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CHIUSO IL DIPARTIMENTO NAZIONALE PER LE POLITICHE ANTIDROGA
Dal 18 LUGLIO 2006 il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga (DPNA) non esiste più, abolito con la legge 233 del 17 luglio sul riordino dei ministeri. La competenza specifica della lotta alla droga torna così al Ministero della Solidarietà Sociale (ex welfare). Il motivo della chiusura è molto specifico e dichiarato nella Relazione al Parlamento 2005 dal Ministro Ferrero: "Si è voluto operare in questo senso perché è convinzione del Governo in carica spostare l’asse degli interventi da un approccio marcatamente penale e repressivo ad uno sociale ed includente". Si tratta, pertanto, di un gesto dimostrativo visto che, certamente, non è un Dipartimento della Presidenza del Consiglio a decidere gli orientamenti politici di un Governo: caso mai viceversa. In realtà, forse, la questione è più complessa anche di quanto dichiarato dall'attuale Ministro ed ha una storia che corrisponde alla storia stessa del Dipartimento. Quando dopo una fase istitutiva retta dal Prefetto Soggiù, si insediò il nuovo Capo Dipartimento, Carlesi scrissi infatti: "Carlesi è un tecnico, in quanto medico e psichiatra, ma è, contemporaneamente, un uomo di partito, facendo parte della Direzione Nazionale di A.N.. Ciò potrebbe spostare sempre più il ruolo del Dipartimento verso una funzione prettamente politica. Se così fosse, tuttavia, la posizione del Direttore del Dipartimento si approssimerebbe a quella di un Sottosegretario o forse di un Ministro, vista la (quasi) diretta afferenza alla Presidenza, o meglio, alla Vicepresidenza del Consiglio. Paradossalmente, questo tipo di posizione, sembra un ritorno alla situazione pre - Dipartimento Nazionale quando, proprio ad un Ministro, su delega del Presidente del Consiglio, era affidato il coordinamento dell'azione antidroga, secondo l'articolo 1 del DPR 309/90. Perché, allora, cambiare creando un Dipartimento come il DPNA? Se, ad esempio, in una situazione pre-Dipartimento, Carlesi fosse stato nominato Sottosegretario per coordinare l'azione antidroga, ci sarebbe stata una reale differenza rispetto alla situazione attuale? Se si, quale? Sembra una questione capziosa ed, effettivamente, l'argomento è insidioso ma sono assolutamente convinto che proprio su questo dilemma della differenza si giocherà il senso e, quindi, il futuro del Dipartimento Nazionale e la reale possibilità di coordinare e indirizzare una vera strategia antidroga nel nostro Paese". Carlesi non risolse il dilemma e, infatti, si dimise (apparentemente per motivi personali) con l'arrivo di Giovanardi come Ministro di riferimento. A quei tempi, era il 2004, avevo scritto anche "Desidero, tuttavia, sottolineare che, a mio avviso, o in un futuro prossimo ci sarà un maggiore bilanciamento tra indirizzo politico e competenza tecnica, nell'elaborazione di strategie, oppure il nostro Paese, molto semplicemente, non avrà mai vere strategie antidroga". Dopo Carlesi, invece, il Dipartimento si sbilanciò ulteriormente in ambito politico. Scrivevo, infatti, "Il Ministro Giovanardi ne ha assorbito, di fatto, la funzione trasformando, forse per sempre, il significato del Dipartimento e sbilanciandolo nettamente verso la funzione politica ma, intanto, una vera strategia antidroga coordinata ed indirizzata il Paese continua a non averla. Ieri, infatti, in un luogo non casualmente simbolico (Palazzo Chigi, la sede del Governo) il Ministro ha esposto alla Consulta il programma di quello che mi sembrerebbe di poter definire un nuovo piccolo Ministero dotato, tra l'altro, di un (piccolo) portafoglio". Il destino del Dipartimento era ormai segnato: una volta ritrasformato in un piccolo ministero, prima o poi, sarebbe stato fagocitato e così è avvenuto. Essendo stata frazionata la funzione del welfare non c'era oggettivamente più spazio per un ulteriore "piccolo ministero".
Così, però, il Ministro Ferrero dovrà, praticamente, ripartire da zero, forse recuperando solo un importante dirigente e qualche unità di personale da quella che avrebbe potuto essere una "sua" struttura che, invece, è stata completamente smembrata. Ferrero, quindi, non disporrà più dell'organizzazione (dalla sede al personale) di cui disponeva Giovanardi. Ora, l'Azione Antidroga sarà governata da uno dei settori di un Ministero e non da un organismo della Presidenza del Consiglio: ciò renderà indubbiamente più complessa e, probabilmente più debole, qualsiasi azione di coordinamento tra i Ministri e con le Regioni. Si tratta di dettagli, naturalmente: tutte le funzioni del "vecchio" Dipartimento Nazionale sono state trasferite tali e quali. Sono comunque dettagli che contano forse più di quanto si possa pensare: la Presidenza del Consiglio, internamente al Governo, ha intrinsecamente una funzione "super partes" che il singolo Ministero non ha. Se il Governo di Centro Destra non ha saputo ben sviluppare l'idea di un Dipartimento Nazionale come punto di incontro tra Stato, Regioni, Tecnici e Organizzazioni di settore ... il Governo di Centro Sinistra si è addirittura mosso facendo tabula rasa di questa struttura di coordinamento. Non vorrei che ci si accorgesse a posteriori che per ... governare, elaborare una strategia, condividerla ed applicarla, anche mantenendo i necessari collegamenti nazionali ed internazionali, occorreva proprio una struttura oggi mancante perchè appena soppressa. Se così fosse il cattivo utilizzo, prima, e la soppressione, dopo, del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga rappresenterebbe il classico caso di una buona occasione persa due volte.
Riccardo C. Gatti 23.7.06