
La ricerca realizzata dal Coordinamento Attività di Prevenzione Specifica delle dipendenze nell'ambito e a supporto del capillare lavoro di prevenzione primaria realizzato nella città di Milano coinvolgendo a partire dal 1999 numerosissimi e variegati interlocutori (Insegnanti e Studenti delle Scuole medie e superiori, Istruttori, Insegnanti e Allievi delle Autoscuole, Medici di Medicina Generale, Farmacisti, Responsabili, Animatori ed Educatori degli Oratori, Responsabili e Capi Scout, Allenatori e Dirigenti delle Associazioni sportive, Gestori, Personale e Clienti dei locali notturni).
Il lavoro territoriale ha fatto emergere con evidenza che il fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti è in costante evoluzione e che la città di Milano, per le sue caratteristiche peculiari, costituisce un luogo dove tale mutamento avviene rapidamente e, spesso, precedentemente alle altre zone del Paese.
Da qui lesigenza di approfondire le conoscenze sulle caratteristiche attuali del fenomeno nella realtà locale, allo scopo di ottenere una "fotografia" aggiornata.
Per realizzare la ricerca è stato individuato il "luogo" Autoscuole, dal momento che in esso confluiscono, senza distinzione di sesso, razza e professione praticamente tutti i giovani nell'età di interesse (18-25 anni).
Il campione è stato selezionato casualmente fra i frequentatori dei corsi teorici per il conseguimento della patente di 34 autoscuole milanesi, precedentemente già in contatto e in collaborazione con il Coordinamento Attività di Prevenzione Specifica.
A circa 600 studenti dei corsi di teoria per il conseguimento della patente di guida è stato somministrato un questionario anonimo, che conteneva diverse domande sul tempo libero, sul fumo di sigarette, sul consumo di alcol e di sostanze; erano presenti anche specifiche domande sulle conoscenze riguardo alle sostanze, sul consumo personale e sul consumo stimato nei coetanei, sulla percezione del rischio connesso allutilizzo di tali sostanze, sulle motivazioni del consumo, sulla facilità di reperimento, sulla disponibilità al consumo, sui comportamenti a rischio messi in atto dopo lassunzione.
I questionari sono stati somministrati dal personale della ASL nel periodo Novembre 2000-Gennaio 2001, in occasione delle lezioni di teoria presso le autoscuole contattate, previo accordo con i rispettivi titolari.
Caratteristiche del campione
Dei 600 questionari distribuiti ne sono stati esclusi i circa 100 relativi a soggetti stranieri, che - soprattutto per problemi di comprensione linguistica e per l'impossibilità di una compilazione "accompagnata" che avrebbe compromesso l'anonimato e di conseguenza la validità delle informazioni raccolte.
Altri 97 sono risultati relativi a individui con età non compresa nel range della ricerca (18-25 anni).
Il campione dei questionari validi è risultato essere costituito da 378 soggetti, dei quali il 50,3% maschi e 49,7% femmine.
Il 10,3% è rappresentato da giovani nati tra il 1975 e il 1977; il 24,6% fra il 1978 e il 1980; il 64,3% fra il 1981 e il 1983; nel complesso, quindi si tratta di un campione di giovani di età compresa fra i 18 e i 26 anni.
Il 60% è costituito da studenti e il 37% da lavoratori o in attesa di occupazione (il 3% degli intervistati non ha dato risposta a questo quesito).
Alcuni risultati
Per quanto concerne il consumo di alcolici, emerge che, negli ultimi trenta giorni, la bevanda più consumata è stata la birra (63,2%), seguita dai cocktails (61,3%), dal vino (54,2%), dai superalcolici (51,5%) ed infine dagli aperitivi (48,1%).
Le motivazioni per il consumo di bevande alcoliche costituiscono un aspetto interessante per comprendere meglio le caratteristiche del consumo: la maggior parte degli intervistati afferma di bere per divertirsi (55,6%). Le altre risposte si trovano ad una considerevole distanza, come laccompagnamento dei cibi (23,5%), il rilassarsi (21,7%), lubriacarsi (15,1%). Altre possibili motivazioni relative allaiuto cercato negli alcolici per affrontare difficoltà sono poco prese in considerazione dai giovani interpellati: laffrontare una prova raccoglie infatti solo l1,3%, sentirsi più a proprio agio il 6,1%, non essere esclusi il 6,3%, dimenticare i problemi il 9,5%. Sembra quindi, nel complesso, che il consumo di alcolici avvenga soprattutto in relazione a motivazioni legate alla sfera del divertimento e che quindi le bevande alcoliche siano considerate come una componente dei momenti di svago; un quadro lontano, quindi, dal noto motto "bevo per dimenticare".
Per quanto riguarda il fumo di sigarette, la maggioranza del campione è costituita da fumatori: fuma infatti il 53,7% contro il 46,3 di non fumatori.
La parte più considerevole del questionario riguardava le sostanze stupefacenti, in particolare le seguenti:
Conoscenza delle sostanze
Una prima domanda verteva sulla conoscenza delle sostanze da parte dei giovani intervistati; veniva infatti chiesto se le considerassero non-droghe, droghe leggere oppure droghe pesanti. Sono qui di seguito riportati i dati più significativi: la maggioranza degli intervistati ( 77,5%) ritiene che la marijuana e lhashish siano droghe leggere, mentre vengono considerate droghe pesanti leroina (91,8%), il crack (77%), la cocaina (91,5%) e le amfetamine (53,2%), lLSD. Anche riguardo allecstasy, la maggioranza sceglie la definizione di droga pesante (75,4%), dato che sembra rilevare un notevole cambiamento nel senso di una maggiore informazione rispetto ad una ricerca condotta nel 1997 dalla ASL Città di Milano (campione di studenti delle scuole medie superiori), nella quale quasi il 45% del campione sceglieva la definizione di droga leggera. Per quanto riguarda le altre sostanze, il popper (cf nota della pagina precedente) è considerato droga pesante dal 40,5% e leggera dal 26,5% (la restante parte dichiara di non sapere); i funghi allucinogeni sono droga pesante per il 40,7% e leggera per il 21,2% (la restante parte non sa dare una definizione).
Consumo di sostanze
Per quanto riguarda il consumo di sostanze, il 57% del campione ha dichiarato di averne fatto uso almeno una volta; tra questi, l11,3% ha dichiarato di aver consumato almeno una volta due sostanze diverse (oltre allalcol e alla marijuana). Il 42% del campione ha dichiarato di non aver mai fatto uso di sostanze: tra questi, l8,4% non ha mai consumato né alcol né sostanze.
Scendendo nel dettaglio, la sostanza più consumata risulta essere la marijuana (48,1%), seguita dalle amfetamine (34,1%), dal popper (17,5%) e dalla cocaina (14,8%). Dichiara di aver consumato ecstasy il 5,9% del campione.
Il consumo di cocaina sembra maggiormente diffuso fra i giovani non studenti (il 22,1% dei non studenti contro il 10,2% degli studenti), mentre sembra sostanzialmente equidistribuito fra maschi e femmine.
Il popper (cf nota citata) è consumato maggiormente dai maschi (22,1% ) rispetto alle femmine (12,9%).
Infine, il consumo di marijuana e di haschish sembra più diffuso tra i nati tra il 1982 e il 1983 (il 25,92% dei ragazzi diciottenni), contro il 10,58% dei nati fra il 1980 e il 1981 ed l11,64% dei nati fra il 1975 e il 1979. Questo dato sembra indicare una prevalenza del consumo di tetraidrocannabinoli fra i più giovani.
Motivazioni al consumo
Le motivazioni del consumo riportate dagli intervistati riguardano soprattutto la curiosità (47,9%), lo "sballo" (32,3%), il provare sensazioni diverse (28,6%). Rispetto alle singole sostanze, la motivazione più indicata per il consumo di marijuana è la curiosità (26%), come pure per il popper (7,9%) e per la cocaina (6%). Per quanto riguarda lecstasy, la motivazione più scelta risulta essere lo "sballo" (2,9%).
Percezione del rischio
Ai giovani è stato anche chiesto quanto considerassero rischioso luso delle sostanze. Sono qui di seguito riportati i dati più significativi.
Per quanto riguarda la marijuana, il rischio è considerato nullo-minimo dal 42,6% , moderato dal 30,45 e grande dal 15,1% se il consumo è occasionale. Per un consumo abituale, il rischio è considerato nullo-minimo dal 7,6%, moderato dal 23% e grande dal 59%.
Luso abituale di popper comporta un rischio considerato grande dal 62,7% del campione (33,1% considera grande il rischio per luso occasionale). Una discreta parte del campione dichiara di non sapere quanto sia rischioso luso di questa sostanza (24,3% per luso abituale e 29,6% per luso occasionale).
Infine, è interessante analizzare le risposte sulla considerazione del rischio legato alluso di cocaina: l82% del campione stima infatti che luso abituale comporti un grande rischio. Per luso occasionale, il 53,4% afferma che il rischio è grande, il 20,9% che è moderato. La maggior parte degli intervistati, quindi, considera molto rischioso luso di cocaina, occasionale o abituale che sia.
Alcuni grafici

