Le notizie più rilevanti pubblicate in prima pagina

anno 2009

 

MILANO non ... da bere

 

Dopo sei mesi e dopo 26 sanzioni da 450 €. è stata rinnovata sine die l'ordinanza del Comune di Milano contro l'abuso di alcol da parte di minorenni. (Fonte ANSA) Contando i numeri, forse, gli interventi sono stati meno di quello che ci si poteva attendere ma, probabilmente, l'ordinanza, più che dal punto di vista sanzionatorio, ha avuto un impatto a livello di comunicazione. Senza dubbio ha sviluppato attenzione verso un problema, quello dell'abuso di alcolici da parte dei minori, che era stato un po' troppo dimenticato. Detto ciò la pressione al bere rimane, comunque, molto forte e strutturata ed i giovani sono il futuro ... anche per chi produce alcolici. Molte pubblicità di alcolici, guarda caso, sembrano proprio create per colpire la fantasia dei più giovani. Gli avvertimenti al "bere responsabile", tra l'altro, le rendono ambigue visto che possono significare tanto "bere poco" (cosa poco credibile quando proviene da chi propone un consumo) quanto "evitare di guidare ubriachi" (nel senso di ubriacarsi facendo guidare un'altro). Insomma, l'Italia, tra i primi Paesi nel mondo per la produzione di alcolici, ha grosse difficoltà nel mantenere una posizione precisa nell'avversare questo tipo di consumi. Non è soltanto una difficoltà "culturale" ma anche una questione commerciale ed economica. Se i "minorenni" abusano di alcolici è soprattutto perchè i "maggiorenni", direttamente o indirettamente, li spingono a farlo. Contro questa situazione ben poco può l'ordinanza di un sngolo Comune. 26.12.09

 

 

La guerra tra Stato e Regioni

Il conflitto tra Stato e Regioni, nel nostro settore, continua. Con una lettera a firma del Capo del Dipartimento Nazionale in cui si dice, tra l'altro "L'evidente sforzo di questo Dipartimento di poter creare momenti di coordinamento concreto e reale è sotto gli occhi di tutti, come è altrettanto evidente che qualcuno rema esattamente nel verso contrario" vengono trasmessi a SERT e Comunità una serie di lettere inerenti il Convegno "La governance nel settore delle dìpendenze. Il ruolo delle Regioni e P.A." che si svolgerà a Torino, nei giorni 1. e il 2 dicembre 2009, sotto I'egida della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e con la collaborazione della Regione Piemonte. Il Sottosegretario Giovanardi si è, infatti, dissociato dall'evento "non condividendone lo spirito, le intenzioni e soprattutto le modalità con cui è stato definito" anche perché, sostiene sempre il Sottosegretario, "Queste iniziative, di cui non si comprende la reale finalità, creano solo confusione e disorientamento tra le Amministrazioni e gli operatori del settore". Effettivamente la confusione c'è, anche perché la "Conferenza delle Regioni" sembra una copia conforme e parallela della Conferenza Nazionale, prevista dalla legge, tanto che ne ha ereditato il peccato originale di non definire esattamente il mandato e la funzione e la responsabilità di chi vi partecipa anche rispetto a realistici obiettivi operativi. Ci si consulta: non è mai male ... ma per fare cosa? In un conflitto di questo tipo non è facile comprendere chi abbia sparato la prima cannonata ma, evidentemente, qualcosa sta andando nel peggiore dei modi visto che la situazione non è stata recuperata a livello politico. Anche senza entrare direttamente nel merito, quando accade qualcosa del genere è difficile pensare che le responsabilità stiano da una parte sola. Le stesse regioni non hanno una posizione univoca (la Lombardia, ad esempio, non partecipa alla Conferenza delle Regioni). Forse il "low profile"  che gradualmente, negli anni, è stato attribuito alla Conferenza Nazionale, ha aperto lo spazio ad alternative che, tuttavia, non sembrano aver guadagnato un maggior spessore istituzionale e, tantomeno, un maggiore rilievo. A questo punto e con questi presupposti di mancata interlocuzione tra Stato e Regioni è lecito incominciare ad interrogarsi sul significato di questi scontri anche perché non si tratta solo di divergenze sull'organizzazione di una Conferenza. In una lettera del Capo del Dipartimento Nazionale, infatti, "si auspica e si richiede nuovamente la partecipazione attiva delle Regioni e delle Province Autonome a tavoli tecnici per la programmazione del Piano d'Azione (fino ad ora quasi totalmente disertati)". Quindi, evidentemente, anche il lavoro sul "Piano di Azione Nazionale" è fermo.  Se fossimo in una situazione di grande ricchezza del Sistema di intervento, in un Paese con una strategia di azione chiara e definita e con un "problema droga" di scarsa rilevanza ci si potrebbe anche non preoccupare più di tanto ma, poiché, purtroppo, non è così, questo conflitto Stato  - Regioni appare surreale e, francamente, inopportuno. 

Per saperne di più un mio articolo sull'argomento scritto nello scorso luglio 

I documenti divulgati dal Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga

 

L'Italia dei Comuni

 

 

In un recente articolo intitolato "Quel momento prima del salto" scrivevo "le attuali scaramucce tra Stato e Regioni (che, si noti bene, non hanno come tema la droga e la sua diffusione ma i conflitti di competenze "amministrative" tra Assessorati regionali e Uffici centrali del Governo), rappresentano solo la ricerca di un nuovo equilibrio istituzionale" e, ancora, "Sarà interessante osservare da dove partirà istituzionalmente la costruzione di un intervento di nuova generazione se, cioè, dallo Stato Centrale, dal Governo o dal Parlamento oppure, ancora, da un ambito Regionale o ancor più localizzato. I tempi sono ormai (quasi) maturi per affrontare compiutamente la questione". Ora ci siamo: sta succedendo qualcosa. Riccardo C. Gatti 19.7.09   

Per saperne di più

 

 

 

Campioni del Mondo?

Italia è in testa ai consumi di cannabis (prevalenza nella popolazione 15 - 64 anni) e terza (dopo Spagna e Regno unito) per il consumo di Cocaina in Europa. Nella classifica MONDIALE siamo al settimo posto per i consumi di cocaina tra i giovani adulti. Per fortuna stiamo meglio di altri Pesi per quanto riguarda i decessi per droga ... ma siamo sicuri del funzionamento dei nostri sistemi di monitoraggio? Questi sono alcuni dei dati riportati dall' OEDT, l'Osservatorio Europeo di Lisbona, nel consueto rapporto annuale, pubblicato oggi e consultabile qui

Le previsioni fatte da Prevo.Lab si stanno confermando e se, qualche anno fa, quando scrivevo del ritorno dell'eroina , venivo considerato un marziano, oggi è l'Osservatorio Europeo a dire "è da considerarsi sconfortante il fatto che l’analisi positiva di una tendenza al calo dei problemi correlati all’eroina non sia più sostenibile" e, ancora, "dopo aver registrato un calo considerevole, le nuove richieste di trattamento sono aumentate a partire dal 2002 e un numero significativo di paesi riferisce attualmente una crescita sia nel numero sia nella percentuale di richieste di terapia per problemi connessi al consumo di oppiacei".

Purtroppo in Italia, la questione droga continua ad essere affrontata solo quando fa "gossip" o notizia di cronaca ma non gode di alcuna priorità reale nelle agende di chi, invece, dovrebbe seriamente considerarla uno dei primi problemi del Paese. Addirittura ci permettiamo le scaramucce, le guerre e, quasi, gli insulti tra chi dovrebbe essere sullo stesso fronte dell'antidroga, mentre c'è chi sembra far notare come il vero problema da risolvere sia la chiusura dei Ser.T. (i Servizi pubblici che hanno in cura la maggior parte dei tossicodipendenti).  Intanto, gradualmente, impostiamo la scalata delle classifiche europee e mondiali per i consumi. Forse un giorno potremo dire di essere "Campioni del Mondo".

Riccardo C. Gatti 5.11.09

Rapporto 2009 Osservatorio Europeo

Nasce il COSDE

 

Si  è costituita a Roma la Confederazione delle opere e dei servizi contro il disagio e l’emarginazione (COSDE) . Coordinata da due portavoce nazionali il dott. Renato Caforio ed il prof .Giuseppe Mammana si costituirà in Federazioni regionali. Il COSDE esprime, tra l'altro, una posizione critica nei confronti del Dipartimento Nazionale che è possibile leggere in questo comunicato stampa   20.9.09 RCG

 

 

Relazione al Parlamento 2008

Presentata la Relazione al Parlamento 2008. Secondo il rapporto "è da rilevare una diminuzione dei trend del consumo dell’eroina e della cocaina nei giovani sotto i 19 anni, pur registrando un incremento del consumo della cannabis. Un fenomeno da segnalare, invece, è quello che si è registrato nella popolazione sopra i 20 anni che ha mostrato una tendenza contraria" anche se esistono discordanze (probabilmente collegate a un diverso metodo di rilevazione tra le due principali indagini "ufficiali" effettuate sulla popolazione (IPSAD ed ESPAD) Viene, tra l'altro, osservato un trend in aumento del consumo di eroina.  (R.C.G. 30.6.09)

Per documentarsi sulla relazione

 

 

World Drug Report 2009

 

Pubblicato il World Drug Report 2009 dell' agenzia delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine. In sintesi, secondo il rapporto, gli ettari coltivati ad oppio in Afghanistan diminuiscono dopo il boom del 2006 -2007 (anche se rimangono ancora a livelli doppi rispetto agli anni 90') ma, attenzione, la produzione stimata cala di poco perché il prodotto è migliore di un tempo. Sale la produzione di oppio in Myanmar Sale la produzione di coca in Bolivia e in Perù, scende in Colombia ... insomma il quadro generale sembra quello di una situazione stazionaria ma molto dinamica. Mentre il mercato delle droghe sintetiche e' in aumento nei Paesi in via di sviluppo si vanno disegnando nuove rotte ed equilibri. RCG 24.6.09

 

Quei morti di torino

 

 

Ma che succede a Torino? Tra il 13 e il 14 luglio comincia a girare una notizia relativa al fatto che in città ci sono troppi morti per droga. Un P.M. parla addirittura di 30 casi (poi ridimensionati a 20) nel giro di un paio di mesi. La Regione si attiva con un comunicato stampa. Avvisa le altre Regioni ed il Dipartimento Nazionale che, a sua volta, lancia un messaggio di allerta. Nel comunicato stampa della Regione si dice testualmente "Su notizia della Procura della repubblica di Torino, siamo venuti a conoscenza di un aumento improvviso ed eccedente i dati epidemiologici di periodo, che ha causato circa 20 morti a Torino dal primo maggio 2009, con un forte incremento dal primo giugno 2009. Sta infatti circolando a Torino, in modo diffuso e quasi esclusivo, una sostanza stupefacente oppioide con alta concentrazione di 6-monoacetilmorfina (6-MAM) venduta come eroina.   Per saperne di più l'articolo completo è in fondo allo "speciale" su "il ritorno dell'eroina"

Riccardo C. Gatti 19/7/09  

 

Relazione al Parlamento 2008

Presentata la Relazione al Parlamento 2008. Secondo il rapporto "è da rilevare una diminuzione dei trend del consumo dell’eroina e della cocaina nei giovani sotto i 19 anni, pur registrando un incremento del consumo della cannabis. Un fenomeno da segnalare, invece, è quello che si è registrato nella popolazione sopra i 20 anni che ha mostrato una tendenza contraria" anche se esistono discordanze (probabilmente collegate a un diverso metodo di rilevazione tra le due principali indagini "ufficiali" effettuate sulla popolazione (IPSAD ed ESPAD) Viene, tra l'altro, osservato un trend in aumento del consumo di eroina. Sono stimati in Italia 385.000 tossicodipendenti, pari ad un tasso di 9,8 soggetti/1000 residenti di età 15-64 anni. La percentuale di ingressi di soggetti dichiarati tossicodipendenti sul totale degli ingressi negli istituti penitenziari, rispetto al 2007, è aumentata passando dal 27% al 33%. Dal 1997 al 2008, l’andamento del personale addetto ai servizi per le tossicodipendenze è aumentato dell’8,3% a fronte di un aumento dell’utenza, nello stesso periodo del 26,2%. In margine alla Relazione da notare la dichiarazione del Sottosegretario Giovanardi "Dopo aver seguito il lavoro appassionato di quanti lottano il flagello della droga, sento di poter confermare che la strada per riuscire a vincere questa grande battaglia è dura, va percorsa insieme e che, come sembra sono molte più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono”. Forse si tratta solo di un auspicio visto che il Dott. Serpelloni, Direttore del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, nella introduzione alla sintesi di quanto emerso nella recente Conferenza Nazionale, divulgata proprio in questi giorni, ha scritto: "L’Italia, da questo punto di vista, rappresenta il paradosso europeo. Non esiste nessun altro Paese che abbia un frazionamento così importante e una possibilità da parte delle Regioni di poter decidere di intraprendere (o non) azioni anche in deroga, se non addirittura in opposizione, alle politiche, agli accordi Stato-Regioni e alle linee strategiche nazionali. Questo paradosso è sostenuto da un sistema di poteri (più o meno rilevanti) (...) che ha portato ad una situazione, ad oggi inaccettabile, di estrema eterogeneità, di inadeguatezza dell’offerta e dell’organizzazione rispetto all’evoluzione del fenomeno. (R.C.G. 30.6.09)

Per documentarsi sulla relazione

 

Guarda guarda ...

gli Italiani tornano a fumare

 

 

Dice Paolo Granzotto su Il Giornale.it "Le notizie dal fronte del fumo sono queste: cresce in Italia - e cresce del 3 virgola 4 per cento - il numero dei fumatori. Sono dati ufficiali, elaborati e resi noti dall'Istituto superiore di sanità e confortati dalle analisi della Doxa, dall'Istituto Mario Negri e financo dalla Lega per la lotta ai tumori. A tre anni e mezzo dalla Legge Sirchia che vietò il fumo in qualsiasi luogo che non fosse la propria privata abitazione e che abolì persino la carrozza - al singolare - fumatori nei convogli delle patrie ferrovie, non è che sia una buona notizia. Per leggere il mio commento

 

 

Lo sniffo

"A scuola si sniffa sul banco del compagno Dodicenni imitano cocainomani in classe": così titola il Corriere del Mezzogiorno.it facendo riferimento a questo video apparso su YouTube. E' un gioco, naturalmente, i ragazzi non sniffano cocaina ed il titolo del video è "ragazzi ke sniffano zuccchero a scuola napoli" ma le immagini fanno riflettere così come fanno riflettere altre immagini che si trovano sempre su YouTube a proposito di "sniffo". C'è di tutto: tabacco, dolcificante, zucchero velo, formaggio grana e anche, naturalmente, cocaina. Provate a cercare ; c'è anche la coca "digitale" per Iphone . I ragazzi, così, scimmiottano i modelli di chi è appena più grande di loro anche se, magari, non useranno mai una droga. Ma è chiaro che incontrare questi video colpisce soprattutto quegli adulti che non si sono accorti di come il mondo sia cambiato e di come Internet abbia contribuito al cambiamento. In questo "non accorgersi" c'è, purtroppo, la perdita del significato e dell'autorevolezza del ruolo educativo degli adulti che è anche una delle ragioni per cui è così difficile fare prevenzione. RCG 27.5.09

 

L'emergenza ... informazione

Non se ne parla se non è emergenza e, così, i giornalisti cercano i "dati" che possano giustificare un allarme da lanciare, almeno per un giorno. Così chi è in grado di fornire dati è ben gradito e, almeno attorno al 26 giugno, li può buttare in pasto ai media che poi li ... digeriscono a modo loro. Guardate qui. Riferendosi al Word Drug Report 2009 delle nazioni unite scrive l'Ansa: "Preoccupa invece il grosso aumento della produzione e del consumo di droghe sintetiche (le anfetamine, le metamfetamine e l'ecstasy), soprattutto nei paesi economicamente piu' sviluppati". Anche per Euronews "Cala l’uso di coca, eroina e cannabis, dilagano le droghe sintetiche". Secondo il Quotidiano.net, invece, per quanto riguarda le amfetaminici “L’uso si è stabilizzato nei paesi sviluppati. Nel mondo in via di sviluppo, c’è preoccupazione che la produzione e la consumazione stiano crescendo, benché i dati sono limitati”. Perentorio il Corriere della Sera: "Cresce invece nei Paesi in via di sviluppo la produzione e l'uso di droghe sintetiche, amfetamine, metamfetamine e ecstasy." A bilanciare la situazione il Corriere del Ticino dice "preoccupa il grosso aumento della produzione e del consumo di droghe sintetiche, soprattutto nei paesi economicamente più sviluppati. Ma c'è chi coglie nella relazione del Responsabile dell'Agenzia Onu una nuova apertura. Dice Repubblica.it: - viene ribadito che "legalizzare le droghe sarebbe un errore storico". Ma è come se lo studio mettesse le mani avanti, per poi avanzare riflessioni più "rivoluzionarie", tanto che l'Huffington Post arriva a titolare con entusiasmo: "L'Onu sostiene la depenalizzazione"-.E se Repubblica titola " Droghe, la svolta dell'Onu "La repressione ha fallito" l'ASCA sostiene:  "Quanto al dibattito sulla liberalizzazione e sull'abrogazione del controllo della droga, Costa riconosce che i controlli hanno generato un illecito mercato nero di proporzioni macro-economiche che utilizza la violenza e la corruzione. Tuttavia, il direttore avverte che legalizzare la droga come un modo di eliminare questa minaccia - come alcuni hanno suggerito - sarebbe ''un errore storico''. Che confusione! Che ci sia una "emergenza informazione" peggiore dell'emergenza droga?

R.C.G. 26.6.09

26 giugno

(giornata mondiale contro la droga)

Mentre il mondo della politica e dell'economia sembra interessato ad altre cose, chi si occupa di tossicodipendenti quasi dà fastidio: solleva problemi che si vorrebbero dimenticare e che gli stessi trafficanti vorrebbero fossero dimenticati. Poi ti ritrovi nel tuo studio. La persona davanti a te è stravolta. In quel momento vorrebbe che tu prospettassi anche possibilità che non hai. Ti chiede perché non si lavora di più per la prevenzione, perché non ci sono maggiori strumenti per la cura. Alla fine quasi, non parla più anche se, qualcosa, ancora dice: "dottore, non avrei mai pensato potesse accadere a mio figlio". Pensiamoci.   Riccardo C. Gatti 26.6.2000

Ciò che non è normale è che dopo anni di esperienza, dopo le guerre alla droga, dopo le successive normalizzazioni dopo una vasta diffusione dell'abuso di sostanze legali ed illegali ... chi diventa tossicodipendente non sia ancora considerato un cittadino come gli altri. Perché se molti SERT sono brutti, se non esistono reparti specialistici e vere e proprie specialità mediche e psicologiche dedicate, se le comunità psichiatriche sono più pagate di quelle per tossicomani, se non esistono associazioni dei pazienti in grado di tutelarli con forza è perché chi è tossicomane è meno considerato di altri così come chi si occupa di lui. Speriamo che un 26 giugno si possa dire che non è più così,  che la tossicomania non è più qualcosa che improvvisamente, quando esiste, diminuisce la considerazione per la persona. Forse sarebbe meglio pensarci, rendersene conto ed agire di conseguenza.  Invece la maggior parte di noi se ne accorge solo quando si droga una persona a cui vuole bene. Riccardo C. Gatti  26.6.2003      

La "Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga" somiglia, sempre più, alla commemorazione di qualcosa che non esiste: la volontà condivisa e resa operativa di contrastare realmente la diffusione del consumo di droghe. Dove l'Europa ha voluto, in campo economico finanziario, ad esempio, si sono creati meccanismi molto forti anche a livello legislativo, di governo, di  coordinamento, di azione e di verifica. Perché si è deciso di non fare la stessa cosa per l'azione antidroga? Non c'è volontà o non c'è possibilità di costruirla ? Perché? Riccardo C. Gatti 26.6.2007

26 GIUGNO 2009 ... Che dire?

Quando le cose che dicevi dieci anni fa, trattando di gravi problemi irrisolti, sono ancora attuali in un mondo che, per altri versi, cambia e si evolve sempre più velocemente, non c'è altro da dire. Per questo sto zitto. 

Riccardo C. Gatti 26.6.2009

 

Droga, violenza e schizofrenia

L'aumentato rischio di crimini violenti, associato alla schizofrenia, sarebbe in gran parte dovuto al sottogruppo di pazienti che abusano di sostanze. Secondo uno studio di Seena Fazel dell'Università di Oxford e colleghi pubblicato sul   Journal of the American Medical Association del 20 maggio, infatti, le persone affette da schizofrenia con una comorbidità legata all'abuso di sostanze hanno una probabilità 4 volte maggiore di compiere crimini violenti rispetto alla popolazione generale, cosa che non succede negli schizofrenici che non abusano di sostanze. Ciò pone in rilievo la necessità di controllare il rischio verificando l'abuso di sostanze in questi pazienti, per trattarlo.   (RCG 11.6.09)

 

 

Trieste "vintage"

Cartolina commemorativa

Come è stata la V Conferenza Nazionale di Trieste? Fortissimamente "vintage (*)"! Si è partiti dall'apertura al bellissimo Teatro Verdi, uno dei più antichi teatri lirici in attività, dove la maggior parte dei relatori istituzionali (salverei la Meloni e la Turco) ha cercato di convincere gli operatori del settore che la droga fa male. Secondo antichi stereotipi, il problema era “giovanile” e riguardava la “tossicodipendenza” (non l’uso di droga) e l’intervento da farsi aveva a che fare soprattutto con il reinserimento.

Per leggere tutto quello che ho scritto sulla Conferenza Nazionale di Trieste

 

Cannabis e cancro

Assumere cannabis almeno una volta la settimana o usarla regolarmente dall'adolescenza raddoppia il rischio di sviluppare una forma di tumore ai testicoli a progressione veloce chiamato nonseminoma , che tende a colpire l'uomo tra i 20 e i 30 anni.  Lo studio americano, effettuato dal Fred Hutchinson Cancer Research Centre di Seattle sarebbe il primo in tutto il mondo a collegare la marijuana a questo tipo di cancro testicolare, uno dei più comuni in età giovanile (fonte ADUC). Non è una bella notizia considerata la diffusione di cannabis, una droga che in tanti continuano a considerare "leggera" ma che sarebbe indiziata sia di provocare altri tipi di tumori (per una cancerogenicità analoga o superiore a quella delle sigarette) sia di raddoppiare, per un uso continuativo, la possibilità di insorgenza di malattie psichiatriche gravi (parliamo di psicosi in generale e di schizofrenia in particolare!). Eppure provate a cercare su un motore di ricerca le due parole - cannabis cancro - e leggete i "riassuntini". Quasi quasi vien fuori che non si sa se la cannabis faccia bene o male e, in fondo, forse ... cura anche il cancro. Paradossi della comunicazione in rete. Sarà la droga ad essere "leggera" o siamo noi ad essere superficiali nel considerarla tale?

RCG 10.2.09   

GBL: ecco la nuova droga!

Un ragazzo è finito in coma dopo aver assunto GBL e già si parla di "nuova droga". "Un solvente chimico che avrebbe effetti simili alle anfetamine", dice una agenzia di stampa, mentre un'altra fonte dice che il GBL è stato presentato all’opinione pubblica come “droga dello stupro” e spiega: "La ragione di questa sorta di etichetta (che purtroppo potrebbe incitarne il consumo) è che il Gbl abbatte ogni sorta di inibizione". Il GBL ricorda, dunque, negli effetti, una specie di macchinetta a pila che vendevano su certe rivistine di qualche anno fa. Bastava accenderla e, secondo chi la vendeva, qualunque donna nel raggio di azione diventava vogliosa. Addirittura, si avvisava di non accenderla in presenza di animali  (per prudenza!).

Così non ci si capisce più nulla. Il Gbl ( gamma butyrolactone) non ha effetti simili alle amfetamine, caso mai, ha l'effetto opposto: addormenta. Non "toglie le inibizioni" più di una ubriacatura e può far perdere la conoscenza. E' parente (un precursore) del GHB : e basta esagerare di poco, magari assumendolo con alcolici, per finire storditi, poi addormentati (come con una forte sbronza) e poi in coma. Ci si può morire. E' vero che si trova a basso costo su internet (e non solo) ma perché è un solvente per vernici ed usi industriali ed è meglio che continui a restare tale. E' vero che anche in altre parti d'Europa, purtroppo, c'è chi è finito in ospedale dopo averlo assunto. Probabilmente continuerà così fino a che migliaia di fonti di informazione continueranno a trasformare questa schifezza in una "nuova droga per giovani". E, come se non bastasse, in questi giorni c'è chi fa interi elenchi di sostanze spiegando dove trovarle e accostandone alcune, addirittura, agli effetti della cocaina, visto che la cocaina va di moda.

Avanti ragazzi! Non c'è solo Internet: nel supermercato o nel colorificio sotto casa potete trovare tutto il necessario per massacrarvi. Nei periodi di crisi il prezzo fa la differenza. Il mondo è pieno di colle, solventi, gas adatti allo scopo. Costano poco: stordiscono, intossicano, paralizzano  e, questo è importante (!), fanno male come le droghe. Cosa si può pretendere di più.  Mancava solo la pubblicità: ora abbiamo anche quella. Questo è il mondo degli adulti che chiede, poi, a voi di "agire responsabilmente".

Riccardo C. Gatti 5.3.09

Rutelli: "Una generazione di disabili"

"Stiamo preparando una generazione di disabili", ha detto il senatore del Pd Rutelli, in occasione di un convegno sulla disabilità organizzato a Roma dall'associazione 'Per, Persone e reti'. "Li dovremo curare", L'uso di "sostanze psicotrope" che "consideriamo accettabili" ha affermato Rutelli, ha "conseguenze del tutto inesplorate e non considerate" e rientra tra quelle "insidie e problematiche" che "tendiamo a non acquisire, a non interiorizzare, a non esaminare" (Fonte AP Com - 2.4.09 ). Forse aveva da poco ascoltato il Direttore del Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga, Giovanni Serpelloni che ad una trasmissione condotta da Barbara Palombelli dichiarava, parlando di spinelli, "Quando si accetta di fumare si innesca un processo che non si conosce dove andra' a finire, che annulla la tua volonta' e incide sulla corteccia pre frontale del cervello, quella che controlla i comportamenti volontari, che ci fa discernere i comportamenti giusti da quelli sbagliati, che ci da' la consapevolezza di un problema". Serpelloni ha anche parlato della necessità di prevenzione precoce: " è giusto cominciare a parlare di queste cose dai 6 anni in su, quando ancora non c'è una refrattarietà ai messaggi di prevenzione". (RCG 5.4.09).

 

L'educazione non è repressione

Il 13 maggio 2006 era stato condannato in appello a 1 anno e 8 mesi di reclusione per agevolazione all'uso di sostanze stupefacenti. Ora, però, la Cassazione ha annullato la sentenza  relativa Bruno Dagnini, all'epoca dei fatti preside dell'Istituto superiore Majorana di Rho, comune alle porte di Milano. La vicenda risale all'anno scolastico 2002 - 2003 quando il Preside venivano contestati i reati di  omessa denuncia, favoreggiamento e agevolazione dolosa di sostanze stupefacenti. Assolto per i primi due reati era stato condannato per il terzo ma la Cassazione ha annullato la sentenza assolvendo il Preside in modo definitivo. (Fonte Adnkronos). Molti, considerando che il consumo di sostanze illecite purtroppo avviene anche nelle scuole, avevano pensato, ai tempi, che analoghe contestazioni avrebbero potuto riguardare qualunque Preside. Forse anche per questo l'Avvocato difensore, Pisapia, ha dichiarato come si sia conclusa "una vicenda giudiziaria che non doveva neppure iniziare". E, ancora, ''Finalmente e' stata riconosciuta la correttezza e la professionalità del preside che, in più occasioni, nel corso del processo, dopo aver dimostrato di aver preso tutte le iniziative possibili e necessarie, ha fatto presente che non bisogna confondere il ruolo degli insegnanti e quello delle forze dell'ordine". 'L'educazione alla salute non può essere azione di polizia ma azione deve essere soprattutto azione preventiva e educativa", ha concluso l'Avvocato. (RCG 25.4.09)