Commemorazione del 26 GIUGNO

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Il 26 giugno è la "Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga"

Le Nazioni Unite sostengono che  "Nessun individuo, famiglia o comunità è al sicuro laddove le droghe illegali prendono il controllo. Le droghe infatti possono controllare il corpo e la mente dei consumatori, i cartelli della droga possono controllare i coltivatori, e il traffico illecito e il crimine possono controllare le comunità".

Nel nostro Paese, dopo anni di silenzio, ora che le droghe sono ampiamente diffuse nella società civile,  sono bastati alcuni fatti di cronaca per permettere, finalmente, di riaffrontare la questione. La riapertura di un guardaroba delle idee, chiuso da tempo, ha dato, però, la sensazione di un dibattito di venti anni fa: stessi toni ed analoghi argomenti. Il fior fiore degli esperti è stato chiamato ad esprimersi per fare chiarezza ed i loro pareri sono rimbalzati sui media. Da una sola trasmissione (di RDS riportata sul WEB da Musicage con indicata "La Repubblica" come fonte), abbiamo, ad esempio appreso che, secondo Michael Jackson, " Con la droga il mondo sarebbe migliore...”. Mentre per Vasco Rossi "La marijuana è pericolosa quanto l'alcool, forse meno, però da 50 anni l'hanno demonizzata e continuano a dire che uccide e altre sciocchezze di tutti i tipi". Forse a Jackson non hanno detto quanta droga ci sia già nel mondo e Rossi non sa quanta gente muore per l'alcol, ma l'importante è che si sappia che cosa pensano: il "vintage" è di moda.

E, poiché, l'interesse dei media è continuato, tutti si sono buttati sull'argomento. Mentre venivano scoperti gli "spinelli killer" e quelli "paralizzanti", la Società italiana di psichiatria ha messo a disposizione delle scuole italiane una task force di 500 giovani psichiatri per affrontare il problema del consumo di droga tra i giovani. La loro esperienza? Una formazione specifica dal tema: «Cannabis, alcol e disturbi psicotici», svolta in sedici città italiane (fonte il Giornale.it). Ma perchè lasciare agli psichiatri il primato di una task force preventiva? Dal giornale "il farmacista" del 31 maggio nell'articolo "Ordini in Azione" apprendiamo che a Torino e provincia verrà creato il "Farmacista di quartiere". Si tratta di "Farmacisti che operano sul territorio e che terranno incontri nelle scuole per illustrare e mettere in guardia contro i pericoli legati all'uso delle smart drugs che, secondo i Farmacisti sono "sostanze di origine vegetale capaci comunque di provocare effetti stupefacenti su chi le assume". Interessante l'iniziativa dei Farmacisti di Torino, probabilmente impegnati nel prevenire l'uso di sostanze non individuabili dai kit per urine vendibili nelle loro stesse Farmacie e sostenuti, a Milano ed altrove, come possibile attività preventiva da parte dei genitori nei confronti dei figli.

Così, coperta la questione cannabis dagli psichiatri, resa affrontabile quella delle smart drugs dall'idea dei Farmacisti di Torino, ed arginato, tutto il resto (!!!), con i kit per le urine (dei figli), la nuova armata dell'antidroga, finalmente si schierava. Naturalmente non tutto era risolto. Offerta la possibilità di controllare i figli, non si poteva pensare che questi, a loro volta, chiedessero ai padri ed alle madri di urinare davanti a loro in un barattolo per verificare l'eventuale uso di droghe. E così tutti hanno fatto il loro dovere: la Camera ha incominciato ad approvare il  raddoppio delle pene per la guida in stato di ubriachezza e l'arresto per chi si mette al volante in stato di alterazione psico-fisica dopo aver fumato spinelli o consumato droghe (articolo 10 del ddl governativo che riforma il codice della strada fonte Agi); il Ministro della Salute ha annunciato di voler concordare con le Regioni una lista di categorie professionali da sottoporre a controlli antidroga facendo così funzionare una norma prevista dalla legge sino dagli anni '90 e mai resa applicabile (!!!). C'è chi ha proposto anche la punibilità per "falso ideologico" di tutti i medici che non segnalino alla motorizzazione "i pazienti che assumono  farmaci o soffrono di malattie che, anche solo potenzialmente,  influiscono sulla capacità di guidare" (Fonte Farmacista - Quotidiano Web)

Effettivamente questa volta non si può dire stia arrivando al 26 giugno senza idee e proposte. Alcune posizioni di parte della maggioranza, poi, sono state veramente sorprendenti. Il Cartello "Non incarcerate il nostro crescere" che, ai tempi, si era dissociato dalla Conferenza Nazionale Antidroga di Palermo per contrastare Fini, Giovanardi ed il Governo Berlusconi , alla luce di una mancata controriforma della legge sulla droga e di affermazioni, prese di posizioni e proposte dell'attuale Governo ritenute "gravi e incomprensibili", dichiara ora, "ci sentiamo in questa fase FERITI DA FUOCO AMICO (Fonte ADUC)". Donatella Poretti, parlamentare della Rosa nel Pugno dichiara "La maggioranza di centro sinistra, che ha in programma la riforma in senso meno punizionista della legge sulla droga, ha invece approvato un provvedimento che peggiora la situazione. C'e' più di qualcosa che non torna...". 

Ha ragione, c'è più di qualcosa che non torna e non solo nel nostro Paese. Credo, anzi, che se vogliamo sbrogliare una situazione fin troppo aggrovigliata dobbiamo cercare di scioglierne i nodi prendendoli dalla parte giusta. Prendiamo ad esempio la situazione Afghana. Esiste una occupazione militare dei paesi occidentali (noi compresi) eppure i campi di papavero da oppio sono sempre più rigogliosi e addirittura, cosa che non si faceva in passato, si raffina direttamente l'eroina da spedire sui nostri mercati. Visto che sono gli stessi ministri europei a sostenere che ci sono prove dirette del finanziamento del terrorismo con il mercato della droga ... in Afghanistan che ci siamo andati a fare? Altro esempio l'Europa ha costituito un Osservatorio, a Lisbona, per monitorare la situazione droga nel continente ed, infatti, puntualmente ne leggiamo i preoccupanti report ma il Vicepresidente della Commissione Europea, Franco Frattini, spiega apertamente che l'Europa ha deciso che non ci sarà una legge europea sulla droga. Perchè?

E c'è di più. Esistono coordinamenti operativi antidroga delle Forze dell'ordine a livello italiano, europeo ed internazionale. Il livello repressivo, pertanto è presidiato e coordinato  ma è noto come non riesca ad arginare più del 10 - 15 % del traffico di droghe. L'azione antidroga non repressiva (preventiva educativa e terapeutica), che dovrebbe agire sul resto della questione, invece, non è presidiata. Non esistono meccanismi di governo e di coordinamento di sistema effettivamente operativi a livello Europeo o Internazionale. Non esistono nemmeno a livello nazionale dove il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga istituito presso la Presidenza del Consiglio è stato ucciso sul nascere con il risultato che ciascun Ministero, Regione, Provincia, Comune, ASL va per la sua strada consumando in completa autonomia le risorse disponibili per iniziative estemporanee. Non esistono, così, nemmeno politiche di sostegno del settore, lasciando in completo affanno chi effettivamente fa prevenzione, educazione, terapia e riabilitazione in questo campo e costituisce l'unico reale, fragile, fronte antidroga.

A questo punto mi sorge una domanda: non penseremo realmente che di fronte ad un network sovranazionale che guadagna molto più di un Paese industrializzato e di terziario avanzato come l'Italia e che svolge funzioni di banca mondiale permettendo, con la droga, transazioni economiche non realizzabili attraverso i normali circuiti legali condizionando economie, mercati, consumi ed equilibri mondiali ... non penseremo realmente, dicevo, che si possa effettivamente raggiungere qualche risultato senza un coordinamento operativo, una strategia ed una legislazione europea? Non penseremo veramente che il fronte antidroga non repressivo (preventivo, terapeutico e riabilitativo) possa essere sostenuto, in Italia, da una serie di iniziative prese a caso in qualunque campo e messe insieme a posteriori dalla logica che è meglio fare qualcosa con buona volontà, piuttosto che nulla?

Ritornando all'affermazione delle Nazioni Unite che caratterizza questo 26 giugno, mi sembra chiaro che dove il traffico illecito ed il crimine controllano le comunità, sia impossibile attuare reali strategie antidroga. Viceversa, in mancanza strategie antidroga efficaci, è possibile che gradualmente il traffico illecito ed il crimine controllino la comunità civile. Talvolta mi chiedo a che punto siamo nel nostro Paese ed in Europa.

La "Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga" somiglia, sempre più, alla commemorazione di qualcosa che non esiste: la volontà condivisa e resa operativa di contrastare realmente la diffusione del consumo di droghe. Dove l'Europa ha voluto, in campo economico finanziario, ad esempio, si sono creati meccanismi molto forti anche a livello legislativo, di governo, di  coordinamento, di azione e di verifica. Perchè si è deciso di non fare la stessa cosa per l'azione antidroga?

Non c'è volontà o non c'è possibilità di costruirla ? Perchè?

Riccardo C. Gatti 

26 giugno 2007

 

      

P.S. Chiudo consigliando caldamente a chi si sta accostando all'uso di droghe di starne alla larga. Purtroppo viviamo in un mondo talmente "consumista" e "additivo" che chi cerca di andare contro ai consumi  (di qualunque genere) viene visto immediatamente con sospetto. Funziona meglio chi sostiene che in fondo tutti hanno avuto le loro droghe, che è tutta una questione di dose, che basta non esagerare, che una è meno pericolosa dell'altra, che l'alcol e le sigarette ammazzano ma non sono vietati, che la cannabis non fa più male dell'alcol, che in fondo non fanno così male, che in fondo fanno anche bene, che tanto smetto quando voglio ... tutte giustificazioni che permettono al mercato ed al suo indotto di crescere.  Chi consuma paga per tutti, rischia la pelle, sta male o, almeno, spesso non sta bene, limita le sue possibilità credendo di accrescerle ma ... è così rassicurante seguire la tendenza ... il marketing ha creato il bisogno, la risposta al bisogno e la giustificazione per il prezzo che dovremo pagare. Non sarebbe il caso di ribellarsi a tutto ciò? Sembra difficile ma, a volte, basta semplicemente ragionare con la propria testa. Alla domanda fatta nell'articolo precedente si potrebbe rispondere semplicemente che non si costruisce una reale azione antidroga perchè, evidentemente, la situazione attuale ... va bene così. Se è difficile definire precisamente chi ci guadagna perchè la risposta non è scontata come sembra,  bisogna anche dire che è, invece, definibile, esattamente chi ci perde e paga per tutti: sono i consumatori di droghe e chi li circonda. Praticamente la maggior parte delle persone che stanno leggendo questo mio scritto.   

 

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