Le notizie più rilevanti pubblicate in prima pagina dal 2002 al 2005

 

EMERGENZA

COCAINA + ATROPINA

18 novembre 2005

Attenzione: sono in circolazione partite di cocaina + atropina praticamente indistinguibili dalla normale cocaina. Consumatori abituali di cocaina, dopo averla assunta credendola tale, hanno manifestato gravi sintomi, provocati dalla presenza di atropina, che hanno richiesto il ricovero di urgenza. Dopo alcuni episodi, avvenuti negli scorsi mesi in alcuni Paesi europei ed in Italia, i malori connessi all'atropina assunta con la cocaina non erano più stati segnalati. Ora si sarebbero nuovamente verificati tre casi nella zona di Lodi.  

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Osservatorio Europeo:

Relazione annuale 2005

E stata pubblicata la Relazione annuale 2005 dell'Osservatorio Europeo di Lisbona

La cocaina è diventata un elemento di rilievo nel panorama europeo delle sostanze stupefacenti, riferisce l’agenzia europea delle droghe (OEDT) nella sua Relazione annuale 2005 sull’evoluzione del fenomeno della droga in Europa,

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RELAZIONE AL PARLAMENTO 2004

 

Roma, 29.6.2005

 

Il Ministro Giovanardi presenta la Relazione al Parlamento sullo  stato delle tossicodipendenze in Italia

 

per leggere la sintesi ufficiale della relazione  

 

 

Check it!

19.12.05

Il progetto costa molto (dai 100.000 ai 500.000 € /anno) eppure in altri Paesi è ritenuto utile. Nasce a Vienna. E' una idea di Rainer Schmid, tossicologo universitario. Si tratta di  una sorta di unità di mobile che allestisce un laboratorio presso i rave dotato di un cromatografo in grado di individuare un migliaio di composti in circa 15 minuti. I clienti sono i consumatori di droghe che, in un tempo molto rapido, possono sapere cosa stanno per somministrarsi. Spesso rimangono sorpresi. A volte l'analisi li salva da possibili situazioni critiche. La rivista The Scientist (Bohannon J. Just Check it! The Scientist 2005; 19 (23):56) descrive come funziona questo servizio.

 

FederSerD: Lucchini Presidente

2 dicembre 2005

Qualcosa bolliva in pentola già da un po'. Oggi, a Palermo, nella giornata di chiusura di un Congresso Nazionale molto ben organizzato, di grande partecipazione e con un tema indubbiamente attuale "COCAINA E POLIABUSO: LA REALTA’ ITALIANA E GLI SCENARI INTERNAZIONALI”, il Direttivo Nazionale di FederSerD ha reso noto di aver accettato le dimissioni di Alessandro Coacci, Presidente della Associazione. Coacci, che non era presente al Convegno, rimarrà nel Direttivo come "Past-President". Il nuovo Presidente è Alfio Lucchini (nella foto), già Segretario Esecutivo. Nella carica di Segretario è subentrato Pietro Fausto D'Egidio mentre Guido Faillace è stato nominato Vicepresidente. Si chiude così una vicenda abbastanza complessa (Panorama aveva parlato di un "duro scontro" tra Presidente e Direttivo Nazionale a proposito della partecipazione alla IV Conferenza Nazionale anche se, al Convegno, i membri del Direttivo smentivano riferendo le dimissioni di Coacci a motivi di salute). Lucchini, in un breve discorso, ha preannunciato una "gestione" della Associazione in continuità con quanto sino ad ora svolto. Sono stati ribaditi, come impegni prioritari, la promozione di una più attiva partecipazione alle attività della Federazione di tutti gli iscritti insieme ad un rafforzamento del ruolo delle Federazioni regionali, il dialogo con le associazioni del settore ed in modo particolare con i partner dell’Alta Integrazione, la richiesta al mondo della politica di una maggiore attenzione alle problematiche relative agli usi e agli abusi di droghe.

 R.C.G. www.droga.net

 

Stadio e droga

22.11.05

Erano partiti per fare una ricerca sui problemi sessuali connessi all'uso di droga e si sono accorti che le droghe sono ormai un prodotto di largo consumo. Il Corriere della Sera pubblica infatti alcuni dati che sarebbero da prima pagina se ... la questione droga non fosse (chissà per quale motivo!) un argomento che non deve essere portato in primo piano. E', infatti, solo a pagina 18 la notizia secondo cui, da uno studio del Centro MPR su 600 giovani tra i 18 ed i 25 anni intervistati all'ingresso degli stadi di Milano, Roma, Torino e Palermo , alla domanda "Fate uso di droga?" hanno risposto si tre persone su cinque! E non basta: solo la metà di queste hanno dichiarato l'uso di spinelli: l'altra metà preferiscono cocaina ed eroina. La metà degli intervistati, inoltre, ha dichiarato di assumere droga prima di andare allo stadio. Per quanto riguarda i problemi sessuali, come eiaculazione precoce o disturbi dell'erezione, sarebbero il doppio per chi usa cannabinoidi ed il triplo per chi usa cocaina o eroina rispetto ad una popolazione che non usa queste sostanze.

R.C.G. www.droga.net

 

Baclofene e dipendenza da cocaina

06 novembre 2005

Anche i Italia stanno partendo alcune sperimentazioni che riguardano l'utilizzo del Baclofene nella terapia dei cocainomani. Perchè questo farmaco, di norma usato come antispastico, viene utilizzato per la cura dei cocainomani? Quali sono le speranze che lo riguardano? Quali sono i limiti che suggeriscono cautela per il suo utilizzo ?

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R.C.G. www.droga.net

 

Una visione ecologica del problema

martedì 8 novembre 2005

(strano ma vero)

La collocazione dei Servizi per le tossicodipendenze e l'approccio al problema droga sono sempre state questioni di grande complessità ma ora sembra che la Regione Lombardia abbia trovato una soluzione ... almeno sul sito Internet. Basta infatti dal portale www.regione.lombardia.it seguire il link  Ambiente e territorio > Inquinamento atmosferico > per arrivare a questa pagina dove, nei "documenti generici"  tra blocchi del traffico, imprenditoria femminile e piste ciclabili troverete anche ... un link ai ... Servizi per le dipendenze. Probabilmente si tratta di un errore visto che in testa alla pagina si afferma "Ti proponiamo gli argomenti corrispondenti alla sottotematica scelta, suddivisi per tipologia di documento: selezionandoli avrai accesso ai relativi contenuti". Peccato le che sottotematica sia, appunto, Inquinamento atmosferico. :-)

Grazie a chi me lo ha segnalato.

N.B. poichè spero che l'errore venga corretto al più presto ho conservato  una copia della pagina qui

R.C.G. www.droga.net

 

 

Giovanardi contro Don Mazzi

30 ottobre 2005

Vita ha reso nota una lettera del Ministro Giovanardi a Don Mazzi in cui lo accusa, tra l'altro, di essere "un cattivo maestro corresponsabile delle tragedie delle stragi del sabato sera". -La mia era una lettera privata successiva ad una missiva in cui don Mazzi con espressioni di sorprendente durezza mi annunciava la sua assenza alla Conferenza nazionale sulle dipendenze di Palermo. Un appuntamento, ricordo, che si deve tenere per legge - ha dichiarato a Vita il Ministro Giovanardi - non aggiungo che tolgo nulla rispetto a quello che ho già scritto: le miei opinioni le ho già espresse. Trovo in ogni caso fuori luogo che un fatto privato venga strumentalmente dato in pasto agli organi di stampa. Nel merito delle stragi del sabato sera sono pronto ad ogni tipo di confronto con don Mazzi e con chiunque altro sia sui numeri che sulle strategie di azione. La porta è aperta a tutti -. Peccato che i toni siano, ormai, quelli di uno scontro e che, senza dubbio, l'effetto della lettera sia stato quello di rinforzare le posizioni del fronte di Organizzazioni ed Operatori che si oppongono alla realizzazione di questa Conferenza Nazionale.

Don Antonio, sul sito di Exodus ha pubblicato la lettera di Giovanardi per intero "con indignazione e senza commenti". E' una posizione condivisibile e civile che riporto integralmente.

Don Antonio Mazzi

Pubblico con indignazione e senza commenti la lettera che mi ha inviato il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi

"Egregio Reverendo, considero priva di significato la Sua decisione di non partecipare alla Conferenza Nazionale di Palermo, dovuta per legge, chiesta all'unanimità dalla Consulta nella seduta del mese di luglio, gratificata dall'adesione convinta del Capo dello Stato. La Sua assenza mi toglierà dall'imbarazzo di avere fra i relatori "un cattivo maestro" corresponsabile delle tragedie delle stragi del sabato sera, con i suoi inviti allo sballo e alla trasgressione sul mensile patinato dei discotecari italiani. Per fortuna, ci sono migliaia di operatori seri e di comunità che parteciperanno alla Conferenza, avendo a cuore la ricerca di soluzioni positive per la prevenzione ed il recupero dei tossicodipendenti, piuttosto che impegnarsi in piccole polemiche politiche o peggio di schieramento di partito. Distinti saluti. Carlo Giovanardi".

(dal sito di Exodus)

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Cannabis + Butano: morire a 14 anni

7.9.05

Aveva 14 anni ed è stato trovato morto in un giardinetto di Milano: nel sangue cannabinoidi e,  a fianco, due bombolette di butano. Forse l'insieme delle sostanze ha causato la morte. La morte improvvisa da inalanti non è un fatto molto frequente, anche dove il loro uso è particolarmente diffuso. Tuttavia, spesso, riguarda persone molto giovani. Il caso di Milano potrebbe essere sporadico ed incidentale: spero proprio  non sia un elemento rivelatore di una nuova pericolosa tendenza (associazione di cannabinoidi e solventi). Vedremo. Intanto la notizia non lascia certo indifferenti anche in considerazione dell'età della vittima. Gli inalanti, come il butano, si utilizzano per provocare una ebbrezza euforica abbastanza simile a quella dell'alcol. L'insorgenza però è molto rapida e, per prolungarla, sono necessarie "sniffate" successive. A dosaggi più alti compaiono allucinazioni. Diversi inalanti, se assunti continuativamente, provocano tolleranza e, se sospesi bruscamente, un'astinenza simile a quella alcolica. Esistono effetti di tossicità grave che possono danneggiare diversi organi ed apparati quali sistema nervoso,  polmoni, fegato e reni provocando danni anche irreversibili. Purtroppo gli inalanti (gas, solventi, colle ecc.) sono facilmente reperibili.  

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Ecco il droga - reality

  10 ottobre 2005

Sta per andare in onda in Olanda un nuovo reality show in cui i protagonisti usano eroina e fanno sesso in diretta. Come riferisce il sito Realityhouse.altervista.org "i protagonisti di questa nuova trasmissione consumeranno droghe pesanti, si dedicheranno ai piaceri della carne e poi ne discuteranno davanti alle telecamere. Lo show dovrebbe oggi, il 10 ottobre, sul canale giovanile olandese Bnn. Interessanti le spiegazioni del produttore Sjoerd van den Broek: «Non vogliamo imbarazzare nessuno, vogliamo solo informare. L'idea è trattare questi soggetti come se fossimo a teatro, se ti piace li guardi». Pare che un protagonista assumerà continuamente eroina sotto forma di pillole mentre l'altro mostrerà anche come si prepara e fuma l'eroina. Risparmio i particolari  sulle esperienze sessuali. Sempre secondo il sito Realityhouse.altervista.org, il Ministro della Giustizia Olandese avrebbe osservato  che «In Olanda assumere droga è un problema per la salute, non è una azione criminale, soprattutto se qualcuno la usa personalmente e non vuole commerciarla».

Non ho parole. Come spesso succede la realtà è in grado di superare la fantasia. Da una parte vorrei sperare che tutta la notizia sia una enorme bufala ma ho proprio la sensazione che non sia così. Mi ritengo una persona tollerante ma certe azioni mi spingono seriamente a riflettere se la tolleranza sia sempre una buona cosa, anche considerando i riflessi che un programma televisivo può avere sui comportamenti. Intanto è possibile fare una prova cercando su GOOGLE   "Spuiten & Slikken" (è il titolo del programma che significa "Bucati e Ingoia" o "Eiacula e Ingoia") per vedere quante fonti riportano la notizia ritrasmettendo come si possa diventare protagonisti con l'eroina. Guarda caso la produzione di questa droga è aumentata e se ne trova molta disponibile sul mercato in attesa di (giovani) acquirenti. Sono convinto che usare eroina non significhi essere dei criminali ma, considerate le conseguenze del consumo, mi sto chiedendo che coscienza abbia e come possa essere considerato chi, di fatto, ne pubblicizza l'uso e chi, come Ponzio Pilato, se ne lava le mani.

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Per approfondimenti sul ritorno dell'eroina

 

 

San Patrignano contro i media

Lunedì 17 ottobre

Vergogna!

Così San Patrignano si scaglia contro i media per come hanno trattato recenti casi di cronaca.

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La punta dell'Iceberg

10 ottobre 2005

"Lapo Elkann, 28 anni, nipote dell'Avvocato Agnelli, è ricoverato in terapia intensiva nel reparto rianimazione dell'ospedale Mauriziano di Torino per un'overdose dovuta ad un cocktail di stupefacenti, a base di cocaina. Le sue condizioni sono gravi." (Fonte La Repubblica)  La notizia si aggiunge ad altre molto recenti come i casi della modella Kate Moss e dell'attore Paolo Calissano.  Forse abbiamo già dimenticato la storia di Maradona e, poi, di Pantani che è deceduto così come, purtroppo, è morta la persona che, con Calissano, aveva assunto droghe. Già i giornalisti mi stanno chiedendo cosa stia accadendo ed è la stessa domanda che mi hanno posto non molto tempo fa quando a Milano è morto un ragazzo dopo aver assunto butano.

Ciò che sta accadendo è molto semplice: per anni la questione droga era diventata un problema secondario. Una questione personale, quasi come se il fatto che l'assumessero persone "integrate" o "consumatori consapevoli", fosse, di per sé, una protezione per loro stessi e per la società. Purtroppo non è così. Oggi la droga (cocaina in testa ... ma l'eroina, a mio parere, sta per tornare alla grande) si è infiltrata nella società civile italiana ed è molto diffusa. Si sta male e si muore. Quando le persone coinvolte sono famose oppure giovanissime, la notizia arriva a tutti ma è solo la punta di un Iceberg molto grande. Come se non bastasse la questione non riguarda solo ed esclusivamente la salute individuale. Le droghe alterano  le capacità mentali di chi le usa e le decisioni prese in stato di alterazione ricadono sugli altri. Immaginate che a drogarsi sia il chirurgo che vi opererà domani o la persona che sta guidando l'autobus su cui viaggiate: riuscite ancora a pensare che si tratti di una questione individuale?  Immaginate una classe dirigente di un Paese ampiamente coinvolta nell'uso di droghe. E' ancora solo una questione di salute? Le organizzazioni criminali, inoltre, non possono che gradire l'interazione con clienti VIP. E' un modo socialmente compatibile per impadronirsi della società civile senza usare picciotti e lupare. 

Svegliamoci. L'abuso di droghe (lecite o illecite) è uno dei primi problemi della nostra società non uno degli ultimi e, tanto per essere chiari, non riguarda solo VIP, attori e modelle. Anche i sindacati si stanno accorgendo di cosa significa la droga nei luoghi di lavoro e nei cantieri. Per questo da anni auspico lo sviluppo di strategie e di investimenti nelle azioni antidroga (alcune proposte le trovate anche in queste pagine). Peccato che, al di là dei fatti di cronaca, ci sia ancora troppo silenzio.

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Il Disulfiram per i cocainomani ... maschi

ottobre 2005

Il Disulfiram, noto farmaco per il trattamento dell'alcolismo, potrebbe essere efficace per ridurre il consumo di cocaina. Il suo effetto sarebbe, infatti, quello di interagire con la cocaina producendo una sensazione spiacevole conseguente ad una eccessiva stimolazione delle vie dopaminergiche. Questo effetto sarebbe dovuto al blocco di un enzima, la dopamina beta idrossilasi, che metabolizza la dopamina riducendone il livello.  Un recente studio pubblicato su NIDA Notes Vol. 20 N.2 condotto per 12 settimane su 121 pazienti ambulatoriali tossicodipendenti da cocaina ha, infatti, dimostrato una netta riduzione del consumo della sostanza in seguito alla somministrazione di disulfiram. Tuttavia una serie di ricerche stanno incominciando a dimostrare anche nette differenze tra donne e uomini nella risposta alla cocaina (le donne sembrerebbero diventare, prima degli uomini, dipendenti). Anche l'uso del disulfiram pare più efficace del placebo negli uomini ma non nelle donne.

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Castelfranco al via

24 luglio 2005

Partirà entro l'anno l'attività della casa di reclusione a custodia attenuata di Castelfranco Emilia e andrà a pieno regime nel 2006. Il progetto di funzionamento è pronto ed è stato presentato al Ministro Giovanardi. La casa di reclusione non sarà gestita da San Patrignano, così come alcuni avevano paventato in passato accusando il Governo di aver iniziato la " privatizzazione delle carceri ", ma direttamente dall'Amministrazione Penitenziaria con il coinvolgimento di volontariato e comunità terapeutiche. Nella struttura verranno, tra l'altro, effettuati corsi di formazione professionale. L'adesione al programma sarà volontaria e riguarderà circa 40 - 50 detenuti (solo uomini). Se ho ben compreso, tuttavia, non tutto è ancora completamente a punto e rimangono problemi di budget che, sin dall'inizio, hanno accompagnato la nascita della struttura. I corsi professionali, ad esempio, dovranno essere finanziati con progetti regionali o dell'Unione Europea. Nulla di straordinario, naturalmente. Ormai è diventata una regola, più che un'eccezione, finanziare come progetti (a termine) attività che dovrebbero essere ordinarie ed istituzionali e... nessuno ci fa più caso
R.C.G. 
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Revoca della patente

24 luglio 2005

In caso di incidenti mortali per guida in stato di ebbrezza alcolica (con un tasso di alcol pari o superiore al doppio del consentito) o sotto l'effetto di droghe vi sarà una revoca DEFINITIVA della patente.  La revoca è prevista anche in caso di patteggiamento o di sospensione condizionale della pena. Il Senato ha approvato, infatti, a larghissima maggioranza (161 si e 4 no) un emendamento, in proposito, al decreto sulla pubblica amministrazione presentato dal sen. Roberto Salerno di Alleanza Nazionale.

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I buoni e i cattivi

26 giugno 2005

 

 

 

(alcune proposte concrete per uscire da una situazione di stallo)

 

Siamo al 26 giugno, Giornata Mondiale per la lotta alla droga. L’Italia si presenta all’appuntamento con un Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga senza un Capo e soprattutto senza una vera e propria politica antidroga . Come mai? In questo campo sono stati creati alcuni nodi critici in successione che non sono stati sciolti: insieme, hanno, a mio avviso, portato alla situazione attuale che è veramente problematica. Il tutto ha inizio nel novembre del 2000, nella scorsa legislatura. ...

Esiste un rimedio? In parte: il tempo ormai perso non è più recuperabile ma si potrebbe fare qualcosa per non perderne altro con un atto di Governo e di coraggio che cercherò di declinare in alcuni punti. 

 

Per saperne di più e leggere le mie proposte ...

 

Riccardo C. Gatti www.droga.net

 

 

Torna l'eroina ?

5 settembre 2005

Già da un po' di tempo ho come la sensazione che qualcosa si stia muovendo nel mercato dell'eroina. Forse nulla sta realmente cambiando: è possibile che questa sensazione  sia semplicemente la conseguenza di una maggiore attenzione da parte dei media nei confronti di notizie, come le overdose, che, per un certo periodo, sembravano essere sparite dalle cronache. Potrebbe però anche trattarsi di una ... mia maggiore attenzione al fenomeno, collegata ad una certa sensibilità per le nuove tendenze in questo settore che ho coltivato in questi anni. La mia ipotesi, tutta da verificare, è che, dopo un periodo di relativa stasi, gli oppiacei stiano (in modo diverso a seconda dei luoghi e delle situazioni) ritornando "di moda". Ecco, ad esempio, cosa segnala Bernardo Spazzapan, responsabile del Servizio tossicodipendenze dell’ASS Isontina  “E’ tornato a crescere l’uso di eroina da parte dei giovani, dopo anni in cui la tendenza era al ribasso". Spazzapan si riferisce soprattutto alla situazione di un Comune, Ronchi dei Legionari, dove, dal suo punto di osservazione, ha notato il picco di questo fenomeno” (Fonte Il Nuovo Friuli 4.9.05). Anche questo, naturalmente, è ancora solo un segnale isolato. Da solo non può essere considerato un indice significativo ma, comunque, merita attenzione e non lo sottovaluterei. Le giovani generazioni non hanno idea di cosa abbia rappresentato l'eroina negli anni 70 e 80: è come non fossero culturalmente "immunizzate" verso la possibilità di una nuova epidemia. In presenza di una buona disponibilità di sostanza proveniente dall'Afghanistan, il ritorno dell'eroina potrebbe essere il modo per rigenerare uno "zoccolo duro" di clienti abituali fidelizzati da una situazione di tossicodipendenza. Verrebbero così meglio stabilizzate le possibili fluttuazioni di un mercato che, negli ultimi anni ed in alcune zone del Paese, aveva costruito la sua espansione soprattutto sul consumo occasionale di droghe diverse.   

per leggere altre riflessioni sul tema

 

R.C.G. www.droga.net

 

 

Liberal con le droghe

Gad Lerner, Sergio Scalpelli, Luigi Manconi, Alfredo Biondi, Chicco Testa, Riccardo Chiaberge, Armando Massarenti, Gaetano Quagliariello, Marco Taradash, Piero Ignazi, Massimo Teodori, Daniela Dawan, Toni Muzi Falconi, Manitta Camerini, Ivan Novelli, Pippo Onufrio, Alberto Mingardi, Maurizio Baruffi, Franco Corleone, Vincenzo Siniscalchi, Renato Borzone, Marco Lion, Fiorello Cortiana, Silvio di Francia, Roberto Della Seta, Pierluigi Winkler, Uwe Staffler sono i primi firmatari di un manifesto liberal sulle droghe in Italia. Il manifesto si ispira al pensiero di Stuart Mill quando nel saggio La Libertà scrive: «Sopra se stesso,sul suo corpo, e sul suo spirito l’individuo è sovrano. Nessuno può essere costretto a fare o non fare qualche cosa per la ragione che sarebbe meglio per lui, o perché quella cosa lo renderebbe più felice, o perché nella mente dei terzi ciò sarebbe saggio od anche giusto. Le colpe puramente personali non possono dar luogo ad alcuna misura, né preventiva, né punitiva». (9.7.05)

per saperne di più 

 

 

 

26 giugno: giornata mondiale contro la droga

 

Il 26 giugno è la Giornata internazionale contro l’Abuso ed il traffico illecito di stupefacenti. Indetta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1987, questa giornata serve a ricordare gli obiettivi concordati dagli Stati Membri delle Nazioni Unite per la creazione di una società internazionale libera dall’abuso di droga. La campagna di quest’anno vuole trasmettere un messaggio ai giovani nel mondo affinché abbiano rispetto per se stessi e prendano in considerazione le ragioni relative alla salute per le quali dovrebbero star lontani dalla droga o smettere di usarla. Scegliere la salute non significa solo dire no alla droga ma anche avere uno stile di vita sano : sport, musica, teatro, servizio civile e altre attività positive.

Per saperne di più dal sito delle Nazioni Unite ...

 

 

 

 

 L'isola che non c'è

 

Mai 26 giugno è stato così "dimesso".

Confesso di essere sconcertato e triste rispetto al progressivo disimpegno generale delle istituzioni. Non ho parole. Purtroppo, non è un bel momento, in questo come in altri settori. L'Europa, ad esempio, è in crisi, la fiducia per il futuro è scarsa, la politica annaspa in dispute continue a destra e a sinistra, il lavoro per i giovani è, quasi sempre precario ... quando c'è, mentre a chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese si spiega che viviamo sopra i nostri mezzi. Intanto i ricchi diventano più ricchi ed i poveri più poveri. Tutte cose che lasciano disorientati.

Non credo, tuttavia, che la risposta  sia arrendersi e chiudersi nella sfiducia e nel pessimismo.

Guardiamo in faccia alla realtà e cambiamo!

Ma torniamo a noi. Per tutti i colleghi e per  gli amici che lavorano in questo settore senza arrendersi di fronte alle difficoltà, per le persone che hanno problemi con le droghe e stanno cercando di uscirne, per chi ha capito che è necessario lottare culturalmente contro un monopolio che, vendendo droga, cerca di impadronirsi delle nostre libertà ... e, per ora, sembra vincente, per coloro che ancora credono in un futuro migliore anche in questo campo ... ricordo le ultime due strofe dell' - Isola che non c'è - di Bennato. A me, ogni tanto, servono.

 

 

 

Seconda stella a destra
questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all'isola che non c'è.

E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te.

 

RCG 26.6.2005

 

 

 

La nicotina come l'eroina

Smettere di fumare è difficile come smettere altre droghe "pesanti". Ora sembrerebbe che se ne sia scoperta la ragione. Già si sapeva che la nicotina agiva, come altre droghe, sui meccanismi del piacere e della ricompensa mediati dalla dopamina. Oggi sembrerebbe confermato che la nicotina agisca anche sui meccanismi cerebrali specificamente influenzati dall'eroina e dagli altri oppiacei. Si tratta di deduzioni derivate da studi su topi  come quello del gruppo diretto dal Dr. Julie A. Blendy della Università di Pennsylvania a Filadelfia e pubblicato su Neuron del 16 giugno 2005 che riaprono, tra l'altro, l'ipotesi di trattare con antagonisti degli oppiacei la dipendenza da nicotina. A mio parere, inoltre, suggeriscono riflessioni ed ulteriori ipotesi di studio, ricerca e costruzione di "buone pratiche" nel trattamento di persone che usano oppiacei e fumano (cosa, tra l'altro, molto frequente).  R.C.G. 23.6.05

 

 

 

Un'emergenza vecchia di due anni

Facendo riferimento a quanto apparso su alcuni quotidiani il Dott. Andrea Fantoma, Direttore dell'Ufficio per il monitoraggio del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga precisa in un suo comunicato stampa: "l'unica anticipazione fatta sulla Relazione al Parlamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri è stata confermare i dati che riguardano il preoccupante abbassamento delle classi di età in cui vengono utilizzate in modo continuativo le sostanze stupefacenti. Alcuni dati apparsi sui quotidiani non sono ascrivibili alla Presidenza del Consiglio dei Ministri bensì ad una relazione di FEDERSERD, basata sui dati della Relazione al Parlamento dello scorso anno, concernente i dati 2003".

Ciò che è strano è che, evidentemente, tutti stiano parlando oggi di una ... emergenza di due anni fa!  Meglio tardi che mai.   (R.C.G. 9.6.05)

Ecco la notizia come era:

Cannabis: si incomincia a 11 anni

Cominciano a 11 anni e, verso i quindici, alcuni sono già consumatori abituali di cannabis. Non sono devianti o emarginati, non vivono in condizioni di disagio e di emarginazione,  ma sono, in tutto per tutto, bambini e bambine "normali". Anche per le altre droghe i contatti avvengono sempre più precocemente.  La notizia deriva da alcuni dati della prossima Relazione al Parlamento anticipati  dal Dott. Andrea Fantoma, Direttore Generale al Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga. RCG 8.6.05

 

 

Psicofarmaci e Comunità

In una Conferenza Stampa in preparazione della Giornata mondiale di lotta alla droga, Riccardo de Facci, Responsabile per le tossicodipendenze del CNCA , ha presentato alcuni studi che descrivono la situazione degli utenti dei centri di accoglienza privati. "Nel 60% dei casi superano i 30 anni di età ed hanno molto spesso interrotto i legami con la famiglia, presentano un basso livello di preparazione scolastica - l'80% non supera la terza media - un alto tasso di disoccupazione (83%), notevoli problematiche legate all'HIV - la malattia colpisce il 35,5% delle persone accolte - e varie complicazioni mentali (il 46,9% presentano diagnosi di tipo psichiatrico)" (fonte INFORM - N. 130 - 21 giugno 2005 ). Incuriosisce il fatto che, secondo la stessa fonte, l'82% delle persone in comunità assumerebbe psicofarmaci. La notizia mi ha particolarmente interessato. Probabilmente anche perché sono specialista in psichiatria mi sembra, infatti, opportuno comprendere meglio perché, a fronte di una diagnosi psichiatrica nel 46,9% dei casi, vi sia quasi il doppio delle persone che assumono psicofarmaci. La cosa ha maggior rilievo se si considera che non sempre ad una diagnosi psichiatrica deve corrispondere un trattamento di tipo farmacologico e che, in assenza di una diagnosi psichiatrica (fatta salva la fase acuta dell'astinenza da alcune droghe ed un periodo di stabilizzazione immediatamente successivo) il trattamento psicofarmacologico cronico non ha molte giustificazioni. Evidentemente non è questa una responsabilità delle Comunità ma di chi prescrive i trattamenti essendo a sua volta inserito all'interno di un sistema tecnico - culturale - commerciale che facilita implicitamente o esplicitamente la tendenza all'uso del farmaco per risolvere problemi di qualunque tipo. Considerando che i pazienti del sistema di intervento per le tossicodipendenze hanno una "naturale" tendenza all'abuso di sostanze la situazione si rivela particolarmente delicata e complessa.

Tra l'altro in luoghi e Paesi dove è possibile il ricovero clinicizzato dei pazienti che sospendono l'uso di droghe in Centri di ricovero specializzati (cosa praticamente inibita in Italia !!!) una delle prassi attuate è quella di portarli in una situazione il più possibile drug-free, proprio per permettere una osservazione finalizzata ad una diagnosi corretta. Ciò viene fatto PRIMA di definire eventuali trattamenti psicofarmacologici a tempo medio - lungo.

Il RISCHIO che stiamo correndo nel nostro sistema di intervento è, quindi, quello di:

1) definire prassi che permettono diagnosi psichiatriche in persone che sono sotto l'effetto di droghe psicoattive che potrebbero determinare la diagnosi stessa e di sottoporle, di conseguenza, a trattamenti psicofarmacologici a lungo termine che, a loro volta, possono generare dipendenza, senza averle mai osservate in uno stato drug-free .

2) definire prassi che protraggono eventuali trattamenti psicofarmacologici iniziati in fase acuta di astinenza  (e di cui non sempre è riconosciuta l'efficacia per il trattamento delle dipendenze neppure in fase acuta) a scopo preventivo  ... generando, ancora una volta dipendenza o almeno uno squilibrio dei normali funzionamenti neuronali ... provocando nuovi sintomi che, una volta analizzati possono portare ad ulteriori trattamenti ... 

In conclusione noto con piacere che ci si sta aprendo maggiormente alla raccolta, allo studio ed alla comunicazione di  ricerche in questo campo compiute anche in ambiti dove sino a non molti anni fa la "cultura del dato e della ricerca" non faceva necessariamente parte dell'organizzazione. Gli elementi raccolti saranno utilissimi se sapremo utilizzarli anche per correggere e rimodulare alcune "nuove linee di tendenza socio sanitarie". Non è possibile, infatti, che queste arrivino a definire prassi corrette se, come sembrerebbe, già si stanno muovendo su presupposti sbagliati. (RCG 23.06.05)   

 

Cosa dice la stampa

"Il tema-droga emerge dalle cronache come un fenomeno criminale più che sociale. Quando entra nelle pagine dei giornali è perché intervengono le forze dell’ordine in occasione di spaccio o di traffico, spesso in connessione con la criminalità organizzata.
L’aspetto sociale, visto dal lato della domanda, vale a dire del consumatore o del tossicodipendente, ha invece un ruolo molto limitato; e altrettanto si può dire per le strutture assistenziali e di recupero e per gli approfondimenti sul tema". Così si conclude l'interessante studio del prof. Piero Ignazi della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Bologna "l’immagine delle droghe nella stampa della Regione Emilia-Romagna"  pubblicato in rete  da Fuoriluogo. (RCG 8.6.05)

Per leggere lo studio

 

 

Consumatori consapevoli

E' un periodo abbastanza strano per le notizie sulla droga: non ce ne sono. O, meglio, le uniche notizie che arrivano di continuo si riferiscono quasi esclusivamente ad operazioni di polizia. Che sia la quiete prima della tempesta? Speriamo di no.

Nel frattempo è appena arrivata una sola notizia un po' diversa da ADNKRONOS. Si intitola: "Firenze: Mangiano Torta All'Hashish, In 13 Finiscono All'Ospedale". Sono tutti gli invitati ed il padrone di casa di un compleanno festeggiato con una ricetta trovata navigando in internet. Per fortuna nessuno è grave: solo dolori addominali e vomito. Chissà se avranno imparato qualcosa !? Forse no: i "consumatori consapevoli" trovano sempre il modo di giustificarsi. Forse semplicemente non sapevano che in tredici a tavola ... non bisognerebbe mai stare.

(RCG 16.5.05)

 

 

Svizzera: una politica per tutte le droghe, anche lecite

«La politica della droga fin qui condotta in Svizzera, con il suo modello dei quattro pilastri (prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione N.d.A.), ha dato buoni risultati nel settore delle sostanze illegali, ma per un comportamento coerente e più credibile essa dovrebbe essere differenziata, integrando le droghe legali» Così si è espressa la Commissione Federale Elvetica per le questioni relative alla droga. Secondo i tecnici della Commissione occorre una politica «realista, coerente, efficace e credibile, orientata verso tutte le sostanze psicoattive». Essenzialmente droghe legali ed illegali andrebbero trattate alla stessa stregua, a parità di pericolosità. Si tratta di una posizione sensata che, probabilmente, andrebbe presa in considerazione anche da noi. Purtroppo ancora molto ci separa da questo possibile obiettivo. Lo stesso Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga non ha competenze sulle sostanze lecite e, quando tratta di alcolismo, deve ricorrere a strani giro di parole per definire che si tratta di alcolismo correlato alle dipendenze da sostanze illecite e non altro. Questa posizione, forse, dipende dal concetto stesso di droga che è univoco solo in relazione a ciò che viene definito droga dalla legge. Il risultato è una equivalenza: droga=droga illecita. Tutto il resto ne diventa una diretta conseguenza. L'azione antidroga si intende, così, contro le droghe illecite. L'estremizzazione di tutto ciò è pensare che l'esito della prevenzione, della terapia e della riabilitazione sia o debba essere la riduzione degli atti illeciti e che, viceversa, in presenza di un numero ridotto di atti illeciti ... la necessità di un'azione antidroga si riduca di molto. Sino a quando il nostro sistema dei Servizi non si occuperà (istituzionalmente e con l'energia che merita una priorità) anche di tabagismo, alcolismo, dipendenza da farmaci e doping sarà difficile pensare che il suo mandato riguardi  veramente la dipendenza e l'abuso di sostanze. Si dirà che, nella maggior parte dei casi, un Ser.T o una Comunità non sono adatti a un fumatore o ad un intervento su chi si dopa e che l'alcolismo è un'altra cosa assieme, per motivi diversi, al doping. Appunto! Vi siete mai chiesti perché? 

 Riccardo C. Gatti 24.5.05

 

 

Droghe e motori

"Perché la marijuana fu proibita negli anni Trenta?
Al momento dell'esplosione del mercato dell'auto in tutto il mondo, la lobby petrolifera americana bloccò sul nascere l'uso di un propellente per motori a scoppio ricavato della canapa. Si trattava di un etanolo da Cannabis sativa, puro e semplice.
Ed era anche un ottimo carburante. La Ford aveva progettato persino un'auto costruita con fibra di canapa, leggerissima, che andava a etanolo. I campi per la produzione di questa «benzina alla marijuana» erano quelli degli stati centrali di pianura, dove oggi si coltiva a rotazione mais, soia, grano. Per la canapa non ci sarebbe stato bisogno di rotazione. Si sarebbero potuti fare anche due raccolti all'anno. Ma fu messa al bando perché ritenuta una droga. Che coincidenza" (tratto da
www.panorama.it - "Due o tre cose -che non sapete- su di lei" di Fabrizio Carbone).

Beh, se fosse vera questa ricostruzione, ci si potrebbe chiedere se l'attuale voglia di legalizzazione, che c'è, non sia collegabile al continuo aumento del costo della benzina e del gasolio!
 

(RCG 5.5.05)

 

 

Come cambia l' Olanda.

Il Governo olandese sta progettando di impedire l’accesso degli stranieri ai coffee shop. Ivo Hommes, portavoce del ministero della Giustizia ha dichiarato “Facciamo questo per impedire il turismo connesso alla droga, e crediamo di poter far partire il progetto in estate”. Il turismo della droga attrae in Olanda, ogni anno, circa un milione e mezzo di persone. (Fonte ADUC). Questo Paese, tra l'altro, sta segnalando un aumento della domanda di trattamento per problemi connessi all'uso di cannabinoidi. (RCG 24.5.05)

 

 

Morire di overdose in comunità

Le overdose non fanno più clamore, nemmeno quando avvengono in comunità terapeutica. Un giovane di 24 anni è deceduto per overdose da eroina all'interno della Comunità "Solidarieta' Val di Brata", a Nereto, un piccolo centro a venticinque chilometri da Teramo. Il suo compagno di stanza, di 23 anni, è stato  ricoverato in prognosi riservata all'ospedale di S.Omero, altro paese del teramano. (Fonte Agr).  La notizia è del 15 maggio e l'ho trovata quasi per caso "nascosta" fra tante.   Eppure non è finita qui. Riferisce, infatti, l'agenzia AGI che altri due giovani avrebbero avuto problemi con l'eroina ma "vuoi per la dose forse non letale, vuoi per la prontezza dei soccorsi o per altro ancora" se la sono cavata. Sono in corso indagini dei Carabinieri e non mi sembra giusto esprimere giudizi su un episodio ricostruito solo su alcuni lanci di Agenzia. Certo è che queste notizie non possono lasciare indifferenti. Personalmente mi suscitano una certa inquietudine assieme a sconcerto e dolore. (R.C.G. 17.5.05)

 

 

Alcool: alle donne i danni peggiori

L'atrofia cerebrale conseguente all'uso eccessivo di alcolici insorge  più rapidamente ed è più grave nelle donne. Inoltre le donne vanno incontro a dipendenza prima degli uomini ed era già noto che cardiomiopatie, problemi epatici, muscolari e cognitivi tendevano a colpirle in modo più rapido e grave.

Una buona notizia è che l'atrofia cerebrale, in uomini e donne, sembra ridursi dopo un periodo di astinenza: il miglioramento è visibile alla TAC già dopo sei settimane. (RCG 20.5.05) Fonte: Mann K et al. Neuroimaging of Gender Differences in Alcohol Dependence: Are Women More Vulnerable? Alcoholism: Clinical and Experimental Research 2005; 29.

 

 

www.politicheantidroga.it

Dal 2002  la Presidenza del Consiglio aveva registrato questo dominio ed ora sembra proprio che stia per nascere il sito del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga. Prevenzione, informazione, approfondimenti scientifici, possibilità di contatto con il Dipartimento e con gli Operatori del settore con un accesso facile e costruito anche per attirare l'attenzione dei giovani: questa la ricetta.  Resta solo da attendere per vedere come, effettivamente, verrà realizzata. (RCG 18.05.05)

 

 

EROINA: pericolo overdose

Osservando le notizie che girano in rete assieme alle comunicazioni ufficiali provenienti da osservatori istituzionali e considerando le informazioni che ricevo in relazione al mio lavoro, incomincio ad avere la sensazione (per ora solo di sensazione si tratta !) che, in modo disomogeneo e disordinato, stia circolando eroina più pura. In parte si tratta di eroina bianca di cui ci sono stati già alcuni sequestri, in parte è la "solita" eroina (brown) meno tagliata e, quindi, con un principio attivo più alto. Il problema è che il tutto si colloca in un mercato in cui la maggior parte dell'eroina ha, ancora, un principio attivo veramente basso. Esistono quindi RISCHI DI OVERDOSE ACCIDENTALE. Inoltre chi fuma eroina saltuariamente e, per ora, tende a controllarsi nei consumi, potrebbe, in presenza di eroina gradualmente sempre più forte, avviarsi inconsapevolmente verso una vera e propria forma di dipendenza dalla sostanza.

Ricordo, inoltre, che per le overdose da eroina esiste un farmaco in fiale iniettabili chiamato NARCAN che è in LIBERA VENDITA IN FARMACIA SENZA RICETTA. Una, due fiale, praticate in vena sono in grado di togliere immediatamente dal coma. Attenzione, però, a questo punto è necessario comunque chiamare il 118 e recarsi in un pronto soccorso in quanto l'effetto del farmaco può finire prima di quello dell'eroina con conseguente ritorno in coma. Purtroppo, dopo l'iniezione di Narcan, ci si sveglia dal coma in astinenza. Ciò porta diverse persone ad andarsene dopo i primi soccorsi rischiando nuovamente la vita. Per questo alcuni medici praticano in tempi rapidi (siamo di fronte a un coma che può portare a morte! ) prima una fiala di Narcan in muscolo e, subito dopo, una in vena sperando che l'assorbimento più lento dell'intramuscolare copra la persona più a lungo nel tempo dopo il risveglio dal coma provocato dalla iniezione in vena. (RCG 1.5.05)  

 

 

Nuovo Presidente del CEARS

Don Vincenzo Sorce, fondatore dell'associazione Casa famiglia Rosetta e' stato eletto presidente regionale del Cears, il Coordinamento Enti ausiliari della Regione siciliana (RCG 8.4.05)

 

Riduzione del danno?

Chiamare certi numeri di telefono quando si è ubriachi può essere pericoloso: si potrebbero dire cose spiacevoli. Per evitare il problema la compagnia telefonica Virgin Mobile propone, ai propri utenti australiani, il servizio DUI, acronimo di Dialing Under the Influence. Si tratta di un servizio che permette agli utenti di creare una blacklist con i numeri che non devono essere chiamati. Basta comporre il 333 seguito dal numero da bloccare e fino alla mattina successiva, quel numero non potrà essere chiamato dal proprio cellulare. In una ricerca condotta tra 400 utenti, Virgin Mobile ha scoperto che il 95% ha effettuato nella vita almeno una chiamata sotto l'influenza dell'alcol. Purtroppo il 36% erano chiamate a numeri composti a caso e, quindi, in queste situazioni anche il servizio di Virgin Mobile servirà a ben poco. I danni maggiori, tuttavia, potrebbero essere quelli conseguenti ad una telefonata fatta alla moglie, alla fidanzata, al direttore o ad una persona influente. Insomma ciò che si vuole evitare sono proprio le telefonate non fatte a caso ma in una situazione in cui il controllo su ciò che si dice potrebbe essere ridotto.  (Fonte www.portel.it  20.3.05)
 

Il farmaco perfetto

IL Naltrexone, riformulato come iniezione long acting da praticarsi una volta al mese, sembra aver dato, ad alti dosaggi, un risultato del 25% superiore al placebo nel ridurre i giorni "alcolici" di adulti alcolisti. Certo non si tratta di un "miracolo": ridurre i giorni alcolici, infatti, e guarire dall'alcolismo sono cose molto diverse. Tuttavia questo farmaco, usato con risultati controversi per curare gli eroinomani  e mantenerli in stato drug-free, ha già dimostrato una certa efficacia nella cura dell'alcolismo. E' rimasto, tuttavia, un problema: far si che i pazienti lo assumano ogni giorno. La preparazione long-acting ad alto dosaggio sembrerebbe risolvere, almeno in parte, la questione, limitatamente agli alcolisti. Il condizionale, evidentemente, è d'obbligo visto che si tratta ancora di studi sperimentali.  Fonte: Garbutt JC et al. Efficacy and Tolerability of Long-Acting Injectable Naltrexone for Alcohol Dependence: A Randomized Controlled Trial. JAMA. 2005;293:1617-1625.

Sino ad oggi i farmaci considerati più efficaci per migliorare la situazione dei tossicomani hanno il fastidioso effetto collaterale di provocare dipendenza e di essere, a loro volta, considerabili sostanze di possibile abuso. E' proprio questo "effetto collaterale" a provocare la fedeltà dei pazienti al trattamento ma anche a sollevare dubbi e polemiche sul loro utilizzo. Purtroppo metadone, buprenorfina (per gli eroinomani), GHB (per gli alcolisti), benzodiazepine ed antidepressivi (per tutti) costituiscono gran parte dell'armamentario a disposizione del medico per trattare un tossicomane e sono tutti farmaci che, sebbene in modo e grado completamente diverso tra loro, possono provocare dipendenza e/o astinenza alla sospensione dell'uso. Per fortuna, se usati in modo corretto, possono stabilizzare il "funzionamento" psicofisico di chi li assume con regolarità. Non è poco ma siamo ancora distanti dall'avere a disposizione "farmaci ideali" per curare le patologie tossicomaniche. Occorrerebbe più ricerca mirata ed applicata per migliorare la situazione pur tenendo presente che il farmaco "perfetto" per curare la tossicomania non esisterà mai e che ci troviamo di fronte ad una patologia che necessita, per essere affrontata, anche di approcci psicologici ed educativi ben strutturati. Purtroppo la tossicodipendenza, pur essendo considerata un problema mondiale, non gode di una sufficiente attenzione anche nell'ambito della ricerca applicata forse perché è l'unica patologia in grado di procurare più utili in chi la provoca che in chi la cura!  (RCG 10.4.05)

 

 

Frattini e le divergenze europee

Parlando, il 21 aprile, ad un'audizione pubblica della Commissione per le libertà civili dell'Europarlamento, il vice presidente della Commissione europea Franco Frattini ha invitato gli stati membri a superare ''le divergenze tra le politiche nazionali '' che hanno finora ''indebolito l'azione e la visibilità della Ue in questa materia ''.
Secondo Frattini ''troppo spesso l'approccio ideologico prevale, troppo spesso il dibattito e' polarizzato tra un approccio più repressivo, focalizzato alla lotta contro il traffico, ed un approccio più tollerante, concentrato piuttosto sulla prevenzione e la riduzione dei danni per la salute legati all'uso di stupefacenti ''. "Il fenomeno della droga – secondo il vice presidente della Commissione Europea - costituisce una delle preoccupazioni principali dei cittadini, perché incide sulla salute e la sicurezza tanto individuali che collettive". Un argomento che ha una "visibilità mediatica altalenante", molto spesso legata a fenomeni sensazionalistici, cui non corrisponde una "visibilità ed un impegno politico costante", quando invece "solo una politica a lungo termine costante e coerente" potrebbe essere efficace nella lotta alla droga". Frattini auspica che la strategia prossima dell’unione, dunque, debba "basarsi sui fatti e non su delle considerazioni fatte a priori". Per questo ha sottolineato il lavoro svolto, e da svolgere, dall'Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze di Lisbona caratterizzato dall'operare secondo "un approccio globale e pluridisciplinare" volto all'equilibrio tra tutte le misure adottate: prevenzione e riduzione della domanda, repressione del traffico illecito, azione internazionale. Frattini ha, infine, ribadito come la lotta contro la droga, in tutti i suoi aspetti, debba essere una priorità dell'agenda politica. Purtroppo l'auspicata unità di intenti a livello europeo è ancora tutta da costruire. L'audizione appena citata, ad esempio,  era stata disertata del Ppe e dai gruppi della destra perchè ritenuta troppo di parte. Il motivo? La citazione, nell'invito, di una frase in cui si affermava: ''il sistema attuale e' oggetto di numerose critiche, dato che l'approccio proibizionista sviluppato nel XX secolo e basato sulle convenzioni Onu non e' riuscito ad arginare l'abuso di sostanze stupefacenti e a stabilire chiaramente quando la distinzione tra droga lecita e droga illecita e' arbitraria''. (RCG 23.4.05)

 

 

Allerta Rapido Nazionale

"Il Punto Focale nazionale presso l'Ufficio per il Monitoraggio del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, sta creando i presupposti per attuare, entro l'anno, un sistema di allerta rapido a carattere nazionale, così come richiesto dall'Europa''. Lo ha detto (Fonte ANSA). il Responsabile del Punto Focale Nazionale, Dott. Andrea Fantoma, parlando dei recenti casi di malori collegati all'assunzione di una miscela di cocaina ed atropina. Analoghi casi sono stati segnalati in altre parti d'Europa. (6.3.05)

 

 

 

THE INTERNATIONAL NARCOTICS CONTROL STRATEGY REPORT 2005

Questo rapporto, che viene pubblicato con scadenza annuale dal Dipartimento di Stato USA, descrive gli sforzi compiuti dai maggiori paesi del mondo per combattere i diversi aspetti del traffico di stupefacenti, dalle attività di controllo sulla produzione, al riciclaggio di denaro, ai crimini finanziari.

Tra le altre cose L'International Narcotics Control Strategy Report (INCSR) 2005 afferma che l'area dell'Afghanistan dedicata alla coltivazione di papavero lo scorso anno ha raggiunto un nuovo record di 206.700 ettari, più del triplo di quanto venne stimato per il 2003. La produzione illecita di oppio/eroina in quel paese "può essere intesa, in pratica, come l'equivalente della produzione mondiale illecita di eroina", sostiene il rapporto, e "rappresenta un'enorme minaccia per la stabilità mondiale".

Per leggere il rapporto

 

 

 

Le politiche del Presidente USA

Pubblicato THE PRESIDENT'S NATIONAL DRUG CONTROL STRATEGY preparato dall' "Office of National Drug Control Policy", organo dell'amministrazione americana che stabilisce politiche, priorita' e obiettivi nel campo della lotta alla droga sul territorio degli Stati Uniti.

Il rapporto completo (pdf)

I singoli capitoli (html)

 

500%

Napoli, 3 mar.  - A Scampia, Napoli, il denaro illecitamente ricavato dal solo spaccio delle sostanze stupefacenti ammontava ad oltre 500 mila euro al giorno per un guadagno pari almeno al 500% dell'investimento iniziale. E', questa, una delle risultanze riportate in una nota dei sostituti della Direzione distrettuale antimafia (Fonte Adnkronos). 

 

Cocaina e infarto

La convinzione che l'uso occasionale di droghe non sia poi così pericoloso è abbastanza diffusa. Ciò accade probabilmente  perché, per anni, abbiamo associato alla droga (intesa soprattutto come eroina) lo spettro della tossicodipendenza e della morte per overdose. Da qui abbiamo introiettato una scala di pericolosità che mette al primo posto l'eroina e, a seguire, tutte le altre sostanze. Nello stesso tempo l'uso occasionale di droga è considerato "naturalmente" meno pericoloso di quello continuativo. Si tratta di una convinzione, almeno parzialmente, errata. Per esempio l'overdose incidentale da eroina è più difficile in chi la usa costantemente anche ad alto dosaggio rispetto a chi la assume saltuariamente o dopo un periodo di disassuefazione. La cocaina, attualmente, è una droga molto diffusa. Il fatto che la usino persone socialmente inserite tranquillizza i potenziali consumatori. La dipendenza che crea è molto più subdola di quella da eroina e l'astinenza si manifesta con sintomi depressivi che, in quanto psichici, sono meno evidenti ed erroneamente ritenuti più controllabili di quelli fisici. Per questo, nella nostra interiore scala di pericolosità, la cocaina sta scendendo di livello. Con più la vediamo diffondersi con più la riteniamo "sicura". A risvegliarci da questa illusione arriva la Fondazione svizzera di cardiologia. Dice Juan Sztajzel, cardiologo all'ospedale di Ginevra "solo un'ora dopo aver inalato la polvere bianca il rischio di infarto aumenta di 24 volte". Le pulsazioni aumentano e si innalza la pressione arteriosa, possono verificarsi contrazioni delle coronarie e possono formarsi dei coaguli. Tutto questo può portare a conseguenze che vanno dai dolori costrittivi al petto (Angina pectoris) all’infarto.   Sniffare cocaina anche solo una volta può essere di troppo per il cuore. (RCG 20.2.05)

 

 

Benedetto XVI°

"E' come se avessi preso una botta in testa umanamente parlando". Questo e' il primo commento a caldo (fonte AGR) di don Antonio Mazzi, presidente della fondazione Exodus, sull'elezione di Joseph Ratzinger come nuovo papa. Don Pierino Gelmini, invece, "si augurava questo evento e, mentre non nascondeva ai suoi ragazzi la speranza che il nuovo Papa fosse proprio il Cardinale Ratzinger, li invitava a pregare per il Conclave" (Europa Cristiana - redazione Papaboys). Spesso diversi sacerdoti, leader storici di Comunità terapeutiche, si sono trovati su fronti di opinione opposti in tema di droga. Chi avrebbe detto che anche per il Papa succedesse la stessa cosa!      

  (R.C.G. 23.4.05)

 

 

Bambini che bevono

Oltre il 45% dei dodicenni e tredicenni italiani beve, piu' o meno saltuariamente, vino o birra. E' il dato che emerge dall'indagine annuale della Societa' Italiana di Pediatria (Sip) sugli abitudini e gli stili di vita degli adolescenti.
I risultati dello studio, rilevano i pediatri, sono allarmanti: Il 5% dei ragazzi dichiara infatti di bere abitualmente vino e il 6% birra; Circa un quarto degli adolescenti dichiara inoltre di consumare liquori e il 35% (tra i maschi la percentuale arriva al 40%) dichiara di aver visto piu' di una volta compagni o amici ubriachi. (fonte ANSA)
Risalgono i decessi in Svizzera

Il consumo di cannabis, d’anfetamine e di cocaina continua ad aumentare in Svizzera, stando ad un rapporto dell’Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS) dell’ONU pubblicato ad inizio marzo. Nello stesso Paese le morti per droga, secondo i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica sono passate dalle 205 del 2000 alle 150 del 2002, per poi però tornare a salire nel 2003 a 194 vittime (Fonte SwissInfo 3/05).

 

 

Il documento delle Regioni (di opposizione)

Il sito di Fuoriluogo ha pubblicato il documento delle Regioni presentato alla Conferenza per un progetto delle Regioni sulle dipendenze – Bologna, 7 e 8 febbraio 2005. Per leggere il documento

Sul sito di Itaca Italia è disponibile anche il testo riassuntivo delle sessioni parallele della Conferenza

Itaca Italia

 

 

Lo strano caso della cocaina + atropina

Ancora una volta rimbalzano dai media notizie relative alla presenza sul mercato di cocaina + atropina. Questa volta, però, la situazione è cambiata: non si parla più di cocaina tagliata male ma di una vera e propria "nuova droga" che avrebbe anche un nome: "cristallina". Questa droga sarebbe una miscela composta da cocaina (60%) e atropina (30%).

Ci troviamo di fronte ad una situazione un po' strana. La "cristallina", almeno nel nostro Paese, non era conosciuta. Cercando sulla rete, ad esempio,  a differenza di altre droghe, la si trova descritta solo in relazione ai recenti eventi connessi alla sua assunzione.

Chi si è sentito male ed ha avuto bisogno di terapie intensive l'aveva acquistata come cocaina o riteneva di utilizzarla in modo analogo. Chi proponeva al dettaglio questa miscela, evidentemente, non ha avvisato i suoi clienti del fatto che non fosse semplice cocaina. Non lo sapeva? E' possibile che la stessa situazione si sia ripetuta in diversi Paesi europei solo per una cattiva organizzazione della rete di vendita?

Tutto è possibile. Intanto, però, grazie ai malori che ha provocato, giornali, radio, televisioni e siti Internet stanno presentando la miscela cocaina - atropina a milioni di persone. Dal punto di vista di chi vende droghe, anche se la "cristallina" non fosse mai esistita ... oggi varrebbe la pena di produrla e distribuirla. Il potenziale mercato di una cocaina, forse un poco allucinogena e molto pericolosa, (di cui, fino a poco tempo fa, nessuno sentiva l'esigenza) potrebbe essere, così, testato a fondo.

Ma che senso ha mischiare la coca con l'atropina, visto che basta esagerare un poco con la dose per rischiare la pelle? Probabilmente nessuno dal punto di vista della logica, molto, invece, dal punto di vista del marketing della droga. Vi ricordate la pubblicità "two gusti is meglio di one"?      

Riccardo C. Gatti 21.1.2005

P.S. In ogni caso, eventuali malesseri, dopo l'uso di cocaina, non devono essere mai sottovalutati (CHIAMARE SUBITO IL 118). Allucinazioni, deliri, mancamenti, aggressività, respiro corto e frequente, nausea, vomito, secchezza della bocca, dilatazione della pupilla, fastidio per la luce e tachicardia sono alcuni dei sintomi che potrebbero far sospettare l'assunzione di atropina assieme alla cocaina.

 

 

 

Torna la "droga dello stupro"

"Perugia , sbarca in Italia la 'droga per lo stupro' Lo 'scoop' è inodore e cancella i ricordi: in vendita clandestina nei sexy shop. Ragazza si risveglia nel parcheggio di una discoteca: non ricorda nulla ma una visita ginecologica rivela che è stata violentata da più uomini". Così arriva una notizia di Adnkronos che, a sua volta l'ha derivata da "il Messaggero". Non manchèrà di rimbalzare sui media, vista la componente di "sesso e droga" che, da sola, permette di allestire, appunto, piccoli "scoop" ma di tipo giornalistico. Ad una prima lettura, infatti, sembra che sia arrivata in Italia una nuova droga, sbarcata da chissà quale luogo, e che, per di più , potrebbe avere perversi utilizzi sessuali. In realtà il GHB (quello che in gergo viene chiamato scoop) è, molto più semplicemente, un farmaco inserito nella tabella degli stupefacenti. Noto da tempo è venduto in Farmacia. Viene usato, in alcuni casi, per la cura dell'alcolismo e della narcolessia (negli USA solo per la narcolessia).  Gli effetti, a basso dosaggio, sono simili a quelli dell'alcol. A più alte dosi, diventa un sedativo, quasi un anestetico. Può, di fatto, addormentare una persona dopo averla "ubriacata". Una overdose uccide per depressione del respiro. A dosaggi più bassi è in pericolo, per un effetto sinergico, chi assume altre sostanze psicoattive simili quali farmaci sedativi o antiepilettici. Un uso continuativo può dare dipendenza. Cosa ci faccia il GHB nel mercato clandestino è difficile dirlo. Di volta in volta gli si attribuiscono proprietà, anche afrodisiache o anabolizzanti, che probabilmente non ha. Più che uno 'scoop' sembra una fregatura che, evidentemente, un branco di criminali ha usato per una azione ignobile che poteva essere ottenuta anche con alcool ed altri sedativi. (R.C.G. 9.1.05)

Per saperne di più, nella sezione "slide show" cercare GHB  

 

La morte di Dario Foà

Mentre ero a Roma per la prima riunione della Consulta e del Comitato scientifico del Dipartimento Nazionale per le Politiche antidroga, ho appreso della brutale uccisione del Dott. Dario Foà, Direttore del Servizio Area Penale e Carceri della ASL Città di Milano. Il Servizio è parte del Dipartimento Dipendenze Patologiche di cui sono responsabile. Ho visto Dario l'ultima volta la scorsa settimana ad una riunione. Era sereno e soddisfatto del lavoro che stava portando avanti con successo. Poi ... la notizia. Un pensiero commosso va in primo luogo alla famiglia ed a tutti i collaboratori. Sono vicino al loro dolore e confesso di essere rimasto senza parole di fronte ad un evento di tale gravità e portata.

Riccardo C. Gatti  16.2.2005

 

La Conferenza di Bologna

La conferenza organizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il cartello nazionale: "non incarcerate il nostro crescere"  (7 e 8 febbraio a Bologna) ha visto la partecipazione di molti operatori ed esperti di settore (gli organizzatori parlano di circa mille persone). Un pubblico eterogeneo che ha saputo, tuttavia, costruire interessanti momenti di confronto un po' sul modello delle passate Conferenze nazionali. Peccato che le conclusioni dei lavori abbiano, sino ad ora, avuto meno diffusione delle premesse.

 Ciò che si sa, infatti, è che è stata auspicata e promossa la possibilità di "Attivare percorsi personalizzati di ascolto, supporto, accoglienza ed eventuale presa in carico e offerta di prestazioni, anche specialistiche, per i gruppi, le situazioni e i comportamenti a rischio. Promuovere la partecipazione dei giovani e valorizzare le risorse presenti nei gruppi informali e nei singoli, sviluppare e qualificare il lavoro di prossimità (interventi sul posto) e gli interventi di promozione della salute nei luoghi del divertimento. E ancora: di garantire la necessaria formazione e riqualificazione degli operatori e di promuovere stili di vita sani e consapevoli" (fonte Emilianet) valorizzando la molteplicità e la multidisciplinarietà degli approcci. Ma questo dovrebbe essere, in sintesi, il contenuto di un documento elaborato prima della Conferenza, condiviso dalle Regioni Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania, Sardegna, Toscana, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano e presentato all'Assemblea. Qualche Agenzia ha, poi, ripreso  il pronunciamento dell'Opposizione contro la legge Fini assieme alle controdeduzioni di chi, invece, la sostiene.

Fino a qui, però, nulla di nuovo. Ciò che, invece, sarebbe interessante conoscere e divulgare è il percorso ed il risultato del confronto tra le persone che hanno aderito alla Conferenza per contribuire al dibattito in atto con le loro diverse esperienze. Evidentemente il significato del loro lavoro non può essere banalizzato così come sarebbe un errore considerare questa occasione come una semplice convention dell'opposizione. (R.C.G. 9.2.05)

 il programma

 

 

La cura ... vale la pena

Sarà probabilmente esteso ad altre quattro grandi città italiane (Roma, Padova, Reggio Calabria e Catania) un'esperienza attuata a Milano già dalla metà degli anni Novanta. All’interno del palazzo di Giustizia, è in azione un servizio di connessione dedicato ai tossicodipendenti fermati o arrestati in flagranza di reato e sottoposti al processo per direttissima, il cui esito viene espresso con una sentenza emessa nel giro di poche ore dal momento dell’arresto. Il tossicodipendente, arrestato per reati minori, viene preso in carico da un'equipe, costituita da un Sert della Asl, prima che venga portato davanti al giudice per il processo.  Può, così, scegliere se sottoporsi a un programma di cura. Il giudice, a questo punto, può emettere un provvedimento di custodia cautelare alternativa in una comunità terapeutica o in un centro di cura. (R.C.G. 31.1.05)

per saperne di più

 

 

Simulatore di spaccio

 

 

Uno sviluppatore indipendente di videogiochi (Nagual Games)  ha annunciato lo sviluppo di Dealer: Chronic, Pills & Coke. Scopo del  gioco è quello di far crescere i propri affari  impersonando la figura uno spacciatore. Naturalmente è possibile sviluppare attività parallele allo spaccio come la ricettazione e la prostituzione oppure assumere droghe. Per leggere il mio commento nella sezione messa a fuoco

 

 

Senza Parole

- I reality show sono come la cocaina, non si capisce perché i cocainomani dovrebbero smettere fin quando la "neve" abbonda sul mercato.- (tratto da Applausi & Fischi di Maria Latella - Io donna n.41 -2004 pag.52)

 

 

 

 

No agli impulsi emotivi

Il 16 e il 17 dicembre il Consiglio d'Europa dovrà ratificare le strategie antidroga 2005 - 2012. A questo proposito la "Commissione per le Libertà Pubbliche" ha approvato una risoluzione in cui, tra l'altro, si considera come nessun Paese europeo, da solo, è in grado di realizzare una strategia pienamente efficace e si raccomanda che le politiche di settore siano fondate su basi scientifiche e non su impulsi emotivi. La Commissione invita ad una maggiore attenzione alla salute dei tossicodipendenti, al miglioramento delle loro condizioni di vita, al reinserimento e alla prevenzione delle malattie più diffuse fra chi fa uso di droga, come l’Aids. Secondo Strasburgo, informazione e prevenzione devono diventare le parole chiave della nuova strategia.  (12.12.04 - Fonte MDC )

 

COCAINA A MILANO

I NUMERI, I COSTI, I PROBLEMI NELLA POPOLAZIONE GENERALE

Circa 120.000 milanesi avrebbero provato la cocaina almeno una volta in vita loro, circa 35.000 la avrebbero usata negli ultimi 12 mesi, e circa 25.000 nell’ultimo mese (popolazione con età tra 15 e 64 anni). La ricerca ha evidenziato che 64 soggetti, pari al 46% di chi ha consumato cocaina negli ultimi 12 mesi, ha un problema di abuso o dipendenza; proiettando questo valore su tutta la popolazione di 15-64 anni (circa 850.000 abitanti) si stima che circa 15.000 milanesi potrebbero presentare forme di abuso/dipendenza da cocaina.

per saperne di più il Comunicato Stampa della A.S.L. Città di Milano

 

 

 

Presentata la  Relazione annuale 2004 sull’evoluzione del fenomeno della droga nell’Unione europea ed in Norvegia

Per leggere la relazione

 

PERICOLO

Attenzione alla COCAINA !

Segnalo a tutti che nelle ultime settimane, in seguito all'assunzione di cocaina, si sono verificate situazioni gravi a Milano - Cinisello, nella zona di Bergamo e, recentissimamente, nella zona di Brescia . Il tutto sembrerebbe collegato alla presenza di una quantità pericolosa di atropina nella cocaina. Le Autorità ed i Presidi sanitari della Lombardia sono in stato di allerta. Eventuali malesseri, dopo l'uso di questa droga, non devono essere mai sottovalutati (CHIAMARE SUBITO IL 118). Allucinazioni, deliri, mancamenti, aggressività, respiro corto e frequente, nausea, vomito, secchezza della bocca, dilatazione della pupilla, fastidio per la luce e tachicardia sono alcuni dei sintomi che potrebbero far sospettare l'assunzione di atropina assieme alla cocaina. Non è chiaro quanta sia effettivamente la cocaina pericolosa presente sul mercato né quando e dove sarà venduta. L'arresto di alcuni spacciatori, evidentemente, non può risolvere il problema.  Va tenuto anche presente che, contrariamente a quanto qualcuno crede o dice nell'ambiente dei consumatori, l'assunzione della droga sniffandola per via nasale NON elimina il rischio. Usare cocaina è sempre pericoloso ma, in questo momento, può rappresentare un pericolo molto forte ed immediato per la vita.

Riccardo C. Gatti 31.12.04

Aggiornamento: analoghe situazioni si sono verificate o si stanno verificando in altri Paesi europei.

 

 

Europa: + droghe e alcol

In Europa tra i 15 ed i 19 anni si beve di più fuori dai pasti: l'intenzione è quella di ubriacarsi. Un giovane su cinque fa uso di cannabinoidi ed aumenta la percentuale di chi ha provato cocaina ed eroina  Differente si mostra, la situazione italiana, per quanto riguarda le  sostanze illegali: il nostro paese, insieme con la Spagna e la Repubblica Ceca, conta l'11% dei maschi che riferisce una esperienza di consumo di altre sostanze psicotrope (specialmente cocaina ed eroina) nella vita, e con il 6% delle ragazze si colloca tra i paesi piu' colpiti. Preoccupa in particolare l'aumento di 3 punti percentuali per entrambi i generi rispetto al rilevamento del 1999.  E' quanto emerge dal Progetto ESPAD (European School Survey Project on Alcohol ad other Drugs), un'indagine condotta nel 2003 dal Consiglio d'Europa tramite il Gruppo Pompidou e il Consiglio svedese su alcool e droghe, e realizzata, per quanto concerne l'Italia, in collaborazione tra Consiglio nazionale delle ricerche e Dipartimento nazionale per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri. (Fonte:  Vita  13.12.04 )

 

 

 

 

Carlo Valenzi ci ha lasciato

Ci sono notizie che non vorresti mai ricevere. Carlo Valenzi è morto questa notte a Roma. Aveva problemi di salute e si era sottoposto di recente ad un intervento chirurgico. Stava meglio e nessuno immaginava che ci avrebbe lasciato. Carlo era un amico, prima di tutto. In questi anni aveva fatto molto per il settore, per i colleghi e per le persone di cui si prendeva cura.  Il suo impegno e la sua personalità sono indimenticabili.

I ricordi ed il momento non lasciano spazio ad altre parole. Per questo, ora, voglio salutarlo soltanto con un abbraccio, forte!

Ciao Carlo!

Riccardo C. Gatti 6.12.2004

 

 

LA REGIONE UMBRIA CONTRO IL DIPARTIMENTO NAZIONALE ANTIDROGA 

La Regione Umbria ha presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto del 31 maggio scorso denominato "Linee di indirizzo amministrativo in tema di promozione e coordinamento delle politiche, per prevenire e contrastare il diffondersi delle tossicodipendenze e delle alcooldipendenze correlate