Le notizie più rilevanti pubblicate in prima pagina

anno 2006

 


Osservatorio Europeo:

Relazione annuale 2006: evoluzione del fenomeno della droga in Europa

per leggere la relazione

 

 Parte la Consulta di Ferrero

Roma, con la prima riunione a Palazzo Chigi il giorno 5.12.06 partono i lavori della Consulta degli esperti e degli operatori sociali sulle tossicodipendenze istituita dal Ministro Ferrero . "La Consulta degli esperti e degli operatori sociali svolge compiti di consulenza tecnica nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche di prevenzione, cura e riabilitazione, riduzione del danno e contrasto nel diffondersi delle dipendenze da sostanze stupefacenti legali e illegali e dalle nuove forme di dipendenza" (art.1 del Decreto istitutivo). La consulta è composta da 70 (settanta) membri che rappresentano i diversi campi di conoscenza, di sapere tecnico e di orientamento professionale. E probabile la loro suddivisione, sin dall'inizio, in gruppi di lavoro.  (R.C.G. 4.12.06)

Ecco tutti i membri della Consulta

 

 Cossiga propone la liberalizzazione

"Il possesso, l'uso, la distribuzione e il commercio, compresa l'esportazione e l'importazione da parte dei maggiori di anni sedici di droghe anche sintetiche è libero e non può essere assoggettato a nessun regime di autorizzazione ne' a qualunque tassa o imposta". All'art. 2 si legge: "sono abrogate tutte le norme che prevedono reati in relazione al possesso, all'uso, alla distribuzione e al commercio delle droghe pur anche sintetiche di cui all'articolo 1". Questa è la proposta presentata a Palazzo Madama dall'ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga (Fonte Affari Italiani). Secondo Cossiga il Parlamento deve essere investito "del vero problema che è quello della liberalizzazione, e decidere chiaramente su di esso" R.C.G.  16.12.06

 

L'opposizione della maggioranza

Un gruppo di ben 51 parlamentari dell'Unione è contrario all'iniziativa di Livia Turco sul raddoppio della quantità di cannabis che è lecito detenere per uso personale. In questo senso, infatti, hanno firmato una lettera spedita al ministro Livia Turco, ai cofirmatari Mastella e Ferrero e, per conoscenza, ai ministri Bindi e Melandri affinché si promuova «un confronto vero e approfondito, finalizzato a riesaminare il provvedimento». La Turco si è dichiarata «disponibile a un confronto permanente» (e come potrebbe non esserlo visto che si tratta di parlamentari del suo stesso schieramento) ma sembra fermamente intenzionata a proseguire sulla sua strada. Certo è che, al di la del singolo episodio, vengono ora grossi dubbi riguardo al fatto che l'attuale maggioranza voglia realmente sostenere la linea di Ferrero che propone anche il superamento delle sanzioni amministrative per il possesso di droga. A meno che ... il Governo di centro sinistra arrivato alla proposta di nuove norme non ponga la fiducia sulla questione per battere l'opposizione ma, soprattutto, per compattare la maggioranza: esattamente come avvenne con il Governo di centro destra. A questo punto, tuttavia, viene un dubbio: se a destra e a sinistra non esistono i numeri per approvare una nuova legge e se, a livello del Paese non esiste una opinione condivisa sulla questione, non sarebbe il caso di aprire un dibattito più ampio e, soprattutto, più elevato, nelle forme e nei contenuti anche a livello parlamentare? Se la droga viene considerata semplicemente un qualcosa che riguarda "ragazzi devianti" e "spacciatori di periferia" oppure un "divertimento" da negare o permettere a seconda delle proprie convinzioni personali ... allora va bene tutto. Se, però, la si considera per quello che è, ovvero un insieme di sostanze psicoattive, per lo più dannose,  ma anche una moneta di scambio ed uno strumento di colonizzazione correlato agli equilibri mondiali, alle politiche internazionali  ed alle azioni di un insieme di organizzazioni commerciali globalizzate, molto potenti ed organizzate che rappresentano un potere alternativo ai governi ed alla società civile ... allora .... pensare bene e condividere l'azione, anche in modo bipartisan, dovrebbe essere la strada da percorrere. Per ora preferiamo dibattere sul quanto sia giusto che i "ragazzi" abbiano in tasca 20 o 40 spinelli. A questo è ridotto il dibattito politico nel nostro Paese?     

R.C.G. 18.11.06

 

 Un pacco di droga 

Il narcotraffico gestito attraverso pacchi postali è aumentato in tutte le aree del mondo. Per questo motivo un organo antidroga dell'ONU, il JIFE (Junta Internacional de Fiscalización de Estupefacientes) ha raccomandato a tutti i Governi di predisporre atti legislativi opportuni e di rinforzare, comunque, i controlli sulle società internazionali di smistamento pacchi. (Fonte ADUC 16 11.06)

 

 Una nuova legge sulla droga 

Una nuova legge sulla droga arriverà al Consiglio dei Ministri nei primi mesi del 2007. Così ha affermato il Ministro Ferrero a Radio Popolare di Milano il 15.11.06. Superamento della tabella unica con distinzione tra i vari tipi di droga, superamento delle sanzioni amministrative sul consumo, prevenzione e riduzione del danno sono i cardini su cui dovrebbe basarsi la nuova legge ma è in corso una discussione per trovare un testo condiviso. Dice il Ministro "E' una fase fluida. Non farei un buon servizio a cristallizzare delle posizioni quando siamo in una fase di discussione fluida", rispondendo all'intervistatore che gli chiede di precisare quali sono i punti di ampio accordo e quelli in discussione. Sarebbe interessante anche capire chi e come verrà consultato in merito e quale ruolo avranno, nella discussione gli operatori e le organizzazioni dei settore. Nel frattempo, per capire cosa bolle in pentola, fonti bene informate fanno riferimento ad una proposta di legge a prima firma Boato (ma firmata anche da numerosi altri parlamentari tra cui Livia Turco) della precedente  XIV Legislatura, quando l'attuale maggioranza era all'opposizione. Ne consiglio una attenta lettura. PROPOSTA DI LEGGE N. 4208 . Molti osservatori credono che, data l'attuale composizione della maggioranza, sarà molto difficile che simili proposte vengano approvate. Il Ministro Ferrero, tuttavia, sembra fiducioso di trovare una soluzione in grado di scardinare i principi della Fini - Giovanardi, attualmente in vigore. Anche Livia Turco sembra appoggiare questa linea pur dicendo qualcosa di diverso: "Sono ferocemente contraria a ogni tipo di droga: non solo tolleranza zero, ma anche consumo zero, ma il consumo va combattuto con l’educazione e anche con la punizione ma senza lo strumento penale (Fonte La Stampa Web)". Tra escludere lo strumento penale per combattere il consumo di droga e superare anche le sanzioni amministrative ad esso collegato c'è una differenza non da poco. Forse è questa la situazione "fluida" cui si riferisce Ferrero? Qualcuno, intanto, soprattutto al centro, incomincia ad appellarsi a Prodi per impedire quella che incomincia a prospettarsi come una possibile svolta antiproibizionista mentre l'Osservatore Romano è lapidario "Difficile da comprendere l'entusiasmo di un Ministro che, almeno istituzionalmente, dovrebbe avere a cuore la salute, appunto, dei cittadini". Nel frattempo arrivano affermazioni positive e di appoggio all'iniziativa di Livia Turco che sembra, tra l'altro, intenzionata ad intervenire anche su altre sostanze oltre ai cannabinoidi. Esistono, però, altre posizioni ferocemente negative che spostano il focus della discussione dal consumo allo spaccio.. Ecco cosa scrive Davide Giacalone, editorialista di Libero: "Vi do una notizia: è stato legalizzato lo spaccio. Prima sotto i 500 milligrammi, ora sotto al grammo neanche comincia l'azione penale, ma, attenti, la novità è meno di niente. Quei quantitativi si riferiscono al “principio attivo” ovvero ad una dose che non è valutabile ad occhio nudo. Quindi se domani, grazie alla Turco, si verrà fermati dai Carabinieri con un grammo di erba la procedura cui si viene sottoposti è del tutto identica a prima, perché si deve accertare di cosa e quanto trattasi. Restano immutate le sanzioni amministrative, tipo ritiro della patente. Insomma, gli unici che sapranno infilarsi nella nuova norma sono gli spacciatori, appunto". (R.C.G. 15.11.06)

 

Cannabis: raddoppia la dose
 

Innalzato da 500 a 1000 milligrammi il quantitativo massimo di cannabis espresso in principio attivo che puo' essere detenuto per uso personale . In base al decreto ministeriale emanato da Livia Turco, i cittadini che saranno trovati in possesso di quantitativi sotto questo limite potranno essere oggetto solo di sanzioni amministrative. (Fonte Ansa). ''Con questo provvedimento - sottolinea il ministro - abbiamo operato al fine di una prima correzione amministrativa delle tabelle contenenti i valori massimi quantitativi delle sostanze stupefacenti per uso esclusivamente personale. Con cio' non si intende liberalizzare l'uso della cannabis ma, molto piu' responsabilmente, far rientrare tali comportamenti nocivi per la salute tra gli atti da prevenire e non da reprimere con pene che possono arrivare fino al carcere. Il problema della droga, e' bene sottolinearlo ancora una volta, sta nell'illegalita' diffusa attorno al traffico e al commercio e non nel consumo individuale, contro il quale non servono ne' il carcere ne' i ricoveri coatti. La cosiddetta 'tolleranza zero' verso i consumatori - conclude il ministro - non e' infatti riuscita a scardinare il business della droga in nessuna parte del mondo, mentre la via giusta e' quella dell'accoglienza sociale per le persone e le famiglie che vivono il dramma della droga, decriminalizzando le condotte legate al consumo e concentrando il lavoro delle Forze dell'ordine e della Magistratura verso i veri criminali che sono i trafficanti e gli spacciatori'' (Fonte ASCA) 13.11.06
 

 

Quella strana confusione

Via libera del governo all'utilizzo dei derivati della cannabis per la terapia del dolore. Nulla a che vedere con lo spinello, quindi: si tratta di farmaci che possono, ad esempio, essere affiancati agli oppiacei in pazienti affetti da tumori. La ministra Turco è molto precisa su questo punto: l'obbiettivo è ''alleviare il dolore del malato ogni volta che ciò e' possibile''. Ma non tutti sono così chiari all'interno della stessa maggioranza di governo.  Afferma Francesco Caruso, deputato di Rifondazione comunista, ben rappresentando una situazione più generale: ''Con l'approvazione in consiglio dei ministri del decreto sull'uso terapeutico della cannabis viene ristabilita, una verità scientificamente provata da ormai diversi decenni: la cannabis non fa male, anzi" (fonte ANSA - www.antiproibizionisti.it). L'intenzione di Francesco Caruso è esplicita, visto che ha depositato una proposta di legge sulla legalizzazione dell'autocoltivazione della cannabis come misura di contrasto contro le mafie e il proibizionismo.

Mi permetto una osservazione: non è vero che se un prodotto può essere usato come farmaco .... allora non fa male. Può essere che la dichiarazione di Caruso faccia parte di un contesto più ampio poi riassunto perdendo parte del significato originale, ma l'ho riportata perchè emblematica di una posizione generalizzata ed errata: se può essere usata per curare ... fa bene. Qualsiasi farmaco può presentare vantaggi e svantaggi per la salute e per la qualità della vita. Utilizzarlo in modo improprio genera solo svantaggi. Pensiamo, ad esempio, alla morfina, al nitrito di amile (popper), al GHB, alla ketamina, alle stesse amfetamine, agli ormoni, agli psicofarmaci ecc. Si tratta di sostanze che hanno una efficacia terapeutica scientificamente dimostrata ma non per questo è possibile dire che non facciano male. Anzi direi che sicuramente fanno male se utilizzati a sproposito.

Perchè allora confondere il potenziale terapeutico di una sostanza con la bontà del suo uso a fini edonistici?  I derivati della canapa possono essere usati a fini terapeutici.  Fumati  hanno molti effetti piacevoli ma il loro uso può provocare diversi problemi per la salute psicofisica di chi li consuma. Il loro potenziale cancerogeno è noto e, con un uso continuo o con dosaggi elevati presentano, tra l'altro, seri rischi per la salute mentale. Al momento del consumo alterano alcune capacità fondamentali costituendo un pericolo per chi guida o per chi svolge lavori che richiedano particolare attenzione. Ci sono altre sostanze, anche legali, che possono essere ancora più pericolose ma non è questo un motivo per sottovalutarne gli effetti dannosi. 

Legalizzare o meno l'uso di alcune sostanze è una scelta politica complessa ma, a mio avviso, è resa ancor più complessa da questa strana confusione che, francamente, non capisco a chi sia di vantaggio. R.C.G. 20.10.06

 

Politica in stato di ebbrezza

«So bene che le mie dichiarazioni verranno stigmatizzate come quelle di un ministro mattacchione, ma bisogna che la politica rompa il velo dell’ipocrisia per combattere una doverosa battaglia culturale contro la costruzione dell’immaginario della paura». A proposito delle Iene: «Loro fanno male a fare scherzi, ma il Parlamento è pieno di persone che usano droghe e poi promulgano leggi proibizioniste che non riguarderanno mai loro stessi. Finiamola con la politica ipocrita!» Così ha dichiarato il Ministro Ferrero ad un convegno sulle tossicodipendenze (Fonte La Stampa 14/10/06 pag.35) dicendo di essere rammaricato perchè  «non si riesce a discutere seriamente del dramma della tossicodipendenza, ma ogni ragionamento articolato sulle politiche di riduzione del danno per i tossicodipendenti e i cittadini viene trasformato in un teatrino politico». Lo sostengo da un pezzo. Direi che non solo le politiche di riduzione del danno vengono trasformate in un teatrino. Continuo, inoltre, ad essere molto  preoccupato se, come ancora una volta afferma il Ministro, "il Parlamento è pieno di persone che usano droghe"! Non penso appartengano ad una sola coalizione. La tolleranza va bene, sosteniamo "rigorosamente la prerogativa di ogni cittadino alla difesa della privacy" come sostiene giustamente il Presidente Bertinotti, ma sarebbe, poi, così sbagliato pretendere, per chi guida il Paese, le stesse norme precauzionali previste per chi guida un veicolo? E' un errore evitare la politica in stato di ebbrezza? E' un errore pensare che se non esiste una vera strategia antidroga nel nostro Paese non sia il frutto del caso?   R.C.G. 15.10.06

 

Chi rappresenta cosa ... e perchè? 

La Società Italiana di Alcologia (S.I.A. ) "Verifica per l’ennesima volta il venir meno di quelle basilari condotte di condivisione, concertazione, oltre che di rispetto dell’altro, che dovrebbero caratterizzare la coesistenza tra le nostre associazioni (nella Consulta delle Società Scientifiche N.d.A.). Prende atto di azioni, prese di posizione ed iniziative profondamente condizionate da interessi di parte, con la rinuncia ad una autonomia di giudizio, rischiando un collateralismo politico che pratica con eccessiva disinvoltura i binari della doppia morale. Riscontra infine il rinnovarsi di episodi emblematici dell’incapacità del rispetto di regole e principi di convivenza civile e democratica che sono alla base di un agire etico e responsabile".

Per leggere un mio commento

 

 

Controlli obbligatori in Spagna

In Spagna verranno eseguiti controlli a campione (ed a sorpresa!) per rilevare l'eventuale consumo di alcol e droghe nei piloti di aerei,  negli addetti ai passeggeri ed a tutto il personale (controllori di volo, meccanici, tecnici). I controlli saranno eseguiti da medici ed infermieri accreditati presso l'Aviazione Civile.  In caso di risultato positivo di un primo test di screening  verrà effettuato un secondo esame, ossia l'analisi della saliva, con possibilità di controanalisi in laboratorio. Se il consumo di droghe venisse accertato, per i piloti scatterebbe il ritiro della licenza. E' allo studio dell'Avvocatura dello Stato e' la possibilità o meno di sottoporre ai test anche gli equipaggi stranieri.(Fonte ADUC).

(RCG 19.10.06)

 

Alcol e minorenni

Il divieto di «vendere e somministrare» nei locali pubblici bevande alcoliche ai minorenni è durato una settimana e non è mai entrato in vigore ma, per quanto è durato, ha sollevato un discreto numero di polemiche. L'articolo 90 della legge Finanziaria, che estendeva anche il divieto di vendita di alcolici nelle aree di servizio lungo le autostrade, è stato stralciato dalla legge finanziaria perchè definito «di carattere ordinamentale e organizzatorio che non comporta effetti finanziari né concorre in via strumentale ai fini della manovra di bilancio». Il tutto passerà al dibattito parlamentare e, probabilmente a lungo, saremo tranquilli: i minorenni potranno continuare ad acquistare e bere liberamente alcolici ed eventualmente, in caso di bisogno impellente, potranno farlo, assieme agli adulti, di notte lungo le autostrade. In fondo il binomio velocità - alcol è ben rappresentato anche da campioni del mondo dello sport. D'altra parte vi è una buona parte della società che ha una visione particolare dei "consumi" di sostanze lecite (ed anche  illecite) ben rappresentata sul Corriere della Sera  (5 ottobre 2006, p.40) da Severgnini quando afferma "Sia chiaro: è bene non bere, da ragazzi. Ma se c'è un modo sicuro per spingere un sedicenne verso la bottiglia, è renderla illegale. L'ebbrezza dell'alcol infatti non è niente, rispetto alla goduria dell'infrazione".

Ma quando e per cosa, dunque, porre dei limiti?  Severgnini si riferisce ad indicazioni Europee sbagliate, a suo avviso, quando sembrano propendere per un approccio proibizionista/nordeuropeo che avrebbe  dimostrato di non funzionare; giuste, invece, "sulla necessità dei controlli sulle strade (in Italia, ridicoli) e sul divieto di pubblicità degli alcolici". Per Severgnini "alcune pubblicità televisive appaiono soavemente irresponsabili (o vagamente delinquenziali, dipende dai punti di vista). Spacciano infatti l'equazione alcol=fascino & felicità".

Nel frattempo, ancora una volta, rimaniamo sospesi nel vuoto. Per ora nessuna misura restrittiva di tipo proibizionista/nordeuropeo e nemmeno di maggior controllo sulle strade o di divieto di pubblicità. Poi si vedrà. Forse è una nuova strategia: in assenza di regole nessuno proverà la goduria di infrangerle. (RCG 9.10.06)

 

Cose da Iene  

Secondo la trasmissione le Iene, che andrà in onda Martedì 10 ottobre, un deputato su tre usa droghe (fonte La Repubblica.it).  Il test, eseguito su 50 deputati a loro insaputa, dimostrerebbe che un onorevole su tre fa uso di stupefacenti. Il 32% degli 'intervistati' è risultato, infatti, positivo: di questo il 24% (12 persone) alla cannabis, e l'8% (4 persone) alla cocaina. Se è vero che il test (drug wipe), come qualsiasi analisi di questo genere, può presentare margini di errore è anche vero che il risultato non può che destare sconcerto. D'altra parte lo stesso Ministro Ferrero, non molto tempo fa, alla domanda   "L'uso di Cocaina è diffuso tra i politici?" aveva risposto “Assolutamente sì" (vedi approfondimento ).   Capezzone oggi afferma: "Dal canto mio, ho sempre detto che, se un cane poliziotto entrasse in alcuni luoghi della 'politica ufficiale', prima gli andrebbe in tilt il naso e poi si arrenderebbe...". Giovanardi dichiara "Se le Iene vogliono dire che anche in Parlamento c'è chi consuma cocaina scoprono l'acqua calda".  Da anni vado sostenendo che la diffusione del mercato della droga non riguarda solo "ragazzi" e che le interazioni realizzate con la vendita o la cessione di droghe a persone che occupano posti chiave nel mondo della politica, dell'informazione e della finanza può essere utilizzata gradualmente per provocare una sorta di colonizzazione della società civile. Ora si può anche sorridere o scandalizzarsi ma incomincia a diventare più chiaro perchè sia così difficile, nel nostro Paese, costruire e rendere operative efficaci strategie antidroga mentre è così facile inibirle, di qualunque colore esse siano. Il segnale dato dalle Iene ma, ancora di più, le dichiarazioni dei nostri parlamentari rivelano una situazione preoccupante su cui è necessario interrogarsi ed intervenire, prima che sia troppo tardi. Il problema, a questo punto, è chi possa intervenire e ... come.  Uno dei deputati "testati", Tommaso Pellegrino dei verdi, ha sostenuto (Fonte Antiproibizionisti.it) ''Non ho nulla da nascondere, non faccio uso di droghe e sono pronto a sottopormi anche ad altri test ma i deputati, come tutti i cittadini, sono liberi di fare ciò che vogliono della propria vita. Senza, naturalmente, arrecare un danno agli altri''. Il principio teorico generale può anche essere corretto, ma è proprio sulla possibilità di prevenire ed eventualmente ridurre i danni provocabili agli altri che, forse, sarebbe necessario un approfondimento. A mio avviso, ad esempio, ruoli importanti e decisivi per l'intera società, come quelli del parlamentare, non possono essere svolti in stato di alterazione mentale. (RCG 9.10.06)

L'Autorità garante della privacy ha disposto il blocco della messa in onda del servizio delle Iene per «raccolta illecita di dati di natura sensibile in quanto attinenti allo stato di salute».

 

 

Offuscati dalla polvere

Dura lettera aperta di Don Mimmo Battaglia, Presidente della FICT (Federazione Italiana Comunità Terapeutiche). Alcuni passi della lettera "... le jene prendono a calci le regole democratiche, giocando il loro ruolo in questo grande fratello di intercettazioni spiattellate senza rispetto e senza autorizzazione, di prove estorte con l’inganno. Per promuovere alla grande la loro nuova stagione in tv, rivelando infine il segreto di Pulcinella.
Con il medesimo atteggiamento i parlamentari coinvolti hanno la doppia veste di chi scrive le regole e le aggira, di chi studia le politiche contro le dipendenze ma senza denunciare il proprio pusher personale, anzi finanziandolo.
In questo doppio gioco di informazioni continue ed opposte, l’unico messaggio che emerge chiaro e distinto dalla nube di parole è: tutto è lecito!

Per leggere la lettera aperta
 

 

 

Deludente incerto debole

Itaca Italia critica duramente il Governo e afferma "Una cosa è certa: l'avvio del Governo Prodi per quanto riguarda i temi delle dipendenze (legge, Ministeri, azioni e progetti) può essere considerato in una sola maniera: deludente, incerto, debole". Lo fa in una recente news letter che riporta, tra l'altro "indiscrezioni sulla vicenda della legge Fini Giovanardi e sull'impegno dell'Unione a cancellarla". Le "indiscrezioni" dovrebbero essere attendibili e degne di nota. Alcuni esponenti di Itaca Italia , infatti, sono vicini all'attuale compagine di maggioranza. e direttamente o indirettamente, coinvolti nella costruzione delle politiche governative. Per questo colpisce particolarmente la posizione dell'Associazione.

Parlando della attuale legge la newsletter dice: "La prima novità è che alla sua semplice abrogazione ostano numerosi passaggi: non è possibile per decreto, il passaggio alle Camere sarebbe a rischio, non ci sono certezze sullo scenario che si aprirebbe alla cancellazione delle norme tanto contestate, il Presidente della Repubblica è contrario alla "strategia dei Decreti". E' stato annunciato un parziale aggiustamento delle tabelle (nel senso di aumentare le dosi massime consentite), soprattutto per quanto riguarda la cannabis. Ma, anche qui, i problemi non sembrano essere pochi. Infine, circola la notizia di uno "spacchettamento" della proposta di legge: si depositerebbero una proposta per la parte dell'approccio penale ed un'altra per quanto riguarda il sistema degli interventi. Se così fosse, esprimiamo la nostra più viva contrarietà: isolare e dividere i due aspetti non ci soddisfa, soprattutto per la naturale conseguenza: tutta l'attenzione al trattamento giudiziario (alla depenalizzazione, sulla quale abbiamo espresso sempre il nostro accordo convinto e partecipe) e tempi lunghi ed incerti (soprattutto, incerti) per il sistema degli interventi". (RCG 2.8.06)

 

 

Depenalizzeremo lo spinello

«Depenalizzeremo lo spinello. Il consumo di sostanze non può essere trattato come un crimine. Entro il mese di settembre sarà pronto il disegno di legge da presentare in Parlamento. Al centro ci sarà una diversa filosofia. Niente carcere. La droga non può essere considerato un problema di ordine pubblico, né si può criminalizzare il consumatore». Così si è espresso il Ministro Ferrero in una intervista al Messaggero del 3.9.2006.  «Sì, abrogheremo la legge Fini-Giovanardi e si tornerà alla distinzione tra droghe leggere e pesanti. Non si può mettere sullo stesso piano cannabis ed eroina. A ciò si aggiunge l'eliminazione delle sanzioni amministrative, che nella vita di un ragazzo producono lo stesso effetto di una sanzione penale. Mi riferisco al sequestro dei documenti, della patente, del passaporto, dell'auto o del motorino. Misure adottate quando una persona è sotto l'effetto di droga, ma anche quando ha solo uno spinello in tasca». (4.9.06)
 

 

Cocaina Verona Congress

Seguendo il link è possibile leggere un documento in dieci punti che sintetizza le conclusioni e parte delle relazioni presentate al Cocaina Verona Congress del 5 - 6 - 7 giugno 2006. Il documento è ricco di rimandi al materiale del congresso disponibile su Internet. (RCG 14.7.06)

per leggere la sintesi

 

 

 

 La tossicodipendenza ... figlia di un Dio minore

di Don Mimmo Battaglia

Don Mimmo Battaglia, Presidente della FICT , ha scritto una lettera aperta dove analizza  lo scenario attuale di diffusione delle sostanze d'abuso e la cruda realtà in cui si trova il sistema di intervento. "In questo scenario", dice tra l'altro, "ne usciamo tutti perdenti. I nostri figli non hanno speranza". Poiché ne condivido i contenuti, i toni e gli intenti, ho deciso di contribuire alla divulgazione della lettera accostandola al mio articolo "Agonia e morte del sistema di intervento sulle tossicodipendenze".  La lettera del Presidente della FICT è uno scritto duro e amaro ma anche aperto alla speranza ed al dialogo. Ne consiglio caldamente la lettura.  (R.C.G. 25.7.06)

PER LEGGERE LA LETTERA APERTA DEL PRESIDENTE FICT

 

 

Deludente incerto debole

Itaca Italia critica duramente il Governo e afferma "Una cosa è certa: l'avvio del Governo Prodi per quanto riguarda i temi delle dipendenze (legge, Ministeri, azioni e progetti) può essere considerato in una sola maniera: deludente, incerto, debole". Lo fa in una recente news letter che riporta, tra l'altro "indiscrezioni sulla vicenda della legge Fini Giovanardi e sull'impegno dell'Unione a cancellarla". Le "indiscrezioni" dovrebbero essere attendibili e degne di nota. Alcuni esponenti di Itaca Italia , infatti, sono vicini all'attuale compagine di maggioranza. e direttamente o indirettamente, coinvolti nella costruzione delle politiche governative. Per questo colpisce particolarmente la posizione dell'Associazione.

Parlando della attuale legge la newsletter dice: "La prima novità è che alla sua semplice abrogazione ostano numerosi passaggi: non è possibile per decreto, il passaggio alle Camere sarebbe a rischio, non ci sono certezze sullo scenario che si aprirebbe alla cancellazione delle norme tanto contestate, il Presidente della Repubblica è contrario alla "strategia dei Decreti". E' stato annunciato un parziale aggiustamento delle tabelle (nel senso di aumentare le dosi massime consentite), soprattutto per quanto riguarda la cannabis. Ma, anche qui, i problemi non sembrano essere pochi. Infine, circola la notizia di uno "spacchettamento" della proposta di legge: si depositerebbero una proposta per la parte dell'approccio penale ed un'altra per quanto riguarda il sistema degli interventi. Se così fosse, esprimiamo la nostra più viva contrarietà: isolare e dividere i due aspetti non ci soddisfa, soprattutto per la naturale conseguenza: tutta l'attenzione al trattamento giudiziario (alla depenalizzazione, sulla quale abbiamo espresso sempre il nostro accordo convinto e partecipe) e tempi lunghi ed incerti (soprattutto, incerti) per il sistema degli interventi". (RCG 2.8.06)

 

Relazione al Parlamento 2005

Aumenta diffusione e consumo di droghe illegali nella popolazione Si stima che, nel 2005, 3.800.000 Italiani abbiano fatto uso di cannabis (contro i 2.000.000 del 2001), fra questi mezzo milione ha fra i 19 ed i 21 anni. raddoppiano anche i consumatori di cocaina che passano da 350.000 stimati nel 2001 a 700.000 stimati nel 2005. Diminuiscono invece gli  utilizzatori di eroina.

Per leggere la relazione

 

 

 Un sistema al collasso

Anche il cartello "Non incarcerate il nostro crescere" denuncia il "rischio di collasso" del sistema Pubblico - Privato Sociale. "Lo mantengono ancora in piedi solo tenui fili, la dedizione degli operatori, lo sforzo dei responsabili".

Il cartello invita Stato e Regioni "a dare risposte in controtendenza".   (Fonte Aduc )

 

CHIUSO IL DIPARTIMENTO NAZIONALE PER LE POLITICHE ANTIDROGA

Dal 18 LUGLIO 2006 il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga (DPNA) non esiste più, abolito con la legge 233 del 17 luglio sul riordino dei ministeri. La competenza specifica della lotta alla droga torna così al Ministero della Solidarietà Sociale (ex welfare). Il motivo della chiusura è molto specifico e dichiarato nella Relazione al Parlamento 2005 dal Ministro Ferrero: "Si è voluto operare in questo senso perché è convinzione del Governo in carica spostare l’asse degli interventi da un approccio marcatamente penale e repressivo ad uno sociale ed includente". (RCG  23.7.06) 

 

10 anni Fuoriluogo

Fuoriluogo, organo di informazione sul tema droga di orientamento anti-proibizionista, compie dieci anni ma, ora, è in difficoltà economiche legate a quelle del Manifesto. Così non sarà più lo stesso. I redattori si sono auto-tassati e, da settembre, diventerà un inserto mensile. Sul sito di fuoriluogo è possibile leggere il numero del decennale

 

SERT e MAFIA?

"In Sicilia il dott. Giorgio Serio, noto psichiatra, da 15 anni dirigente SerT, responsabile da 7 anni del Dipartimento delle Dipendenze della ASL 6 di Palermo, una delle più popolose e problematiche d’Italia , è stato sostituito nell’incarico da un medico senza esperienza diretta né dei Servizi delle Dipendenze né delle attuali problematiche del settore." Così si esprime un comunicato di FederSerD che si chiede anche "come mai viene colpito un Dipartimento delle Dipendenze vero, non nominale, come assai pochi ce ne sono in Italia e certamente in Sicilia?"

Per leggere il documento FederSerD

 

 

Cocaina, politici e camere del buco

L'uso di Cocaina è diffuso tra i politici? “Assolutamente sì - ha risposto il Ministro Ferrero a Radio Radicale - lo si è visto da qualche inchiesta giudiziaria di qualche anno fa, ci sono droghe che circolano nei ‘palazzi’ questo è assolutamente evidente, e forse non è nemmeno un caso che le tabelle derivate dall’azione del ministro Storace fossero più permissive sul versante cocaina che non sul versante cannabis per quanto riguarda la quantità di principio attivo” (fonte APCom 12.6.06).

per leggere un commento

 

La FICT apre il dialogo con il Governo

"La FICT vede con soddisfazione l’apertura di spazi di dialogo costruttivi con il Governo attraverso il Ministro della Solidarietà Sociale, On.le Paolo Ferrero". Così inizia un comunicato delle Federazione Italiana Comunità Terapeutiche che afferma, tra l'altro, "Nell’incontro avuto ieri, a Roma, tra il Consiglio di Presidenza della FICT e il Ministro sono state riscontrate convergenze su alcuni punti essenziali rispetto al fenomeno delle dipendenze". La FICT accoglie, inoltre con favore "la proposta di dialogo allargato ripresa il 26 giugno da Lucio Babolin – Presidente del CNCA – in occasione della XVIII Giornata Mondiale contro la droga". Il Presidente della FICT, Don Mimmo Battaglia, "si è soffermato sull’attuale legge che mira più al controllo sociale che ad affrontare il vero problema della tossicodipendenza" durante un colloquio in cui, dice il comunicato della Federazione, "il Ministro Ferrero ha concordato sulla necessità di costituire al più presto un’ampia rete nazionale di soggetti per approdare ad una nuova conferenza che porti a normative efficaci e condivise, valorizzando la ricchezza dei diversi saperi".

Mi sembra che quelle che avevo definito, riferendomi al CNCA, "prove tecniche di dialogo " stiano, finalmente, dando i primi risultati.  Il richiamo della FICT alle giuste parole di Babolin (CNCA) ne è la dimostrazione. Chiude il comunicato una frase che non posso che sottoscrivere anche perchè in sintonia con una esortazione che faccio da tempo "Il nostro augurio è quello di ripartire da quanto ci unisce e non da quello che ci divide".  (RCG 5.7.06)

.Per leggere il comunicato FICT

 

Le ragioni di Ferrero
 

"Il mio intento è quindi quello di rompere il velo di ipocrisia che copre la farisaica distinzione tra sostanze legali e illegali quando invece il problema è distinguere tra sostanze nocive e no, tra comportamenti a rischio o no. Perché un ragazzo che viene sorpreso per due volte a fumare spinelli è trattato come un delinquente mentre sui nostri schermi televisivi scorrono in continuazione pubblicità di superalcolici nelle quali il consumo degli stessi è associato al successo nella vita?

Di questo mi piacerebbe si cominciasse a discutere con meno pregiudizi, anche al fine di poter costruire un quadro legislativo in cui si passi dalla repressione dei consumatori all’informazione e alla prevenzione diffusa, accompagnata dalla repressione dura del narcotraffico ".

Così si esprime il Ministro Ferrero su "Liberazione" del 20/07/2006, p.1. A mio avviso ha assolutamente ragione a voler affrontare l'argomento. Il problema è che, purtroppo, proprio in questo campo, troppo spesso,  i pregiudizi offuscano la ragione. RCG 23.7.06

 

 

Prove tecniche di dialogo

 

"Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA)  chiede a tutte le forze politiche e sociali di aprire una discussione sul tema droghe non ideologica, ma attenta esclusivamente al benessere della persona tossicodipendente. Per saperne di più

 

 

26 Giugno 2006

Tra risultati del referendum e partita della Nazionale di calcio, ancora una volta, il 26 giugno, inteso come Giornata Mondiale della lotta alla droga, ha rischiato di passare sotto silenzio. Poca attenzione, ad esempio è stata data al tema proposto dalla Nazioni Unite "Drugs are not child’s play", forse perchè considerarlo alla lettera ci porta al di fuori delle retoriche abituali di cui amiamo infarcire la questione. Tuttavia bisogna anche dire che ben tre Ministri si sono espressi in tema di droga manifestando una volontà di azione senz'altro interessante. Livia Turco si è detta intenzionata a "elevare, con atto amministrativo, il quantitativo massimo di cannabis detenibile senza incorrere nella presunzione di spaccio e in provvedimenti punitivi fino all'arresto e al carcere". Così facendo è finalmente uscita dallo strano e ambiguo gioco delle dosi soglia per la definizione di un indizio di reato riferite a scelte tecniche e non politiche. Sanzionare (o non sanzionare) per il possesso di una droga è una scelta politica ed è giusto che la Ministra se ne assuma la responsabilità. Ma Livia Turco si è spinta più in la dichiarando che l'azione in questo campo non si fermerà alle modifiche legislative ma si estenderà alla messa a punto di un programma di 'prevenzione primaria' e di 'prevenzione secondaria precoce'. Rispettare questo impegno non sarà semplice, se si vorrà andare al di là della solita, inutile campagna informativa (come se ne sono viste tante), ma la dichiarazione rivela la volontà di elaborare una strategia complessa ed è veramente un passo in avanti rispetto al programma dell'Unione che, in fondo, non sembrava prevedere altro se non l'abrogazione della legge Fini- Giovanardi. Uno sguardo di attenzione da parte della Ministra anche per "la verifica dello stato della rete dei servizi territoriali e delle opportunità del reinserimento sociale". Era ora! Ed è sempre Livia Turco ad annunciare la istituzione di "una Consulta sulle tossicodipendenze con gli operatori del pubblico e del privato, le associazioni familiari e dei consultori per promuovere insieme gli interventi e le politiche necessarie". Giovanna Melandri, Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, intanto, ribadisce il suo accordo con Livia Turco. Passa così quasi in secondo piano il Ministro Ferrero (delegato dal Presidente del Consiglio al coordinamento dell'azione antidroga) che, tuttavia, dichiara qualcosa di molto importante: la volontà di arrivare ad un "disegno di legge che punti alla modifica della legge Giovanardi-Fini sulle tossicodipendenze ma che, allo stesso tempo, introduca nuovi elementi rispetto alla precedente legge 309 Iervolino-Vassalli". Anche qui siamo oltre quanto previsto nel Programma dell'Unione. Ferrero vuole "dividere nettamente il consumo dallo spaccio, combattere le narcomafie, depenalizzare il consumo e togliere le sanzioni amministrative" (Fonte ADUC). Anche il Ministro parla dell'istituzione di una Consulta in cui ''ci siano dentro tutti i soggetti che si occupano di lotta alle tossicodipendenze, e dove si possa ricostruire una politica di tutto il sistema". "Ci devono essere tutti, a prescindere dall'orientamento politico o scientifico'' - ha precisato il Ministro (Fonte Agr). Dunque la macchina governativa riparte, sebbene lentamente, e questa è una buona cosa anche se, evidentemente, l'opposizione non si è risparmiata una serie di critiche più o meno costruttive (per saperne di più richiamo quanto riportato dal Notiziario Aduc ). Evidentemente molto appare in assoluta discontinuità da quanto proposto dal precedente Governo ... molto ma non tutto visto che ancora una volta, almeno nelle intenzioni, a livello legislativo, si gira intorno alla normativa vigente abrogandone parti, aggiungendone altre  ma, alla fine, restando su un impianto originario vecchio di più di trent'anni.  Rivive la mai abbandonata tradizione della "Consulta degli Operatori e degli Esperti" un organismo potenzialmente utile ma storicamente male utilizzato (l'idea di metterci dentro "tutti" senza fissare espliciti criteri di rappresentatività e senza definire molto chiaramente compiti, funzioni e poteri della consulta stessa ... è da sempre uno dei problemi irrisolti che hanno portato a questo cattivo utilizzo). Nel frattempo muore il Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga.  Una scelta, di discontinuità a mio avviso, sbagliata. Questo organismo istituzionale, sito nella Presidenza del Consiglio, avrebbe potuto diventare uno strumento tecnico importante come cerniera tra il Sistema di Intervento, Governo, Regioni ed Organismi europei ed internazionali che si occupano di questo settore ben supportando l'azione del Governo in carica, concretizzandola operativamente. La sua potenzialità non è stata compresa, forse nemmeno dal precedente Governo, e, questo, ha determinato la sua fine prematura. Peccato: una occasione mancata che comporterà le usuali e note difficoltà di coordinamento tra Enti e Ministeri diversi in grado di impedire ai pensieri di trasformarsi in azioni sinergiche. In ogni caso guardiamo avanti (anche se penso che prima o poi un Dipartimento Nazionale dovrà essere ricostituito). Per ora mi sembra di notare come, quanto detto da Livia Turco, appartenga ad un ordine di proposte probabilmente più accettabile e sostenibile trasversalmente agli schieramenti di quanto detto da Paolo Ferrero. Il Ministro Ferrero, però, ribadisce la necessità di una consulta trasversale agli orientamenti politici e scientifici. Si tratta, quindi, di una proposta complessiva ancora "acerba"  ma che incomincia a delinearsi, almeno parzialmente, in apertura e non in chiusura. E' un segnale positivo che apre, al di la del gioco delle parti, uno spiraglio di dialogo tra Governo e opposizione. Speriamo possa essere colto.    (RCG 26.6.06)             

 

Ferrero e le stanze del buco

Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero si è dichiarato a favore della sperimentazione delle ‘shotting rooms’, le 'stanze del buco' ovvero luoghi protetti dove potersi drogare sotto controllo medico. Si propone, inoltre, di arrivare al fatto che ci sia non solo la depenalizzazione del consumo ma anche l' eliminazione delle sanzioni amministrative per consumo '', facendo inoltre ''un discorso forte nel Paese rispetto alla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti''.
(Fonte Adnkronos/Ign). A questo punto insorge l'opposizione ma anche parte della maggioranza. Rosy Bindi afferma " "Nel nostro programma non c'e' alcuna ipotesi di avviare la sperimentazione delle cosiddette 'stanze del buco'. Il ministro Ferrero ha espresso una posizione personale, che non e' quella del governo. Abbiamo preso l'impegno di abrogare la legge Fini Giovanardi, ma quell'impegno non puo' essere trasformato in un atteggiamento permissivo o di resa nei confronti della tossidipendenza. La scelta non e' tra un proibizionismo che fa scattare la galera anche per qualche spinello e la liberalizzazione delle droghe. Il nostro approccio e' sempre stato quello di prevenire, educare e non punire con l'obiettivo del consumo zero" (Fonte La Repubblica.it). Nel Frattempo Ferrero corregge il tiro: “Non ho proposto lo spaccio di Stato come sostengono alcuni esponenti della destra - afferma Ferrero - ma ho semplicemente sostenuto, in risposta a una domanda, che non ho preconcetti contro le sperimentazioni di riduzione del danno nel campo delle droghe. Si tratta di salvaguardare il piu’ possibile la salute delle persone e questo non mi pare un obiettivo deprecabile” (Fonte ANSA) 12.6.06.

Prodi stoppa Ferrero

All’esponente di Rifondazione comunista, che lunedì mattina aveva lanciato dai microfoni di Radio Radicale la proposta di sperimentare le cosiddette «stanze del buco», luoghi protetti per il consumo controllato di stupefacenti, il presidente del Consiglio, con telefonata dai toni pacati, ma perentori, ha immediatamente comunicato il seguente concetto: «Caro Paolo, l’idea da te illustrata non mi trova assolutamente d’accordo e, per questo, ti inviterei a specificare con la massima chiarezza e pubblicamente che stavi parlando a titolo personale». Clic e amici come prima.  (tratto da un articolo di Francesco Alberti -  Corriere della Sera del 14.6.06)

 

 

"Per una nuova politica sulle droghe in Italia"

Così si intitola l’iniziativa che il Ministro Ferrero  ha organizzato per Lunedì 26 giugno, nell’ambito della Giornata mondiale di lotta agli abusi e alle dipendenze da sostanze stupefacenti indetta dalle Nazioni Unite. “Compito della politica, rispetto a un argomento così complesso che attraversa il quotidiano di migliaia di individui - afferma la nota del Ministero che informa dell’iniziativa - e’ quello di contrastare le narcomafie e di supportare un sistema di interventi coerente e continuativo, che riconosce i diritti sociali e le libertà di scelta delle persone. Un sistema in grado di valutare le politiche di prevenzione e di informazione corretta sulle sostanze, di cura e riabilitazione, in grado di integrare le azioni di riduzione del danno e dei comportamenti a rischio” (Fonte www.antiproibizionisti.it). Il convegno, si terrà a Roma, presso la Sala del cenacolo della Camera dei Deputati, dalle ore 9,30 alle ore 13.30 (Partecipazione solo con invito). 

Durante l'iniziativa. probabilmente, verrà annunciata l'indizione di una NUOVA CONFERENZA NAZIONALE sulla droga per la primavera 2007. Anche in questo senso verranno nominati un nuovo Comitato Tecnico Scientifico ed una nuova Consulta degli Operatori e degli esperti.  (R.C.G 23.6.06) 
 

 

La FICT e la Cocaina

Cocaina: la FICT tra prassi e innovazione Esperienze a confronto nel contesto italiano”. Convegno a Roma il 22 giugno presso la Camera dei Deputati via del Pozzetto 158 dalle 9 alle 17. Il convegno è stato soprattutto una interessante giornata di lavoro per una Associazione che, partendo dall'analisi di una realtà dinamica ed in evoluzione, cerca le strade più opportune per proiettarsi nel futuro facendo tesoro della grande esperienza maturata negli anni. Avvicendamento tra Don Egidio Smacchia ed il nuovo Presidente, Don Mimmo Battaglia che ha espresso di voler “ampliare e consolidare quanto fatto e raggiunto finora” individuando come obiettivi prioritari per i prossimi tre anni:  “accrescere la presenza della FICT, consolidare i suoi contenuti ed intensificare le iniziative”. In ogni caso, ha dichiarato Battaglia  “la FICT è contro la legalizzazione di qualsivoglia sostanza d'abuso, non ritenendone nessuna innocua” Ribadita la necessità di istituire in tutta Italia i Dipartimenti per le dipendenze, gestionali e con un budget definito dove pubblico e privato sociale possano collaborare con pari dignità nel rispetto delle reciproche funzioni. Visita (a sorpresa) del Dott. Giovanni Serpelloni che ha ribadito l'apertura alla collaborazione e la non contraddizione di eventuali sperimentazioni del vaccino sulla cocaina con il lavoro sociale ed educativo, buttando, tra l'altro, acqua sul fuoco di chi, a livello mediatico, aveva definito l'iniziativa delle FICT una controconferenza (antivaccino). Presenti in sala, tra gli altri, molti operatori anche di SerT; Beppe Vaccari, responsabile del progetto Tossicodipendenze del dipartimento Welfare dei Ds ed Il Prefetto Pietro Soggiu che, nella passata legislatura, aveva coperto il ruolo di Commissario straordinario del Governo per il Coordinamento delle Politiche Antidroga. (RCG 22.6.06)

 

 

 "Sulle droghe procediamo uniti" ?

Durissima presa di posizione contro la presentazione di una possibile sperimentazione di un vaccino sulla cocaina in cui  il Cartello nazionale "Non incarcerate il nostro crescere" esprime il proprio dissenso rispetto all'approccio al problema droghe, e in particolare al consumo di cocaina, che emerge dal modo in cui è stata presentata la prossima sperimentazione nel Veneto di un vaccino contro la cocaina. Secondo il Cartello "Il termine stesso di "vaccino" appare come un affascinante farmaco immunizzante e salvifico che interviene su una patologia sanitaria, senza grande sforzo per la persona che ne fa uso" (per leggere tutto il comunicato ). Come se non bastasse lo stesso Cartello ha inviato una lettera a FeDerSerD (pubblicandola sul sito di Itaca Italia) in cui esprime "la propria sorpresa, il proprio dissenso e la propria irritazione per la decisione di questa associazione di incontrare il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero autonomamente". Anche in questo caso vengono usati toni molto duri parlando di "fughe in avanti e infantili protagonismi che dividono coloro che, invece, dovrebbero pensare e operare nella più ampia sintonia possibile" (per leggere la lettera a FederSerD ). La lettera si intitola "Sulle droghe procediamo uniti" ma, visti i toni ed i contenuti, questa espressione sembra più un ordine o una censura piuttosto che che una esortazione. Lo stesso fatto di pubblicarla rende evidente una frattura che, evidentemente, doveva essere rappresentata all'esterno del Cartello ma ... a chi?. Già ai tempi della partecipazione alla Conferenza di Palermo il Cartello "Non incarcerate il nostro crescere" aveva scelto una posizione molto netta del tipo "con noi o contro di noi" andando a definire come "nemici" tutti coloro che avevano deciso di partecipare alla Conferenza Nazionale indipendentemente dal loro pensiero o dalle loro intenzioni. Oggi percorre una strada similmente drastica anche in relazione ai rapporti col nuovo Ministro di organizzazioni amiche. Perchè?  (RCG 9.6.06)

 

FeDerSerD e il Ministro Ferrero

Il 31 maggio 2006 l'Ufficio di Presidenza di FeDerSerD ha incontrato il Ministro Ferrero. Ne è derivato un comunicato stampa interessante soprattutto perchè incomincia a dare una dimensione delle linee generali che verranno prossimamente seguite dal Ministero ... ma anche da FeDerSerd che, indubbiamente è una delle organizzazioni di punta nel settore. Partiamo proprio da qui. Il comunicato inizia con "abbiamo illustrato al Ministro le ragioni della nostra società scientifica che svolge anche un riconosciuto ruolo di rappresentanza dei servizi pubblici". Si tratta di una frase introduttiva che potrebbe passare inosservata se, in realtà non fosse un possibile indice di una trasformazione.

per leggere tutto l'articolo

Riccardo C. Gatti 3.6.06

 

A Paolo Ferrero la delega per le politiche antidroga

Paolo Ferrero, 45 anni, piemontese, componente della segreteria di Rifondazione comunista, è il nuovo ministro delle Politiche sociali. A lui va la delega per le politiche antidroga ed il compito di attuare quanto previsto nel programma del Governo Prodi tra cui abrogare la legge Fini - Giovanardi, attualmente in vigore. Esiste una grande aspettativa tra chi si è schierato contro questa normativa perchè venga abrogata nei primi cento giorni di Governo anche se, francamente, Prodi dovrà faticare non poco per compilare una lista di priorità di azione: molti sono i settori in cui, da più parti, viene chiesto un impegno immediato del Governo. Bisognerà anche vedere quale sarà la sorte del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga. Creatura del Governo Berlusconi e del Vicepremier Fini e collocato, a mio parere correttamente, nella Presidenza del Consiglio, poteva essere un importante (direi indispensabile)  meccanismo di cerniera tra mondi diversi ed in particolare tra Governo, Parlamento, Regioni, Organizzazioni ed Esperti del settore. In realtà così non è stato. Risucchiato nella logica dello scontro politico, forse anche suo malgrado, è stato indentificato più in uno strumento dello schieramento di maggioranza che in una istituzione di servizio. Vedremo, ora, cosa succederà. La scelta di affidare ad un esponente di Rifondazione la delega per le politiche antidroga, evidentemente, prefigura una posizione meno "centrista" di altre assunte, per esempio, con Rosi Bindi per la famiglia. Bisognerà anche vedere chi sarà nominato Direttore del Dipartimento Nazionale. Alcune indiscrezioni parrebbero ipotizzare l'attribuzione di questo incarico al numero due del Gruppo Abele: Leopoldo Grosso che, tra l'altro, ha rilasciato una dichiarazione (fonte Ansa) in cui auspica "che questo organismo abbia al vertice non “un alto commissario alla droga” ma “un pool di operatori, con forti competenze tecniche, che possano affiancare i funzionari ministeriali, e che faccia da raccordo tra questi ultimi e i politici”. Una sorta di “gruppo di coordinamento”, spiega, per “gestire una macchina così complessa”. L'idea potrebbe essere giusta per recuperare proprio quella funzione di cerniera che, come ho detto, è importantissima per costruire ed attuare, anche in rapporto con le Regioni, una strategia di azione che, da troppo tempo, nel nostro Paese manca. Certo non sarà facile evitare che, ancora una volta, il Dipartimento possa essere identificato in uno strumento di "schieramento". La speranza è che dall'esperienza (sebbene di chi ieri era alla maggioranza ed oggi è, invece, all'opposizione) si impari qualcosa e che questo aiuti a trovare la giusta collocazione di un organismo ancora giovane e fragile ma, non mi stancherò mai di dirlo, indispensabile. R.C.G. 18.5.06

Ecco una delle prime dichiarazioni del neo ministro “Bisogna innanzitutto abrogare la legge Fini-Giovanardi - puntualizza - per impedire ulteriori danni. Questa legge farà dei morti, bisogna subito mettere uno stop. Poi, va ricostruita una politica attiva sul fronte delle sostanze, che sfugga alla repressione e alla tenaglia dell’ordine pubblico”. Ferrero parla chiaramente di “politiche di riduzione del danno” e sottolinea la necessità di “riaprire il dialogo tra governo, società civile e operatori del settore, tutti gli operatori senza escluderne alcuno”. “Con quale formula costruire un percorso condiviso, se con una Conferenza nazionale o altro - precisa - si vedrà” (fonte Ansa).

 

 

 

Possibilismo di FeDerSerD 

Sebbene alcuni quotidiani abbiano riportato un "plauso" di FeDerSerD al Ministro Ferrero esiste una dichiarazione del Presidente Nazionale, Alfio Lucchini fatta il 12.6 all'ANSA e ripresa da ADUC che appare solo possibilista, più che plaudente. Dice Lucchini  "Le cosiddette 'stanze del buco, cioè luoghi dove i tossicodipendenti, con o senza la presenza di operatori, possano somministrarsi sostanze stupefacenti in modo sicuro, potrebbero servire in alcuni contesti sociali particolarmente problematici" e ancora "ci sono realtà metropolitane degradate che ci portano a riflettere anche rispetto a questa nicchia di necessita". Dunque l'organizzazione apre a possibili sperimentazioni ma con molta cautela e ponendo alcuni interrogativi quali "come definire il contesto, l'ambito della sicurezza, quali droghe ammettere, chi dovrebbe organizzare le strutture?" L''Organizzazione, tuttavia, sempre con molta cautela, rilancia il discorso verso la somministrazione controllata di eroina "che - dice il Presidente di FederSerD - è cosa ben diversa dalla stanza del buco. Si tratta, infatti, di un vero e proprio trattamento terapeutico da provare quando il tossicodipendente in cura non risponde ad altri trattamenti con i farmaci, ad esempio con il metadone. Chi si occupa di questo settore potrebbe garantire questa sperimentazione, con l'aiuto essenziale degli Enti locali". (R.C.G. 14.6.06)
 

 

Tabacco & droga

Un fumatore italiano su quattro mescola il fumo con la cannabis "o altre droghe". Così dice l'ultimo sondaggio dell'Eurobarometro. Secondo l'inchiesta Ue, l'Italia ha così il primato del mix fumo-droga. E' seguita dalla Spagna. Fra gli intervistati in Italia, l'11% ha affermato di mescolare le due sostanze "raramente", il 10% "a volte", e il 4% "molto spesso". (31.5.06 Fonte ADUC)

 

 

 

 

Le droghe non sono un gioco da bambini

Drugs are not child’s play, le droghe non sono un gioco da bambini, è il tema della campagna internazionale 2006 lanciata dall'’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) per sensibilizzare l'opinione pubblica sul potere distruttivo delle droghe e responsabilizzare la società affinché il benessere dei bambini sia sempre una priorità. Almeno 200 milioni di persone, cioè più del 5% della popolazione mondiale compresa fra i 15 ed i 64 anni, hanno fatto uso di sostanze almeno una volta negli ultimi 12 mesi. E i bambini? Anche i bambini risultano inclini al consumo e al traffico illecito di droghe. Tra i più vulnerabili vi sono i bambini di strada, che lavorano e vivono in condizioni disperate, i ragazzi e le ragazze che appartengono a famiglie di consumatori o trafficanti di stupefacenti. Questi bambini sono esposti sia a modelli di vita negativi, sia a comportamenti violenti che possono derivare dall’uso di sostanze. In alcuni casi i bambini hanno perso i genitori a causa di questa piaga e vengono accuditi da zii e nonni. Anche a scuola la situazione può presentare situazioni di rischio. La campagna ONU contro le droghe esorta gli adulti a proteggere i bambini. I genitori, i fratelli e gli altri membri della famiglia possono far sì che la casa sia un luogo sicuro per i bambini e che essi conoscano i pericoli associati all’uso di droghe. Insegnanti ed assistenti sociali hanno inoltre un ruolo da svolgere, vigilando sui segnali di allarme e prendendo provvedimenti per affrontare qualsiasi problema relativo alle droghe. Gli insegnanti possono fornire ai bambini informazioni sui rischi connessi all’uso di droghe e dare loro opportunità per discutere apertamente il problema. Anche altri individui ed organizzazioni possono e devono contribuire alla protezione dei bambini. Fra questi i media, le organizzazioni non-governative e le istituzioni governative. 4.6.06

Fonte UNODC

 

 

 

La tolleranza svizzera

Uno studio dell'Università di Zurigo pubblicato su Lancet riferisce che le politiche di tolleranza rispetto al consumo di droghe (tra cui i programmi di somministrazione controllata di eroina) avrebbero dato un deciso contributo alla riduzione del numero di eroinomani. Per la loro ricerca il sociologo Carlos Nordt e lo psichiatra Rudolf Stohler hanno utilizzato i dati raccolti in un registro che documenta i "percorsi" di circa 7000 persone trattate a Zurigo. Il numero di "neoconsumatori" ha raggiunto un picco di 850 persone nel 1990, ma poi si sarebbe ridotto grazie alla "politica dei quattro pilastri" a partire dal 1991. A fianco delle misure di prevenzione e di repressione, anche nuove forme di terapia, la distribuzione di eroina sotto controllo medico, e l'aiuto alla sopravvivenza dei tossicomani si sarebbero rivelati strumenti efficaci. Nel 2002 il numero di persone che avevano iniziato a consumare eroina è stato stimato in 150. "In Svizzera l'uso di eroina è considerato alla stregua di una malattia che dev'essere trattata da un medico, e non è visto come un atto criminale", ha dichiarato Carlos Nordt alla radio svizzerotedesca. "Il problema – ha aggiunto - non sono più i nuovi consumatori, ma i consumatori di lunga data" anche perchè se diminuiscono i nuovi consumatori, quelli cronici, secondo lo studio pubblicato su "The Lancet",  riescono  raramente a smettere.

(4.6.06 Fonte Swissinfo )

 

 

 

La nostra vita e la nostra libertà   

Addirittura le parole del Papa possono essere un buon argomento per riaccendere i fuochi di uno scontro mai sopito. In Polonia, al termine della Messa nella spianata del Blonie, recitando il Regina Coeli, Benedetto XVI ha ricordato che i ragazzi polacchi gli hanno consegnato un libro che raccoglie le loro dichiarazioni contro la droga, «Non la prendo, sono libero dalla droga». «Vi chiedo, come padre: - ha detto - siate fedeli a questa parola. Qui si tratta della vostra vita e della vostra libertà. Non lasciatevi soggiogare dalle illusioni di questo mondo». Carlo Giovanardi, parlamentare dell'Udc e responsabile della lotta alle tossicodipendenze nel governo Berlusconi, ha colto l’occasione per dichiarare: «sono assolutamente grato al Santo Padre per questa indicazione che dà ai giovani». Gli ha fatto eco il senatore di An Alfredo Mantovano dicendo: «sono certo che, dopo la favorevole accoglienza riservata ieri all'auspicio del cardinale Tettamanzi sul voto amministrativo per gli extracomunitari oggi la sinistra italiana riserverà eguale favorevole attenzione al richiamo del Santo Padre a Cracovia: la vita e la libertà sono messe in pericolo dalla droga». Il responsabile tossicodipendenze dei Ds, Giuseppe Vaccari, ha ribattuto «Giovanardi e i suoi hanno usato un sistema che invece di diminuire e di rendere più banale il rapporto dei giovani con le sostanze, proibendo e riportando tutto in una situazione di clandestinità e di illegalità ha solo reso le droghe più attrattive» mentre  Giovanni Russo Spena  ha dichiarato «Le parole del Papa non vanno strumentalizzate con un ideologismo proibizionista che ha fatto bancarotta in Italia e in Europa». Livia Turco, Ministro della salute, si è detta pienamente d’accordo con le parole del Papa affermando che «esprimono sentimenti e valori ispirati all’amore per la vita e all’attenzione per l’impegno sociale, che trovano pieno riscontro negli impegni assunti dal governo nei confronti delle nuove generazioni». La sua posizione, tuttavia, è considerata “non credibile” da Riccardo Pedrizzi di An: «Livia Turco e’ espressione di un Governo in cui il Ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, senza che nessuno dei suoi colleghi lo smentisse, ha già detto che vuole abrogare la legge Fini anti-droga e anti-spaccio, muovendosi in direzione di una politica pro-droga e pro-spaccio». Ma non mancano le critiche per lo stesso Benedetto XVI. Dice Franco Corleone, presidente di ‘Forum droghe”: «Ratzinger avrebbe fatto meglio ad andare al ghetto di Varsavia piuttosto che esercitarsi in espressioni di banalità non degne della sua capacità speculativa».  (Fonti ANSA – Il Tempo – Il Giornale.it – Antiproibizionisti.it). Interessante, tra tutte, la presa di posizione di  Paolo Cento, parlamentare dei Verdi e antiproibizionista che ha appena presentato una proposta di legge per l’abrogazione della Fini – Giovanardi: «Le parole del Papa non andrebbero strumentalizzate ma prese come spunto di riflessione (…) Il centrodestra sa benissimo che il problema non e’ la lotta alla droga e l’invito a non drogarsi, sul quale siamo tutti d’accordo, ma quale politica uno Stato civile deve avere per combattere la droga» (Ansa). Condivido e credo che anche la coalizione di centrosinistra sia convinta che l’importante sia, appunto, quale politica uno stato civile debba avere per combattere la droga. Il problema è che questa “politica” nel nostro Paese manca ormai da molti anni, indipendentemente dal Governo in carica. Forse non è mai esistita, se non come riflesso di decisioni proprie della politica internazionale. La “politica” non è fare una legge ma applicare una strategia condivisa in grado, tra l’altro, di valorizzare ciò che unisce e non ciò che divide e che possa sostenere realmente chi si occupa di prevenire, curare, prendersi cura e riabilitare indirizzandolo verso azioni sinergiche. Se l’impegno dei Governi, invece, consiste soltanto nel modificare una legge, qualunque sia la modifica, o nell’abrogarla per tornare alla legge precedente; se l’espressione di una opinione o di un parere, anche tecnico, di un' idea o di un ideale diventa solo una occasione strumentale di etichettamento e di avversità, anche a prescindere da ciò che effettivamente si afferma; se il destino reale è la definitiva mortificazione di chi sul campo cerca, in tutti i modi, e con mezzi ormai ampiamente inadeguati alla realtà, di opporsi realmente alla diffusione delle droghe ed al contenimento dei danni individuali e sociali che producono (così come oggi sta accadendo ai Servizi pubblici e del Privato no profit !!) allora, veramente, l’unica possibilità residua è l’esortazione del Papa: «Qui si tratta della vostra vita e della vostra libertà. Non lasciatevi soggiogare dalle illusioni di questo mondo». Non “La Politica” ma “questa politica” degli opposti e dei contrari senza dialoghi, alleanze e pensieri in cui l’avversario non è la droga e chi la propone ma chi si ritiene di un altro partito, questa politica, dicevo, mi pare proprio una delle “illusioni di questo mondo” da cui non bisogna lasciarsi soggiogare. Qui si tratta della nostra vita e della nostra libertà.

Riccardo C. Gatti 29.5.06

 

Droga a Milano

L’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri con i suoi ricercatori, guidati da Ettore Zuccato, ha portato a termine la prima tappa di uno studio sulla diffusione di stupefacenti in città. L’indagine è basata sull’analisi delle acque dell’impianto del depuratore di Nosedo. Secondo lo studio il 4% dei 15-34enni assumono ogni giorno almeno una dose di Cocaina da 200 milligrammi. E' stato misurato il metabolita della cocaina (cioè il risultato della trasformazione della sostanza nell’organismo) presente nei liquami in entrata nel depuratore alla periferia sud-est. Una serie di formule matematiche permette poi di arrivare ai quantitativi di droga consumati e alle dosi giornaliere. (Fonte Corriere della Sera 2.6.06)

 

Rapporto annuale DCSA

La Direzione Centrale per i Servizi Antidroga presenta l'"Annuale 2005", un rapporto di analisi sul fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti contenente dati e informazioni originati in primo luogo dall'attività condotta dalle Forze di Polizia e opportunamente raccolti, valutati ed elaborati. (5/06)

per leggere il rapporto

 

 

L'intergruppo

Gli ex ministri del governo Berlusconi, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi hanno proposto a tutti i deputati l'adesione all'intergruppo per "La liberta' dalla droga". L'intento è "di portare avanti la battaglia contro l'uso degli stupefacenti e contro l'abrogazione della legge voluta dal centrodestra" (Fonte ADUC). Una delle prime adesioni è stata, inaspettatamente, quella dell'on. Donatella Poretti della Rosa nel Pugno. L'On. Poretti sostiene che l'approccio della legge Fini-Giovanardi "non e' così diverso dalle politiche sulla droga perseguite dai precedenti Governi, anche di centro-sinistra" ed aggiunge "non vorrei che l'abrogazione della legge Fini-Giovanardi divenisse il tappeto sotto il quale celare le polverose contraddizioni nello schieramento di maggioranza sul tema della droga". L'On Poretti, cerca così di mettere in rilievo, contrastandolo, quello che a suo parere è un legame proibizionista trasversale agli schieramenti. (RCG 27.5.06)

 

 

IL PROGRAMMA dell'UNIONE

Ecco quanto proposto dal centro-sinistra come  Programma di Governo 2006-2011 per quanto riguarda la droga.

per leggere un mio commento in proposito

 

 

 

THE INTERNATIONAL NARCOTICS CONTROL STRATEGY REPORT 2006

Questo rapporto, che viene pubblicato con scadenza annuale dal Dipartimento di Stato USA, descrive gli sforzi compiuti dai maggiori paesi del mondo per combattere i diversi aspetti del traffico di stupefacenti, dalle attivita' di controllo sulla produzione, al riciclaggio di denaro, ai crimini finanziari.

Per leggere il rapporto

 

 

 

 

   ATTENZIONE ALL'EROINA 

Un giovane di 18 anni e' morto per overdose di eroina il 6 aprile nella sua abitazione a Genova-Sampierdarena (Fonte Adnkronos) . L'allarme e' stato dato dai familiari, con cui il giovane viveva. Gli uomini del 118 hanno trovato il corpo ormai esanime nel letto. So bene che le overdose, da tempo, non fanno più notizia ma la giovane età della persona e la sua morte in casa mi hanno egualmente colpito. Già da un paio di anni cerco periodicamente di focalizzare l'attenzione dei lettori sulla grande quantità di eroina presente sul mercato e sul fatto che le generazioni più giovani non abbiano idea di che cosa abbia significato l'epidemia di eroina negli anno 70 e 80. Attenzione all'eroina! RCG 8.4.06

per leggere cosa ho già scritto in proposito

Due giovani ed una ragazza sono morti nella notte per overdose di stupefacenti a Putignano, nel barese, probabilmente a causa di una «partita» di eroina maltagliata o troppo pura. Si tratta di una coppia di conviventi, di 23 anni lui, appena più di 20 lei, che trovati privi di vita da un'amico nella loro abitazione. La terza vittima è un ragazzo di 25 anni, che i genitori hanno trovato morto nella sua cameretta. (tratto da La Stampa Web del 17.4.06)

Un uomo è stato trovato senza vita la sera di Pasquetta nell’appartamento di Veronetta (Verona) dove risiedeva.  L’uomo, 35 anni, era disteso per terra esanime con la siringa ancora infilata nel braccio. (Tratto da l'"Arena" del 19/04/2006)

... alla COCAINA

È stata una dose eccessiva di eroina mista a cocaina a stroncare le giovani vite di Giuseppe Degiorgio, 23 anni, putignanese, della sua fidanzata Ilaria Cervelli, 21 anni, romana, e del loro amico Marco Miccolis, 25 anni, di Putignano anche lui, morti la sera di Pasqua dopo essersi bucati, in un appartamento nella disponibilità di Degiorgio, in strada San Nicola, alla periferia del centro murgiano. Lo hanno stabilito le autopsie, eseguite ieri pomeriggio nel Policlinico di Bari dal medico legale Alessandro Dell'Erba e dal tossicologo Roberto Gagliano Candela, incaricati dal pubblico ministero inquirente Marcello Quercia, che coordina le indagini dei carabinieri.

Una trentatreenne di Bisuschio, tossicodipendente, è deceduta subito dopo il ricovero. A causare il decesso probabilmente un'overdose, a quanto pare, di cocaina (Fonte RadioNews). RCG 20.4.06

... e a tutto il resto!

18 APRILE 2006 - Sta lottando tra la vita e la morte un 27enne fiorentino che ha rischiato di morire dopo un 'droga party' avvenuto il mattino di Pasquetta nell'abitazione di un bolognese di 46 anni.Il giovane è entrato dopo avere bevuto una boccetta di sostanza stupefacente, forse il famigerato 'scoop', l'ecstasy liquido. (Fonte Il Resto del Carlino.it)

18 APRILE 2006 - Sarà l'esame autoptico a stabilire le cause della morte di una sedicenne veneziana colta da malore in una discoteca e spirata durante il trasporto all'ospedale. I medici dovranno stabilire se si è trattato di una tragica fatalità o se le condizioni della ragazza, che pare soffrisse di diabete, possano essere state aggravate da un eventuale uso di alcol o sostanze stupefacenti. Da quanto è emerso in ambienti investigativi, infatti, la polizia non escluderebbe, soprattutto sulla base delle testimonianze raccolte, che la giovane possa avere assunto alcol e pastiglie, forse di ecstasy. (Fonte Il Tempo.it)

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Non ho parole. Non mi piace costruire notizie sulla morte e sul dolore. Non voglio nemmeno tornare ai tempi in cui i giornali, ogni giorno, contavano i morti per droga.  Non vorrei, però, tacendo, diventare inconsapevolmente complice di una situazione inaccettabile.  RCG 20.4.06

 

 

Prodi e Berlusconi

 

 

Nessuna domanda dei giornalisti e, conseguentemente, nessuna risposta sul tema droga nei confronti televisivi pre-elettorali tra Berlusconi e Prodi.  Nessuno dei due Leader ha fatto autonomamente un cenno a questo argomento. Eppure il tema era "caldo" ed i problemi individuali e sociali connessi ad un uso sempre più diffuso di droghe non si possono affrontare senza strategie condivise (con la definizione precisa di dove vogliamo arrivare e come) e con soluzioni magiche anche quando le chiamiamo leggi. E se, in questo campo, fossimo abbondantemente ...fuori strada?

Per saperne di più leggere la riflessione nella sezione "messa a fuoco"  

 

 Appelli interni alla sinistra

Corleone prende posizione sulla partecipata manifestazione a Roma contro la legge sulla droga sul Manifesto del 12/3 parlando di "un movimento adulto e maturo che sa quello che vuole e lo chiede con la giusta intransigenza". Si rivolge a Romano Prodi dicendo "deve comprendere che la questione della politica sulle droghe ha assunto il carattere di una discriminante che merita di stare tra le priorità nell’agenda dei provvedimenti dei primi cento giorni". Corleone si aspetta da Prodi non solo l'abrogazione della "legge Fini", cosa già prevista nel programma dell'Unione, ma anche "l’approvazione di una riforma che depenalizzi completamente il consumo personale, la cessione gratuita e la coltivazione domestica e che rilanci le pratiche di riduzione del danno attraverso sperimentazioni coraggiose". Il giorno prima Pecoraro Scanio partecipando alla manifestazione aveva detto "Entro i primi cento giorni della nuova legislatura abrogheremo la legge Fini-Giovanardi sulla droga" (Fonte Agi). Il leader dei Verdi si era comunque dichiarato sorpreso di essere l’unico leader politico del centrosinistra a partecipare alla manifestazione rilevando "evidentemente i Verdi sono l’unica formazione politica antiproibizionista". Se così fosse, tuttavia, è ancor più comprensibile l'appello di Corleone visto che la semplice abrogazione delle attuali normative non farebbe altro che riportare alla situazione precedente all'interno di norme che, limitatamente ad alcuni casi, sono più restrittive delle attuali e, comunque, certo non sono antiproibizioniste. Prodi, inoltre, non sembrerebbe proprio orientato a "rivoluzionare" la situazione attuale al punto che il sito Antiproibizionisti.it aveva pubblicato un durissimo articolo dal titolo "PRODI GETTA LA MASCHERA: LE BUGIE DELL'UNIONE VENGONO A GALLA"  con tanto di documentazione della trasmissione Porta a Porta in cui il Leader chiude l'argomento affermando "poi, quando son finite le elezioni, faremo una bella riflessione, Governo e opposizione, su questo problema che è estremamente serio e estremamente grave".

RCG 13.3.06
 

 

PEACE ON DRUGS
E ORA PACE!

Manifesto per una politica delle droghe alternativa verso il 2008. Incomincia a farsi strada la richiesta al (prossimo) Parlamento di una politica alternativa sulle droghe che superi la semplice abrogazione di quanto proposto dalle normative appena entrate in vigore. In particolare un gruppo di persone, a diverso titolo molto attive in questo settore, propongono un manifesto (primi firmatari   Franco Corleone, Sandro Margara, Fabio Scaltritti, Claudio Cippitelli, ...) a cui chiedono adesione. Tra le altre cose affermano "occorre imboccare con decisione la strada della riforma, sulla base del disegno di legge già sottoscritto in questa legislatura da oltre cento fra deputati e senatori del centrosinistra". Si tratta, credo, della PROPOSTA DI LEGGE N. 4208 (primo firmatario Boato) che, effettivamente, sembra un po' dimenticata nel programma di Governo dell'Unione anche perchè propone un tema di non facile accettabilità forse anche all'interno dell'Unione stessa: "la completa depenalizzazione di tutte le condotte attinenti al consumo individuale, comprese la cessione gratuita e la coltivazione domestica".

RCG 9.3.06

 

 

 Injection rooms in Toscana

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi rispetto al fatto che devolution avrebbe significato un sistema sanitario e sociosanitario diverso per ogni Regione ora se li può togliere. La legge regionale 76 sulle tossicodipendenze  della Regione Toscana, che a fine Aprile andrà in discussione in Consiglio Regionale, su proposta di consiglieri Verdi, Ds, Sdi, Rifondanzione e Comunisti Italiani ha previsto l'introduzione in ogni Asl delle safe injection rooms. Si tratta di stanze dove i tossicodipendenti cronici potranno andarsi a drogare in una situazione più sicura rispetto alla strada e dove, eventualmente, potranno avere assistenza da parte di medici e di psicologi. E' una proposta che sta creando divisioni all'interno della maggioranza in Regione visto che lo stesso Assessore alla Sanità (Ds) non pare convinto dell'utilità di aprire un dibattito su questo tema. 

RCG 9.3.06

 

Lo strano caso del Modafinil

 

 

Il New Scientist scopre il caso di un nuovo farmaco il cui fatturato delle vendite è passato dai 25 milioni di dollari del ’99 ai 575 milioni nel 2005 e gli dedica la copertina: «Il modafinil è il simbolo di un nuovo stile di vita che promette di fare per il sonno quello che la pillola contraccettiva fece per il sesso: da secoli gli esseri umani hanno strutturato le loro vite intorno al sonno; in un futuro molto vicino, per la prima volta adegueremo il modo di dormire al nostro stile di vita». Scrive, ancora, il New Scientist , «il modafinil ha cambiato le regole del gioco, il farmaco è quello che si può chiamare un "buon risveglio": dà una sensazione naturale di allerta e mancanza di sonno senza il potente sbalzo fisico e mentale dei precedenti stimolanti». Intanto sembra  agire anche rilasciando dopamina con effetti molto lunghi proprio in quelle zone cerebrali del piacere e della ricompensa dove agiscono molte sostanze d'abuso: tutte quelle che provocano dipendenza. D'altra parte anche nel nostro Paese non sono pochi i farmaci in testa alle classifiche di vendita che, per motivi diversi, possono creare dipendenza e/o che, alla sospensione producono quella che, sebbene chiamata in altro modo, è a tutti gli effetti una crisi di astinenza. Nulla di male, in assoluto, quando permettono di curare gravi patologie ma è sempre così? Per fortuna non esiste sempre una obbligata corrispondenza tra azione in quelle aree cerebrali o su determinati neurotrasmettitori e dipendenza. Ritornando, quindi, al modafinil ed al suo effetto,  mi sorge spontanee una domanda: a che serve? A lavorare di più? A reprimere ciò che in fondo è l'appagamento di un istinto primario come abbandonarsi al sonno quando si è stanchi? Per la prima volta «adegueremo il nostro dormire al nostro stile di vita» dice New Scientist. Siamo sicuri? Non è che adegueremo, invece, il nostro sonno ed il nostro stile di vita all'incremento del fatturato di chi produce il modafinil?

Riccardo C. Gatti 20.2.05

 

 Una frattura difficilmente sanabile

La Consulta delle Società Scientifiche e delle Associazioni Professionali del campo delle Dipendenze Patologiche indirizza una lettera aperta al Capo dello Stato, ai Presidenti delle Regioni italiane, agli Operatori italiani pubblici e privati delle dipendenze patologiche, agli Organi di Stampa e Comunicazione: si intitola "Droga: una legge autoritaria, irrazionale, antiscientifica".

per leggere il testo completo della lettera

 

UN APPELLO PER L'OSTRUZIONISMO

"Il Cartello nazionale -Non incarcerate il nostro crescere- che riunisce oltre quaranta organizzazioni nazionali dei servizi pubblici e del privato sociale, dei sindacati, dell’associazionismo, degli operatori della giustizia – lancia un forte grido di allarme rivolto alle forze politiche e alla società civile affinché si organizzi una fattiva opposizione contro l’approvazione dello stralcio della legge Fini sulle droghe. Il Governo, infatti, ha manifestato l’intenzione di inserire le nuove norme nel decreto legge sulle Olimpiadi invernali, attraverso un maxi-emendamento che comprenda tutti i 20 articoli dello stralcio". Inizia così il comunicato stampa del cartello che continua una dura opposizione alla posizione governativa anche dopo lo "stralcio Giovanardi" considerato "sostanzialmente immutato nel quadro generale e nei principi sanciti nel ddl Fini, in particolare in merito alla volontà di punizione verso giovani e soggetti deboli e all’attacco al sistema dei servizi". Il cartello, tra l'altro si rivolge direttamente alle forze politiche del centrosinistra, chiedendo di far sentire il loro appoggio alla mobilitazione, organizzando un forte ostruzionismo in Parlamento. (R.C.G. 17.1.06)

Per leggere il testo integrale seguire il link     

 

Stampa ... "psichedelica"

l Dott. Albert Hofmann compirà cent'anni il giorno 11 gennaio. Una bella notizia per questo signore e per i suo i cari. Hofmann vive in Svizzera e, nonostante l'età, è persona lucida ed attiva. Molti quotidiani ed agenzie di stampa, oggi, celebrano il suo compleanno. Evidentemente ciò che ha contribuito a creare la notizia non è l'età ma il fatto che Hofmann è l'inventore dell'LSD e, evidentemente, il suo primo sperimentatore. A pensarci bene non fu una grandissima invenzione: le droghe allucinogene, di origine naturale, già esistevano e, forse, non ne avevamo bisogno di un'altra ma il chimico Hofmann, alla Sandoz, stava studiando la possibilità di creare nuovi farmaci. Tra l'altro è interessante ricordare che molte sostanze, poi diventate droghe d'abuso, sono state create nei laboratori di blasonate case farmaceutiche.

Certo è che ricostruire questa storia leggendo le pagine web dei principali quotidiani fornisce una sensazione un po' strana.

per saperne di più