La resa di Ferrero

Il Programma di Governo 2006-2011 del centro-sinistra, per quanto riguarda la droga, dice: "Educare, prevenire, curare. Non incarcerare. Per le tossicodipendenze non servono né il carcere né i ricoveri coatti. Alla tolleranza zero bisogna opporre una strategia dell’accoglienza sociale per la persona e le famiglie che vivono il dramma della droga, a partire dalla decriminalizzazione delle condotte legate al consumo (anche per fini terapeutici) e quindi dal superamento della normativa in vigore dal 1990. Occorre un reale contrasto dei traffici e la tolleranza zero verso i trafficanti. È necessario rilanciare il ruolo dei Ser.T. e dei servizi territoriali che in questi cinque anni sono stati sistematicamente penalizzati dai tagli alla spesa sociale; senza imporre un unico modello e salvaguardando il pluralismo delle comunità terapeutiche, queste dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico a cui spetta la diagnosi della dipendenza. Vanno sostenuti quanti, con approcci culturali e metodologie differenti da anni sono impegnati a costruire percorsi personalizzati e perciò efficaci di prevenzione, cura e riabilitazione considerando le strategie di riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi. Il decreto legge del governo (ci si riferisce al Governo Berlusconi ed alla Legge Fini - Giovanardi N.d.A.) sulle tossicodipendenze deve essere abrogato".

Il Ministro Ferrero, partecipando nei giorni scorsi alla Conferenza Nazionale di FederSerD, ha descritto una situazione francamente desolante: quella di un Governo che, almeno per quanto riguarda questo settore, non è in grado di governare. Ferrero si è comportato da persona onesta e, da persona onesta, è stato chiaro ed esplicito: non si è rifugiato nelle ambiguità che spesso contestiamo a molti politici. Si tratta di una chiarezza che, purtroppo, da ben poche speranze a chi ha a cuore questo settore. Basti pensare che quello che ho chiamato "il PIANINO", un piano parziale antidroga del Governo limitato al 2008, non ha copertura finanziaria. Se l'avrà, lo si saprà a metà anno. Sarà, infatti, costituita da parte delle eccedenze del gettito della lotta alla evasione fiscale. Niente evasione e l'azione di governo sprofonda. Potrebbe essere solo una battuta ma non ne sono sicuro. Purtroppo la situazione è ancora più complessa. Buona parte del "tesoretto" attuale e futuro, secondo molti, non deriva realmente dalla lotta all'evasione ma dai maggiori redditi (tassati) di alcuni settori che, come quello bancario, hanno fatto enormi utili in crescita generando proventi fiscali non previsti. Oggi, però, l'economia mondiale è in crisi proprio a causa del settore bancario. Non è detto, quindi, che l'extra gettito fiscale continui a nutrire il tesoretto cui attingere per il sociale. E' desolante vedere, ormai, come la lotta alla droga sia legata ad eventuali fondi residui. Risultato: il mercato della droga, almeno nel nostro Paese, non sembra avere più argini mentre chi dovrebbe contrastarlo a livello preventivo, terapeutico e riabilitativo è in agonia. In mancanza di risorse certe nessuna programmazione è possibile.

Ferrero è stato chiaro dicendo che, per quanto lo riguarda,  "Se non si arriva alla Conferenza Nazionale (di primavera) nel rispetto del programma, il Ministro lo farà qualcun altro". Più che di una ipotesi si tratta di una possibilità incombente visto che la sua proposta di superamento della legge Fini - Giovanardi non è stata ancora presentata al Consiglio dei Ministri. Se non ci sono le condizioni politiche perché la sua proposta legislativa passi in Consiglio dei Ministri ... figuriamoci cosa succederebbe nella sua discussione in Parlamento. Se non ci sono soldi sicuri per finanziare i piani del Governo figuriamoci in che modo sarà possibile sostenere i Servizi di cura e le attività di prevenzione ed assistenza come promesso nel programma. Come, spesso, purtroppo, accade i programmi con cui si chiede il voto dei cittadini sono una cosa: la realtà è un'altra.  

L'azione antidroga che in Italia è troppo legata a scelte dirette di singoli politici (Ministri o Assessori che siano), in assenza di organismi di governo tecnico e di fondi certi in grado di dare continuità, stabilità e senso alle attività, rimane, così, sospesa tra lo straordinario e l'ordinario.  Dimostra, ancora una volta, il suo corto respiro. In mancanza di qualunque vincolo per una azione sinergica, ciascuno si muove come può o come meglio ritiene opportuno. Nel frattempo si pagano gravi errori del passato come la cancellazione (perché?) del Fondo Nazionale per la Lotta alla Droga che, convogliato in un più generico fondo sociale indistinto, viene utilizzato, quasi interamente, per altre priorità. Allo stesso modo si pagano errori recenti visto che questo Governo, all'inizio del suo mandato e in meno di un mese, è riuscito a trovare la volontà politica e tutti gli accordi necessari per cancellare completamente l'esistenza del Dipartimento Nazionale per le Politiche antidroga presso la Presidenza del Consiglio. Risultato: niente più sede, struttura, bilancio e personale per coordinare l'azione antidroga. Inevitabilmente viene da chiedersi se il tutto sia conseguenza di disorganizzazione e ingenuità oppure di precise scelte. La posizione dei Ministro Ferrero, comunque, è molto critica rispetto allo stessa compagine di cui fa parte.  Si chiede, ad esempio, come sia possibile che un Governo che manda in galera chi guida in stato di ebbrezza non sia in grado di mettersi d'accordo almeno per scrivere sulle bottiglie di alcolici che "se bevi non devi guidare". Peccato che il Ministro Ferrero sia parte integrante del Governo e, quindi, più che farsi domande, dovrebbe dare risposte. Considerando la sua franchezza, tuttavia, ho proprio l'idea che non riesca a darle. Per questo, forse, ipotizza le sue dimissioni. 

Riccardo C. Gatti 3.11.07 


 

home page