
Prodi & Berlusconi
Nessuna domanda dei giornalisti e, conseguentemente, nessuna risposta sul tema droga nel confronto televisivo di ieri tra Berlusconi e Prodi. Nessuno dei due Leader ha fatto autonomamente un cenno a questo argomento. Interessante la proposta di Prodi per un Governo che unisce, non che divide, alla ricerca di una strategia comune. Qualche commentatore ha visto questa come una proposta demagogica. In realtà mi sembra che sia stata colta un'esigenza fondamentale del Paese ed una aspirazione di molti. Il bipolarismo, infatti, sino ad oggi è sembrato esasperare il concetto di un Paese spaccato in due. Per il resto si è trattato di un dibattito un po' noioso, in alcune parti con contenuti, linguaggi e sigle di non facile comprensione e troppo ingessato da una serie di regole "sterilizzanti" che non hanno soddisfatto nemmeno il conduttore ... figuriamoci il pubblico. La non trattazione assoluta del tema droga, comunque, mi lascia perplesso e preoccupato. Non vorrei diventasse una questione di cui ... non si può parlare a destra come a sinistra. La situazione attuale non è soddisfacente: nel nostro Paese manca una strategia a fronte di un progressivo espandersi dell'uso di droghe. La nostra legislazione, da quando è nata nel 1975, continua ad oscillare tra sanzione e cura, patologia e criminalità ma rimane ambigua. Nel tentativo di trovare una buona ragione per convincere i tossicomani a curarsi finisce per considerare consumatori e tossicodipendenti, persone sane e persone malate ... tutti eguali. Ciò che le accomuna è commettere un illecito, ciò che le distingue è la quantità di droga che hanno o non hanno con sé. Nel tentativo di umanizzare gli interventi si finisce per istituzionalizzare il possibile uso strumentale delle alternative alla detenzione e delle strutture terapeutiche e riabilitative che le attuano quasi come se, veramente, da una parte ci fosse lo scontare una pena e, dall'altra, in alternativa, affrontare una cura per chi è malato e, probabilmente anche per chi non lo è. Così, per fare qualcosa, ogni tanto si penalizza un po' di più da una parte e si decriminalizza dall'altra, si spostano le sostanze da una tabella all'altra oppure da una parte si mettono tutte le droghe nella stessa tabella e, dall'altra si combatte contro questa soluzione. Non si pensa che, nel frattempo, tutto quanto finisce in un unico calderone: chi cura, chi è curato, chi è tossicodipendente e chi consuma, chi sta bene e chi sta male, chi è un criminale e chi non lo è. Si conclude, senza mai farlo realmente, che bisogna rafforzare Servizi Pubblici e Comunità. Quasi mai si dichiara per fare cosa. Si modificano nel tempo le leggi ma poi non si verifica l'impatto delle modifiche: dopo un po' di anni si proporrà una nuova modifica e si rifaranno gli schieramenti.
I problemi individuali e sociali connessi ad un uso sempre più diffuso di droghe non si possono affrontare senza strategie condivise (con la definizione precisa di dove vogliamo arrivare e come) e con soluzioni magiche, anche quando le chiamiamo leggi. Costruire strategie e condividerle è un percorso difficile ma, prima o poi, dovrà pur essere iniziato. Attenzione, non si tratta di un problema di schieramento. Magari fosse così semplice. C'è chi ha fatto meglio e chi ha fatto peggio ma da più di trent'anni, indipendentemente dal Governo in carica, stiamo considerando i tossicodipendenti (ma solo da alcune sostanze) più o meno come criminali solo perchè abbiamo deciso che quelle sostanze (e non altre che egualmente provocano dipendenza e danni gravi per la salute) debbano essere considerate illecite. Giustifichiamo il tutto con riferimenti a trattati internazionali quasi come se la condivisione di una contraddizione la rendesse meno grave. Finiamo poi per considerare altre persone che consumano droghe illecite, ma non ne sono dipendenti, come malate (anche se sono sane ed assolutamente "normali") visto che, altrimenti, dovremmo considerarle criminali . Ci importa poco delle persone che sono malate perchè dipendenti da sostanze lecite forse solo perchè ... non commettono illeciti, rovinandosi la vita.
Mi sembra che basterebbe solo quanto ho descritto per dire che, in questo campo, siamo abbondantemente ...fuori strada. Meglio, forse non sappiamo che strada percorrere visto che anche il contrasto alla situazione attuale rischia di essere contraddittorio: alcune sostanze di cui si chiede e, talvolta si propaganda la libera distribuzione, se fossero farmaci, sarebbero immediatamente ritirati dal mercato a causa degli effetti collaterali. Siccome non lo sono se ne rivendica l'innocuità. Non ho una soluzione al problema ma penso che quando un problema è così complesso occorra trovare il modo per studiarlo ed affrontarlo nella sua complessità, senza pregiudiziali ma anche senza semplificazioni. Credo che spetti ai Leader politici creare le condizioni perchè questo si verifichi. Per questa ragione il loro silenzio in un'occasione di confronto così importante mi preoccupa anche se rimane viva la speranza che, prima o poi, qualcosa cambi.
Riccardo C. Gatti 15.3.06
P.S.
Anche nel confronto del 3.4.06 i due leader non hanno affrontato la situazione legislativa sulla droga. Pur alla vigilia della presentazione delle tabelle (che fissano i limiti di principio attivo oltrepassati i quali esistono indizi per le sanzioni penali in relazione al possesso della sostanza) i giornalisti non hanno posto alcuna domanda in merito.