IL PROGRAMMA dell'UNIONE

25.2.2006

 

Ecco quanto proposto dal centro-sinistra come  Programma di Governo 2006-2011 per quanto riguarda la droga.

"Educare, prevenire, curare. Non incarcerare. Per le tossicodipendenze non servono né il carcere né i ricoveri coatti. Alla tolleranza zero bisogna opporre una strategia dell’accoglienza sociale per la persona e le famiglie che vivono il dramma della droga, a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici) e quindi dal superamento della normativa in vigore dal 1990. Occorre un reale contrasto dei traffici e la tolleranza zero verso i trafficanti. È necessario rilanciare il ruolo dei SerT e dei servizi territoriali che in questi cinque anni sono stati sistematicamente penalizzati dai tagli alla spesa sociale; senza imporre un unico modello e salvaguardando il pluralismo delle comunità terapeutiche, queste dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico a cui spetta la diagnosi della dipendenza. Vanno sostenuti quanti, con approcci culturali e metodologie differenti da anni sono impegnati a costruire percorsi personalizzati e perciò efficaci di prevenzione, cura e riabilitazione considerando le strategie di riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi. Il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato".

Così esposto (è il testo letterale) il programma pare un po' generico. Bisogna anche dire, tuttavia, che si tratta di un frequente limite di questo tipo di documenti che, per l'estensione degli argomenti trattati, devono condensare in poche righe concetti molto complessi anche conciliando punti di vista non sempre univoci. In particolare, ad una lettura veloce, il nocciolo dell'azione di programmatica di Centro Sinistra, nel caso di vincita alle elezioni politiche, sembrerebbe quello di abrogare quanto proposto dal centro destra per un ritorno alla situazione pre-esistente. Rileggendo con maggiore attenzione il documento, tuttavia, è possibile rendersi conto che alcuni punti (decriminalizzazione e superamento della normativa del '90) sembrano vagamente richiamare alcuni argomenti della PROPOSTA DI LEGGE N. 4208 (primo firmatario Boato). Consiglio, pertanto di leggerla assieme alla sua introduzione.  La proposta Boato non è una "nuova legge" ma (come lo stralcio Giovanardi della legge Fini) è la modifica di una legge il cui impianto originale risale al 1975 (685/75). Risente, perciò, dei limiti strutturali complessivi della normativa originale che, a sua volta, deriva da una lettura del fenomeno droga vecchio di trent'anni. Oggi moltissime cose sono cambiate e, come ho già affermato a proposito della proposta di legge Fini, bisognerebbe fare, almeno una volta, ciò che, forse,  non è mai stato fatto: accettare che la norma legislativa sia la conseguenza di un piano strategico strutturato e non viceversa. Un piano strategico richiederebbe, per prima cosa, una sostanziale ed approfondita rilettura e contestualizzazione del fenomeno di uso ed abuso di sostanze psicoattive: lecite ed illecite. La proposta Boato, comunque, tende a rendere applicativi una serie di concetti  che vanno nella direzione opposta a quella del Centro Destra e, quindi, verso la depenalizzazione di tutte le condotte attinenti al consumo individuale, compresa la cessione gratuita di droga. Viene data particolare attenzione, inoltre, alle politiche di riduzione del danno ed alla decarcerizzazione di detenuti con problemi legati all’uso delle sostanze.

Bisogna tuttavia dire che la proposta Boato (cui tra l'altro si aggiunge l'adesione di esponenti di spicco della Sinistra da Turco a Russo Spena, da Chiaromonte a Intini da Pecoraro Scanio a Pisapia, solo per citarne alcuni)  presentata nella XIV Legislatura è decisamente più radicale di quanto riportato nel programma dell'Unione dove alcuni termini suggeriscono differenze sostanziali. Sul programma, ad esempio, si parla di "decriminalizzazione" non di "depenalizzazione" delle condotte legate al consumo di droghe. Non è la stessa cosa.

Per ora, in caso di affermazione del Centro-Sinistra, è corretto  e logico aspettarsi solo quanto è stato scritto nel programma anche se, considerata la situazione della diffusione di droghe nel nostro Paese e l'aspra contesa con il Centro Destra, proprio in tema di droga ... mi sarei aspettato di leggere  un programma più articolato, maggiormente definito e con qualche idea in più. Non per nulla il settimanale Vita del 24 febbraio 2006 titola, a questo proposito: "Politiche anti droga: DECIDERE DI NON DECIDERE".  Un problema che fino ad oggi, nonostante tutto, sembra riguardare anche il Centro Destra, arrivato al voto di fiducia sulle modifiche di legge anche per compattare la maggioranza (riuscendo comunque a scontentarne una parte) e non solo per sconfiggere l'opposizione.

Credo che se nella prossima legislatura il Governo (qualunque esso sia) e, direi, il Parlamento, non riuscirà ad affrontare la questione droga in modo organico ed approfondito la situazione potrebbe farsi veramente complicata da gestire. Già oggi, ad esempio, c'è un "partito trasversale" che si va facendo sempre più ampio: quello dei consumatori di droghe che votano e sono sempre di più. Non si può non tenerne conto anche perchè, altrimenti, si finisce per dare ulteriore spazio alle narcomafie che non solo continuano a vendere i loro prodotti a nostro danno ma hanno anche modo di impadronirsi di punti chiave per il controllo della società civile. Spero che prima o poi qualcuno si accorga che a colpi di slogan in questo campo non si va da nessuna parte. Personalmente rimango convinto che sia necessario un lavoro bipartisan e di alto livello per elaborare una strategia ed applicarla. In questo senso spero di non essere un forzato ottimista dicendo che è meglio un programma politico meno definito ma in grado di lasciare aperta una possibilità di dialogo durante la legislatura piuttosto che una proposizione molto dettagliata ma chiusa. Ammesso che nel nostro Paese si riesca una buona volta a trovare la volontà di concordare in quale direzione ci si vuole muovere e cosa si vuole ottenere dalle nostre azioni. Sostenere che il tutto sia già esplicito (o esplicitato) nei programmi o nelle azioni delle parti e delle coalizioni politiche ritengo che sia, nella migliore delle ipotesi, un errore. Infatti, anche a livello politico - legislativo, a destra al centro e a sinistra, si continua a circuitare attorno a temi e ad argomenti che sono vecchi di trent'anni, apparentemente senza riuscire a sciogliere nodi storici e, soprattutto, senza riuscire a trovare posizioni univoche e condivise nemmeno all'interno della stessa coalizione. Nel '75, quando veniva varata la legge sulla droga che, secondo diversi intendimenti, abbiamo continuato a rappezzare, andava in disarmo il transatlantico "Michelangelo" e faceva il primo volo con passeggeri il "Concorde" mentre la Rai incominciava a pensare di aprire il terzo canale. Ora che anche il Concorde non vola più ed i canali televisivi che arrivano in casa sono centinaia, vogliamo fare (e non solo a livello politico) come gli appassionati  del film  "The Rocky Horror Picture Show” che dal 75, illuminati dalla luce riflessa dallo schermo, continuano a ballarselo e a cantarselo tra di loro. Sempre più li stiamo imitando: recitiamo parti preordinate trent'anni prima e siamo contenti così. Vorremmo non uscire mai dal cinema perchè, fuori, tutto è cambiato e non è una finzione. Oggi, se vogliamo un'altra realtà, dobbiamo scrivere un'altra storia. 

Riccardo C. Gatti  25.2.06
 

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