26 Giugno 2002:

“Giornata internazionale contro il traffico di sostanze stupefacenti”.

 

Il Commissario di Governo organizza una “celebrazione” presso l’Aula Magna della Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. Gli invitati non sono moltissimi: il clima è formale e cordiale insieme.

 

Noto un particolare importante. E’ il Commissario di Governo Pietro Soggiù a fare gli onori di casa assieme al Direttore della Scuola ma, negli interventi previsti, i primi a parlare sono membri  del Comitato Scientifico: i Professori Furnari e Gerra. Non è cosa da poco far aprire a due tecnici uno dei quali, Gerra, è il responsabile di un SERT. Quella che segue non sarà una celebrazione. Il Governo si è presentato unito: Ministri, Sottosegretari ed il Vicepresidente Fini sono parsi più pacati, riflessivi, determinati ed unitari di quanto lo fossero a S. Patrignano quando, per la prima volta, venne annunciata una svolta nelle politiche nazionali. Allora e per molti mesi in cosa consistessero le nuove politiche non era affatto esplicito: in quei giorni, ad esempio, un collega mi aveva raggiunto sul cellulare chiedendomi se era vera la notizia che “…volevano chiudere i SERT”. Ora le cose sono più chiare:

 

1)    La politica del Governo si muoverà attorno a tre “pilastri”: prevenzione, recupero e repressione. Nessuno di questi, secondo il Vicepresidente del Consiglio, sarà prioritario rispetto agli altri. L’impegno del Governo sarà combattere l’uso e il traffico illecito delle sostanze.

2)      Nessuna apertura a forme di legalizzazione nemmeno per le droghe “leggere”. Viene ribadito che non è corretto definire una droga come “leggera” e che qualunque droga “fa male”: “negare questo danno per la salute e la coesione della società è negare un’evidenza”… “E’ un dovere civico tutelare la salute” … “La droga fa male anche alla società”(Fini).

3)      Viene avversata, perché ritenuta controproducente, la politica definita di “riduzione del danno” intesa (mi pare) come quelle iniziative volte ad istruire rispetto ad un uso, sebbene meno rischioso, delle droghe. Si accenna anche alla negatività dell’uso cronico di metadone non accompagnato da altre proposte ed agli affidi di questo farmaco finalizzati ad una presa in carico meno impegnativa del paziente (N.d.A. il tema metadone e affidi, nel contesto complessivo è solamente accennato e con termini che definirei molto pacati rispetto a quanto sentito in precedenti occasioni)  

4)      Sarà cruciale l’attività di coordinamento del Dipartimento Nazionale Antidroga diretto da Pietro Soggiù: “non è materia che possa essere affidata in toto a questo o a quel dicastero”. Sono state riconosciute alcune difficoltà iniziali nell’avvio dell’iniziativa anche per la sua novità. Il Dipartimento dovrà definire alla pari di altri Paesi Europei un vero e proprio piano di azione triennale.

5)      Il Governo si è preso la propria responsabilità di dare un indirizzo preciso unitario nazionale cui dovranno attenersi le Regioni (per tramite del Piano citato ma anche di provvedimenti legislativi). 

6)      Verrà formulato un nuovo decreto 444. (N.d.A. Ai profani questo non dice nulla ma il decreto è uno dei fondamenti per l’esistenza del sistema di intervento: ad esempio fissa gli standard minimi di personale per i Servizi Pubblici).

7)      E’ definita una nuova centralità dell’intervento che si basa sia sul pubblico che sul privato accreditato. (N.d.A. In passato la centralità, almeno come definizione,  ruotava attorno al Servizio Pubblico mentre il resto del sistema era posto in una funziona ausiliare). Si è insistito sulla parità tra gli accreditati (un concetto, questo, già introdotto dal precedente Governo). Pubblico e Privato sono uguali nel momento in cui svolgono una funzione pubblica.

8)      Non ci dovrà essere rivalità tra pubblico e privato (N.d.A. anche se la possibilità di accreditamento potrebbe, in effetti, creare situazioni di competizione)

9)      Non è vero (e su questo si è molto insistito) che ci siano intenzioni di penalizzare  i SERT. (Effettivamente le bozze del nuovo 444 che ho visto mi sembrano non penalizzanti per il Servizio Pubblico)

10)  Si ritornerà con delle modifiche di carattere legislativo a creare un netto discrimine tra consumo  e spaccio. “Oggi non si sa in cosa consiste esattamente lo spaccio (Fini)”

11)  Viene auspicata una maggiore partecipazione del mondo dello sport e del C.O.N.I. in particolare a livello preventivo ed educativo

12)  Viene auspicata una maggior  partecipazione del mondo delle imprese alle attività di reinserimento ed il mondo dello spettacolo a schierarsi contro l’uso di droghe

13)  La scuola viene potenzialmente vista anche come un possibile luogo di incontro ed educazione al di fuori dell’orario e dei programmi scolastici.       

 

 

Mi sembra, complessivamente, che la posizione governativa sia più matura. In questi mesi sono stati fatti dei progressi, sono maturate sinergie e c’è stato, evidentemente, un maggior ascolto delle diverse esperienze in atto. D’altra  parte all’incontro erano presenti anche figure del Privato Sociale, come Don Ciotti, considerate più vicine all’opposizione che alla maggioranza. Le scelte del Governo, evidentemente, non faranno piacere a chi si colloca su un fronte vicino alla legalizzazione delle droghe o, ancor di più, all’antiproibizionismo. Alcune dichiarazioni sono state particolarmente dure. Ecco un esempio: ''Solo l'Italia pretende di equiparare droghe leggere e droghe pesanti sulla base di dati fantasmagorici del prefetto generale Soggiu, in preda ad un delirio di onnipotenza”. Lo afferma Franco Corleone, presidente del Forum droghe ed ex sottosegretario alla Giustizia. ''Sarebbe veramente necessaria la dose media giornaliera - afferma ancora - soprattutto d'intelligenza e di umanità. Assistiamo invece ad un vera e propria overdose di falsificazioni di antiscientificità e di moralismo. La politica annunciata va contro la volontà popolare espressa in un referendum ma va anche contro le sperimentazioni in atto in tutti i Paesi europei che abbandonano le linee proibizioniste in favore della riduzione del danno e di politiche di regolamentazione dell'uso della cannabis '' (Fonte ANSA da www.fuoriluogo.it ).

 

A mio avviso, comunque, dalla giornata del 26 giugno sono emerse cose importanti e positive:

 

1)     si incomincia ad intravedere una politica strutturata del Governo: non, più semplicemente, un assemblaggio di una serie di affermazioni di principio

2)     vengono espressi alcuni obiettivi fondamentali quali la necessità di un coordinamento dell’azione e di un piano triennale che, uniti al desiderio di relazionarsi all’ambito europeo, potrebbero suscitare ampia condivisione: a mio parere l’idea di creare e sostenere un Dipartimento centrale è … una buona idea

3)      mi pare vi sia il tentativo di allargare, nei limiti del possibile, il dialogo e non lo scontro

4)      si sancisce un principio di unità coordinata e sinergica nel sistema di intervento che, se applicata e ben regolata, potrebbe dare buoni frutti

5)      ci si è resi conto dell’importanza dei SERT o, almeno, dell’opportunità della loro presenza

 

Forse si sarebbe potuto evitare di:

 

1)     insistere così tanto sulla questione della cannabis (Furnari, Soggiu e Fini) e della sua riferita maggiore pericolosità dovuta all’aumento del principio attivo: la cannabis sembra diventata la bandiera da conquistare (da una parte e dall’altra) ... ma ho la seria convinzione che, una volta conquistata non cambierebbe un gran che negli scenari attuali

2)     incentrarsi sulle singole sostanze “valorizzandone” alcune come cannabis ed ecstasy nel corso delle trattazioni, per (quasi) dimenticarne altre come la cocaina (!?) e l’eroina

3)    avversare il concetto di “riduzione del danno” contrapponendone un altro, la “riduzione della cronicità” che non è necessariamente contrapponibile: non sarebbe un ottimo risultato ridurre i danni e la cronicità assieme ?!

4)      non parlare di investimenti economici

 

Si sarebbe potuto, inoltre, valorizzare maggiormente il dato che nei primi sei mesi di quest’anno le morti per droga sono diminuite del 56%, probabilmente anche grazie ad un sistema di intervento che, sebbene con molti limiti di varia natura, funziona. 

   

Vedremo nei prossimi mesi.

La qualità dell’azione del Governo o , almeno, delle sue proposte sembra alzarsi. Indubbiamente anche l’opposizione dovrà tenerne conto. Potrebbe derivarne un vantaggio per tutti. Forse sono quasi maturi i tempi per una proposta che avevo fatto pubblicamente in conclusione della conferenza di Genova: formare una commissione costituita da tecnici e da politici della maggioranza e dell’opposizione per studiare modifiche condivise delle attuali normative e, chissà, … per costruire una progettualità che dia spazio alle sinergie.

 

(c) - 2002 Riccardo C. Gatti