Le notizie più rilevanti pubblicate in prima pagina

anno 2008

 

 

OSSERVATORIO EUROPEO

il REPORT 2008 

Lo Stato contro le Regioni e  ... chiudiamo i SERT!

Quando i problemi vengono a galla bisogna dare la colpa a qualcuno. Dopo anni di inerzia generalizzata sulla questione droga, improvvisamente, alcuni fatti di cronaca mettono il dito sulla piaga. Così Giovanardi dichiara "E' dal 29 agosto che abbiamo pubblicamente sperimentato a Verona, come Dipartimento nazionale antidroga strutture che consentano istantanei accertamenti clinico tossicologici e l'immediato ritiro della patente a chi risulta positivo alle sostanze. E' dal mese di settembre che abbiamo proposto tale modulo alle Regioni ed agli enti locali, mettendo a disposizione anche il nostro personale per spiegare come organizzarlo sul territorio senza aggravi di spese. Davanti all'ennesima tragedia del sabato sera, questa volta complice la cocaina - conclude Giovanardi - rivolgiamo un nuovo appello ai responsabili locali perché non si perda altro tempo per un'efficace azione di controllo e di contrasto delle situazioni a rischio". Anche Gasparri spara una bordata contro le Regioni: "Sono latitanti. Non versano fondi alle comunità. Non fanno prevenzione. Sono colpevoli di un lassismo che fa dilagare la droga. I Sert sono un disastro totale" (fonte ADUC). Vedremo come si svilupperà la vicenda anche se noto che, da un po' di tempo, diversi esponenti del Centro - Destra in occasioni diverse dichiarano che i SERT sono un disastro o, addirittura che dovrebbero essere chiusi. Stranamente sino a quando le competenze sui SERT e su come erano organizzati riguardavano direttamente lo Stato centrale si parlava di "rafforzarli" (assieme alle Comunità). Oggi che in seguito alla devolution sono amministrati direttamente dalle Regioni qualcuno parla di chiuderli. Che intendeva dire, invece, Gasparri? Che i SERT non sarebbero un disastro se fossero meglio gestiti dalle Regioni e dalle ASL che, dalle Regioni dipendono? 

E se il problema fosse, invece, inerente ai compiti che si affidano a questi Servizi?  Le normative vigenti sembrano voler mantenere i SERT all'interno di un sistema di controllo sociale, più che di cura. Forse se cambiassimo le normative i SERT,  liberandosi dal peso di chi li impegna operativamente chiedendo cure con la sola motivazione di evitare sanzioni, avvalendosi di benefici di legge, troverebbero spazio e modo per ottenere migliori risultati con i soggetti che scelgono di curarsi. Resterebbe il problema del controllo (sociale) su chi usa droghe ma siamo proprio sicuri che siano i SERT a doverlo risolvere?

Non dimentichiamo, inoltre, che se fossero disponibili maggiori risorse ... i SERT potrebbero fare molto di più perché non mancano le competenze e le capacità ma, troppo spesso, gli operatori sono pochi rispetto al numero degli utenti. Ciò che non si pensa è che attualmente una terapia di un anno per un tossicodipendente presso un SERT finisce per costare di meno di pochi giorni di ricovero in un ospedale per una patologia qualsiasi. Ma perché dare più risorse per curare una patologia se ... non la si ritiene tale ma la si interpreta, invece, soprattutto come un comportamento da tenere "sotto controllo"?  

Una bella questione per lo Stato ed anche per le Regioni. Peccato non sia mai stata posta. Forse, ora, i tempi sono maturi per farlo. Basta che non si ritenga che la colpa dell' attuale diffusione di droga nel Paese sia delle Regioni e dei SERT ... altrimenti non caveremo, ancora una volta, un ragno dal buco.   

Riccardo C. Gatti 29.12.08

Gli svizzeri a larga maggioranza respingono la legalizzazione della cannabis

 L'iniziativa di referendum popolare denominata «Per una politica della canapa che sia ragionevole e che protegga efficacemente i giovani» aveva riaperto in Svizzera la questione della "legalizzazione" dell'uso di cannabis. Negli anni '90 la Confederazione già sembrava orientarsi verso un atteggiamento sempre più tollerante nei confronti di questo consumo. Qualcuno ricorderà i "canapai", presentati su Internet con una immagine molto "bio" e che avevano anche provocato una sorta di turismo di confine teso all'acquisto di cannabis. Più recentemente, tuttavia, i numerosi studi che mettevano in guardia sui pericoli provocati dalla cannabis per la salute psichica sembravano, come sottolineato da  - Swissinfo, - aver "contribuito a far crescere il fronte degli scettici nei confronti della depenalizzazione". L'iniziativa sulla canapa portata a referendum , ad esempio, era, tra l'altro, avversata dal Consiglio federale. Pur non dimenticando, comunque, che la Svizzera, a proposito di droga, ha sempre manifestato un atteggiamento molto "laico", molti osservatori erano convinti che la legalizzazione della cannabis sarebbe stata respinta. Infatti, come previsto, la depenalizzazione della canapa non ha convinto gli svizzeri, che l'hanno respinta a larga maggioranza (63,2% di 'no') (Fonte Swissinfo). L'iniziativa chiedeva che il consumo, il possesso, l'acquisto e la coltivazione di cannabis per il consumo personale non fossero più punibili. Inoltre, la Confederazione avrebbe dovuto emanare disposizioni sulla produzione, l'importazione, l'esportazione e il commercio di Cannabis. Approvate, invece, altre politiche in atto ormai da anni tra cui la somministrazione controllata di eroina. R.C.G. 30.11.08.

 

 

COCAINA e infarto

Il rischio di infarto aumenta di quattro volte nei giovani adulti che hanno fatto uso di cocaina per più di 10 volte nella loro vita. Negli USA, questo aumento di rischio, riguarda più del 10 percento dei soggetti fra i 18 ed i 45 anni. E' pertanto necessario tenere ben presente la possibilità di uso di cocaina in persone giovani che arrivano in Pronto Soccorso con sintomi che fanno pensare a problemi cardiaci inusuali per l'età. (Fonte Am J Cardiol 2008; 102: 966-9) R.C.G. 21.11.08

 

E' morto il Sociologo Giuseppe Abbatecola

Persona di grande spessore umano e professionale è stato, per me un maestro ed un amico.

Riccardo C. Gatti  22.11.08

 

Dipartimento Nazionale e ... "sinergia".

La parola d'ordine del Governo in tema di droga sarà "sinergia" . Lo ha affermato Giovanni Serpelloni, Direttore del costituendo Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga. Qualche giorno fa, infatti, il Consiglio dei Ministri ha dato il via  alla costituzione di un tavolo interministeriale permanente per affrontare in modo sinergico le politiche contro la droga. (Fonte ADNKronos). Una novità? Non completamente se pensiamo che la legge vigente prevede ormai da anni, addirittura all'articolo 1, che sia istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato nazionale di coordinamento per l'azione antidroga; ne prevede la composizione (il Comitato e' composto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che lo presiede, dai Ministri degli affari esteri, dell'interno, di grazia e giustizia, delle finanze, della difesa, della pubblica istruzione, della sanita', del lavoro e della previdenza sociale, dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica e dai Ministri per gli affari sociali, per gli affari regionali ed i problemi istituzionali e per i problemi delle aree urbane, nonche' dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri); ne definisce i compiti, dicendo che il Comitato ha responsabilita' di indirizzo e di promozione della politica generale di prevenzione e di intervento contro la illecita produzione e diffusione delle sostanze stupefacenti o psicotrope, a livello interno ed internazionale. La "notizia", dunque, è che anche a livello di Governo si è deciso di … applicare la legge in vigore anche se è paradossale che diversi passati Governi si siano "dimenticati" di farlo, proprio nella parte che li riguardava direttamente. Il percorso intrapreso non è, comunque, facile in un Paese dove, proprio in questo campo,  ciascuno è abituato a muoversi per fare tutto e il contrario di tutto in completa autonomia. D’altra parte la realizzazione di sinergie è il significato stesso dell'esistenza di un Dipartimento Nazionale e, probabilmente anche per questo, il Capo Dipartimento  cerca di promuoverle anche tra Stato e Regioni parlando di dare vita ad una "unita' operativa unica”. Direi che la situazione, proprio su questo punto, si fa particolarmente delicata. Un dipartimento molto centralista e dirigista correrebbe il rischio di avvolgersi su se stesso perdendo la possibilità di diventare un reale perno di sinergie tra Stato, Regioni e Sistema di intervento.  Forse la strada da tentare potrebbe essere quella di creare un Dipartimento Nazionale, “Istituzione di servizio”, dove il governo dell’azione antidroga diventi la sincronizzazione e la sinergizzazione di esperienze e contenuti modulati in una sorta di network decisionale – operativo diffuso nel Paese proiettato, per tramite del Dipartimento Nazionale, verso l’ambito europeo. Per fare ciò, tuttavia, occorrerebbero organismi per la condivisione di scelte e decisioni che (ancora) non ci sono ed una volontà (abbastanza atipica per la realtà istituzionale) di condividere responsabilità, poteri e risorse con ambiti più ampi di quelli in cui si è collocati. RCG 9.11.08

 

Le ordinanze Moratti sulla droga a Milano

Sono due le Ordinanze emesse dal Sindaco di Milano, Letizia Moratti che riguardano la droga "è fatto divieto di acquistare, anche per solo uso personale, sostanze stupefacenti di qualunque tipo in luogo pubblico o in spazi aperti al pubblico del territorio comunale" (per leggere l'ordinanza ); "è fatto divieto di fare uso, individualmente o in gruppo, di sostanze stupefacenti in luogo pubblico o in spazi aperti al pubblico del territorio comunale" e, ancora, "è fatto divieto di cedere a qualsiasi titolo, sostanze stupefacenti  in luogo pubblico o in spazi aperti al pubblico del territorio comunale" (per leggere l'ordinanza ) La violazione di questo "ordini" sarà sanzionata amministrativamente sino a 500€. 

Riccardo C. Gatti 10.11.08

FederSerD contro De Corato

"Confondere la luna con il dito, attribuendo la responsabilità di un problema alle strutture create per affrontarlo, è un esercizio abituale per chi ha la necessità di fare cattiva informazione". Così si esprime FederSerD Lombardia in seguito alle dichiarazioni del Vicesindaco di Milano, De Corato che, a proposito dei Ser.T., auspicandone la chiusura, ha detto (vedi sotto) «sono oggi un focolaio di spaccio più che luogo di cura».

31.10.08

Per leggere il comunicato FederSerD

I Ser.T. ... "sono da chiudere"

In margine al vertice di Milano il Vicesindaco De Corato, a proposito dei Ser.T., avrebbe dichiarato: «Sono da chiudere». Per  De Corato, che è anche deputato del PDL, infatti, i Servizi per le tossicodipendenze del sistema sanitario nazionale, dedicati alla cura, alla prevenzione e alla riabilitazione delle persone che hanno problemi di abuso di droghe o alcool «sono oggi un focolaio di spaccio più che luogo di cura» (Fonte Il Messaggero.it). Visto che lavoro a Milano nei Ser.T., faccio parte delle Istituzioni e sono un medico, preferisco non commentare la notizia. Spero vivamente che si tratti di un fraintendimento. D'altra parte sia l'ASL che la Regione si sono espresse sull'importanza di questi Servizi su cui hanno dirette responsabilità. Rilevo che proprio il sistema dei Ser.T. di Milano da anni aveva previsto, descritto, segnalato ed affrontato, con preoccupazione ed energia, assieme al Privato Sociale, la grave situazione che solo oggi sembra finalmente destare un particolare interesse generale. Evidenzio come sia facile, in quella che, un tempo, veniva chiamata "guerra alla droga", essere subito colpiti dal "fuoco amico" ... proprio perché si sta in prima linea.

RCG 22.10.08

A Trieste in Marzo la Conferenza Nazionale

Sarà a Trieste, in marzo, la prossima Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze  ''un momento di approfondimento e di bilancio sulle nuove sfide da affrontare in Italia su questo tema'', secondo il Sottosegretario Giovanardi ( Fonte ASCA). Un pronunciamento particolare, questo, proiettato in avanti. Ma... sarà in discussione la legge "Fini - Giovanardi" visto che, per legge,  "le conclusioni di tali conferenze sono comunicate al Parlamento anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga dettate dall'esperienza applicativa"? Sembra essere passato un sacco di tempo da quando, proprio su questo tema, la maggior parte delle Organizzazioni di settore boicottarono la Conferenza. Capitolo chiuso? Vedremo. Diciamo, comunque, che la Conferenza stessa ha avuto nel tempo una lenta ma continua trasformazione: sempre di più meeting di settore e sempre di meno attività a risvolto istituzionale. Oggi ci si potrebbe chiedere, al di là della "vetrina" che offre, se effettivamente possa avere una qualche incidenza sul governo della azione antidroga. A mio avviso la risposta è no. Per poterlo fare, la Conferenza, più che un meeting triennale, dovrebbe essere una istituzione permanente e rappresentativa ma ... non è così. Nasceva con ben altre speranze. Ricordo, nelle prime edizioni, la presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e delle più alte cariche dello Stato. Nelle ultime nulla di tutto ciò, indipendentemente dal colore del Governo in carica. Ora i tempi per prepararla sono brevi. Difficilmente i lavori preparatori potranno portare conclusioni diverse da quelle emerse a Genova, prima ed a Palermo dopo. C'è tuttavia una particolarità di questa specifica conferenza che la distingue. E' all'inizio della legislatura e non alla fine e, sebbene in primavera si vada al voto per le elezioni europee e le provinciali, il clima potrebbe essere molto meno caldo che in passato. Si parlerà di nuove sfide e, con signorilità, si eviterà (forse) di parlare delle vecchie, vinte o perse che siano.

Riccardo C. Gatti 4.10.08

P.S. 21.10.08 improvvisamente un vertice a Milano con il Ministro Maroni e il Sindaco Moratti sembra rinverdire argomenti che potrebbero far ritornare al clima arroventato della precedente Conferenza (vedi a fianco)

sullo stesso tema

Una nuova conferenza ... ancora !?

Attualità :-) :

1) Un documento preparatorio della passata conferenza di Palermo  (2005)

2) Un documento preparatorio della passata conferenza di Genova (2000)

Domanda per operatori di settore: a cosa sono serviti i documenti di cui al punto 1 & 2 ?

Citazioni:   1) "Visto che alcuni prestigiosi leaders delle Comunità non hanno voluto venire fin qui lamentandosi delle “passerelle” e del cosiddetto “teatrino”, mi chiedo e vi chiedo: vi è sembrato davvero solo un “teatrino” l’incontro di questi giorni ? Non vi pare che le passerelle siano state invece quelle di coloro che, senza misurarsi con la fatica del dibattito e del confronto, si sono concessi abbondantemente a TV, Radio e Giornali per esprimere il loro dissenso di bandiera ?"

2)  ''E' deplorevole che alcuni settori politici e alcune realtà dell'associazionismo abbiano deciso di disertare la conferenza nazionale sulle tossicodipendenze. Avrebbero fatto bene a partecipare e a confrontarsi invece di animare iniziative di stampo polemico''

Quiz - A chi sono rispettivamente riferibili le citazioni precedente?

a) Carlo Giovanardi - b) Livia Turco - c) Maurizio Gasparri - d)  Don Antonio Mazzi - e)  Gianfranco Fini

La risposta giusta in fondo all'articolo  

Viale delle rimembranze

Novembre 2000

TERZA CONFERENZA NAZIONALE
SUI PROBLEMI CONNESSI CON LA DIFFUSIONE
DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI E PSICOTROPE

il sito sopravvive ancora qui

 

Risposta al Quiz: la frase della citazione 1 è di Livia Turco nell'intervento conclusivo della Conferenza Nazionale di Genova 2000; la frase della citazione 2 è di Maurizio Gasparri in apertura della conferenza di Palermo 2006. 

 

Il nuovo Comitato Scientifico nazionale

Ho partecipato a due Comitati Scientifici sia con il passato Governo Berlusconi che con il successivo Governo Prodi e, onestamente, non ho mai capito esattamente quale fosse la loro funzione. Diciamo che il mandato non era chiaro. Venivano trattate anche alcune questioni importanti ma la “linearità” di un percorso logico in cui alla discussione ed alla presa di posizione conseguisse qualcosa di concreto mi è sfuggita. D’altra parte ho partecipato anche alla consulta degli operatori e degli esperti, sin dal 1990 (nominato dall’allora Ministro Jervolino). La funzione di una consulta era quella ... di essere consultata. Ciò che è sempre avvenuto è che si preparavano i documenti di lavoro per la Conferenza Nazionale le cui conclusioni, a mio avviso, non sono mai state utilizzate. Occorreva una svolta e così, oggi, abbiamo una sorpresa: il nuovo Comitato Scientifico è composto da cinque esperti stranieri su undici ma anche alcuni tra gli esperti italiani, di fatto, lavorano all’estero da molti anni. Per saperne di più

RCG 20.10.08

 

Parte da Milano la nuova "guerra alla droga"?

Credo che abbia preso un po' tutti di sorpresa il vertice di Milano dove è stata ri-dichiarata guerra alla droga dopo un lungo periodo di torpore. Una alleanza particolare, che parte dalla sicurezza col Ministro degli Interni, ma arriva all'intervento sociale sul territorio cittadino con misure ancora da definire completamente ma che senz'altro faranno discutere non poco.  "La priorità di Palazzo Marino adesso è combattere contro lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti" afferma il quotidiano - Il Giorno -. Il Sindaco sembra avere in mente sanzioni pecuniarie abbastanza alte per chi si droga in pubblico ma collegate ad alternative di "recupero". San Patrignano è disponibile a contribuire. La lotta al traffico internazionale di droga sarà, invece, ''la principale azione sulla quale si concentrerà il Viminale nei prossimi mesi''. Dunque la guerra è dichiarata. Attenzione, comunque, che in queste dichiarazioni anche i luoghi, le persone e le alleanze contano. Apparentemente si è spostato il timone politico dell'azione antidroga. Un tempo governato soprattutto da AN, oggi sembra conquistato dalla Lega in una alleanza molto particolare con Letizia Moratti. Al momento il Popolo delle Libertà sta un po' a guardare, visto che il Sottosegretario con delega alla droga Giovanardi ed il neonato Dipartimento Nazionale per le politiche antidroga sembrano fuori da questa alleanza. Il Sindaco di Milano pare tornare a chiedere quelle modifiche di legge in senso restrittivo che, a suo tempo, Giovanardi stesso non si era sentito di portare avanti ma che ora sembrano riprese da Maroni. Dice, infatti, il Ministro che nel disegno di legge sulla sicurezza, all'esame del Senato, verrà introdotta "una delimitazione più precisa tra spaccio e consumo di stupefacenti" ed annuncia anche "Stiamo pensando di introdurre il ritiro totale della patente per chi viene condannato in modo definitivo per reati legati agli stupefacenti, e di impedire il conseguimento del documento di guida, una volta compiuti i 18 anni, per i minorenni condannati per reati di droga" (Fonte RaiNews24). Insomma, in una situazione generale un po' troppo sonnacchiosa qualcuno suona la sveglia all'improvviso e, come spesso accade, fa il botto.

Riccardo C. Gatti 22.10.08


I paradossi della psicologia della paura

L'informazione è drogata, non è una novità, e il pubblico è assuefatto. Così, poco per volta, bisogna spararla sempre più grossa altrimenti nessuno ti ascolta. Tempo di approfondimento pari a 0: non c'è tempo. I giornali rincorrono la televisione e viceversa nella consapevolezza di essere mezzi di comunicazione che, superati dal tempo e dalla velocità, "vendono" solo quando fanno il botto. Così chi fa notizia appare. Da un po' di tempo vanno di moda i ragazzini che si drogano. Ci sono sempre stati, anche negli ultimi dieci - vent'anni anni, ma adesso sono in prima pagina. Si abbassa l'età media dell'uso di droga? No: si alza perché non si drogano solo i ragazzini e i vecchi alzano la media. Ma quanti sono ... i ragazzini? Tanti, è vero, perché le droghe ormai da tempo sono diventate un bene di consumo e costano come una pizza e una birra. Il senso di trasgressione ed illegalità è quasi scomparso: per far capire a un adulto è simile a quando si fumava sigarette di nascosto e la mamma non lo doveva sapere perché si dispiaceva. E le mamme moderne, che pure si dispiacciono, passano al contrattacco. Un laboratorio privato si apre ai test del capello. Le mamme portano i capelli dei pargoli e pagano: cinque sostanze ricercate sono circa mille euro (due milioni di una volta). Controllare nel tempo potrebbe richiedere un mutuo. Mille euro non bastano. Ecco l'idea per un nuovo prodotto finanziario: il mutuo per sapere se il figlio si droga.  Anche chi non ha usato droghe sino ad oggi ... potrebbe farlo domani o, forse, potrebbe avere usato sostanze che non sono state testate: gli inalanti, per esempio. Intanto parte la notizia che fa il botto. L'ottanta percento dei capelli analizzati dal laboratorio sono positivi a qualche droga! Tremano i proibizionisti: dunque le politiche del "no alla droga" sono fallite. Tremano gli antiproibizionisti: dunque bisogna temere una svolta ancor più repressiva. Mi chiamano due giornalisti di testate diverse. Vogliono sapere se il dato dell' 80% rappresenta la realtà italiana. Spiego che, al massimo, il dato significa che ci sono mamme che intuendo che i loro  figli si drogavano hanno cercato una (costosa) conferma in un laboratorio di analisi e l'hanno trovata. I dati lo provano ma non è una notizia: ciascuno di noi sa già quanto le mamme ci "azzecchino", soprattutto quando "pensano male". Così il brodo mediatico, complice la crisi finanziaria globale, trasmette qualcosa che, complessivamente suona: "non solo l'economia va a rotoli ma l'ottanta percento dei ragazzini si droga". A ben pensarci c'è qualcosa che collega effettivamente le due notizie. Mentre l'economia dei Paesi occidentali si sta sgonfiando e gli analisti più accreditati riescono a garantire per banche che il giorno dopo falliscono, esiste un'unica economia che sembra in continua espansione mondiale e che costruisce ogni giorno nuove rotte di traffico e nuove possibilità di consumo: quella della droga. Purtroppo il nostro modo superficiale di analizzare le cose e la necessità di creare notizie col botto finisce così, paradossalmente, solo per aumentare il panico degli investitori e delle mamme ed a rafforzare la sicurezza dei ragazzini che usano droghe visto che "così fan tutti".

P.S.  La maggior parte dei ragazzi non usa droghe. La maggior parte delle persone che hanno usato droghe lo hanno fatto una volta in vita o poco più. Purtroppo la diffusione di droghe nella popolazione (giovani e non giovani) rimane, comunque, un grave problema cui non si dedica l'attenzione necessaria. Il rischio che in un momento di crisi economica un mercato che, comunque, è in espansione e genera ricchezza, possa consolidare la posizione ed il potere di chi lo gestisce è alto.  Di questo bisognerebbe avere paura ... ma nessuno ne parla.

Riccardo C. Gatti 3.10.08

          

Energy drink ?

Una giocatrice professionista di pallavolo si è rivolta  al Laboratorio del Sistema Nervoso Autonomo del Dipartimento di Neuroscienze della Università di Bologna per episodi di intolleranza ortostatica con tachicardia e di perdita della coscienza transitoria con e senza segni premonitori quali nausea, vertigini e visione offuscata (segni di ridotta perfusione cerebrale). Non tollerando l'esercizio fisico aveva dovuto interrompere l'attività. Studiando il caso i ricercatori si sono accorti che una settimana prima dell'insorgenza dei sintomi, che duravano da tre mesi, la paziente aveva incominciato ad assumere 4 - 5 lattine di Red Bull al giorno. Tutti i sintomi sono regrediti alla sospensione della sostanza. I ricercatori raccomandano di porre quesiti specifici sull'abuso di Red Bull in persone giovani con intolleranza ortostatica e all'esercizio fisico di origine sconosciuta. (RCG 2.9.08) . rif. Terlizzi R et al. Reversibile postural tachicardia syndrome due to inadvertent overuse of Red Bull. Clinical Autonomic Research 2008 [Epub ahead of print].

 

Eroina in Francia 

 Il consumo d'eroina in Francia, diminuito a meta' degli anni 1990 ricomincia a crescere. La situazione è allarmante al punto che, in proposito, è stato emesso un comunicato stampa dalle autorità sanitarie per mettere in guardia "dall'aumento continuo del consumo" della sostanza e "dalla mancanza di conoscenza dei rischi da parte dei nuovi consumatori". Il fatto inquietante e' che l'uso di eroina non riguarda solo i consumatori tradizionali ma si diffonde tra i giovani magari fumata per stemperare gli effetti di psicostimolanti (Fonte Osservatorio Droghe Francese). Per leggere il Comunicato Stampa originale Da tempo droga.net ha messo in guardia i suoi lettori perché qualcosa di analogo sta accadendo anche nel nostro Paese (vedesi lo "speciale" sul ritorno dell'eroina ). (RCG 2.9.08)

Con la testa e col cuore

"Sono una ragazza in cerca di aiuto: il mio compagno, dopo molti anni di uso di cocaina vuole farsi aiutare, ma non sappiamo come e dove.
Chi ci consiglia di farlo seguire da uno psichiatra/psicologo, ma chi? Chi ci consiglia strade "alternative" ma, alla fine invischianti e costose, servono? Chi consiglia un ricovero, ma dove? Poi ci sono le Comunità, ma quale scegliere e perché?"

E' una delle tante mail che ricevo con richieste di aiuto. Apparentemente nulla di strano. Eppure c'è qualcosa che non va.

In tutte le Aziende Sanitarie Locali esistono, infatti, dei Servizi Pubblici, i Ser.T., che sono proprio dedicati a questo tipo di problematiche. Esistono da anni, hanno accumulato un grande patrimonio di esperienza e sono in grado di aiutare adeguatamente le persone a costruire un progetto di uscita dalla droga. Forniscono gratuitamente le cure e l'assistenza necessaria e si collegano, quando è il caso, alle comunità terapeutiche e ad altre organizzazioni o progetti dell'ambito no-profit. 

Ciò che "non va" è che ... troppa gente, ancora, non li conosce per quello che sono.

Così, al momento del bisogno, può capitare di essere intercettati da chi, facendo della cura, prima di tutto, un business, propone soluzioni improbabili e miracolistiche, talvolta chiedendo anche parcelle molto salate che non sono giustificate dalle prestazioni che offre e dalla competenza che (non) ha. Naturalmente non è sempre così e non è giusto generalizzare (ci sono degli ottimi professionisti anche nel settore profit) ma ...è giusto, invece, sapere e far sapere che i nostri Ser.T. (pur essendo, a volte, in oggettiva difficoltà per il grande numero di utenti e per la carenza di risorse che, in generale, attanaglia il nostro Paese) hanno qualità e capacità operative mediamente alte, spesso introvabili altrove.

Si tratta, insomma, di Servizi in cui ci sono molti colleghi che lavorano "con la testa e col cuore", cosa sempre più rara di questi tempi, affrontando casi anche molto complessi. E' per questo motivo che, magari ci mettono del tempo ma, pur non promettendo miracoli, arrivano anche dove altri non riescono ad arrivare. Peccato che i media e, talvolta, i politici e gli amministratori pubblici, non se ne accorgano, spesso amplificando le cose che non funzionano (che inevitabilmente esistono in un sistema che cura  più di 170.000 persone all'anno!) ma dimenticandosi di evidenziare a tutti il ruolo di riferimento insostituibile di questi Servizi, valorizzandolo e sostenendolo ... anche pensando a cosa accadrebbe se non esistessero.  

Riccardo C. Gatti 19.7.08

 

 

26 giugno 2008: Giornata mondiale della lotta alla droga

Quest'anno non ho voglia di scrivere nulla in proposito: mi sono stancato di dire sempre le stesse cose.

Rimando a:

- la "Commemorazione" della Giornata scritta il 26 giugno 2007

- "Non sappiamo cosa fare? Parliamone" scritto in occasione del 26 giugno 2003

ed a quanto scrivevo nel 26 giugno 2000 dove dicevo, tra l'altro: "Mentre il mondo delle politica e dell'economia sembra interessato ad altre cose, chi si occupa di tossicodipendenti quasi dà fastidio: solleva problemi che si vorrebbero dimenticare e che gli stessi trafficanti vorrebbero fossero dimenticati. Poi ti ritrovi nel tuo studio. La persona davanti a te è stravolta. In quel momento vorrebbe che tu prospettassi anche possibilità che non hai. Ti chiede perché non si lavora di più per la prevenzione, perché non ci sono maggiori strumenti per la cura. Alla fine quasi, non parla più anche se, qualcosa, ancora dice: "dottore, non avrei mai pensato potesse accadere a mio figlio". Pensiamoci.

Sono preoccupato: la situazione è grave.

Per comprendere perché basta leggere con un poco di pazienza tutto il report intermedio 2008 di Prevo.Lab uscito il 25 giugno 2008. Parla del nostro Paese, di cos'è la droga oggi e realizza un focus particolare sui "giovanissimi".

 

Serpelloni capo Dipartimento

Sarà Giovanni Serpelloni il Direttore dell'istituendo Dipartimento Nazionale che farà riferimento al Sottosegretario Carlo Giovanardi. Giovanni Serpelloni è medico e, fino ad oggi, ha, tra le altre cose, diretto il Centro di Medicina Preventiva e il Dipartimento Dipendenze di Verona. E' uno dei professionisti di spicco del settore. Una curiosità, forse poco conosciuta: Serpelloni è anche un artista di talento. Per scoprirlo basta visitare la sezione "Creative" del suo sito.

Auguri di buon lavoro da droga.net! 

 R.C.G. 17.6.08

Il sito di Giovanni Serpelloni

 

Genitori preoccupati

"Come faccio a sapere se mio figlio si droga?" è una domanda diffusa ma anche il titolo di un libro scritto da Maurizio Coletti (Antigone Edizioni € 10,00) che si rivolge ai genitori di preadolescenti ed adolescenti. Il punto di vista di Coletti parte dall'esperienza di chi, come psicologo, si trova a supportare famiglie in cui la relazione con un figlio viene messa in gioco proprio dall'uso, reale o presunto, di droghe. Il libro, a mio avviso,  è particolarmente indicato per i genitori preoccupati perché può aiutare a pensare, prima di agire: cosa non sempre scontata.  (RCG 27.5.04)

Droga e Psichiatria

"Nelle grandi città i giovani che accedono ai servizi psichiatrici sono quasi tutti consumatori di sostanze a rischio dipendenza", spiega Mariano Bassi, presidente della Società Italiana di Psichiatria.  Si tratta dei risultati di uno studio condotto tra il 2005 e il 2006 dal Dipartimento di neuroscienze e tecnologie biomediche dell'università degli Studi di Milano Bicocca, su 28 Dipartimenti di salute mentale per un totale di oltre 86 mila pazienti con doppia diagnosi (problemi mentali e di droga o alcol). Siamo di fronte, evidentemente, ad un grosso problema non solo perché l'abuso di sostanze rende più difficile il trattamento dei problemi psichiatrici ma anche perché molti problemi psichiatrici possono essere esacerbati, o indotti dall'uso di droghe, anche quelle che in tanti, purtroppo, continuano a considerare "leggere". (RCG 9.5.08)  

 

Confermato il Dipartimento Nazionale

E' confermata una buona notizia: il primo passo che farà il sottosegretario Carlo Giovanardi sarà ripristinare il Dipartimento Nazionale.  ADUC riporta la notizia riferendola all'ANSA e parla di un Dipartimento per "la lotta alle tossicodipendenze" che, a voler ben guardare (!),  è concettualmente diverso da ciò che esisteva nel precedente Governo Berlusconi: un Dipartimento per le "politiche antidroga". Inizia, ora, un percorso molto complesso. Istituire un organismo qualunque e chiamarlo Dipartimento è rapidamente fattibile. Determinare strategie operative nel Paese, creare una cerniera importante tra le diverse conoscenze ed esperienze tecniche e le scelte politiche del Governo, giocare un ruolo chiave rispetto alla politica interna ed estera, invece, non è facile. Fino ad oggi nessuno ci è riuscito. Non basta, infatti, la buona volontà e, come in tutte le cose, un pizzico di fortuna: occorre anche sapere e potere dare una "collocazione" ed un "dimensionamento" adeguato alla struttura di supporto che deve avere il giusto "peso" per agire.  (RCG 15.5.08)
 

Nuovo Governo: torna Giovanardi

Probabilmente sarà Carlo Giovanardi il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla lotta alla droga, alla famiglia e al servizio civile. Per quanto riguarda la droga il nuovo Governo, come primo passo, potrebbe ricostituire il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, smantellato come segno di "discontinuità politica" dall'ex Ministro Ferrero. Il secondo passo potrebbe essere l'organizzazione di una nuova Conferenza Nazionale Antidroga, visto che la legge prescrive la sua indizione ogni tre anni. Paradossalmente chi si era dissociato dalla precedente Conferenza di Palermo, prendendo posizione contro la legge Fini - Giovanardi,  ora dovrà ritornare a rapportarsi, o a confrontarsi, con il medesimo interlocutore, precedentemente rifiutato. Riprenderà il dialogo a suo tempo interrotto? Verranno utilizzati gli atti e le conclusioni della passata Conferenza Nazionale dispersi dal sopravvento del Governo Prodi? Verranno utilizzati i lavori della Consulta degli Operatori e degli Esperti convocata dall'ex Ministro Ferrero o verranno nuovamente dispersi come sembra essere ormai una tradizione da alcune legislature?  Vedremo. Una curiosità. Il sito del vecchio Dipartimento Nazionale, soppresso da Ferrero, sopravvive su Internet a questo link Tutto è rimasto ... come era stato lasciato, almeno nella realtà virtuale. La piena riattivazione (non virtuale!) del Dipartimento, invece, potrebbe essere un lavoro niente affatto semplice sebbene auspicabile e necessario. Una preoccupazione in più per chi, come me, è convinto che in questo campo siamo fermi da troppo tempo (RCG 9.5.08). 

Droga al margine sotto elezioni

"Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale". Così apre una discussione il Blog di Marcello Foa, inviato speciale di politica internazionale de "Il Giornale", e continua: "l’Italia, tra l’altro, è il terzo Paese Ue per consumo di “polvere bianca” e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola". Aggiungerei un'ulteriore osservazione tratta da un articolo di Giovanni Sartori pubblicato sulla prima pagina del Corriere del 13 marzo: "(...) nessun programma (elettorale N.d.R.) si impegna in una guerra alla mafia. Eppure la mafia (compresa camorra e 'ndrangheta) è la più grossa azienda del Paese, con un fatturato nell'ordine di '90 miliardi all'anno, tutti esentasse, tutti in nero. Ma né Tremonti né Visco né nessuno hanno mai davvero cercato soldi nel colossale patrimonio mafioso. Perché? E' un altro segreto di Pulcinella. E' che il voto mafioso condiziona e inquina la politica e le elezioni di metà del Paese". A questo vorrei aggiungere quanto da me scritto in "The Final Contdown" su droga.net: "tra qualche anno chi traffica in droga, continuando a crescere il mercato, potrebbe diventare il vero "padrone" del Paese. Se così accadesse cesserebbero anche i problemi politici e le discussioni sull'argomento. Dovremmo adeguarci al nuovo "padrone" con un pizzico di "lotta alla droga" di facciata, tanto per restare nel consesso dei Paesi occidentali, e un po' di assistenza tanto per "recuperare globalmente" chi rompe le scatole". Il futuro è già incominciato. A tutto ciò aggiungiamo che, ormai, alcuni milioni di persone non gradiscono essere ostacolate nei loro consumi, più o meno occasionali, di droghe e capiremo non solo perché si parla poco di droga in campagna elettorale ma anche perché non si fa (quasi) nulla dopo. Il tutto alla faccia della maggioranza del Paese che sta pagando e pagherà sempre di più le conseguenze di questa inerzia che, già ora, condiziona direttamente la libertà di tutti i cittadini.

RCG 16.3.08  

 

 

 

CANNABIS e SCHIZOFRENIA

Dietro l'80% dei nuovi casi di malattie mentali, compresa la schizofrenia, si nasconderebbe il consumo massiccio di cannabis. A lanciare l'allarme e' un dossier che alcuni esperti dell'universita' di Cambridge hanno inviato al primo ministro Gordon Brown, che ora dovra' decidere come comportarsi. Secondo i risultati delle ricerche dello psichiatra Peter Jones, a capo del team di Cambridge, entro il 2010 il 25% di tutti i casi di schizofrenia sara' causato dall'abuso di cannabis. E chi rischia di piu' sono i ragazzini di 10-11 anni che iniziano a fumare spinelli: il pericolo di incappare in una malattia mentale, per loro, raddoppia. (Fonte ADUC)  2/08

 

 

CANNABIS E CANCRO

Nei prossimi anni, secondo il Medical Research Institute della Nuova Zelanda considerando la diffusione che la cannabis ha nei giovani, bisognerà affrontare una epidemia di tumori del polmone. I ricercatori hanno intervistato 79 pazienti con cancro del polmone, cercando di identificare il fattore di rischio alla base della malattia. Ebbene, il rischio risultava 5,7 volte maggiore per le persone che fumavano più di uno spinello al giorno per 10 anni o due al giorno per 5 anni, indipendentemente dalle altre variabili, incluse le sigarette. (Fonte Adnkronos) 2/08

 

Attenti al POPPER

Il Centro antiveleni di Milano esprime particolare preoccupazione per una serie di episodi critici per la salute connessi all'utilizzo di POPPER. La Dott.ssa Davanzo, Responsabile del Centro, in un suo comunicato, fa presente che "i nitriti volatili (amile, butile e isobutile) sono sostanze d’abuso utilizzati comunemente per via inalatoria. La sintomatologia in acuto si può sintetizzare in vasodilatazione, cefalea pulsante, arrossamento del viso, ipotensione posturale e sincope; a questi sintomi seguono vasocostrizione riflessa e tachicardia. L’ingestione di 10 ml di nitrito amile o di isobutile è una dose che può provocare grave metaemoglobinemia e può essere sufficiente a provocare morte sia in soggetti adulti che in bambini (MICROMEDEX-Poisindex)". La Dott.ssa Davanzo ritiene pertanto opportuno che da parte delle autorità competenti vengano intraprese misure atte a limitare la disponibilità incontrollata di questo agente. Ricordo che recenti dati divulgati dalla ASL di Milano hanno rilevato una grande diffusione di questa sostanza soprattutto in età giovanile. RCG 4.2.08

 

 

 Il ruolo della sanzione

"Il dato più significativo che emerge è che i soggetti segnalati sono in maggioranza giovani consumatori di cannabinoidi che, senza tale attività di prevenzione, sarebbero rimasti privi della rete di sostegno che a livello locale i NOT (delle Prefetture N.d.R.) in questi anni hanno contribuito a costruire. Per tali motivi si ritiene che il sistema sanzionatorio, previsto dalla normativa italiana, ha rappresentato e può rappresentare tuttora un argine alla droga ed alla tossicodipendenza soprattutto in una fase in cui si è notevolmente abbassata l’età del primo consumo". Questo è quanto scrive il Prefetto Montebelli in un rapporto del Ministero degli Interni sulla ANALISI DEI MUTAMENTI DEL CONSUMO TRA LE PERSONE SEGNALATE AI PREFETTI PER DETENZIONE PER USO PERSONALE DI SOSTANZE STUPEFACENTI DAL 1991 AL 2006. Nella relazione si sostiene, tra l'altro come "Per la maggior parte dei segnalati, l’incontro in Prefettura rappresenta la prima, e spesso l’unica, opportunità di contatto con persone che si occupano di droghe e dipendenze, ed un occasione irripetibile per prevenire situazioni di rilevanza (penale o medica) di gran lunga più gravi. Vengono rilevati alcuni problemi connessi all'applicazione della normativa vigente in quanto il Prefetto ha un ruolo meno discrezionale nell'erogazione delle sanzioni che non possono essere sospese anche quando il soggetto accetti di sottoporsi a trattamento. "In caso di condotte reiterate, prima della legge 49 del 2006 era possibile sospendere il procedimento sanzionatorio in attesa della conclusione del programma terapeutico mentre il nuovo testo dell’art. 75 prevede comunque l’irrogazione della sanzione, che può solo essere revocata se il programma di recupero ha esito positivo".

R.C.G. 4.2.08

 

A pensar male ...

Qualche mese fa il Ministro Ferrero aveva sostenuto che il Piano antidroga 2008 si sarebbe sostenuto (anche?) sui fondi dell'extragettito fiscale compresa la lotta alla elusione. Per questo motivo solo a metà anno si sarebbe potuta verificare esattamente l'entità della copertura finanziaria del Piano nazionale. Ieri il Ministro Di Pietro, al TG1, ha sostenuto che tutto l'extra gettito dovrà essere utilizzato per aiutare le imprese e aumentare i salari. Può essere che abbia capito male .... però, diceva Andreotti, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca". Non è che l'esiguo fondo per il Piano antidroga è già stato sacrificato su un altro altare? R.C.G. 11.1.08

 

ECCO LE NUOVE DROGHE DEI RAGAZZI

 

La Stampa del 21.1.08 ha dedicato un ampio servizio (due pagine del quotidiano) alle droghe in circolazione in questo momento. Segnalo, in particolare, l'articolo di Valentina Avon intitolato "ECCO LE NUOVE DROGHE DEI RAGAZZI" che è possibile leggere qui  

R.C.G. 21.1.08