Lettera del Presidente SITD

Agli Operatori dei SERT e delle Comunità

 

Oggetto: DMS 14 giugno 2002 ("nuovo 444").

 

Cari colleghi,nelle scorse settimane abbiamo rilevato allarme tra gli operatori del campo delle tossicodipendenze in conseguenza del Decreto emesso dal Ministro della Salute che definisce norme sul lavoro dei SERT e delle Comunità.

La preoccupazione riguarda alcuni punti che potrebbero generare problemi per i pazienti seguiti dai servizi e per le loro famiglie, in conseguenza di misure potenzialmente in grado di compromettere la funzionalità dei servizi stessi; inoltre abbiamo anche percepito preoccupazioni per la tutela legale degli operatori, ed altro ancora.

La Società Italiana Tossicodipendenze vuole rendere noto agli operatori, con questa lettera, la propria posizione: dal punto di vista formale, se da un lato l'emissione di un siffatto decreto stabilisce in qualche misura orientamenti e principi a cui peraltro già le pratiche vigenti largamente si ispirano, dall'altro pone problemi di legittimità che lo rendono contestabile proprio da parte del primo interlocutore del Governo in materia, vale a dire, dalle Regioni, che hanno, ad esempio, già sollevato tramite l'Assessorato alle Politiche sociali della Regione Veneto, la questione della mancata acquisizione del parere vincolante da parte loro e della Conferenza Stato - Regioni, chiedendo chiarimenti in merito.

Non mancano, peraltro, nel decreto, posizioni discutibili.

Nel merito la SITD sta lavorando ad un'analisi dettagliata del documento, al fine di mettere tutti gli operatori in condizione di utilizzare tale analisi per confrontare la propria prassi operativa con quanto stabilito dal decreto stesso.

Un aspetto francamente incongruo di tale decreto è la pretesa di definire attraverso uno strumento normativo le modalità in cui si dovrebbe concretizzare la buona pratica di prevenzione della "cronicità della tossicodipendenza".

La definizione di una sorta di nuova "classe diagnostica", quella della "tossicodipendenza cronica iatrogena", e l'attribuzione esclusiva dell'origine della cronicità nella tossicodipendenza al trattamento protratto con metadone, e non già alla natura intrinseca del disturbo, sono posizioni non supportate da dati scientifici e di esperienza.

E' inaccettabile, in questo ambito, la grottesca richiesta di "documentare i tentativi di scalaggio del metadone" nei casi definiti "inevitabilmente" cronici.

La nostra impressione complessiva rispetto al Decreto è che l'inconsistenza tecnica di alcune prescrizioni ivi contenute assieme ad una probabile incoerenza giuridica, ne facciano uno strumento che non potrà che essere messo in discussione, ridefinito e forse invalidato.

La SITD, nel frattempo, suggerisce di proseguire con serenità nelle buone pratiche che caratterizzano l'operato vostro, e alla definizione delle quali purtroppo il presente decreto reca pochi o punti contributi. A questi, ove appropriato, prestate la dovuta attenzione.

La SITD agirà a supporto delle vostre buone pratiche.

Per la fine del mese di agosto renderemo pubblica la nostra analisi.

Cordiali saluti.

 

Gian Paolo Guelfi

Presidente SITD