
Quella voglia di "Conferenza Nazionale".
La conferenza di Genova fu l'ultima Conferenza Nazionale Istituzionale del settore dell'intervento sulle dipendenze. Venne realizzata, però, in un momento di transizione. Il Paese, dopo poco tempo, sarebbe andato ad elezioni e il Centro Destra si sarebbe sostituito al Centro Sinistra. Alla conferenza di Genova, tra l'altro, non parteciparono sia il Capo dello Stato che il Presidente del Consiglio (che avevano, invece, partecipato alle edizioni precedenti).
Nel frattempo ci si è mossi sempre di più verso un decentramento regionale anche in ambito sanitario e socio-sanitario. A questo punto viene indetta una Conferenza Interregionale sulle Dipendenze dal titolo "La Tutela del Diritto alla Salute nell’Area delle Dipendenze: l’offerta dei servizi pubblici e del privato sociale nel panorama nazionale" (PERUGIA 9-10 Maggio 2002 Centro Congressi Capitini Via Centova, 4 - Pian della Genna) organizzata da due Assessorati della Regione Umbria. Il motivo è dichiarato: "Il processo di riforma in atto del Titolo V della Costituzione prevede l’affidamento alle Regioni delle competenze in materia di organizzazione sia sanitaria sia socio-sanitaria all’interno, si auspica, di un quadro nazionale di politiche socio-sanitarie condivise." Uno degli obiettivi è "Elaborare una Carta d’Intenti inerente le diverse tematiche approfondite nel corso del Convegno interregionale, quale linee di riferimento per la proposizione di un sistema di servizi pubblici e del privato sociale e conseguenti offerte congrue con i bisogni di salute nell’area delle dipendenze". L'impianto è simile a quello delle precedenti conferenze nazionali: aree di lavoro tematiche ed assemblea plenaria finale.
Posto, tuttavia, che chiunque è nella possibilità di organizzare qualunque cosa ... l'iniziativa pone qualche dubbio. Prima di tutto è organizzata da una Regione da sola: può essere che anche altre partecipino ma quale sarà il valore del documento conclusivo? Si tratta di una iniziativa locale (l'Umbria si confronta con le altre Regioni per trovare le sue linee di intervento) oppure, come sembra e visti gli invitati, si tratta di qualcosa di più ? Ai lavori partecipano, come facilitatori, diversi esponenti di Società Scientifiche e di Organizzazioni del Privato Sociale mentre il Pubblico è rappresentato da alcuni "Referenti Regionali". Mentre gli esponenti del Privato intervengono con la sigla delle proprie organizzazioni, gli esponenti del settore Pubblico sono referenti delle Regioni (e delle politiche Regionali) o dei Servizi Pubblici ?
Secondo il programma preliminare in circolazione in questi giorni, le partecipazioni del Ministro della Salute, del Ministro del Welfare, del Coordinamento tra gli Assessori Regionali dei Servizi Sociali e del Direttore del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga ... "sono state richieste". Evidentemente la loro partecipazione o non partecipazione, assieme a quella degli Assessori Regionali cambia il significato stesso dell'evento.
Siamo, quindi, di fronte ad un evento che si pone tra il convegno e la situazione istituzionale, tra il locale ed il nazionale ... a seconda di chi vi partecipa. Inoltre, se venisse trasformato in evento istituzionale, si riunirebbe attorno a documenti preparati (almeno in teoria) da un lavoro di gruppi a libera adesione e, quindi, rappresentativi solo delle persone presenti e non delegate da alcuno (è questo un errore già visto in altre occasioni).
Il risultato potrebbe essere, purtroppo, anche quello di aumentare la confusione in un momento in cui la situazione appare già confusa. Probabilmente si avverte la necessità di ridefinire i contorni ed i modi dell'azione complessiva in questo settore e, appare particolare notare, come molte Regioni, dopo aver rivendicato autonomia e devolution, vogliano ora coordinare le loro politiche anziché andare, come potrebbero, per la loro strada all'interno di linee definite dallo Stato Centrale. Paradossalmente potrebbe quasi sembrare una necessità delle Regioni di ... governare lo Stato.
Tutto questo ragionamento potrebbe cadere se la Regione Umbria volesse semplicemente un confronto con una ricaduta nelle politiche locali ma, in ogni caso, questa conferenza esprime un desiderio di "Conferenza Nazionale" che, questa iniziativa, comunque vada, non potrà mai realizzare. Perché, allora, non organizzarla veramente ?
Riccardo C. Gatti 22.4.02