Così è, se vi pare 

 

Il consumo personale di sostanze stupefacenti "continuerà a rimanere un illecito, ma darà luogo a sanzioni, solo qualora comporti azioni irresponsabili o pericolose verso terzi" (es. sanzioni per guida in stato di alterazione, il consumo di droga per via endovenosa in un luogo pubblico, l'abbandono di siringhe incustodite, il coinvolgimento attivo di minori nel consumo). In questi casi la nuova normativa prevedrà "un continuum di sanzioni, che vanno dalle multe alla perdita di punti della patente, al ritiro e così via". Pene più pesanti, invece, nel caso di "lesioni colpose" a terzi, causate da guida in stato di alterazione. Per i minori, ci sarà l'obbligo di segnalazione ai servizi e ai genitori.

Verrà eliminata "la dose massima consentita (quella che, superata, definisce un indizio di spaccio N.d.A.) restituendo al giudice la discrezionalità di decidere caso per caso" e ripristinerà "la divisione in tabelle per le sostanze". In relazione alle pene, verrà previsto "un ampliamento di quelle alternative al carcere attraverso la sospensione del processo e il periodo di prova" ed un riequilibrio del sistema delle pene, prendendo a riferimento le medie Ue, "in modo da distinguere il piccolo spacciatore-consumatore dalle grandi organizzazioni mafiose di spaccio".

Verrà studiata  "L'ipotesi di acquisto alla fonte dell'oppio afgano da parte dell'Organizzazione mondiale di sanità (O.M.S.) per fare morfina da utilizzare per le terapie anti-dolore". "Questa operazione chiuderebbe uno dei due principali canali di offerta di sostanze stupefacenti".

La certificazione dello stato di tossicodipendenza sarà "prerogativa esclusiva del servizio pubblico". 

Queste, essenzialmente, le "linee guida"  della nuova legislazione sulle tossicodipendenze esposte dal Ministro Ferrero durante una audizione in commissione Sanità al Senato.

Che dire? Le reazioni, come al solito, sono varie. Alcune sono durissime ''nelle parole di Ferrero e' incerto il confine fra ignoranza e irresponsabilità (Mantovano)''. Altre sono "destabilizzanti" come quella del ministro alle Politiche per la famiglia, Rosy Bindi che, rivolgendosi al sottosegretario alla Solidarietà sociale, Cristina De Luca, ha detto: "Consiglierei al tuo ministro di avere più fretta sull'immigrazione che sulla droga (APcom)". Altre, ancora, sono di delusione "quello che mi lascia ancor più perplessa, per non dire scoraggiata, e' il fatto che, a distanza di quasi un anno dal suo insediamento, il Governo sia in grado di esprimere solo linee guida, e non un testo di legge" (Poretti ). C'è chi è favorevole: "se il ddl del governo resta così va bene (Corleone) "; chi è possibilista "Temevamo che succedesse qualcosa di peggio, ma questa mi pare sia una buona mediazione (Don Mazzi)"; chi (ancora!?) spera in una maggior attenzione al settore dell'intervento "Se dal punto di vista penale e legislativo occorre intervenire" e' altrettanto urgente "affrontare la grossa crisi" dei servizi pubblici e privati sulle tossicodipendenze (De Facci) "; chi, proprio da questo settore, si pone un problema "Leggendo le linee guida esposte al Senato dal ministro Ferrero viene spontanea una domanda. Nella sua lunga consuetudine di ascolto dei problemi sociali, il Ministro ha mai conosciuto anche un solo consumatore di droghe che, in virtù della sua condizione, non abbia commesso azioni irresponsabili o pericolose verso terzi? (Muccioli)".

Potremmo continuare ma preferisco fare alcune considerazioni personali. La posizione del Ministro Bindi, l'interrogativo di Porretti ma anche la dichiarazione di Corleone lasciano, già da ora, qualche dubbio sulla possibilità di arrivare in porto con l'effettiva approvazione di modifiche legislative. Francamente non comprendo il significato di indicare (a chi?) "linee guida" senza presentare una proposta più strutturata e pronta per la discussione parlamentare. Ancora una volta si gira intorno ad una legge (la 685 del 1975 poi modificata nel '90 con il DPR 309, emendata con il referendum del '93 e rimaneggiata con la Fini Giovanardi) che è stata pensata nel secolo scorso e che è strutturalmente inadeguata ai tempi ed alle situazioni attuali. Alcune modifiche potrebbero avere anche ricadute particolari visto che presumerebbero un controllo (obbligatorio?) in caso di incidenti stradali con lesioni a terzi, con possibili conseguenze, anche in campo assicurativo, ancora tutte da valutare. 

Soprattutto non mi è chiara una cosa: a quale strategia risponda questa modifica legislativa. Ciò che non è chiaro, cioè, è che cosa, esattamente, si voglia ottenere trasformando la legislazione vigente. La mia sensazione è che queste modifiche legislative mirino a due obbiettivi fondamentali: 1) rispondere parzialmente ad un programma elettorale che proponeva l'abrogazione delle Fini - Giovanardi, facendo in modo di non scontentare le diverse anime della maggioranza  2) desanzionare alcune situazioni di consumo di droga.

Alcune argomentazioni peccano, probabilmente, di un esagerato ottimismo di fondo nella lettura del fenomeno droga quando propongono l'acquisto di oppio Afgano da parte della O.M.S. per farne morfina per la terapia del dolore. Forse ci si dimentica che la droga non è solo una sostanza psicoattiva ma anche una moneta di scambio ed uno strumento di colonizzazione e che il problema non è quello di garantire sussistenza ai contadini che producono papaveri da oppio (cosa fattibilissima) quanto quello di sovvertire gli equilibri e le economie di scambio internazionali che sostengono mercati della droga. Sono questi mercati e non i contadini che producono papaveri, canapa o coca a  generare una enorme ricchezza in grado di  anche sostenere o corrompere  poteri forti al di fuori dei Paesi di produzione. Per questi mercati la specifica sostanza che viene scambiata e dove viene prodotta è relativamente indifferente. L'eroina prodotta oggi in Afghanistan può essere tranquillamente sostituita da eroina prodotta altrove o da un'altra droga, anche sintetica. Le "guerre alla droga" , le azioni di "polizia internazionale", anche di carattere militare, e le azioni di conversione delle coltivazioni (che proprio in Afghanistan hanno visto ingenti investimenti economici da parte del nostro Paese che, nel frattempo, aveva sempre insufficienti risorse per la prevenzione ed il trattamento dei tossicomani !!!) non hanno dato alcun risultato proprio perchè affette da una generale ingenuità di fondo nell'ignorare la radice del problema. Per finire (riferendosi a quanto ADUC riporta sull'argomento ) appare un po' "particolare" l'utilizzo dei dati ufficiali dell'invio di persone ai Ser.T. in seguito a sanzione, almeno per quanto riferito dai media. Si sostiene infatti che i dati C.N.R. rivelerebbero che "le sanzioni si sono dimostrate anche irrilevanti come strumento efficace per l'invio ai Ser.T. dei consumatori (ADUC)" finendo per titolare che "I DATI DIMOSTRANO L'INEFFICACIA DELLE SANZIONI". Le motivazioni stanno nel fatto che nel 2005 sarebbero stati segnalati solo l'1,2% dei soggetti che si stimano fare uso di cannabis, lo 0,8% dei soggetti che fanno uso di cocaina ed il 4% dei soggetti che fanno uso di eroina. Evidentemente tutto ciò rivela solo che l'azione delle Forze dell'Ordine nei confronti dei consumatori è poco incisiva, ma non dice nulla sull'efficacia delle sanzioni. Una diversa, più corretta, lettura ci direbbe che il nostro Paese tende a non reprimere direttamente il consumo di droga indipendentemente dalle possibilità offerte dalla legislazione in vigore. Probabilmente molte delle segnalazioni attualmente operate si riferiscono già a situazioni di confine tra il consumo e lo spaccio o altri comportamenti micro-criminali. D'altra parte diversi Servizi di cura, probabilmente, non reggerebbero un maggior numero di segnalazioni (ammesso che siano utili per attivare e concludere positivamente processi di cura efficaci in chi ha una patologia ...  cosa che non viene verificata!) e nemmeno una maggiore affluenza spontanea ma... , anche di questo, come al solito, nessuno ne parla perchè richiederebbe un investimento economico diverso!  

Concludendo: una eventuale proposta legislativa conseguente a queste linee guida difficilmente potrà incidere sul gravissimo quadro generale della diffusione di droga nel nostro Paese che, purtroppo, è in continua espansione. Vengono semplicemente  modulate diversamente le possibilità di sanzione, talvolta abolendole. Alcune argomentazioni fanno pensare ad una riduzione dei danni e dei rischi ancora centrati sull'individuo. Il problema dei danni e dei rischi provocati ad altri da persone socialmente inserite che nella loro vita quotidiana operano in stato di alterazione mentale (situazione forte in crescita) non è, a mio avviso, sufficientemente considerato sebbene si incominci ad affrontarlo "a posteriori" e, quindi, non in modo preventivo, aggravando le sanzioni per lesioni colpose verso terzi.  

Comprendo bene come e perchè i margini di azione del Ministro siano fortemente limitati all'interno della sua stessa coalizione. Sono anche assolutamente convinto che una legge, al di fuori di qualunque strategia che la comprenda, non ha alcuna possibilità di cambiare fenomeni sociali di questa vastità e rilevanza anche in campo internazionale. Ma non posso esimermi dall' osservare come: 1) la questione droga continua a non essere una priorità per il Paese; addirittura il Ministro Bindi invita Ferrero ad avere altre priorità 2) passa il tempo ma continuiamo a  non avere una legislazione adeguata ai tempi ed una strategia di Governo, anche minima, in cui vengano fissati degli obiettivi specifici e definiti i tempi, gli strumenti e le risorse per raggiungerli 3) alcuni dati vengono utilizzati per sostenere tesi politiche ma altri dati vengono completamente ignorati perchè dimostrerebbero come la situazione sia da tempo completamente fuori controllo e richieda ben altra attenzione 4) centro destra e centro sinistra continuano a lanciarsi la palla e, sottolineando contraddizioni ed inadeguatezze degli avversari, finiscono per evidenziare anche le proprie 5) continua a non essere considerato che la diffusione della droga avrebbe bisogno di una intesa bipartisan per poter essere affrontata con un minimo di incisività 6) proseguendo per questa strada il numero dei consumatori di droga aumenterà così tanto da essere in grado di incidere direttamente sulle scelte politiche in favore di un sempre maggiore consumo 7) le conseguenze di una ulteriore diffusione del mercato della droga verranno pagate da tutti in termini di salute, sicurezza e libertà visto che, tra l'altro, le organizzazioni che costruiscono il mercato avranno sempre più potere sulla società civile.

Così è, se vi pare.

Riccardo C. Gatti 10.2.07  

Sul sito di Itaca Italia è possibile scaricare le "Linee Guida per la modificazione del T.U. 309/90" complete  

(nota: nelle linee guida pubblicate su Itaca Italia e tratte dall’intervento alla Commissione Sanità del Senato della Repubblica del Ministro Ferrero in data 8/2/07 non si fa alcun riferimento all'acquisto di oppio Afgano. Egualmente l'argomento non è riportato dal resoconto sommario del sito del Senato. Il sito di ADUC, invece, in un articolo sulle Linee Guida riporta questo virgolettato riferito al Ministro    "L'ipotesi a cui stiamo lavorando con il ministero degli Esteri e' l'acquisto alla fonte dell'oppio afgano da parte dell'Organizzazione mondiale di sanita' (Oms) per fare morfina da utilizzare per le terapie anti-dolore", ha continuato Ferrero. "Questa operazione chiuderebbe uno dei due principali canali di offerta di sostanze stupefacenti". Probabilmente l'eventuale acquisto di oppio potrebbe far parte della strategia governativa senza richiedere modifiche della attuale legislazione e, quindi, senza essere compreso nelle Linee Guida).


 

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