Carlesi lascia il Dipartimento Nazionale

 

Il Capo del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga, Nicola Carlesi, si dimette. La motivazione ufficiale farà riferimento a motivi personali che, tuttavia, capitano in un momento delicatissimo. Non solo siamo alla vigilia del 26 giugno, Giornata Mondiale per la lotta alla droga, data in cui normalmente il Governo prende posizioni ufficiali sull'argomento, ma, anche e soprattutto, Carlesi si era impegnato per realizzare la IV Conferenza Nazionale Antidroga: un appuntamento istituzionale importantissimo per il settore e già in ritardo di ben due anni rispetto a quanto previsto dalla legge. A questo punto la Conferenza verrà senz'altro rimandata ma a quando? Il momento scelto per le dimissioni fa ipotizzare una serie di problemi "politici". Scrive, ad esempio Vita.it "Tra i motivi dell'uscita di scena di Carlesi vi sarebbero problemi di salute, ma in realtà sarebbero predominanti i motivi di carattere politico che vanno fatti risalire al 16 febbraio di quest'anno, quando durante un convegno il ministro Giovanardi (Udc) annuncia di essere stato chiamato ad “aiutare” Gianfranco Fini nella gestione delle politiche sulle droghe. Si tratta di fatto di un passaggio di delega dal ministro degli esteri, ideatore e “padrino” del Dnpa nonché presentatore della proposta di riforma della legge del ‘90, a quello per i rapporti con il Parlamento. Un passaggio che lascia Carlesi, già deputato di An e promotore di varie iniziative in materia di stupefacenti, privo di un riferimento politico diretto. A ciò va aggiunto che era lo stesso Carlesi ad ambire forse all'assegnazione di quella delega, come logica conseguenza del suo incarico di direttore". E' vera l'ipotesi di "Vita" oppure sono vere le motivazioni personali?

Mi auguro proprio che non si tratti di problemi di salute, piuttosto, al momento della nomina, poco più di un anno fa, avevo accennato a quello che chiamavo "il Dilemma di Carlesi" e mi sembra utile riproporre quello scritto perché, probabilmente, contiene alcune riflessioni che descrivono importanti nodi critici. Scrivevo infatti:"Anche se non mi sembra di aver ancora notato conferme ufficiali, l'insediamento del Dott. Nicola Carlesi alla direzione del Dipartimento Nazionale Antidroga  (DNA) sembra ormai in fase avanzata. Nicola Carlesi, Psichiatra ed ex Deputato di Alleanza Nazionale sostituisce Il Prefetto Soggiu. Un compito particolarmente complesso perché l'inizio effettivo del mandato (Giugno ?) potrebbe corrispondere con un clima "arroventato" dalle discussioni relative alla "Legge Fini". Ma questa non è l'unica complessità: Carlesi è un tecnico, in quanto medico e psichiatra, ma è, contemporaneamente, un uomo di partito, facendo parte della Direzione Nazionale di A.N.. Ciò potrebbe spostare sempre più il ruolo del Dipartimento verso una funzione prettamente politica. Se così fosse, tuttavia, la posizione del Direttore del Dipartimento si approssimerebbe a quella di un Sottosegretario o forse di un Ministro, vista la (quasi) diretta afferenza alla Presidenza, o meglio, alla Vicepresidenza del Consiglio. Paradossalmente, questo tipo di posizione, sembra un ritorno alla situazione pre - Dipartimento Nazionale quando, proprio ad un Ministro, su delega del Presidente del Consiglio, era affidato il coordinamento dell'azione antidroga, secondo l'articolo 1 del DPR 309/90.  Perché, allora, cambiare creando un Dipartimento come il DNA? Se, ad esempio, in una situazione pre-Dipartimento, Carlesi fosse stato nominato Sottosegretario per coordinare l'azione antidroga, ci sarebbe stata una reale differenza rispetto alla situazione attuale? Se si, quale? Sembra una questione capziosa ed, effettivamente, l'argomento è insidioso ma sono assolutamente convinto che proprio su questo dilemma della differenza si giocherà il senso e, quindi, il futuro del Dipartimento Nazionale e la reale possibilità di coordinare e indirizzare una vera strategia antidroga nel nostro Paese".

Alla luce dei fatti il "Dilemma di Carlesi" non è stato risolto e le ripercussioni saranno inevitabili anche sulla strategia antidroga del nostro Paese che, ormai, manca da troppi anni e non potrà essere che rinviata alla prossima legislatura.  

Riccardo C. Gatti 6.6.05

Ecco il nuovo Capo del Dipartimento Nazionale, anzi ... no!

Doveva forse essere il Generale Antonio Ragusa, carabiniere in servizio presso il SISMI (Servizi Segreti Militari), ad essere nominato Capo del Dipartimento Nazionale per le Politiche Antidroga al posto di Nicola Carlesi (vedi il commento sulle dimissioni più in basso, dopo le notizie). Avrebbe avuto un compito difficilissimo: attraversare un periodo di fine legislatura con una campagna elettorale ormai in corso, un progetto di legge in sospeso ... ed una Conferenza Nazionale ancora da fare. Prima la notizia si è diffusa (fonte Settimanale Vita), è stata commentata criticamente dalle opposizioni e poi, nella stessa giornata, è stata smentita dal ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ha precisato, ''Livia Turco puo' stare tranquilla. Già in data 8 giugno scorso ho scritto al sottosegretario Gianni Letta per segnalargli quale impatto negativo potesse avere sull'opinione pubblica e sul mondo delle comunità una scelta come capo Dipartimento delle politiche antidroga di un generale dell'arma, anche se di grande esperienza e capacità, non essendo nostra intenzione enfatizzare il versante repressivo del problema droga''. ''Nel Consiglio dei ministri del 10 giugno - prosegue Giovanardi - mi e' stata conferita formalmente la delega per seguire il settore delle politiche antidroga e presenterò al più presto al presidente del Consiglio la proposta per la nomina del sostituto del dimissionario Nicola Carlesi, non essendo stata sin qui formalizzata alcuna nomina''. (Fonte Vita.it). Dunque una scelta di questo tipo era nell'aria già da tempo ma... da quanto tempo? Giovanardi avrebbe scritto a Letta in data 8 giugno, le dimissioni di Carlesi sono state formalizzate il giorno 6 o 7, evidentemente già qualcuno aveva pensato ad un sostituto con caratteristiche molto diverse ... poi qualcosa è cambiato forse all'ultimo momento. Ma cosa? La situazione al Dipartimento Nazionale appare sempre più intricata. Non è più intricata di quanto lo sia la situazione politica del momento ma, forse, il problema sta proprio qui. Il Dipartimento Nazionale è troppo influenzato dalla situazione politica per poter essere un organismo tecnico ma, volendolo considerare un organismo politico,  ha poco respiro e rischia di essere continuamente schiacciato da poteri più forti. Azzardo un’ipotesi: che sia per questo che Carlesi se ne è andato? 

Riccardo C. Gatti 17.6.05