato dalla fame atavica
della carenza di risorse chi può si fa avanti e mangia un pezzo di sistema (che
tanto è debole), addobbando la tavola con guarnizioni di scienza, di
tecnologia, di organizzazione … e di integrazione. Tanto il risultato non
cambia.
Resta il
fatto che l’idea di Rosi Bindi è corretta e andrebbe sviluppata fino a
conseguenze “estreme” che parrebbero, in realtà, normali solo
se non si trattasse di droga: aprire una discussione ampia all’interno del
Paese e del suo Parlamento. Bisognerebbe studiare e prospettare chiaramente ed
in modo esplicito i vantaggi ma anche gli svantaggi delle diverse possibili
scelte legislative (alcune sembrano simili ma non sono affatto equivalenti)
anche uscendo dalla illusione di realizzare una legge
di parte in grado di risolvere, di per sé, qualunque problema e senza effetti
collaterali. Direi di più: sin dall’inizio, a mio avviso, sarebbe necessario un
approccio bipartisan all’analisi della situazione. Per quanto, in tempi di
bipolarismo, non piaccia a molti o venga ritenuto una utopia,
bisogna realisticamente e operativamente accettare, visto che ormai lo hanno
compreso tutti, che le diversità di opinione su temi fondamentali che
coinvolgono la sfera etica, sono trasversali ai diversi schieramenti. Non si
superano, pertanto, coprendole con le bandiere di una parte o dell’altra.
Accettare la trasversalità, pertanto, non è una utopia
ma un modo pragmatico di intraprendere una strada percorribile per cercare di
rispondere ad alcune domande. In tema di diffusione di droghe cosa vogliamo
esattamente per il nostro Paese? Che risultati pensiamo realisticamente di
raggiungere? Con quali priorità? Con quali alleanze? Con quali strategie
operative? Con quali tecnologie? Con quali strumenti di verifica? Con quali
investimenti? In quanto tempo?
C’è chi
crede che un simile percorso richieda troppo tempo ma l’alternativa è lasciare
spazio alla corsa di piccoli gruppi che cercano di imporre a tutti il loro
pensiero, qualunque esso sia, con colpi di mano, inseguiti da un altri piccoli gruppi pronti a sovvertire il tutto non
appena possibile con azioni uguali e contrarie e, in mancanza di questo, a fare
abortire qualsiasi azione di chi considerano un avversario, indipendentemente
dallo schieramento a cui appartiene. Cose già viste: non portano a grandi
risultati. E’ questo che vogliamo?
Sbagliare
è umano ma perseverare è diabolico.
Riccardo
C. Gatti 1.12.06
Così
è, se vi pare

Il
consumo personale di sostanze stupefacenti "continuerà a rimanere un
illecito, ma darà luogo a sanzioni, solo qualora comporti azioni irresponsabili
o pericolose verso terzi" (es. sanzioni per guida in stato di alterazione,
il consumo di droga per via endovenosa in un luogo pubblico, l'abbandono di
siringhe incustodite, il coinvolgimento attivo di minori nel consumo). In questi
casi la nuova normativa prevedrà "un continuum di sanzioni, che vanno
dalle multe alla perdita di punti della patente, al ritiro e così via".
Pene più pesanti, invece, nel caso di "lesioni colpose" a terzi,
causate da guida in stato di alterazione. Per i minori, ci sarà l'obbligo di
segnalazione ai servizi e ai genitori.
Verrà
eliminata "la dose massima consentita (quella che, superata, definisce un
indizio di spaccio N.d.A.) restituendo al giudice la discrezionalità di
decidere caso per caso" e ripristinerà "la divisione in tabelle per
le sostanze". In relazione alle pene, verrà previsto "un ampliamento
di quelle alternative al carcere attraverso la sospensione del processo e il
periodo di prova" ed un riequilibrio del sistema delle pene, prendendo a
riferimento le medie Ue, "in modo da distinguere il piccolo
spacciatore-consumatore dalle grandi organizzazioni mafiose di spaccio".
Verrà studiata "L'ipotesi di acquisto alla
fonte dell'oppio afgano da parte dell'Organizzazione mondiale di sanità (O.M.S.)
per fare morfina da utilizzare per le terapie anti-dolore". "Questa
operazione chiuderebbe uno dei due principali canali di offerta di sostanze
stupefacenti".
La certificazione dello stato di tossicodipendenza sarà "prerogativa
esclusiva del servizio pubblico".
Queste,
essenzialmente, le "linee guida" della
nuova legislazione sulle tossicodipendenze esposte dal Ministro Ferrero durante
una audizione in commissione Sanità al Senato.
Che dire?
La legge Fini - Giovanardi - ...Prodi
2008 Cade il Governo Prodi e, nonostante gli annunci ed il programma di governo la legge Fini Giovanardi compie i due anni e non viene modificata. Da sinistra, ironicamente, qualcuno la chiama la Legge Fini - Giovanardi - Prodi. Fu profetico il Ministro Ferrero quando, nel novembre 2007, ad una conferenza annunciò "Se non si arriva alla Conferenza Nazionale nel rispetto del programma, il Ministro lo farà qualcun altro". Il programma dell’Unione diceva “Il decreto legge del governo (ci si riferisce al Governo Berlusconi ed alla Legge Fini - Giovanardi N.d.A.) sulle tossicodipendenze deve essere abrogato".
Si prepara una nuova campagna elettorale in un clima da "cazzotti nei denti".
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