
Una mutazione genetica ?
Tavola Rotonda "Lotta alla droga: quali politiche sociali per l'Italia e l'Europa?" in cui i relatori sono: Roberto Maroni (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali), Letizia Moratti (Ministro della Pubblica Istruzione), Claudio Scajola (Ministro dell'Interno), Girolamo Sirchia (Ministro della Sanità).
Il giorno prima Gianfranco fini aveva rilasciato alcune dichiarazioni importanti. Riporto alcune parti di un comunicato di San Patrignano:
Il comunicato parla di prevenzione, di coinvolgimento della scuola, della famiglia e del lavoro ma è anche estremamente preciso attaccando alcuni argomenti che hanno costituito colonne portanti nella politica e nellazione antidroga sino ad oggi attuata. Vediamo testualmente questa parte del comunicato
Non è difficile pensare che qualcuno abbia parlato di chiusura dei SERT. Non ne trovo traccia nel comunicato ma il ritorno al concetto del metadone che non è un farmaco ma una "droga di stato" ed il bando alla "riduzione del danno" non possono che colpire chi il metadone utilizza e chi crede che anche ridurre i danni, in mancanza di altre possibilità, possa essere importante. Infatti cè subito chi, sul fronte politico opposto, interpreta la posizione del Vicepremier come una dichiarazione di guerra. Ecco cosa scrive, tra laltro e tra gli altri, Franco Corleone in un editoriale ("Un Prefetto al posto dei SERT") uscito sul Manifesto del 27 ottobre.
Ma cosa hanno detto i Ministri alla tavola rotonda?
Lintervento del Ministro della Sanità porta su un piano diverso quella che sembrava la cercata contrapposizione SERT Comunità: "Vorrei partire con un commento sulla libertà del cittadino che è stata evocata dalla lettera del Presidente. Che cosè la libertà del cittadino? E la libertà anche di una persona che si è imbattuta nella droga e ne è diventata dipendente di scegliere come farsi curare. ( ) vuol dire che non è necessario andare al SERT per farsi curare, non è obbligatorio (APPLAUSI) è possibile che un cittadino scelga di farsi riabilitare globalmente in una comunità, ovviamente non tutte le comunità, nelle comunità che diano delle garanzie ( ) le comunità accreditate ( ) che sui fatti, sui risultati e sui numeri abbiano dato prova di sé. ( ) non vuol dire ridurre o osteggiare o colpire o punire i SERT. Il SERT è una struttura territoriale che ha una certa funzione, che si inserisce, quindi, in un dipartimento dove altri collaborano dove non ha più, essendo lui solo, lesclusiva del trattamento, lesclusiva della certificazione, lesclusiva di indirizzo. Fa parte di un gruppo di operatori di cui fanno parte anche coloro che credono non tanto e non solo nella riduzione del danno ma nel reinserimento e nella valorizzazione globale della persona. Su questo punto stiamo rivedendo la legge 444".
Sirchia ribadisce poi il significato del D.N.A.: " concentrare in ununica persona che abbia una sufficiente autonomia e potere di intervento allinterno e allestero ( ) i poteri oggi dispersi in mille rivoli" e si sofferma sullimportanza della comunicazione sociale anche intesa come trasferimento della fiducia che la persona ha in un grande marchio nella campagna che il grande marchio organizza a favore di un tema sociale. Particolare attenzione viene dedicata anche alla ricerca: "La dipendenza che è la parte comune dalla droga, al fumo, allalcol, alliperalimentazione non è un fatto solo psicologico e sociale ( ) la dipendenza, secondo me, deve essere combattuta solo con le seppur validissime e importantissime tecniche del sociale, della ricerca sociale e psicologica ma deve essere fatta una vera ricerca intesa a capire che cosa cambia nella rete dei neuroni e dei trasmettitori che vi operano perché sono sicuro, essendoci già i modelli animali che lo dimostrano, che noi lì potremmo intervenire se riusciamo a cogliere il difetto ( ) a me non risulta che queste ricerche siano né fortemente sostenute né abbiano raggiunto i risultati sperati".
Lintervento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali porta ancora lattenzione sulla novità di non voler più parcellizzare le competenze nel settore dellazione antidroga tra almeno cinque ministeri. "Una delle cose che fa il mio Ministero, per esempio, è quella ogni anno di spendere dieci miliardi per attività di comunicazione sulla tossicodipendenza. Questi dieci miliardi sono stati spesi nel 2001 e nel 2000 secondo criteri che a me paiono da rivedere ( ) ma non ha senso che io definisca autonomamente, nellambito del mio Ufficio, come spendere questi dieci miliardi, se sulla carta stampata, se in televisione e quali messaggi dare attraverso le scuole senza che il Ministro Moratti sia non dico informato ma coinvolto". Il Ministro Maroni risponde anche alle accuse provenienti dallopposizione di voler smantellare il pubblico per favorire il privato "che è una cosa che loro hanno fatto in questo settore senza dirlo che è peggio ( ) perché di questi dieci miliardi cinque sono stati spesi a discrezione di non si sa chi per finanziare migliaia di piccole iniziative locali di cui non abbiamo riscontro sullefficacia per finanziare quindi il privato: le tante piccole associazioni scelte da loro (APPLAUSI)". Per quanto riguarda il D.N.A. il Ministro spera che coordini non solo lazione dei Ministeri ma anche quelle della società italiana "Pubblico e Privato Sociale". Si dichiara preoccupato per labbassamento dellattenzione al fenomeno. Allinterno della ridefinizione in corso degli strumenti dazione, Maroni si dichiara "un profondo assertore del principio che non tutto ciò che è pubblico deve essere statale ( ) il Privato Sociale deve svolgere in tutti i settori, non cè un settore in cui non possa operare, un ruolo assolutamente importante, decisivo, compreso il settore della tossicodipendenza, non solo come contrasto recupero ma anche come passaggio successivo: il reinserimento o linserimento nella società ( ) nel mondo del lavoro. Oggi questi passaggi sono quasi tutti nelle mani del pubblico che ha ampiamente dimostrato di non essere allaltezza, parliamo del collocamento. Spostare il baricentro dellazione dello Stato, sul terreno delle politiche sociali, dalla struttura pubblica al privato sociale non vuol dire privatizzare selvaggiamente. Vuol dire riconoscere strutture ed organizzazioni nate per questa finalità, non per fare profitto, nate per sopperire o surrogare lo Stato sul terreno delle politiche sociali laddove lo Stato non riusciva ad arrivare, non voleva arrivare o non poteva arrivare. ( ) Dobbiamo favorirle dal punto di vista del riconoscimento, favorirle dal punto di vista del finanziamento ( ) trovare risorse proprie dello Stato o consentire, favorire, che queste strutture si autofinanzino con una serie di agevolazioni ( ) vuol dire trasferire anche competenze ( ) consentire alla Associazioni del Privato Sociale, ad esempio, lintermediazione di manodopera. ( ) Il ruolo del Pubblico deve essere quello di supporto, io ho la mia opinione sui SERT, ( ) penso che il Pubblico debba rimanere in questo settore ma certo quando mi arrivano lettere o e-mail da parte di esponenti, dirigenti dei SERT che mi criticano non perché ho fatto una politica sulla tossicodipendenza sbagliata ma semplicemente perché ho tolto dalla consulta sulle tossicodipendenze una persona, il Dott. Agnoletto (APPLAUSI) qualche ripensamento dobbiamo farlo con il Governo: la politica deve stare fuori da queste strutture e oggi, invece cè e cè pesantemente (APPLAUSI) ( ) Questa è laltra operazione che la sinistra ha fatto: privatizzare le strutture pubbliche mettendo i loro uomini dentro; occupandole. Se questo è il pubblico è meglio che ci sia solo il privato (APPLAUSI)". Il Ministro parla poi dellaccreditamento che deve essere per tutti: nella competizione tra pubblico e privato non ci deve essere per definizione landar bene di ciò che è gestito dal pubblico. "Se uno degli obiettivi del Piano di Azione Europeo ( ) è aumentare in misura rilevante il numero dei tossicodipendenti sottoposti con successo al trattamento e se lattività dei SERT è un trattamento ma senza successo perché continua il trattamento per tutta la vita (APPLAUSI) oggi dallEuropa questa valutazione va fatta".
Letizia Moratti, Ministro della Pubblica Istruzione, riprende ribadendo limportanza delliniziativa annunciata dal Presidente del Consiglio relativa alla istituzione del Dipartimento Nazionale Antidroga. La politica del Governo è "il recupero della persona nella sua interezza: da qui discende tutto". Approfondisce il tema del disagio inteso come "relazione tra individuo e società" con particolare riferimento alle difficoltà dei più giovani, forse più fragili che nelle passate generazioni e in difficoltà "tra quello che vorrebbero essere e quella che in realtà è la loro esperienza". La tossicodipendenza viene vista come conseguenza, come un rifugio di una personalità non formata. In questo senso la scuola deve recuperare la propria missione educativa. Ci sono dati positivi, in questo campo ma anche negativi come, ad esempio una altissima dispersione scolastica: solo 4 ragazzi su 10 hanno il diploma di scuola secondaria superiore in confronto dei 6 della Francia e gli 8 della Germania. La scuola dovrebbe rivedere le proprie politiche accentuando la propria missione educativa. Secondo Letizia Moratti ci sono progetti che, purtroppo hanno poco a che fare con la capacità di rispondere al disagio ad esempio i "progetti della cittadinanza studentesca", particolarmente deboli nella loro costruzione e significato ed i progetti dei Centri di consulenza (C.I.C.) attivati anche da personale non adeguato a conoscere e ad affrontare per davvero le situazioni problematiche. Inoltre il Ministro auspica una revisione complessiva dellazione in tema di disagio e di droga "Io non credo che la politica della scuola debba essere quella di distribuire, come purtroppo è avvenuto nel passato, opuscoli che insegnano ai ragazzi come drogarsi ( ) i ragazzi vanno aiutati a formare la propria personalità: non vanno aiutati a drogarsi meglio". Importante viene visto un nuovo "patto con le famiglie", indebolite come agenzie educative per diversi motivi. La scuola "deve prendere atto che la famiglia ha esigenze diverse, quindi ha bisogno di un supporto maggiore da parte della scuola" che deve affiancarla in una più stretta relazione. La scuola può anche aprirsi a progetti che non sono unicamente scolastici "ho ascoltato con interesse alcune linee che ieri Andrea Muccioli ha delineato rispetto alla possibilità di creare delle reti per i giovani, dei centri nei quali i giovani possano ritrovarsi per sperimentare, per vivere da protagonisti, la propria vita con laiuto di maestri, di educatori, di persone del Volontariato Sociale, di professionisti che mettano a disposizione le loro competenze, il loro desiderio di essere utili alla società. ( ) Lavorerò su questo progetto assieme a tutti quelli che vorranno lavorare con noi ( )".
Si chiude così un primo giro di relazioni del Ministri. Il secondo, dopo alcune domande, servirà a dare ulteriori precisazioni.