IV Conferenza Nazionale Antidroga: chi ne raccoglierà le indicazioni?

Continuano i lavori di preparazione della IV Conferenza Nazionale Antidroga. Il 19 ed il 20 aprile si sono riuniti, rispettivamente, la Consulta degli Operatori e degli Esperti ed il Comitato Scientifico del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga per meglio definire i momenti di "avvicinamento" alla Conferenza stessa. Entro il mese di Giugno, in tre diverse località (nord, centro e sud) verranno organizzate consultazioni preliminari aperte al maggior numero possibile di Operatori e di Organizzazioni del settore. Non sono mancati momenti di preoccupazione connessi al fatto che le riunioni si svolgevano nel pieno di una crisi di Governo. Poiché la Conferenza Nazionale è convocata dal Presidente del Consiglio è chiaro che, in mancanza della risoluzione della crisi e/o nell'eventualità di elezioni anticipate, la sua realizzazione, attualmente prevista a Pescara  il 20, 21, 22 settembre potrebbe anche saltare. Nei prossimi giorni, tuttavia, anche questa situazione sarà meglio definita. E' stata condivisa, comunque, la convinzione che, essendo la conferenza un momento tecnico previsto dalla legge, il lavoro ed il confronto preparatorio dovessero essere portati avanti anche perché utili a qualsiasi compagine governativa e con qualunque equilibrio parlamentare.

Durante i lavori della Consulta e del Comitato Scientifico si è notato un clima veramente particolare, positivo e di collaborazione. In questi anni il nostro Sistema di Intervento è maturato: le diverse componenti si presentano ad occasioni di confronto in modo più equilibrato che in passato. Contemporaneamente  l'incertezza della situazione politica, assieme all'allontanarsi della possibilità che la proposta di legge Fini venga approvata in questa legislatura (sembra ormai mancare il tempo tecnico necessario al varo delle legge), hanno detensionato il confronto tra parti diverse. Se questi segnali iniziali saranno confermati si riuscirà a costruire una Conferenza  veramente interessante realizzando quanto necessario per costruire una relazione al Parlamento effettivamente finalizzata, dice la legge, "ad individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa".  Rimane, tuttavia, una questione: chi ne raccoglierà le indicazioni dal punto di vista legislativo? Non è un problema da poco: dopo settembre, anche in presenza di un Governo stabile ... saremo, ormai, in un periodo di fine legislatura. Il tempo tecnico che sembra, oggi, mancare per l'approvazione della legge Fini, a maggior ragione, mancherà, allora,  anche per qualsiasi altro tipo di proposta. Gran parte di quanto elaborato dalla  IV Conferenza Nazionale (se realizzata a settembre e, ancor più, se rinviata)  potrà, perciò, essere effettivamente utilizzato solo nella prossima legislatura.

Dipartimento Nazionale, Comitato scientifico e Consulta degli Operatori hanno, quindi, un delicatissimo compito che sembrano aver ben compreso cercando di far si che  i lavori mantengano una precisa connotazione tecnica e siano condotti, pur garantendo un ampia partecipazione, in modo di portare a conclusioni molto definite.   La Conferenza Nazionale Antidroga è convocata dal Presidente del Consiglio perché è una importante azione di governo mettere a disposizione di tutti ed in particolar modo del Parlamento nel suo complesso (maggioranza e opposizione) l'esperienza degli Operatori e delle Organizzazioni che operano in questo campo. E' pertanto fondamentale che maggioranza, opposizione, operatori ed organizzazioni di settore comprendano che si tratta di un'occasione tecnica costruita a vantaggio dell'azione politica e non viceversa. Soprattutto chi lavora nell'ambito del prevenire, del curare e del prendersi cura deve rendersi conto che, quando le ragioni della politica (anche sfruttando la sottile linea di confine che le separa dai temi tecnici) ed i giochi della parti  invadono i temi e le discussioni della Conferenza, i dibattiti si fanno accesi e coinvolgenti ma le conclusioni e le proposte che ne derivano vengono tenute in scarsa considerazione. Ciò avviene perché il mondo della politica ha luoghi istituzionali migliori per dibattere e decidere. Trasportare i paradigmi ed i temi propri dell'azione politica all'interno di un'occasione di confronto tecnico rischia, perciò, di snaturarne i fini istituzionali facendo perdere  una rara occasione, a chi lavora nel settore, non solo di far sentire la propria voce ma anche di far valere le proprie competenze specifiche e le proprie esperienze proiettandole in scelte programmatorie e legislative che, inevitabilmente, partono dal presente ma riguardano il futuro.  

 Riccardo C. Gatti 21.4.05

IV Conferenza Nazionale Antidroga

Verso un sistema di intervento di quarta generazione

La IV Conferenza Nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope si svolgerà il 20, 21 ed il  22 settembre a Pescara. Il Capo del Dipartimento Nazionale, Dott. Carlesi sembra voler impostare le condizioni per una Conferenza non solo, come sempre, molto partecipata ma anche ampiamente rappresentativa e, soprattutto, tecnica ed aderente al mandato istituzionale dettato dalla legge (Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa.  DPR 309/90 art. 1.15). Sono chiare le difficoltà che si presentano nell'aderire a questo mandato: di volta in volta, hanno coinvolto e, talora, parzialmente, sopraffatto gli organizzatori della Conferenza. Su alcuni temi, infatti, i margini tra azione politica ed azione tecnica tendono ad assottigliarsi. Molti vogliono sfruttare ad ogni costo un momento di particolare visibilità mediatica in relazione alla loro presenza ma anche, talvolta, in relazione alla loro assenza.  Il mondo della politica tende a sovrastare e, talvolta, a strumentalizzare il significato dei lavori ben ricambiato da chi, uscendo dal suo ruolo tecnico, assume, come propri, toni ed argomenti tipicamente politici. Il risultato di tutto ciò, oltre ad una certa "confusione istituzionale" (e ad un abbassamento del livello generale, se e  quando ciascuno cerca di occupare un ruolo che non gli è proprio), è che, di norma, i cittadini vengono portati a conoscenza di quanto appare nei comunicati stampa di Politici ed Organizzazioni più di quanto venga effettivamente  discusso dai partecipanti alla conferenza stessa. In questa IV edizione della Conferenza, inoltre, l'organizzatore è il Dipartimento Nazionale: un organismo di nuova costituzione che dovrà, pertanto, compiere un particolare e difficile sforzo aggiuntivo per guadagnarsi la posizione necessaria per svolgere un'azione di mediazione, coordinamento e di interlocuzione tra Governo, Regioni ed Organizzazioni Pubbliche e Private operanti nel settore. Il tutto sarebbe molto più facile e darebbe migliori risultati se la Conferenza fosse il punto finale di un percorso compiuto nei tre anni che dovrebbero intercorrere tra una edizione e quella successiva. Purtroppo così non è stato mai. Speriamo che qualcosa di significativo in questo senso possa essere proposto per il futuro.

Non si deve dimenticare, infatti, che nel nostro Paese, l'azione antidroga vera e propria (oltre a quella svolta dalle Forze dell'Ordine) è quasi esclusivamente quella che riescono a svolgere ogni giorno le Organizzazioni e gli Operatori del settore, nei loro territori, con le persone e le situazioni che incontrano. Il vero risultato complessivo dell'azione è quello che si ottiene in conseguenza delle iniziative diffuse,  condivise e stabili nel tempo che Organizzazioni e Operatori riescono a mettere in atto. Oggi il nostro sistema di intervento potrebbe essere preso a modello in Europa proprio per la sua capacità di essere diffuso nei territori con un buon livello medio di attivazione ed azione preventiva terapeutica e riabilitativa. Se venissero risolti alcuni nodi critici, spesso legati all'applicazione di norme ed accordi istituzionali che già esistono e di modelli organizzativi (Dipartimentali) già previsti ... forse saremmo pronti per una ulteriore evoluzione verso un "sistema di intervento di quarta generazione". In effetti la strada e l'esperienza accumulata, ormai, è tanta dalle prime iniziative spontanee degli anni '70 e conseguenti alla legge del '75 (prima generazione), al "duopolio" Servizi Pubblici - Comunità degli anni '80 e dei primi anni '90 (seconda generazione), all'avvicinamento odierno in posizione sinergica, coordinata e complementare di Pubblico e Privato Sociale (terza generazione). Oggi siamo quasi pronti per qualcosa di più e di meglio ma abbiamo bisogno di un tessuto connettivo di coordinamento, di un livello formativo, di un sistema informativo e di una capacità previsionale, programmatoria, di sperimentazione e verifica dei risultati che, ancora, mancano. Dovremmo riuscire a migliorare: il salto generazionale da compiere non sarà troppo difficoltoso se saremo capaci di tenere presente il progressivo percorso verso un'Italia delle Regioni non dimenticando, però, che il nostro Paese è, a sua volta, una Regione dell'Europa. Forse la vera difficoltà da superare è proprio in questa "visione multifocale" che richiede analisi e sintesi che siano contemporaneamente molto definite e focalizzate localmente ma aperte ad orizzonti di pensiero, di organizzazione e di operatività molto più ampi di quelli a cui siamo abituati. Per questo, se riusciremo anche nella Conferenza ad avere questa visone, potremo aprire la strada alla costruzione di un sistema di intervento di quarta generazione e a diventare un reale punto di riferimento, a livello europeo, in questo settore. Ne abbiamo bisogno perché i fenomeni di abuso di sostanze così come il nostro Paese e l'Europa, sono veramente molto cambiati dalla Conferenza di Genova nel novembre del 2000 dove, forse, per quanto riguarda il nostro settore, abbiamo chiuso un periodo storico senza riuscire ad aprire un nuovo orizzonte.  (R.C.G. 19.2.05) 

 

La proposta di Corleone

L' On. Franco Corleone (Verdi),  attraverso " il Foglio", ha rivolto un appello al Presidente del Senato. Tra le altre cose afferma: "Il governo ha annunciato la convocazione a Pescara per il prossimo settembre della Quarta Conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Il comma 15 dell’articolo 1 del Dpr 309 prescrive la convocazione ogni tre anni di questa conferenza. (...) Il comma 15 si chiude con queste parole: “‘Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall’esperienza applicativa”. La legge è chiara e mi pare che, dal punto di vista formale che è sostanza, non si possa che sospendere l’esame dei disegni di legge seppure in fase preliminare, per riprenderli dopo l’esito della conferenza di Pescara. Chiedo a Lei di intervenire per far rispettare la legge, per non compiere un lavoro inutile, per mettere in condizione il Parlamento e il Senato che affronta un testo complesso in prima lettura di utilizzare i contenuti che emergeranno. Agire altrimenti costituirebbe un paradosso perché renderebbe la Conferenza inutile o addirittura una sede di propaganda di scelte fondate non sulle prassi ma sulla più vieta ideologia". (Per leggere l'appello completo )

Condivido la posizione di Corleone quando afferma che è importante  trovare il modo di valorizzare le conclusioni della Conferenza Nazionale nella discussione parlamentare: prevenzione e cura rappresentano  una parte fondamentale dell'azione antidroga. Mi preoccupa, invece, che il dibattito si fermi in attesa della Conferenza stessa. Questo potrebbe aumentare  il rischio di  utilizzarla come "surrogato" dei lavori parlamentari, trascinandola nel gioco delle parti e facendole, così, perdere il valore ed il significato che la legge stessa le conferisce.

R.C.G. 21.2.05

Disertare Pescara

Le dimissioni del Capo del Dipartimento Nazionale hanno messo in dubbio la data della IV Conferenza Nazionale prevista a Pescara nel mese di settembre ma alcune Organizzazioni e le Associazioni che si oppongono alla Legge Fini hanno già preannunciato che diserteranno la conferenza stessa se il Governo porterà avanti l'iter di legge. Eccone la motivazione tratta dal sito "Fuoriluogo".
- L’esame del ddl, insomma, non ha apportato nessuna modifica sostanziale al disegno repressivo del governo. La speranza della società civile è, naturalmente, che tale aberrazione giuridica non venga mai approvata. A questo fine, l’Associazione Antigone e tutti gli altri soggetti riuniti nei cartelli Dal penale al sociale, Confinizero e Non incarcerate il nostro crescere hanno deciso di disertare la prossima Conferenza nazionale sulle droghe, che si terrà a settembre a Pescara, se il Governo porterà avanti l'iter del disegno di legge. D'altronde è proprio l’attuale normativa (art. 1,co.15, L. 309/90) – disattesa dal governo - che prospetta tra le finalità della sopra menzionata Conferenza quella di suggerire al Governo eventuali correzioni da apportare alla legislazione vigente, recitando testualmente “Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa.” -

R.C.G. 15.6.05
 

Eppur si muove ... ma dove va ?

lunedì, 17 ottobre 2005 10.14

 

 

Forse è finito il momento di crisi che ha colpito il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga dopo le dimissioni del suo Capo, il Dott. Carlesi .

 

E' in corso di convocazione, infatti, la Consulta degli Operatori e degli Esperti. La data, prevista per gli ultimi giorni di luglio,  fa pensare (ma è solo una mia deduzione logica correlata alla data di convocazione) alla necessità di riprendere con urgenza l'unico lavoro già in corso: la preparazione della IV Conferenza Nazionale. Certo è che, se si vuole realizzarla senza finire in piena campagna elettorale, i tempi sono molto ristretti (entro dicembre). Bisogna considerare che il Ministro Giovanardi vorrebbe stralciare solo alcuni punti della legge Fini ed approvarli ma  Alleanza Nazionale pretende, invece, l'approvazione della legge tutta intera. Sarebbe molto strano, tuttavia, convocare una Conferenza Nazionale istituzionale per discutere degli esiti dell'applicazione della legge vigente e, nel frattempo, riformarla senza nemmeno ascoltare le conclusioni della Conferenza stessa. A questo punto, a rigor di logica, ed ascoltando le dichiarazioni del Ministro Giovanardi, di Alleanza Nazionale e considerando i tempi disponibili per i diversi iter, rimangono solo alcune possibilità alternative: 1) non viene fatta la Conferenza Nazionale ed il Governo arriva, se ci riesce, all'approvazione della Legge Fini con procedure di urgenza (secondo la proposta di Alleanza Nazionale ribadita qualche giorno fa da Gasparri ed, ora, da Storace); 2) viene indetta la Conferenza Nazionale, se ne attendono gli esiti,  e vengono, eventualmente, approvate solo alcune modifiche alla legge vigente (stralciando alcuni punti  legge Fini secondo l'ipotesi Giovanardi); 3) viene indetta la Conferenza, se ne attendono gli esiti e, la legge Fini, in piena campagna elettorale, viene approvata ma solo... simbolicamente ... in uno dei due rami del Parlamento. Oppure niente di tutto questo ... visto che la realtà, talvolta, supera la fantasia. Chissà. Ciò che era fermo sembra muoversi ma è ancora presto per capire in quale direzione. 

 

Riccardo C. Gatti 9.7.05

 

 

Il 21 Luglio a Palazzo Chigi il Ministro Giovanardi riunisce la Consulta degli Operatori e degli Esperti. La data, appena prima delle ferie estive e l'orario (le 12)  fanno pensare più a una sessione di comunicazioni del ministro che ad una seduta di lavoro vera e propria. Nella convocazione si parla di "impostare la programmazione del lavoro già proficuamente iniziato nei mesi scorsi". Dunque si ritorna alla preparazione delle Conferenza Nazionale ? 

 

le mie proposte per uscire da una situazione di stallo ...

R.C.G. 

www.droga.net

 

Un piccolo ministero con portafoglio

Il Ministro Carlo Giovanardi presenta il programma per l'azione antidroga da realizzarsi nei prossimi mesi

Domenica, 24 luglio 2005

Qualche mese fa il Direttore del Dipartimento Nazionale per le Politiche antidroga si dimetteva per "motivi personali". Un anno prima, alla sua nomina, avevo scritto: "Carlesi è un tecnico, in quanto medico e psichiatra, ma è, contemporaneamente, un uomo di partito, facendo parte della Direzione Nazionale di A.N.. Ciò potrebbe spostare sempre più il ruolo del Dipartimento verso una funzione prettamente politica. Se così fosse, tuttavia, la posizione del Direttore del Dipartimento si approssimerebbe a quella di un Sottosegretario o forse di un Ministro, vista la (quasi) diretta afferenza alla Presidenza, o meglio, alla Vicepresidenza del Consiglio. Paradossalmente, questo tipo di posizione, sembra un ritorno alla situazione pre - Dipartimento Nazionale quando, proprio ad un Ministro, su delega del Presidente del Consiglio, era affidato il coordinamento dell'azione antidroga, secondo l'articolo 1 del DPR 309/90.  Perché, allora, cambiare creando un Dipartimento come il DNPA? Se, ad esempio, in una situazione pre-Dipartimento, Carlesi fosse stato nominato Sottosegretario per coordinare l'azione antidroga, ci sarebbe stata una reale differenza rispetto alla situazione attuale? Se si, quale? Sembra una questione capziosa ed, effettivamente, l'argomento è insidioso ma sono assolutamente convinto che proprio su questo dilemma della differenza si giocherà il senso e, quindi, il futuro del Dipartimento Nazionale e la reale possibilità di coordinare e indirizzare una vera strategia antidroga nel nostro Paese". .

Ora quello che avevo chiamato "il dilemma di Carlesi" è stato risolto proprio con la sua uscita di scena . Il Ministro Giovanardi ne ha assorbito, di fatto, la funzione trasformando, forse per sempre, il significato del Dipartimento e sbilanciandolo nettamente verso la funzione politica ma, intanto, una vera strategia antidroga coordinata ed indirizzata il Paese continua a non averla.  Ieri, infatti, in un luogo non casualmente simbolico (Palazzo Chigi, la sede del Governo) il Ministro ha esposto alla Consulta il programma di quello che mi sembrerebbe di poter definire  un nuovo piccolo Ministero dotato, tra l'altro, di un (piccolo) portafoglio. Evidentemente si tratta di un programma minimale ma il tempo rimanente alla fine della legislatura non poteva permettere di più. Vediamolo in modo schematico: 

  • Entro la fine dell'anno verranno investiti 16 milioni di euro. Si tratta di un impegno (entro dicembre) di cifre non trascurabili ma comunque troppo limitate per affrontare, a livello del Paese, temi molto complessi. A mio avviso si tratterà in parte di sperimentare progettualità e, in parte, di dare fiato a strutture che stanno ormai con l'acqua alla gola per cronica carenza di risorse. Il tutto si strutturerà in tre macroprogetti:
    • Dieci milioni di euro verranno utilizzati in collaborazione con l'Amministrazione Penitenziaria per l'attività delle strutture a custodia attenuata di Castelfranco Emilia e Giarre; per il sostegno delle Comunità di Recupero come contributo per le spese già sostenute e come "premio" a strutture di "eccellenza"; per il sostegno di una ventina di esperienze a favore dei detenuti tossicodipendenti svolte nelle sezioni ordinarie delle carceri
    • Un secondo progetto vedrà investimenti nella scuola, nelle associazioni sportive e negli oratori per rafforzare e migliorare il rapporto genitori - figli anche in prevenzione di fenomeni di "negligenza emozionale" in cui il bambino ha "la sensazione di non interessare a nessuno".
    • Un terzo progetto finanzierà integrazioni tra pubblico e privato sociale nell'ambito di iniziative innovative volte a intercettare i consumatori di psicostimolanti e cocaina.
  • Si farà la Conferenza Nazionale, forse a Palermo il 5, 6 e 7 dicembre.
  • Verranno estrapolate e trasformate in legge alcune parti della "Legge Fini" e, più precisamente:
    • Si cercherà di impedire che il trattamento terapeutico (in comunità? N.d.A. ) possa essere interrotto con una carcerazione per pene diventate, nel frattempo, definitive permettendo alla persona di continuare il trattamento in corso
    • Verrà definito precisamente il confine tra "lecito e illecito" nel possesso di droga (nel senso che verrà definita una dose per ciascuna sostanza sopra la quale il soggetto verrà incriminato penalmente N.d.A. )
    • Dovrà essere meglio definito il rapporto tra SERT e Comunità (N.d.A. frase da interpretare che probabilmente si riferisce alla possibilità di accesso diretto alla Comunità e, forse, alla possibilità anche per i Servizi Privati di certificare lo stato di Tossicodipendenza anche ai fini dell'ottenimento dei benefici di legge previsti, in ambito penale, per chi vuole accedere a trattamenti terapeutici e/o riabilitativi)         

Per quanto riguarda la Conferenza Nazionale appare positiva la volontà di realizzarla anche se nasce qui una situazione paradossale. Recita infatti la legge vigente:  "Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa.  DPR 309/90 art. 1.15". Ma i tempi tecnici per far passare con provvedimenti di urgenza alcuni stralci della legge Fini sono molto limitati e, quindi, non ci sarà il tempo per ascoltare i risultati della Conferenza. L'iter legislativo, così, se ne andrà per una strada e la Conferenza Nazionale per un'altra. A precisa domanda in merito il Ministro risponde che l'iter parlamentare in corso ha permesso di ascoltare molte opinioni e che la Conferenza rimane "un momento di incontro che non è comunque tempo perso". I risultati dei lavori se non serviranno per questo, verranno utilizzati dal prossimo Parlamento.

Che dire?

L'istituzione di un Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga era stata un'ottima idea del Governo di Centro-destra. La sua posizione di congiunzione tra il mondo tecnico ed il mondo politico poteva essere nodale per la creazione (finalmente) di una vera strategia antidroga nel nostro Paese. Qualcosa non ha funzionato. L'equilibrio, forse mai completamente raggiunto, si è definitivamente rotto. Il Dipartimento ridiventa una struttura prettamente di supporto all'azione governativa - politica  assimilabile a un piccolo ministero ... con tutte le conseguenze del caso connesse a questo cambio di ruolo. Non per nulla il Comitato Scientifico dell'Osservatorio del Dipartimento (fino a qualche mese fa si diceva addirittura Comitato Scientifico del Dipartimento) è in stand-by. Nella riunione di ieri le diverse posizioni erano chiare: il Ministro esponeva il  suo programma ascoltando gentilmente alcune osservazioni e, dando spiegazioni.  Richiamava i funzionari ad intervenire in suo supporto su argomenti specifici. La sensazione era quella di un attento ascolto del Governo per incontrare le esigenze (inevitabilmente soprattutto economiche) di alcuni settori di intervento ma non (più) quella di una possibile costruzione congiunta di una azione. In prospettiva si proponeva soprattutto il lavoro per la realizzazione una Conferenza Nazionale costruita (come è successo altre volte) per raggiungere solo parzialmente i suoi obiettivi istituzionali. Sarà "un momento di incontro" tra gli operatori del settore cui verrà garantita una ampia partecipazione sullo sfondo di una scena politica ormai prossima alle elezioni.

Poteva andare diversamente? A mio avviso si. Personalmente avrei fatto scelte diverse ma è fin troppo facile parlare di una situazione dall'esterno. Probabilmente il Ministro Giovanardi ha avuto in mano all'improvviso una patata bollente difficile da gestire ed ha fatto quello che umanamente era possibile fare, in tempi ristretti e con risorse limitate ma complessivamente ... la sensazione di una occasione persa (e probabilmente più di una) rimane: in questo settore c'era bisogno di una innovazione culturale ed operativa che poteva esserci ma non c'è stata. E' un  discorso che dovrà essere  ripreso. Qualunque compagine vinca le prossime elezioni il problema di realizzare e coordinare una reale strategia operativa non repressiva (quella repressiva è già ben strutturata a livello nazionale ed internazionale!) in grado di arginare la diffusione di fenomeni di abuso di sostanze lecite ed illecite va posto con forza. In questo senso anche il Dipartimento Nazionale deve essere messo nelle condizioni di funzionare al meglio ed in forme più agili, dinamiche e partecipate di quelle in cui sembra schiacciato dagli eventi, assieme a tutto ciò che circonda o compone l'azione antidroga.

Riccardo C. Gatti www.droga.net

 

 

Nuovi consumi e adeguamento del sistema di intervento

18 settembre 2005

Proseguono, o meglio, sono ripresi i lavori in preparazione della IV conferenza Nazionale  prevista per Dicembre a Palermo. In particolare la Consulta degli Operatori e degli Esperti ha un calendario abbastanza serrato di riunioni fissate. Serviranno a preparare una serie di documenti che verranno posti in discussione durante la Conferenza che, come al solito, dovrebbe essere molto partecipata. Il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga  si è riservato una piccola quota di inviti ma saranno, probabilmente, le singole Regioni a decidere quali Operatori del settore potranno partecipare ai lavori. Insomma la macchina organizzativa è partita e dovrà, tra l'altro, superare anche una serie di problemi logistici non indifferenti. Palermo aveva già ospitato una Conferenza Nazionale ma alcune condizioni ricettive sono cambiate e non è escluso che la realizzazione di vere e proprie assemblee plenarie (con la partecipazione di più di milletrecento invitati) sia pressoché impossibile. Inoltre, ma questa è storia già vista, ci sarà chi vorrà partecipare a tutti i costi per esprimere il suo pensiero o presentare la sua esperienza e chi, viceversa, rimarrà assente per manifestare il suo dissenso rispetto alle politiche del Governo. Il Ministro Giovanardi sembra orientato a garantire massima partecipazione e pluralismo ma ... non è tutto oro quello che luccica. Prima di tutto, per una serie di ragioni diverse, le previste Conferenze preparatorie (che dovevano essere realizzate in tutta Italia) sono saltate. Così garantire partecipazione e pluralismo, comprimendo il tutto  in una occasione breve ed affollata in cui, tra l'altro, anche Politici e Associazioni vorranno la loro visibilità, potrebbe significare soprattutto una grande confusione. Anche qui nulla di nuovo. Nelle edizioni passate, osservando dall'esterno, era praticamente impossibile comprendere di cosa si parlasse alla conferenza. I media, piuttosto, erano popolati dai comunicati stampa e dalle interviste che rappresentavano singole posizioni e non i risultati veri e propri dei lavori in corso. Non mi aspetterei nulla di più. Inoltre ci troviamo di fronte anche ad una variabile incognita: l'atteggiamento delle Regioni in un periodo, ormai, di campagna elettorale. Vedremo ... anche se, potendo, imporrei per legge l'obbligo di svolgere la Conferenza all'inizio e non alla fine della legislatura!

La mia proposta

In attesa che il tutto abbia il suo corso (anche se c'è chi sarebbe ancora disposto a scommettere che qualcosa farà saltare la Conferenza all'ultimo momento) ed a vantaggio di chi mi segue su droga.net penso di far cosa gradita pubblicando un mio elaborato ...anche per spiegare di cosa mi sto occupando in preparazione della Conferenza. Facendo parte di una sottocommissione della Consulta che si occupa di "Nuovi consumi e adeguamento del sistema di intervento" ho presentato una mia proposta di documento in merito. Si tratta di una bozza che i colleghi di commissione, naturalmente, rivedranno e discuteranno approvandola o bocciandola in tutto o in parte . Assieme, comunque, senz'altro la modificheremo la uniremo ad altri contributi e, poi, la consegneremo perchè diventi, a sua volta stimolo per un documento più ampio. Tuttavia mi fa piacere metterla in comune anche con i miei lettori, invitandoli, eventualmente, a inviarmi consigli e pareri a gatti@droga.net    

Per leggere la mia proposta su "Nuovi consumi e adeguamento del sistema di intervento" (file pdf)

 R.C.G. www.droga.net

 

CNCA:  NO a Palermo

Lunedì 17 ottobre 2005

"La decisione assunta è quella di NON PARTECIPARE alla Conferenza di Palermo che, a questo punto, è svuotata da qualsivoglia significato." Questa è una delle frasi espresse in una lettera del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza a firma di Lucio Babolin e Riccardo De Facci. E' una lettera dai toni molto aspri di attacco al Ministro Giovanardi e che sembra anche proporre un percorso ideale a partire da  Perugia, con l'iniziativa “Strada facendo 2”  dei giorni 28, 29 e 30 ottobre, per arrivare a Roma il giorno 7 di dicembre per una - CONFERENZA DEL CARTELLO “NON INCARCERATE IL NOSTRO CRESCERE” E DELLE AUTONOMIE LOCALI -. Si consolida, così, un fronte di opposizione al Governo cha vede nella Conferenza un simbolo da abbattere. Babolin e De Facci, sostengono, "Non è più tempo per distinguo e ambiguità di comportamento". Si tratta chiaramente di una posizione politica. Bisogna ora vedere che tipo di conseguenze avrà sulle scelte di altre organizzazioni che, con il CNCA, avevano realizzato percorsi di vicinanza e di integrazione. FEDERSERD, ad esempio, si è caratterizzata sino ad oggi  con una prevalenza del versante tecnico - scientifico - rappresentativo rispetto a quello politico. E' una organizzazione sufficientemente grande per contenere diverse tendenze politiche. Tuttavia, il suo Presidente Alessandro Coacci aveva partecipato alla riunione del Cartello "Non incarcerate il nostro crescere" e, sul sito di FEDERSERD è scritto - Il cartello "Non incarcerate il nostro crescere", preso atto delle intenzioni del Ministro, e pur apprezzando la presente occasione di dialogo, mantiene le proprie forti perplessità sia sui contenuti del ddl stralcio - così come sono stati anticipati, non essendo stato presentato al riguardo alcun testo scritto - sia soprattutto sull'ipotesi di un percorso parlamentare che rischia di rendere inutile, rispetto alla revisione legislativa in atto, qualunque conclusione emergesse dai lavori della Conferenza di Palermo. In base ai succitati elementi, il cartello si riserva di partecipare o meno alla Conferenza medesima -.

Cosa farà, ora, FEDERSERD ?

Ma c'è un'altra incognita. Quale sarà la posizione istituzionale delle "autonomie locali" nei confronti della Conferenza? La lettera del CNCA sembrerebbe vederle vicine al cartello "non incarcerare il nostro crescere" ma è realmente pensabile che le Regioni, anche quando governate dalla opposizione, osteggino ufficialmente una Conferenza la cui realizzazione è prevista dalla legge?

Credo che il Governo abbia fatto uno sbaglio ritardando per due anni una Conferenza che avrebbe dovuto dar voce ai soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. La troppa vicinanza con le elezioni porterà, ora, a leggere qualunque cosa dal punto di vista della politica e, ancora una volta, le posizioni tecniche saranno compresse, reinterpretate e sminuite nel loro significato oppure strumentalizzate. Non è la prima volta che succede e, purtroppo, succederà ancora, soprattutto se la Conferenza verrà nuovamente convocata alla vigilia delle elezioni. Peccato: per chi lavora nel settore è senza dubbio una sconfitta ma lo è anche per l'azione antidroga nel suo complesso. Maggioranza e opposizione sono impegnate a sviluppare motivi di contrapposizione reciproca mentre, per ora, non sembrano individuare alcuna possibilità di alleanza contro un nemico comune. Tutto ciò, però, unito all'incapacità di declinare istanze politiche e tecniche mantenendole vive e dinamicamente interattive su piani di pari dignità, rende impossibile lo sviluppo e l'implementazione a livello nazionale di strategie operative efficaci.

per leggere la lettera del CNCA

R.C.G. www.droga.net

 

Noi non ci saremo

01 novembre 2005

Fuoriluogo   lancia l'adesione on-line ad un appello per il boicottaggio di quella che definisce la "Conferenza pre-elettorale sulle tossicodipendenze" (IV Conferenza nazionale n.d.a.).

Per saperne di più  Noi non ci saremo

Sullo stesso sito è possibile leggere il testo ufficiale dello stralcio del DDL Fini  (formato pdf, 1mb) proposto dal Governo

R.C.G. www.droga.net

 

FederSerD e Palermo 

24 ottobre 2005

"FeDerSerD NON  ADERISCE  alla IV Conferenza Nazionale di Palermo né ad eventi alternativi ad essa. Sin da ora i membri del Direttivo Nazionale della associazione sospendono la propria partecipazione ai lavori della Consulta, del Comitato Scientifico  e delle commissioni preparatorie della Conferenza.  Presenterà le proprie posizioni alla Conferenza Nazionale tramite delegati" Così recita un documento di FederSerD a proposito della Conferenza Nazionale. Leggendolo si comprende, a mio parere, la difficoltà di una scelta che, nel rispetto degli alleati di sempre, tenta di mantenere un parziale equilibrio. Forse si tratta un equilibrio precario per una associazione grande e con molte anime: potrebbe essere difficile conservarlo.  

Per leggere il documento di FederSerD (pdf)

R.C.G. www.droga.net

 

Perchè vado a Palermo

23 ottobre 2005

 

A proposito della IV Conferenza Nazionale di Palermo ricevo una e-mail da un amico che lavora nel settore. Mi aggiorna sul fatto che “le regioni, per bocca degli assessori alle politiche sociali”, avrebbero definitivamente rinunciato ad essere presenti. Manderanno un unico rappresentante che, per di più, dovrebbe esprimersi contro le politiche governative. A suo avviso, essendo alcune importanti organizzazioni del settore quasi sull’orlo di una frattura interna rispetto alla volontà di partecipare, avendo altre già deciso di non andare a Palermo o, addirittura, di organizzare un contro-conferenza, la IV Conferenza Nazionale  sarebbe essenzialmente un fallimento perché frequentata solo da alcune organizzazioni e da tecnici da sempre vicini alle politiche governative. Conclude dicendo “se posso capire perché ci vadano alcune persone dichiaratamente di destra (la cui posizione da sempre non si discosta molto da quella del governo) mi risulta molto difficile comprendere che cosa ci vada a fare tu”.   

Il tema è abbastanza … spinoso.

Dice la legge vigente:  “Ogni tre anni, il Presidente del Consiglio dei Ministri, nella sua qualità di Presidente del Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga, convoca una conferenza nazionale sui problemi connessi con la diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope alla quale invita soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza. Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa (DPR 309/90 art. 1.15)”.

Ogni tre anni (anche se adesso dalla precedente Conferenza ne sono passati cinque !) tutti coloro che sono contrari alle posizioni del Governo minacciano di non partecipare alla Conferenza, non partecipano,  indicono contro – conferenze o mandano delegati con comunicati di fuoco contro la gestione governativa in atto. I motivi sono i più diversi. La Conferenza viene così trasformata da momento tecnico a momento politico facendole perdere di significato o rendendola, di fatto, ingestibile rispetto ai fini per cui è stata costruita (qualcuno ricorderà i passati appelli fatti nell’occasione da Ministri della Sinistra, allora al governo, rispetto al fatto che i politici dovessero fare “un passo indietro” e ricorderà anche i tentativi, con risultati variabili, per far si che anche ci si sentiva vicino all’opposizione partecipasse).

Ma la Conferenza è tecnica o politica? Dice, in proposito, Giuseppe Vaccari, Responsabile Progetto tossicodipendenze, Dipartimento Welfare, Direzione Nazionale DS: “Non voglio, e non ne avrei l'autorevolezza, soffermarmi a disquisire su di un tema molto caro alla comunita' scientifica: quello della neutralità del sapere scientifico in rapporto alla politica. Colgo solo che non vi sono opinioni univoche e che, più in generale, negli ultimi cinquant'anni filosofia e sociologia della scienza hanno progressivamente insistito sul carattere non neutrale della conoscenza” e ancora “Attenti allora che un approccio al tema droga e tossicodipendenze positivistico, tecnico, professionale così come rivendicato dalle organizzazioni citate (Federserd e Fict in odore di partecipazione alla Conferenza N.d.A), non diventi, loro malgrado, una foglia di fico con cui si cercheranno di coprire le tante manchevolezze del passato e le cattive intenzioni future in tema di droga da parte di questo governo” (Fonte Notiziario Droghe - ADUC).

Quale è la situazione al momento in cui scrivo?

Tutte le organizzazioni del settore dichiaratamente e storicamente vicine all’Opposizione non andranno alla Conferenza Nazionale ed anzi prenderanno posizioni attive contro; altre organizzazioni più tecnico – scientifico - professionali stanno valutando la situazione altre, non ostili o favorevoli alle posizioni del Governo, parteciperanno.

Un bel disastro a mio parere dovuto ad alcune cause specifiche:

1)       La pessima gestione del Governo delle politiche sulla droga ed anche della Conferenza che ha finito per essere spostata a ridosso delle elezioni

2)       Il fatto che per un insieme complesso di ragioni, anche conseguenti a quanto riportato nel punto precedente, la Conferenza è stata implicitamente trasformata in una occasione di discussione di una proposta di legge che potrebbe trasformarsi in legge indipendentemente dalla Conferenza stessa e dai suoi eventuali suggerimenti tecnici

3)       Il fatto che molte organizzazioni del settore abbiano una forte ed orientata anima politica e siano più vicine all’opposizione che alla maggioranza

4)      Il fatto che il sistema bipolare obblighi a schierarsi da una parte o dall’altra e, a ridosso delle elezioni, far fallire la conferenza potrebbe essere considerato un successo politico per l’opposizione

Il problema nasce per chi, come me, ritiene che se è vero che la neutralità assoluta del pensiero tecnico – scientifico non esista in assoluto, è anche vero che sia necessario affermarla e perseguirla come principio a cui continuamente tendere. Un pensiero tecnico – scientifico troppo asservito alle leggi della politica o dell’economia, infatti, rende senz’altro cattivi servizi a tutti i cittadini. La storia è piena di esempi che ci ricordano quali tipi di perversioni possano essere conseguenti a questo tipo di asservimenti.

Se la Conferenza non ci sarà, potrà anche essere una vittoria, per qualcuno o per molti, ma sarà senz’altro una sconfitta per chi avrebbe cercato nella Conferenza stessa un luogo istituzionale di incontro tra il sapere operativo di chi lavora nel settore e le scelte legislative e di governo del Paese (“Le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa .“)  In questo senso non sarei preoccupato così tanto come, alcune organizzazioni di settore, del fatto che sia il Governo a rimborsare ai partecipanti le spese di viaggio e di soggiorno con soldi pubblici. La Conferenza ha una funzione pubblica ed è un momento di lavoro: preferirei vederlo non sponsorizzato da Case Farmaceutiche o singole Organizzazioni.

Ciò che mi preoccupa è che ora, comunque vadano le cose, la Conferenza sarà ancora una volta snaturata nel suo significato originale e, forse, né alla maggioranza, né all’opposizione questo interessa più di tanto. Vedendo le azioni del Governo e le contro-reazioni dell'opposizione, sembrerebbe, infatti, che il contatto diretto tra “soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza”  e Parlamento ... non debba esistere. A causa di ciò un eventuale parere tecnico, per poter essere tenuto presente in ambito parlamentare o di governo, rischia di dover essere "mediato" da Partiti o da Organizzazioni vicine alla politica che ne possano definire priorità, forme e contenuti. Il tutto spinge a fornire pareri e posizioni tecniche solo a quelle parti con cui si concorda politicamente e ad entrare in interazione con le altre solo se accettano un ambito dialettico di tipo politico.

Questo tipo di situazione non mi piace e mi allarma perché, considerando i fatti, mi sembra direttamente conseguente ad un modo di pensare diffuso (a destra e a sinistra) che, comunque, non è il mio. Considerando che il fine ultimo della azione che io compio ogni giorno è quella di curare persone e di prevenire la diffusione dei fenomeni di abuso di sostanze (legali o illegali) non posso pensare che le occasioni tecniche e politiche di incontro diventino la stessa cosa. Evidentemente qualcosa non funziona, fin dall’inizio, anche nel modo di organizzare e di pensare la Conferenza che dovrebbe essere qualcosa di permanente e non di occasionale e che dovrebbe dipendere da un Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga che sia messo nelle condizioni di poter esercitare funzioni di snodo tra tecnici e politici senza assomigliare ad un piccolo Ministero.

Per questo, se ci sarà la Conferenza di Palermo, ci andrò egualmente e, se possibile (visto che non ne conosco ancora il programma), dirò anche queste cose ma cercherò anche di parlare di una situazione droga che sta diventando sempre più complicata in assenza di strategie e di investimenti all’interno di una povertà di pensiero programmatorio ed organizzativo generale che fa paura e lascia praticamente isolati sul campo tutti gli operatori del settore.

Forse dirò cose a sproposito, rispetto all’occasione, ma mi sentirei di farlo sia con la maggioranza che con l’opposizione in attesa di un ambito che, evidentemente, ancora manca, in cui di tutto ciò si possa parlare  a proposito.

Riccardo C. Gatti . www.droga.net

 

Per leggere la mia proposta su "Nuovi consumi e adeguamento del sistema di intervento" (file pdf)

 

 

Ecco il programma definitivo della Conferenza di Palermo (forse!)

aggiornato il  28 novembre 2006

La IV Conferenza nazionale di Palermo ha un suo programma definitivo ...anche se aggiungere un forse sembra d'obbligo. Il Presidente del Direttivo Nazionale di FeDerSerD, ad esempio, ha smentito la sua partecipazione e, d'altra parte sul sito dell'Organizzazione troviamo questa comunicazione " 24 novembre 2005 - Oggi il ministro Giovanardi ne ha combinata un'altra, facendo girare (come noi avevamo malignamente pensato dieci giorni fa DIFFIDANDOLO dall'usare simboli e nomi della Federazione) un nuovo programma della conferenza dpr 309. Alfio Lucchini è stato sostituito da Riccardo Gatti, Roberto Pirastu è stato sostituito da Massimo Di Giannantonio, ma il ministro ha pensato bene di tirare fuori dal cilindro il nome del nostro presidente Coacci, inserendolo. Giovanardi ci ama, noi abbiamo altri gusti, credo però che abbia passato il segno e vedremo, al di là delle reiterate smentite, come agire. La debolezza umana non ha limiti!". E' difficile comprendere se si tratti di amore del Ministro nel confronti di FeDerSerD fatto sta che alcune cose, viste dall'esterno rimangono difficilmente comprensibili. Questo anche perchè su Panorama.it, nel frattempo, è comparso un articolo dal titolo "L'ultima crociata contro la droga" in cui si dice testualmente "i Sert, i servizi pubblici di trattamento delle tossicodipendenze, hanno annunciato che non parteciperanno. La defezione è giunta dopo che il presidente della loro federazione, Alessandro Coacci, aveva garantito la presenza a Palermo. Ne è seguito un duro scontro fra Coacci e il direttivo della federazione. In una lettera del 12 novembre il presidente accusa di aver fatto circolare un comunicato utilizzando arbitrariamente la sua firma; ma alla fine Coacci ha dovuto arrendersi e dare le dimissioni". Anche tralasciando la questione di FeDerSerD che rivela, tuttavia, la difficoltà intrinseca di alcune decisioni cruciali, bisogna dire che molte "storiche" Organizzazioni del settore, forse la maggior parte, non andranno a Palermo. Le motivazioni sono diverse ma coincidono nella critica all'operato del Governo, alla proposta di legge Fini ed al suo stralcio, all'organizzazione della Conferenza stessa. Purtroppo la gestione della questione droga da parte del Centro - Destra non è stata delle migliori. L'annuncio in "gran pompa" di una nuova strategia nelle politiche antidroga , fatto nel 2001 a San Patrignano è naufragato (quasi) nel nulla. Il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga era un'ottima idea. A un certo punto, tuttavia, il suo Direttore, Carlesi (un tecnico), si è dimesso e la struttura, che poteva avere una importanza cruciale come snodo tra ambito tecnico e politico per l'elaborazione di una reale strategia operativa a livello nazionale, è stata, quasi inevitabilmente, risucchiata in ambito politico.  Si è trasformata, così, una sorta di piccolo Ministero capitanato, appunto, da un Ministro (Giovanardi) che è diventato, di fatto, il vero Capo Dipartimento. Forse la questione droga non è poi così facilmente gestibile come poteva sembrare anche all'interno della maggioranza stessa ed è ingiusto attribuire troppe responsabilità ad un Ministro che ha tentato di prendere in mano la situazione da pochi mesi ereditando anche la responsabilità  di azioni compiute da altri. In ogni caso, però, siamo arrivati alla Conferenza Nazionale con una frattura che, a mio avviso, doveva essere evitata a tutti i costi. Poteva essere evitata? Forse si ma con la Conferenza a ridosso delle elezioni era un compito pressoché impossibile. Il risultato, a mio parere, è disastroso. Considerando che anche la passata Conferenza era arrivata a fine legislatura con Livia Turco lasciata sola dalla sua stessa maggioranza  , mi sento di poter affermare con sicurezza che, da troppi anni, in questo settore siamo assolutamente fermi: siamo ricchi di proclami e di prese di posizione ma poverissimi di strategie e di risorse. Le Conferenze Nazionali disertate, anche in parte, dai politici, dai tecnici o dalle organizzazioni del settore, quando rappresentano disinteresse o divisioni profonde, sono un segno dei tempi e, purtroppo "mala tempora currunt". A livello personale, ritenendomi un tecnico e ritenendo che la Conferenza sia il luogo istituzionale in cui (come dice la legge) i "soggetti pubblici e privati che esplicano la loro attività nel campo della prevenzione e della cura della tossicodipendenza" preparano una relazione per il Parlamento "anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa" ... vado a Palermo   ma, evidentemente, ci vado con l'amaro in bocca, rispettando e, talvolta condividendo, le posizioni di chi ha deciso di fare diversamente e conscio del fatto che questa situazione che, ripeto, viviamo da anni, sebbene per motivi diversi, sia una sconfitta per tutti. Anche i recenti dati dell' Osservatorio Europeo ci dicono che in Italia la situazione va male: peggio che altrove. Nei prossimi anni pagheremo le conseguenze di una grande diffusione epidemica e trasversale delle sostanze di abuso nel nostro Paese di cui l'opinione pubblica nemmeno è cognita. Maggioranza e Opposizione prima di tutto e, poi, le Organizzazioni del settore e gli Operatori non possono permettersi questo tipo di fratture. Non si tratta, perciò, di fare o inibire questa Conferenza e nemmeno di sventolare la bandiera pro o contro la Legge Fini ma di decidere, per davvero, guardandoci in faccia, cosa vogliamo fare e, soprattutto cosa possiamo fare almeno per arginare la penetrazione di un mercato delle sostanze di abuso (comprese quelle lecite!) che mette a rischio la salute fisica e psichica dei cittadini ma che (con particolare riferimento a quello illecito) si sta, anche, progressivamente impadronendo della società civile. Per un motivo o per l'altro non sembra mai il momento di farlo e tutti hanno le loro buone ragioni. Ciò che non vorrei, tuttavia, è che a furia di propugnare le proprie ragioni chi ha responsabilità politiche e tecniche in questo settore finisca per passare dalla parte del torto non rendendo al Paese una azione sinergica positiva ed efficace in questo campo semplicemente ... perchè non è stato in grado di progettarla, concordarla e renderla operativa. Ancora una volta ribadisco che, in questo settore, più che di una legge abbiamo bisogno di una strategia e di una operatività sinergica: le strategie e le sinergie si fanno con le cose che uniscono: non con quelle che dividono. 

Riccardo C. Gatti  

Il programma della IV Conferenza Nazionale di Palermo

Commenti, opinioni e posizioni sulla preparazione della   IV Conferenza Nazionale Antidroga 

La mia proposta per la Commissione preparatoria "Nuovi consumi e adeguamento del sistema di intervento" (file pdf)

E' in rete il sito ufficiale del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga 

 

 

 R.C.G. www.droga.net

 

E' partita la Conferenza di Palermo

06 dicembre 2005

Con non poca retorica, come usa in queste occasioni, e l'aria generale di una celebrazione è partita la IV Conferenza Nazionale di Palermo. Difficile individuare lo slogan conduttore di una mattinata in cui molti Politici di spicco hanno avuto il ruolo di protagonisti. Dovendo riassumere il tutto potremmo dire "Tolleranza zero verso tutte le droghe" con particolare riferimento alla Cocaina "nei quartieri alti come in quelli bassi" (Casini). Tuttavia, sebbene i richiami ad una legislazione maggiormente repressiva ci fossero tutti (dalla legge Fini allo "stralcio Giovanardi"), sono forse stati un poco più attenuati del solito. Giovanardi stesso ha fatto un accenno alla necessità di definire un limite tra consumo e spaccio facendo intuire, tuttavia, una possibilità di discussione dei limiti fissati dalle attuali tabelle. Il Ministro ha anche ribadito come le conclusioni della Conferenza non fossero "già scritte". Interessante e molto ben mirato l'intervento di Antonio De Poli, in rappresentanza delle Regioni che rivendicano la "proprietà" della Conferenza (perchè tratta di competenze specifiche delle Regioni stesse). De Poli ha sostenuto che "E' importante e indispensabile comunque esserci!" alla Conferenza ma ha anche criticato il non coinvolgimento decisionale delle Regioni sin dall'inizio. Tutti hanno ribadito la necessità di "pari dignità" tra le strutture del Pubblico e del Privato Sociale anche se la sensazione è che ciascuno attribuisca a questo concetto significati non sempre coincidenti. Veramente a sproposito e, per alcuni, "offensivo" l'intervento di Don Gelmini che ha attaccato duramente i Servizi Pubblici e l'uso del metadone e dei farmaci ...finendo, nella sua foga oratoria, per scontentare anche il Privato Sociale visto che la FICT, con un comunicato stampa, si è immediatamente dissociata dalle sue opinioni. Complessivamente l'analisi della situazione droga da parte dei politici è parsa un po' datata: più che altro una giustapposizione di fenomeni vecchi e nuovi senza eccessivi approfondimenti sulle loro cause o proposte di soluzioni a queste collegabili direttamente. Da parte di alcuni si è alzata la proposta che dalla Conferenza di Palermo nascesse una sorta di movimento ideale contro la droga ma altri, come il Ministro Castelli hanno riportato tutti con i piedi per terra ricordando come "la legge Cirielli", da poco approvata, avrebbe provocato problemi per i tossicodipendenti (in quanto particolarmente inflessibile con i recidivi) aumentando quelli sottoposti a regime carcerario e che i problemi sarebbero stati ancora più grandi per la carenza dei fondi per il recupero assegnati al suo Ministero. Il Procuratore Antimafia Grasso ha ricordato come la "globalizzazione del crimine organizzato" abbia portato le nostre frontiere a coincidere con quelle dell'Europa". La partenza politica della Conferenza, tuttavia, è sembrata un poco ripiegata su sé stessa e senz'altro lontana da ciò che potrebbe definirsi un ampio respiro. Vedremo l'evolversi della situazione. Nel frattempo i partecipanti alla Conferenza hanno incominciato un lavoro in gruppi che porterà alla definizione di documenti tecnici su diversi temi e ad approfondire alcune questioni così come definito dal programma.        

R.C.G. www.droga.net

 

Il miracolo di Palermo 

08.12.2005

Ieri si è conclusa la IV  Conferenza Nazionale sui problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope. Su giornali, telegiornali ed altri siti internet è possibile trovare resoconti e cronache su quanto è successo alla Conferenza stessa. Probabilmente in un tempo relativamente breve saranno pubblicati anche gli atti ufficiali ed i documenti che verranno trasmessi al Parlamento. Come sempre è successo in questo genere di occasioni, tuttavia, è stato riportato soprattutto quanto divulgato mediante comunicati stampa ed agenzie. Le dichiarazioni di chi, dunque, disponeva di Uffici Stampa e di chi sapeva fare notizia hanno, perciò, prevalso (ripeto come sempre) su tutto il resto. La Conferenza, comunque, rimane un momento importantissimo per questo settore. La prova è che, a favore o contro, ciascuno ha cercato di ottenere visibilità attorno ad essa. Il problema è che, poiché per rendersi visibili occorre creare una notizia, alla fine si rischia che le iperboli, la voce di chi la spara più grossa, le bufale e le posizioni dei personaggi (politici e non) risultino l'unico contenuto.

 Alla Conferenza non c'erano soltanto sostenitori del Governo e della legge Fini, anzi, a mio parere anche se non lo potrò mai provare in modo "scientifico" in platea e nei gruppi di lavoro era rappresentato un buon spaccato dell'Italia che, come sappiamo, sul tema della punibilità è sempre stata abbastanza divisa. Certamente, se consideriamo le posizioni contro e le contro-conferenze, la maggior parte degli Operatori del settore, sebbene con delle differenziazioni, per ragioni tecniche, etiche ed anche politiche non mi pare proprio favorevole alle proposte del Governo. Bisogna anche dire, però, che il consenso politico ad un Governo non viene dato dagli Operatori di un settore ma dalla popolazione del Paese. In passato un referendum aveva già dato una risposta precisa verso la non punibilità penale di chi usa droghe ma aveva anche rivelato una gran parte dell'Italia che, invece, la pensava in modo diametralmente opposto. Gianfranco Fini, nella giornata conclusiva della Conferenza, è stato molto chiaro: la legge verrà portata avanti e, nel caso, verrà chiesta la fiducia. Il motivo è semplice: "la lotta alla droga è sempre stata avvertita dal Governo come un impegno morale" e, pertanto, "il Governo è fermamente intenzionato a procedere". Il vicepresidente del Consiglio ha anche chiaro che, questo modo di procedere, potrebbe non essere vantaggioso a livello elettorale ma, trattandosi di un "impegno morale", ritiene che sia giusto farlo comunque anche se non portasse ad un ritorno "politicamente utile". Gianfranco Fini, pertanto, ha mantenuto la sua posizione a nome del Governo. Bisogna, tuttavia, dire che qualcosa è cambiato visto che le tabelle che definiscono la differenza tra consumo e spaccio non verranno allegate a quanto verrà sottoposto a fiducia ma saranno demandate ad un Decreto Ministeriale successivo. Poiché le tabelle erano già state redatte e avrebbero potuto essere utilizzate ... questo cambiamento potrebbe fare la differenza. Saranno perciò le tabelle, più che la legge in sé a definire il vero tasso di proibizionismo (o di antiproibizionismo) contenuto nella norma. Il problema, ora, è quando verranno definite le tabelle (prima o dopo la fine di questa legislatura?). Faccio notare, inoltre, che è più facile modificare tabelle ministeriali ... piuttosto che una legge. Insomma questa posizione mi sembra che, definita la necessità di precisare una soglia tra spaccio ed uso personale, lasci spazio ad una serie di possibilità molto ampie. Peccato che nessuno sembra averlo notato.

Detto questo c'è un'altra novità da segnalare. Gli Operatori e le organizzazioni che hanno lavorato a Palermo, nonostante (ripeto) avessero posizioni molto differenziate rispetto alla proposta di legge del Governo hanno cercato di non dividersi su questo al fine di  presentare proposte unitarie molto precise e profondamente condivise. Si tratta di posizioni tecniche che diranno poco a chi non lavora nel settore ma sono, in realtà di una importanza fondamentale. Analizzata e considerata la situazione attuale in cui i paradigmi del mercato della droga sono mutati e continueranno a mutare con la necessità di un sistema di intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo plastico, plasmabile e dotato di strategie di azione definite, si è ribadita e riproposta con grande forza la necessità di istituire in ogni territorio un Dipartimento delle Dipendenze come entità autonoma, dotata di budget proprio. Nella proposta si tratta, quindi, di un Dipartimento forte, in grado di decidere realmente della programmazione locale, cogestito dal Pubblico e dal Privato Sociale (accreditato) e garante della "pari dignità" ma anche della "pari responsabilità" di chi opera, della possibilità di scelta del trattamento (adeguato) e del luogo di cura e della qualità e della appropriatezza degli interventi preventivi, terapeutici e riabilitativi. La proposta, inoltre, riguarda anche la creazione di una rete sinergica di governo del sistema basata sulla interazione tra Stato e Regioni (Dipartimento Nazionale - Dipartimenti Regionali - Dipartimenti Locali) per l'indirizzo dell'azione antidroga con un meccanismo tecnico di stabilizzazione e supporto. Anche questo meccanismo di stabilizzazione e supporto è innovativo. Si tratterebbe infatti di rendere la Conferenza Triennale un organismo permanente a rappresentanze definite e concordate con le Regioni ed in diretto rapporto con il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga e la Conferenza Stato - Regioni. Nel documento tecnico, dettagliato e approfondito, che invito a leggere non appena disponibile, si individuano anche diverse possibilità per definire le risorse finanziarie necessarie.

Dove sta quello che ho definito il "miracolo di Palermo"? In un momento in cui il settore sembrava andare a spacco tra il centro destra ed il centro sinistra gli operatori e le organizzazioni convenute hanno messo da parte ciò che poteva dividerli per trovare ciò che li poteva unire ... "senza se e senza ma". Consapevoli della grave situazione della diffusione di droga nel nostro Paese hanno dato un segno di grande volontà e maturità che, a mio avviso, dovrebbe essere anche un segnale positivo per una classe politica che, ad oggi, sembra invece cercare, in questo campo, tutto ciò che può dividere. Francamente io stesso, dopo aver attraversato tutte le Conferenze Nazionali dagli anni '90 ad oggi, non mi aspettavo una così forte volontà unitaria che, tra l'altro, si colloca in perfetta continuità con quanto sino ad oggi proposto da diverse organizzazioni di settore: anche quelle che non erano presenti a Palermo. Dalla Fict a San Patrignano, dagli Operatori dei SERT a quelli delle Prefetture, alle Organizzazioni del volontariato tutti si sentivano sullo stesso fronte. L'assemblea plenaria conclusiva ha dedicato alla proposta stessa un lunghissimo, forte, caloroso applauso. Credo che anche il Vicepresidente Fini, il Ministro Giovanardi ed i Responsabili del Dipartimento Nazionale abbiano precisamente avvertito un segnale intenso ed innovativo che proveniva da una volontà della base (forse per la prima volta non compressa tra i protagonismi degli opinion leader di settore) e non da un lavoro di alleanze politiche precostituite. Un vero insieme maggiore delle sue singole parti.

Gli Operatori e le Organizzazioni presenti a Palermo, a mio avviso, non hanno dato segnali pro o contro le politiche governative. In questo senso ritengo, infatti, che ciascuno si sia tenuto le proprie opinioni ma hanno ribadito come sia necessario prima di tutto costruire una organizzazione unitaria dell'intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo nel nostro Paese ed espresso la volontà di assumersene, altrettanto unitariamente, la responsabilità in collegamento con lo Stato e le Regioni. Non hanno costituito un nuovo fronte pro o contro qualcuno o qualcosa: semplicemente vogliono che sia così e, per questo hanno presentato una proposta tecnica per realizzare il tutto, condividendola unanimemente. In questi termini ed in questo modo, considerando anche i presupposti, è la prima volta che accade. Bisognerà tenerne conto anche perchè questo risultato non può essere riferito a meriti o azioni dirette o indirette del Governo o dell'Organizzazione ma è proprio della volontà chi ha partecipato.

Riccardo C. Gatti 

 www.droga.net

P.S. Poiché mi sono stati richiesti chiarimenti a proposito della conclusione dell'articolo preciso che il significato è letterale. Gli Operatori e le organizzazioni presenti Palermo non sono, cioè, arrivati a "queste conclusioni" (esprimere la necessità di costruire una organizzazione unitaria dell'intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo nel nostro Paese e la volontà di assumersene, altrettanto unitariamente, la responsabilità in collegamento con lo Stato e le Regioni ... presentando una proposta tecnica in merito condividendola ecc.)  per meriti o azioni dirette o indirette del Governo o dell'Organizzazione ma per loro volontà. Nessuno ha "guidato" o "incanalato", quindi, queste scelte e queste decisioni. Tutto ciò aumenta, evidentemente, il valore della Conferenza. La mia affermazione nulla voleva togliere, invece, al grande lavoro di chi ha reso possibile tutto questo e, in primo luogo, a chi nel Dipartimento Nazionale ha speso tempo e fatica per organizzare e permettere il funzionamento della Conferenza di Palermo ma anche per prepararla nei mesi precedenti. Avendo partecipato a questo sforzo come membro del Comitato Scientifico e della Consulta, prima, e come Coordinatore di un Gruppo, poi, mi sono sentito, in qualche modo, "parte" della macchina organizzativa e non un ..."esterno". Forse, per questo motivo, non ho rimarcato e vantato il valore di azioni e di fatiche in cui, almeno in piccola parte, mi ritenevo direttamente coinvolto.  Non vorrei, per  questo, essere  frainteso: so bene che hanno creato i presupposti indispensabili per permettere di realizzare ciò che è stato realizzato.  R.C.G. 09.12.05  

Probabilmente, appena possibile, documenti ed atti della Conferenza di Palermo verranno pubblicati sul Sito del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga

 

LA CONTRO - CONFERENZA di ROMA

Sul sito del CNCA è possibile leggere il Comunicato Stampa relativo alle conclusioni della "contro - conferenza" del 7 dicembre organizzata a Roma dal Cartello "Non Incarcerate il nostro crescere". E' una lettura importante perchè, anche in questo caso, ciò che viene riportato dalla maggior parte dei media mette in rilievo solo alcune parti del lavoro svolto o delle dichiarazioni rese. Il lettore noterà, ad esempio, anche alcune similitudini di proposizione tra la Conferenza e la Contro - Conferenza come la richiesta  "dell’impegno  da parte della politica alla costruzione di luoghi stabili di confronto e proposta che coinvolgano gli enti istituzionali (Governo, Regioni), gli enti del privato sociale (comunità, associazionismo e cooperazione) e gli enti di rappresentanza dei servizi pubblici, quali: il Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga (che va revisionato in tal senso), la Consulta Nazionale per le Tossicodipendenze (anch’essa da riformulare), l’Osservatorio nazionale sulle droghe"

per leggere le conclusioni della Conferenza - il sito del CNCA 

 

ALTRE FONTI

 

Notiziario Droghe ADUC pubblica un resoconto su Conferenza e Controconferenza

Altre notizie sono rintracciabili sul sito di  Vita  

Altre posizioni ed informazioni su Antiproibizionisti.it con, tra l'altro, la posizione di Marco Contini , sulla proposta di legge Fini e stralcio conseguente, che mi sembra di particolare interesse dal punto di vista legale ed etico: "Non si tratta infatti di stabilire una quantità – più o meno modica – per consentire, aprioristicamente, di individuare (in maniera peraltro del tutto opinabile) i presunti spacciatori, distinguendoli dai presunti consumatori. Ciò porterebbe solamente a una condizione per cui si è tutti presunti colpevoli, a meno che non si riesca a dimostrare il contrario. Il nostro Stato di diritto prevede, invece, la presunzione di innocenza e, proprio ispirandosi a questo principio, il corpo elettorale – chiamato a pronunciarsi nel suo ruolo costituzionale di supremo organo dello Stato, in occasione del referendum del 1993 – ha deciso, solennemente e senza alcuna esitazione, di abrogare quella parte del D.P.R. 309/90 che proprio a questa questione, in particolare, voleva dare risposta".

 

UNA FONTE ... DI AMAREZZA

Sul sito di Saman nella sezione "Notizie" ho trovato due risposte al mio articolo "Il miracolo di Palermo". Sono dell'amico Achille Saletti di Saman e del collega Franco Marcomini del Ser.D di Padova.  Leggendole ho provato, per diversi motivi, una grande amarezza. Riporto sul droga.net i file pdf (scaricabili dal sito di Saman) affinché il lettore possa farsi una propria opinione in proposito. (R.C.G. 14.12.05) 

La risposta di Saletti

La risposta di Marcomini

 

 

Cosa ho detto alla Conferenza di Palermo

21 dicembre 2005

 

 

Alla IV Conferenza Nazionale di Palermo sono stato uno dei coordinatori del Gruppo Tematico "Adeguamento dei servizi alle nuove modalità di consumo". L'ultima giornata, in assemblea plenaria al Teatro Politeama, ho tenuto una relazione conclusiva sull'argomento, riportando quanto deciso nel gruppo di lavoro. Ringrazio chi ha partecipato ai lavori del gruppo contribuendo alla realizzazione di questa relazione. Ringrazio tutti coloro che, in plenaria, con il loro lungo e caloroso applauso hanno dimostrato di condividerne i contenuti.     

 

ecco il file mp3 con la registrazione del mio intervento

consiglio l'ascolto anche ai "non addetti ai lavori" perchè nella prima parte dell'intervento viene descritta in maniera abbastanza chiara la "new economy" della droga nel nostro Paese

Riccardo C. Gatti www.droga.net

N.B. Il sito www.antiproibizionisti.it pubblica una ampia documentazione audio relativa alla Conferenza

 

 

 

home page