FeDerSerD e il Ministro Ferrero

 

Il 31 maggio 2006 l'Ufficio di Presidenza di FeDerSerD ha incontrato il Ministro Ferrero. Ne è derivato un comunicato stampa interessante soprattutto perchè incomincia a dare una dimensione delle linee generali che verranno prossimamente seguite dal Ministero ... ma anche da FeDerSerd che, indubbiamente è una delle organizzazioni di punta nel settore. Partiamo proprio da qui. Il comunicato inizia con "abbiamo illustrato al Ministro le ragioni della nostra società scientifica che svolge anche un riconosciuto ruolo di rappresentanza dei servizi pubblici". Si tratta di una frase introduttiva che potrebbe passare inosservata se, in realtà non fosse un possibile indice di una trasformazione. Nello stesso statuto dell'Associazione, infatti, il promuovere rapporti con le istituzioni nazionali e regionali di carattere politico è finalizzato a "garantire la coerenza scientifica e operativa delle scelte legislative e organizzative" e, in altri comunicati stampa di parla di promozione "di buone prassi tra i professionisti del settore, di valorizzare le esperienze prodotte nei servizi, testimoniando il valore di queste conoscenze in ogni contesto". Lo stesso nome di FeDerSerD (FEDERAZIONE ITALIANA DEGLI OPERATORI E DEI SERVIZI DELLE DIPENDENZE) lascia intendere la possibilità di essere una federazione di professionisti (dei servizi pubblici ma anche di quelli privati che sono nei Dipartimenti). Oggi FeDerserD afferma un "riconosciuto ruolo di rappresentanza dei servizi pubblici" e, in questo ruolo, si rapporta alle istituzioni. Mi sembra un'ottima scelta anche perchè, in tempi relativamente recenti, ho avuto la netta sensazione che i servizi pubblici soffrissero di una vera e propria crisi di rappresentanza. E' anche chiaro che questo tipo di scelta, parzialmente differente, sebbene non necessariamente in contraddizione, con quella di "alta integrazione" pubblico - privato perseguita sino a qualche tempo fa assieme, tra l'altro, a CNCA e FICT, porterà anche ad una inevitabile miglior definizione di chi si proporrà di rappresentare i "Servizi Privati". Inoltre, volendo andare più a fondo, il tutto potrebbe servire anche a meglio definire, in questo settore, ..."chi rappresenta che cosa". Non è la stesso, infatti, rappresentare le Organizzazioni, gli Operatori che nelle Organizzazioni lavorano, oppure, ancora, il Sapere tecnico-scientifico proprio di un determinato ambito. Si tratta di una miglior definizione che deve essere perseguita a vantaggio di tutti. FeDerSerD, ad esempio, rappresentando i "Servizi Pubblici", non tutela gli interessi, gli intendimenti ed il pensiero dei datori di lavoro e nemmeno delle organizzazioni (le Aziende Sanitarie) di cui questi Servizi fanno parte. Molto diversa potrebbe essere e, probabilmente è, la posizione di Associazioni che rappresentano aggregazioni di Unità di Offerta private; diversa ancora è la situazione di Società Scientifiche che, per dimensione o specializzazione, rappresentano soprattutto i loro iscritti e le conoscenze tecnico scientifiche che questi, collettivamente, esprimono. Una maggior definizione è utile anche perchè impedisce il rischio di strumentalizzazioni. Frequente, in ambito politico, è quella di "sentire" una parte per il tutto: il risultato che tutti rappresentano tutti anche senza averne alcun mandato. Giustamente c'è che si è posto, ad esempio, il problema di quanto fosse (o non fosse!) rappresentativa del settore l'ultima Conferenza Nazionale convocata dal precedente Governo: è un problema reale che deve assolutamente essere risolto anche a livello istituzionale proprio definendo chi rappresenta che cosa ... e come. Non per nulla nel suo comunicato FeDerSerD parla della "definizione dei percorsi per arrivare quanto prima alla nuova Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze con il coinvolgimento delle Regioni, degli Enti locali e delle Associazioni". FederSerD, inoltre, "ha offerto al Ministro Paolo Ferrero le risorse e la serietà dell’organizzazione per affrontare subito le emergenze del settore e per giungere al più presto al nuovo Testo Unico sulle dipendenze". E qui nasce un piccolo mistero da risolvere. Il Programma elettorale dell'Unione è molto chiaro "Il decreto legge del Governo (precedente N.d.A.) sulle tossicodipendenze deve essere abrogato". Dopo l'incontro con il Ministro, FederSerD parla di un "nuovo testo unico". Inoltre accenna a "una valutazione di impatto a 6 mesi della legge Fini – Giovanardi" ed  alla "attivazione di tutte le risorse disponibili per l’applicazione di provvedimenti utili ad evitare gli effetti più negativi della legge". Mettendo il tutto insieme alla convocazione di una nuova Conferenza Nazionale mi verrebbe da pensare a qualcosa di diverso da quanto scritto nel Programma dell'Unione che, semplicemente abrogando la legge attuale, ne annullerebbe completamente gli effetti  (tornando alla precedente). Si parla, inoltre, di "rapida ridefinizione del ruolo delle prefetture" e della "abolizione delle sanzioni per i consumatori" che nella legge precedente esistono ed, anzi, proprio a livello del Prefetto, sono, in alcuni casi, più restrittive delle attuali (il Prefetto oggi può semplicemente ammonire senza sanzionare anche i segnalati la prima volta per possesso personale di droghe "pesanti"). Forse bolle in pentola la possibilità di una nuova legge sulla droga? 

In compenso, nel comunicato, nemmeno si accenna all'esistenza di un Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga ma si parla della formalizzazione di un centro di riferimento nazionale di epidemiologia clinica. Mi sembra senz'altro una buona idea: il problema è in quale contesto il centro di riferimento possa essere inserito. L'epidemiologia clinica ha senso per il welfare ma, anche, e forse di più, per la salute. L'istituzione del Dipartimento Nazionale presso la Presidenza del Consiglio era stata una iniziativa azzeccata del precedente Governo proprio perchè collocata, anche all'interno della organizzazione di Stato, super (o inter) partes. L'errore fu, poi, quello di trasformarlo in un "piccolo ministero" e di non utilizzarlo, come reale punto di incontro tecnico strategico ed operativo tra Governo, Regioni e Sistema di Intervento. Il rischio è che oggi il Dipartimento venga, in questo senso,  ulteriormente declassato diventando, di fatto, l'ufficio di un Ministero. Ricordo, ad esempio, in un passato non lontano, la difficoltà di interazione tra i diversi organi ministeriali. Essendo l'azione antidroga collocata nelle Politiche Sociali (e non nella Presidenza del Consiglio), si rendeva una qualsiasi azione di coordinamento strategico pressoché impossibile. Nessuno voleva subordinarsi ad altri: la semplice convocazione ad una riunione decisionale con componenti di Ministeri diversi era spesso una impresa titanica ... figuriamoci il resto. Nel frattempo il trasferimento del Dipartimento Nazionale dalla Presidenza del Consiglio ad un Ministero sta già provocando una serie di problemi interni logistici, contrattuali ed amministrativi che, forse, sarebbe stato meglio evitare. Probabilmente l'Organizzazione avrebbe potuto essere attribuita alla responsabilità del Ministro Ferrero lasciandola, però, interna alla Presidenza del Consiglio visto che, comunque, per legge, il Presidente del Consiglio è il Presidente del Comitato di Coordinamento per l'Azione Antidroga ed il Ministro è un suo delegato. Insomma la costituzione di centri di riferimento nazionali mi sembra veramente un'ottima iniziativa, se esiste poi un luogo di riferimento centrale tecnico strategico in grado di valorizzarne l'esistenza e di utilizzarne l'apporto trasversalmente alle diverse organizzazioni dello Stato. Il Dipartimento Nazionale poteva e potrebbe essere questo luogo. Perchè nel documento non se ne parla? Si da per scontata la sua esistenza? D'altra parte è anche chiaro che un comunicato stampa non è un verbale di una riunione e riassume semplicemente i punti fondamentali di una interlocuzione che sono, tutti, molto importanti e vanno, oltre a quanto già citato, dalla ridefinizione dei compiti e delle offerte di servizi dei Ser.T. ad una campagna nazionale di formazione per gli operatori del sistema dei servizi; dalla disponibilità nelle farmacie di tutti i farmaci sostitutivi in uso per la dipendenza da eroina all’impegno dei medici di medicina generale (ma che ne pensa il Ministero della Salute assieme agli interessati?) alla costituzione dei Dipartimenti delle Dipendenze in tutte le ASL. Tuttavia la mia professione mi ha insegnato che è importante ciò di cui si parla... ma anche ciò di cui non si fa menzione. Spesso è proprio ciò di cui non si parla che nasconde nodi critici da risolvere.

Per ora è importante che il Ministro abbia ribadito "il ruolo centrale del Servizio Pubblico" e che si sia detto "disponibile a visitare i Ser.T. come atto, anche simbolico, di vicinanza agli utenti e agli operatori pubblici". Il problema è che, se i simboli sono importanti, le risorse lo sono ancor di più e ciò che manca ai Servizi ed ai Dipartimenti sono, sempre più, le risorse. Ma di questo, nel comunicato, non si parla. La precedente Conferenza Nazionale aveva chiesto fondi certi per i Dipartimenti con una quota percentuale di bilancio delle ASL vincolata per l'azione antidroga preventiva, terapeutica e riabilitativa. Ma ora si prepara una nuova Conferenza ... FederSerD afferma di aver posto le basi per un lavoro comune: per fare cosa ... è ancora tutta una storia da scrivere. Nel momento in cui l'associazione rivendica   anche "un riconosciuto ruolo di rappresentanza dei servizi pubblici" si assume la grande responsabilità di essere portavoce di  tutto un settore e non solo dei suoi iscritti. E' un impegno ambizioso, soprattutto di questi tempi di divisioni polari. Speriamo che il tutto vada a buon fine e che, soprattutto, la giusta collaborazione con chi istituzionalmente è preposto a governare un settore del Paese non venga, dall'esterno, confusa con una scelta di schieramento politico (che è un'altra cosa). Non sempre questa differenza viene compresa anche perchè c'è chi ama non fare differenze. Anche per questo motivo, in questo campo del curare e del prendersi cura, l'ambito tecnico scientifico ha sempre avuto poca voce in capitolo nelle scelte fondamentali.   

Riccardo C. Gatti 3.6.06